Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Esperienze / Cettina con Mariangela
copertina racconto erotico

Cettina con Mariangela

Adesso vi narro come ho avuto modo recentemente di infilare – a casa di Cettina, la mia contadinotta tutta sale e pepe – anche la capiente bernardona della sua comare, con la quale si è instaurato un ottimo rapporto (sia fisico che spirituale), tanto è vero che adesso – ogni volta che mi reco a casa sua – spero ardentemente di trovarle entrambe, in modo che il mio bastoncello possa servire a fottere non solo quella gran troia della padrona di casa, ma anche la grossa sorcona di Mariangela.

Il tutto inizia un sabato, quando – verso le sei – me ne andai a casa di Saro (il marito gay), che – a dire il vero – mi aspettava con la porta del garage spalancata, dove aveva tirato fuori la sua macchina per fare entrare la mia; una volta chiusa la porta del garage, mi salutò dicendomi
“.. ciao, carissimo .. finalmente sei arrivato .. Cettina è già tornata dai campi e ti sta aspettando in casa tutta profumata .. ma anch’io c’ho un buon profumo, non lo senti ? .. ” in effetti aveva addosso un profumo così intenso (e vomitevole) che mi fece ricordare l’odore dolciastro della mia amica Iole, che fa – di professione – la puttana in senso stretto della parola .. cioè il suo lavoro consiste nell’aprire le sue belle coscione (mostrando i suoi buchi intimi) soltanto al suono di tanti bei bigliettoni da centomila
“.. ho conosciuto un altro buon amico .. e stasera mi auguro che scopiamo come ricci .. quindi, fammi un favore ! .. non dovrei rientrare stanotte .. e quindi ti affido mia moglie .. naturalmente ne ho già parlato con lei .. e mi ha detto che le va bene .. ma tu che devi fare ? .. hai altri programmi per stasera oppure ti accontenti della mia bella troiona ? .. ” dal momento che era sabato e per di più all’imbrunire, non avevo altri programmi se non quello di fottere – in santa pace – quella magnifica succhiacazzi di Cettina, ma naturalmente questo lo pensai, ma non lo dissi, rispondendo che – per un amico ricchione – sarebbe stato giocoforza per me intrattenermi solo con la sua signora
” .. grazie .. un grazie di cuore ! .. ed è un vero peccato che il tuo cazzo non si rizzi dinanzi al mio culo .. perché – in caso contrario – mi sarebbe piaciuto avvicinare la mia bocca alla tua ciolla per farti un pompino come Dio comanda .. e poi bere la tua sborra .. in ogni caso ricordati sempre che ti saprò far godere – con il mio culo – cento volte meglio di una fica di una qualsiasi femmina .. mah, tu pensaci .. e poi sappimi dire se ti conviene anche la mia offerta .. in ogni caso – anche se non lo dovrei dire – Cettina ti ha preparato una
bella sorpresa .. eh, no ! .. non te lo posso dire ! .. vai in casa .. e lasciati sorprendere ! .. ma ricordati che il maschio sei tu ! .. adesso vado .. in quando sono già in ritardo .. ci vediamo domani .. buona fottuta ! .. ”

Una volta partito Saro, entrai in casa ma non vidi nessuno; ovviamente la chiamai cercando prima in cucina, poi in salotto, in sala da pranzo, in bagno ed infine in camera da letto, dove finalmente la vidi, anzi .. LE vidi, in quanto la mia splendida zoccola mi stava aspettando – insieme ad un’altra femmina – nel suo letto .. beh, dovevo avere fatto una faccia da perfetto idiota rimanendo sbalordito e senza parole, tanto è vero che giunse in mia aiuto la voce di Cettina
“.. entra, Marco .. perchè stai ancora sulla porta ? .. non ti mangiamo mica, sai ? .. questa è la mia comare Mariangela .. comare in quanto mi ha cresimato .. noi due ci siamo coricate perchè eravamo stanche di stare sempre all’inpiedi .. sai – dopo una giornata nei campi – abbiamo la schiena che ci fa male .. ma – ricordando i tuoi desideri – ci siamo lavate .. beh, insomma, ci siamo fatte la doccia .. ed è pure pulita la biancheria delle lenzuola .. non vuoi coricarti anche tu ? .. vedi, c’è posto per tre in questo letto .. sù, avanti, non farti pregare .. tanto ormai Saro se n’è già andato dal suo amico frocio e ricchione, non è vero ? .. e quindi il maschio di casa sei tu ! .. ” superato quest’attimo di stupore, entrai ed avanzai verso la parte di letto dov’era distesa – sotto il lenzuolo – la mia dolce mignotta, mentre il mio sguardo era rivolto all’altra parte del letto, dove la sua comare mi stava osservando: è una donna di qualche anno più vecchia di Cettina, gli occhi erano neri come il carbone, la bocca era grande con le labbra gonfie e turgide quasi fosse una negra (e quindi adattissima – pensai io – per fare degli splendidi pompini .. ) e aveva dei capelli veramente lunghi che scendevano fino al lenzuolo; naturalmente aveva le spalle scoperte, da dove si vedeva che era di costituzione fisica robusta, ma – mai e poi mai – mi sarei immaginato che aveva – al posto delle tette – una vera e propria montagna di lardo con gli aloni enormi come fossero pesche giganti.

Ma andiamo con ordine .. il mio primo pensiero fu questo ..
” ah, così stanno le cose ! .. adesso capisco perchè Saro mi aveva avvertito poco fa di essere il maschio .. devo fottere non solo Cettina, bensì anche l’amica .. ehi, dobbiamo farci onore, Carletto ! .. fai il bravo e comincia a diventare duro .. hmm .. mah, l’amica non è poi tanto male .. con quelle sue spalle poderose .. speriamo che anche il seno sia bello .. e soprattutto abbondante .. ” nel frattempo ero giunto vicinissimo alla mia troia ed – accogliendo il suo invito di coricarsi con loro – mi spogliai ma molto lentamente, togliendo un indumento alla volta (così come – d’altro canto – avevo visto fare agli spogliarettisti maschili alla televisione), rimanendo infine soltanto con le mutandine, con il mio uccello che stava diventando sempre più duro e naturalmente più evidente a chi lo stava osservando dal di fuori; allora mi chinai su Cettina dicendole
” .. come va con la schiena, tesoro ? .. va meglio ora, dopo la doccia ? .. ” alla sua risposta affermativa, proseguì
” .. mi fai dare un bacio alla tua bocca, mentre devo controllare che le tette siano state lavate per bene, non è vero ? .. ” senza aspettare una sua risposta, mi chinai dandole ripetuti baci al suo volto e slinguate alla sua bocca, mentre scoperchiai il lenzuolo all’altezza delle sue poppe ed iniziai ad accarezzare i suoi bottoncini; lei – d’altro canto – aveva afferrato i miei slip (per vedere in che condizioni fosse il mio pisello) ed aveva portato alla luce del sole la mia cappella semi-dura
“.. ehi, calma ! non è giusto che tu mi fai vedere tutto nudo dinanzi alla tua comare ! .. e poi .. non so tuttora come la devo chiamare ? .. comare o Mariangela o signora ? .. anzi, adesso me ne vado da lei e le chiedo cosa pensa di questo fatto ! .. ” così dicendo, me ne andai all’altro capo del letto senza minimamente togliere alla vista delle femmine il mio bigolo scappellato, che se ne stava ormai fuori dagli slip, e le chiesi con fare innocente
“.. ha visto cosa ha fatto Cettina con la mia minchia ? .. tutta di fuori ! .. tu cosa ci faresti ? … me lo metteresti di nuovo dentro gli slip ? .. ” dopo averci pensato sù per qualche secondo, Mariangela mi rispose – tutta timorosa – che avevo il cazzo degno di essere leccato e poi – senza dire più una parola – tirò giù tutti gli slip, ammirò per un attimo quella bella minchia che le stavo offrendo ed iniziò ad accarezzarla con le mani, scoprendo così – in parte – il lenzuolo e facendomi ammirare – per la prima volta – le sue tette; a questo punto, vi devo dire che – mai e poi mai – mi sarei immaginato che avrei conosciuto una donna dalle poppe di quelle proporzioni, che – a dire il vero – avrebbe trovato un degnissimo posto in un circo equestre facendosi ammirare come la donna con le tette veramente enormi, anzi abnormi.
Difatti aveva – ed ha – al seno un’enorme massa di carne pendula (che – come ho visto in seguito – terminava fin dopo l’ombelico arrivando a lambire – quando era all’inpiedi senza reggiseno – il suo manto peloso intimo) con gli aloni di color marrone-chiaro grossi quanto il mio pugno (infatti dopo – mentre scopavamo – ho dovuto spalancare a dismisura tutta la mia bocca per tentare di afferrare tutta la sua aureola), insomma era proprio una cosiddetta troiona da latte proprio nel vero senso della parola ed – una volta vista una tale abbondanza di lardo erotico – pregustai il momento in cui sarei andato in mezzo alle sue terrazze naturali per farmi sparare una spagnola come si deve
“.. ehi, ma che tettone che hai ! .. è una vera e propria latteria industriale ! .. non ho mai visto niente di simile ! .. non è che tu – per caso – il tuo lavoro lo svolgi insieme alle mucche da latte ? .. no, scusa, non volevo offenderti, anzi .. è un complimento per te ! .. se tu fossi mia moglie, avrei già trovato il giusto soprannome per te .. in quanto mi sembri proprio una vaccona da latte, non è vero ? .. tu hai .. o perlomeno avevi tanto latte che ti saresti potuta aprire una latteria a tipo self-service .. tu producevi e gli altri consumavano .. mah, è un vero peccato che hai soltanto due capezzoli, altrimenti sarebbe stata completa la somiglianza con una vera e propria vacca .. mi immagino poi la felicità di tuo marito quando ti osserva .. dal momento che madre natura non ha effettivamente risparmiato in abbondanza, creandoti dei paracarri veramente enormi .. qui ce n’è a sufficienza per sfamare tutto un battaglione di alpini soltanto con le tue tette, vero ? .. avanti, fammi un po’ vedere i tuoi capezzoli .. anzi .. me li fai accarezzare ? .. o perlomeno stringere delicatamente, come si fa – d’altro canto – con i capezzoli di una vacca ? .. ” ma Mariangela, essendo tutta impegnata a stringere le sue gonfie labbra sulla mia banana pompando e ripompando ripetutamente, mi diede soltanto un cenno affermativo e parimenti abbassò completamente il lenzuolo facendomi vedere quanto erano lunghissime le sue poppe, per cui io proseguì
“.. mai e poi mai avrei immaginato che esistesse qualcosa di simile ! .. chissà quante ciucciate ti sei fatta dare sia dai tuoi figli sia da tuo marito, non è vero ? .. mah, beata te ! .. a chi tanto, a chi niente ! .. ma la troia dov’è ? .. non è che – per caso – te la sei venduta ? .. dài, me la fai vedere ? .. ” di fronte alla mia domanda, lei agguantò una sua tetta e la tirò di lato facendomi finalmente vedere il suo pelame in mezzo alle coscione; nel contempo Cettina si era avvicinata al mio bastone mordendo i miei coglioni
“.. ahi, non con i denti ! .. il pompino dev’essere fatto con la bocca e con la lingua .. e non con i denti ! .. non sono mica carne da macello ! .. ora apri le cosce e mi fai vedere la tua bella gnoccona ! .. così ci sparo un bel ditalino con la lingua o con le mani .. ” rivolto a Cettina
” .. ecco quà la mia nerchia tutta dura, come piace a te .. adesso apri la tua bocca .. e fammi uno splendido bocchino ! .. ” terminate queste parole, mi sdraiai sul letto con l’uccello rivolto alla padrona di casa e con la bocca in corrispondenza del cespuglio peloso di Mariangela: faticai un poco ad aprirle le gambe (d’altro canto è sempre così quando mi devono fare vedere – per la prima volta – la cosa più bella che c’è nel corpo di una femmina .. ), ma alla fine riuscì non solo a giungere con la mia lingua sul grillettone, bensì anche ad entrare con due dita nella sua fregna, mentre contemporaneamente avevo preso con una mano un suo capezzolo strizzandolo a dovere e dimenandolo su e giù; dopo non più di cinque minuti, capii che stava godendo ed allora – dopo aver infilato ben tre dita nella sua tana naturale – dissi
“.. ecco, brava, così ! .. sborra sulla mia mano .. vaì e grida .. urla che stai godendo e che stai sborrando .. non c’è niente di meglio per scaricare il corpo da tutte le tensioni della vita .. avanti, grida .. dài, troia .. zoccola .. mignotta .. bagascia .. urla ! .. ” rivolto a Cettina” .. come stai con la troia ? .. ti ho lasciato una settimana fa con la topona ormai acquietata, ma adesso che fai ? .. vuoi un ditalino da me ? .. o vuoi che passiamo alle cose serie ? .. in ogni caso fermati col pompino ! .. lascialo fare a Mariangela, semprecchè ne ha voglia .. tu alza le gambe, chè ti faccio godere con la lingua ! .. ” in un attimo cambiai posizione, con il mio bastone in direzione della mona di quella gran bagascia di Mariangela, mentre la mia bocca si era posizionata sulla fichetta di Cettina, che mi aspettava con le ginocchia aperte a mò di ventaglio; naturalmente fu giocoforza per me tuffarmi sulla sua bernarda (con particolare riferimento al suo splendido grilletto), mentre Mariangela non trovò di meglio da fare che infilarsi a spegnimoccolo sulla mia mazza, cominciando a pompare con la sua sorca ed a godere ripetutamente: naturalmente – di tanto in tanto – abbandonavo momentaneamente quel ben di Dio della patacca di Cettina dicendole contemporaneamente
“.. hai visto come chiava bene la tua dolce comare ? .. quella sì che se ne intende .. ma da quanto tempo è che non godeva ? .. ho tutto l’attrezzo bagnato dai suoi umori di fica .. e – ti giuro – non ho ancora sborrato ! .. perchè – come sempre – la mia prima sborra dovrà essere nel tuo corpo da troia puttana, no ? .. ehi, stai godendo, non è vero ? .. avanti, vieni ! .. ed urlalo al mondo che stai venendo ! .. ” lei ci aveva preso proprio gusto sia al ditalino sia alle strizzatine ai suoi capezzoli e gridava – con quanto fiato aveva in gola – frasi oscene tipo
“.. mi stai facendo venire ancora una volta .. porco, quando vieni dentro la mia troia ? .. lecca tutta la mia fica, chè poi ti faccio venire come un cane .. arrivo, amore mio, sto venendo .. porcone mio, forza chiava il tuo cazzo nella mia fica .. dài, fottimi come una cagna, etc. “; naturalmente avevo anch’io una resistenza del cazzo, che però si stava lentamente ma progressivamente allentando, per cui – non volendo sborrare per la prima volta nel corpo di Mariangela – la feci levare dalla sua posizione e feci venire sù a spegnimoccolo Cettina, mentre ero andato con la bocca sui capezzoli della comare infilando contemporaneamente una pallina giapponese nella sua patatona, fintantoché esplosi dentro la troia di Cettina come un fiume in piena, mentre le due comari erano continuamente attraversate da brividi di piacere libidinoso.

Dopo un paio di minuti di riposo, Cettina si alzò per andare in bagno a lavarsi, mentre Mariangela prese a stuzzicare la mia minchia con le dita (sparando – di tanto in tanto – anche una sega), nel tentativo di far diventare di nuovo duro il mio Carletto, attualmente in temporaneo riposo: d’altro canto stavo fumando una sigaretta ed – avendo visto che il mio torace nascondeva in massima parte i suoi davanzali naturali veramente formidabili – andai a pescare la tetta destra, la sollevai di peso, l’appoggiai sul mio stomaco e cominciai a stuzzicare il suo capezzolone (tra parentesi, la visione di quella montagna di carne mi fece tornare indietro a quando sono stato sverginato la prima volta ad opera di Claudia – una splendida femmina residente a Milano ma originaria della Campania – che aveva delle poppe spropositate in larghezza e lunghezza con i cecioni grandi quanto un’arancia).
Noi due siamo andati avanti così – senza dire neppure una parola – per alcuni minuti fintantocchè udimmo che Cettina stava uscendo dal bagno per ricongiungersi a noi; naturalmente adesso fu la volta della comare ad andare a lavarsi, mentre quella gran zoccola della padrona di casa si sdraiò al mio fianco dicendomi a bassa voce “.. com’è andata con la mia comare ? .. ti è piaciuta la mia sorpresa ? .. sì ? .. e hai visto che gran seno che ha ? .. neppure io sapevo che era tanto grosso .. fino a quando non si è spogliata tutta ! .. naturalmente non usa il reggiseno, in quanto non trova in commercio una misura adatta a lei .. se non ricordo male, qualche anno fa si è fatta confezionare a mano dei reggiseni da parte di una mia cugina, ma poi ha preferito lasciar perdere .. e così ce l’ha tutte libere .. e cascanti sulla pancia .. adesso – quindi – ti puoi divertire con le sue tette, vero ? .. in effetti le poppe così grosse sono piuttosto pesanti .. e creano – di conseguenza – dei problemi di sostentamento non indifferenti .. in quanto non è un seno comune, bensì una vera e propria montagna di grasso .. immaginati un po’ che mia cugina le aveva consigliato scherzosamente di farsi un reggiseno di ferro o di bronzo, così da trattenere le tette ad un livello perlomeno accettabile .. dovevi vedere poi com’era buffa ! .. prima spuntava il suo seno e – dopo mezz’ora – spuntava lei ! .. ma la sua fica com’è ? .. è larga o stretta ? .. ” a questa sua domanda, risposi che lei aveva la troia migliore del mondo
“.. grazie mille del complimento ! .. ma .. ritornando alla mia comare .. è una femmina calda, non è vero ? .. come me ! .. beh, ti posso chiedere una cosa senza che tu ti arrabbi ? .. promesso ? .. avrei voglia che le mie tette fossero ciucciate anche da Mariangela .. tu che ne dici ? .. ” di fronte a questa domanda, le risposi che in amore tutto è permesso, al chè lei continuò
“.. ma lei non si dovrebbe accorgere che l’ho detto io .. in pratica, tu dovresti farle questa proposta .. e poi si vedrà se lei l’accetta ! .. tu che ne pensi ? .. ” in effetti affermai che – fra le due – la mia preferenza rispetto al seno andava a lei, in quanto le zinne della sua comare erano veramente enormi, anzi abnormi, lunghissime e pendule, ma contemporaneamente l’assicurai che tutto sarebbe andato secondo la sua volontà; nel frattempo lei era andata sul mio bigolo e mi stava facendo una lenta sega
“.. ah, quello che mi dici, mi fa veramente piacere ! .. eccoti allora le mie tette .. dài .. succhiami .. come sai fare tu .. ciucciami le poppe ! .. vero che anch’esse sono grosse ? .. e leccami i miei due cecioni .. non ti scordare però di scendere – poi – più in basso, perchè anche la passera c’ha bisogno della sua leccata, vero ? .. ” mi coricai allora su di lei e per buoni cinque minuti ciucciai le sue splendide tette, con particolare riferimento ai suoi turgidi capezzoli; ero appena sceso al suo meraviglioso cespuglio intimo, quando ritornò Mariangela dal bagno, la quale – vista la situazione – saltò sul letto cercando con le mani di raggiungere il mio cazzo; allora mi fermai momentaneamente dal mio ciucciamento e le dissi in un tono che non ammetteva repliche
” .. lascia perdere adesso la mia ciolla .. ora hai le tette della tua figlioccia da succhiare ! .. come quando eri neonata sulle zinne di tua madre .. e lasciami bene in vista le tue tettone perchè le voglio accarezzare ! .. in preparazione del dopo, quando mi farai una spagnola come Dio comanda ! .. hai capito ? ” senza aspettare una sua risposta, ripresi a leccare la fica di quella zoccola di Cettina, mentre la comare – dopo un attimo di indecisione – agguantò le poppe della figlioccia mettendosi a baciare e leccare i suoi palloni e succhiando – di tanto in tanto – i suoi splendidi bottoncini; nel contempo avevo afferrato anch’io un capezzolo di quell’enorme giovenca della comarella accarezzandolo e talvolta strizzandolo a dovere: dal canto suo, Cettina stava nuovamente godendo come una matta, in quanto mormorò con un filo di voce
” .. sto godendo ! .. aha .. è veramente bellissimo ! .. forza, comarella .. prendi anche l’altra tetta ! .. e succhiami così .. come sta facendo Marco sulla mia fichetta .. così .. godoooo .. aha .. vengo .. arrivoooo .. “: era veramente una cosa fuori dal normale guardare Cettina mentre godeva ripetutamente, in quanto aveva il corpo attraversato da continui brividi di piacere (con il bacino che sussultava ripetutamente avanti e indietro) e contemporaneamente aveva le mani che poggiavano con forza sul capo di me e della sua comare incitandoci a voler succhiare sempre di più le sue rispettive zone proibite.

Una volta finita questa goduta, Cettina si riposò per buoni dieci minuti (forse per riprendere fiato) ed io – non avendo ancora assaggiato la gran massa di carne erotica che Mariangela presentava al petto – feci stendere la comare con le tette e la fica rivolte al cielo, le allargai le coscione, introdussi due palline giapponesi nella sua bernarda, mi distesi sopra di lei con il mio cazzo fuori dal suo corpo in corrispondenza del suo grilletto e mi lanciai sopra un suo davanzale naturale accarezzando, baciando, leccando e talvolta mordendo delicatamente tutto quel che mi veniva offerto: naturalmente avevo il mio bel daffare nel trattenere un suo capezzolo nella mia bocca, in quanto le sue enormi poppe – avendo perso la solidità di un tempo ed in più essendo diventate estremamente lunghe (all’incirca quanto il mio avambraccio) – tendevano a ricadere sul fianco esterno del suo petto; ma poi – con l’aiuto delle mie mani – afferrai saldamente l’aureola enorme ora dell’una ora dell’altra tetta mettendomi a succhiare il capezzolo alla pari di un lattante, mentre lei mi diceva
“.. forza, così ! .. da una tetta all’altra ! .. hmm .. lo sai che così mi piace immensamente ! .. e poi vedo che anche a te .. non dispiace accarezzarmi il seno .. continua .. adesso l’altra poppa .. come lo fai bene ! .. mi sembra che assomigli ai miei figli .. quando davo loro il latte .. il mio latte .. sono diventati tutti grandi e grossi .. hmm .. neppure mio marito mi ciucciava in questo modo .. purtroppo adesso mi sembra che è diventato impotente .. ma sai – prima – che cosa mi faceva, quando eravamo giovani ? .. mi prendeva dove capitava ! .. una volta, persino al ristorante nel bagno .. con il timore di venire scoperti .. hmm .. lo sai che fra poco vengo di nuovo ? .. sono splendide la palline cinesi ! meravigliose ! .. ma perchè non entri nella mia troia ? .. ah, lo fai dopo ? .. e quando ? .. aha .. aspetta, ora ! .. hmm .. sto godendo .. hmm .. vengooo .. sììììì .. succhiami le tette .. dài, ciucciami i capezzoli .. aha .. baciami la bocca .. hmm .. hmm .. hmm .. sborro .. sìììì .. vengooooooo .. aha .. ”

Finito anche questo round, tentai di avvicinarmi di nuovo alla bocca di Cettina, ma quest’ultima propose di interrompere momentaneamente le varie fottute (forse per farmi rinvigorire un po’ .. ) e di apparecchiare la tavola per la cena: essendo tutti d’accordo, me ne andai in bagno per rinfrescarmi e – quando tornai – mi rabbuiai un po’, in quanto le due femmine si erano completamente rivestite.
Naturalmente le rimproverai molto dolcemente ed alla fine le due donne – una volta guardatisi negli occhi in tono semi-serio, anzi scherzoso – si spogliarono di nuovo completamente, facendo apparire alla luce del sole (pardon, della lampadina) le cosiddette zone erotiche femminili: era una visione veramente entusiasmante (.. e corroborante per il mio uccello) vedere le due femmine (.. e particolarmente quella succhiacazzi di Cettina), che stavano apparecchiando la tavola ed andavano e venivano dalla cucina senza alcun indumento indosso eccettuata la loro bellezza intima. Ebbi naturalmente l’occasione di osservare meglio l’enorme massa di carne che Mariangela portava al petto: era veramente un seno abnorme (sia per lunghezza che per larghezza) con i capezzoli appuntiti che si aggiravano – quando era in piedi – oltre il suo ombelico (immaginati un po’) e la larghezza delle tette era tale che superava la dimensione del torace (in pratica – se la guardi di spalle – noti immediatamente che la larghezza della cassa toracica era nettamente inferiore alla larghezza dei suoi promontori naturali).

Ritornando al dunque, la cena fu veramente deliziosa, con numerose pietanze abbondanti (mischiate ad un vino rosso piuttosto forte) e le due comari – una volta che mi avevano già fatto vedere le loro zone erotiche – si sentivano serene e tranquille verso il mondo intero, tanto è vero uscirono in scherzi sempre più piccanti ed osceni verso di me (forse anche per l’abbondante quantità di vino che avevano tracannato), a cui però tenevo sempre testa; ad un dato punto dagli scherzi si passò alle penitenze ed – ad un dato punto – dovevo decidere che cosa avrei fatto fare alla comarella: allora mi girai con la sedia rivolta verso di lei, afferrai il mio randello semi-duro e la invitai a farmi una spagnola come Dio comanda, con tutta la sua montagna di grasso erotico: lei non aspettava altro (forse perchè aveva intuito che – in fondo – anche le sue mammelle enormi non erano proprio da buttare via ! ), per cui si inginocchiò, prese con le mani le sue poppe andando così a ricoprire tutta la mia stanga, poi la sistemò per bene chiudendola con le mani fra le sue angurie e cominciò ad andare sù e giù dicendomi contemporaneamente
“.. è così che ti piace, porcone mio ? .. con i miei grossi palloni che accarezzano il tuo cazzo, non è vero ? .. ma tu non venire ora .. in quanto poi mi devi infilare come Dio comanda .. come lingua sei andato benissimo ! .. e se il tuo cazzo è meglio della lingua, allora devi essere meraviglioso ! .. pensa un po’ .. io – oggi – non ci stavo venendo ! .. poi la mia figlioccia mi ha tanto pregato .. e soprattutto mi ha raccontato quello che sai fare a letto .. che non ho resistito .. ed eccomi quà, a farti una spagnola ! .. sono brava con le tette ? .. sì ? .. in effetti non so da dove prenderle, perchè mi scappano da tutte le parti no, sciocco .. non la fichetta, bensì le tette ! .. le mie tette, che mi sembrano simili ad una montagna di lardo, tanto sono abbondanti ! .. beh, ti faccio una confidenza .. non mi ricordo più quando ho fatto una spagnola a mio marito .. cioè – in pratica – non so più quando è stata l’ultima volta in cui ho avuto la sua minchia tra le mie tette .. in effetti a lui piacciono ultimamente le donne magre .. soprattutto quando ha visto come ingrassavo, particolarmente di seno .. ma con te è diverso .. tutto diverso .. e non hai ancora visto la mia fichetta .. penso che ti farò divertire stanotte .. non so se te l’abbia già detto Cettina .. dal momento che Saro stanotte non ci sarà e la casa è un po’ isolata .. Cettina mi ha pregato di dormire da lei .. e così stanotte avrò di nuovo un cazzo bello duro nelle mie cosce .. alla faccia di quel cornuto di mio marito .. quello pensa soltanto a risparmiare i soldi .. e non pensa neanche un poco a me .. figurati che non mi ricordo neanche più quando è stata l’ultima volta che mi ha preso ! .. e poi è egoista .. in quanto pensa solo a sè stesso .. quando lui ha sborrato, tutta la festa è finita ! .. così mi sono dovuta adattare a toccarmi da sola .. sì, insomma, a farmi i ditalini .. figurati un po’ che me li faccio anche sul lavoro ! .. proprio così, nei campi .. all’aria aperta .. dietro gli ulivi talvolta anche insieme a Cettina .. fintantocchè non sei arrivato tu .. con questo signor cazzo ! .. ” nel frattempo Cettina si era avvicinata a noi due e si stava guardando la scena con la fessa bene esposta alla mia vista, aspettando un mio cenno per avvicinarsi ancor di più; allora la invitai a farmi ciucciare le sue sporgenze naturali e così – mentre la succhiavo – con due dita della mano ero andato dentro la sua troia e mi divertivo ad entrare ed uscire dalla sua fessura già tutta bagnata di sborra.

Ma avevo voglia di fottere anche quell’enorme vacca da latte della comare (naturalmente detto in senso positivo) e perciò proposi di continuare a letto questo giochino fra cazzo e fica; a dire il vero, Mariangela si alzò immediatamente con l’evidente intento di raggiungere al più presto l’alcova, mentre Cettina rimaneva ferma al suo posto, in quanto – evidentemente – le piaceva immensamente la mia mano nella sua troia; stando così le cose, ripetei due o tre volte il mio invito fintantocchè questa si decise – a malincuore – a trasferirsi nella camera nuziale.
Giunti quà, feci mettere Cettina sdraiata sul letto con le tette rivolte al cielo e Mariangela alla pecorina con le sue zinne che scendevano perpendicolari sulla bocca della sua figlioccia, mentre io – posizionatomi sul didietro della comare – con un colpo secco infilai la mia banana nella sua miciona: siamo andati avanti così per parecchi minuti (con Mariangela che cercava di afferrare con la bocca una delle zinne di Cettina, mentre quest’ultima si stava facendo un ditalino con la mano ed io tentavo di stringere un capezzolo della comare), finchè proposi che avremmo cambiato posizione; in un batter d’occhio mi sdraiai sul letto, feci venire Mariangela sul mio cazzo tipo spegnimoccolo e iniziai a pompare nel suo fiore ormai slabbrato, mentre – nel frattempo – Cettina si era avvicinata con l’inguine alla mia bocca e contemporaneamente dava dei piccoli pizzicotti ai capezzoli della comare: allora fu giocoforza per me – mentre stavo inficando la comare – leccare la mona della padrona di casa ed accarezzare le sue tette, fintantocchè la gran zoccola della comare mi disse in un filo di voce ..
“è bellissimo ! .. sto godendo .. aha .. non avrei mai pensato che era così bello ! .. aha .. godoooo ! .. forza Cettina .. vieni quà e dammi un bacio .. hmm .. ti devo ringraziare perchè mi hai fatto conoscere un vero maschio .. hmm .. Marco, lascia stare le sue tette … e prendi le mie .. vero che sono grosse ? .. eh, sì, sono proprio enormi ! .. ma mi hai infilato nella fichetta piccola piccola, vero ? .. dài, sborra anche tu .. tra poco vengo di nuovo .. ah, com’è bello .. meraviglioso ! .. ” dal canto mio, avevo deciso che – di lì a poco – avrei sborrato anch’io nella mona di Mariangela, per cui – in pratica – feci sedere Cettina con la fica sulla mia bocca leccando – man mano – sempre più velocemente tutto quel ben di Dio (con particolare riferimento al grilletto) e contemporaneamente con una mano stuzzicavo il clitoride della comare e con l’altra stringevo un capezzolo di Cettina finchè – spronato anche dalle due femmine in calore di sborrata – venni come una cascata nella troia di Mariangela, mentre quest’ultima proseguiva” .. sei pronto, mio dolce porcone ? .. ah, sì, adesso .. sborra .. nella mia troia ! .. sto arrivando anch’io .. vengooo .. hmm .. anche Cettina .. sta godendo .. arrivooooo .. sìììì .. sborroooo .. “.

Poi, mentre mi stavo godendo il cosiddetto riposo del guerriero, ebbi l’opportunità di sentire le due comari, che stavano parlando fra di loro .. hai visto che non ti ho raccontato delle bugie .. “diceva Cettina alla comare
“.. è proprio un vero maschio con il cazzo sempre duro ! .. peccato che non lo possiamo dire alle nostre amiche .. in quanto si saprebbe subito in tutto il paese .. sarebbe il segreto di Pulcinella ! .. mi raccomando anche a te ! .. immaginati un po’ se lo sapesse tuo marito .. “dopo averci pensato su un attimo, giunse la risposta della comare” .. hai ragione ! .. dobbiamo tenere per noi questo segreto .. hmm .. ehi, un attimo .. non è che tu – per caso – l’hai già detto a Franca ? .. sì ? .. ed adesso come facciamo ? .. dici che possiamo stare tranquilli ? .. beh, in effetti, Franca mi ha raccontato che suo marito la tradisce continuamente .. per cui mi ha confidato che sarebbe disposta a darsi al primo venuto, basta che sia un gentiluomo .. che ne dici, Marco ? .. ti senti di fare il maschio con tre femmine ? .. “a questa sua domanda, risposi con un
“Perchè no ? “, aggiungendo però che sarebbe stato la prima volta che avrei dovuto soddisfare contemporaneamente tre diverse passere in calore di sborrata
” .. eh, la sai lunga tu ! .. in ogni caso – per tranquillizzarti – ti rivelo che la nostra amica sborra, appena ce l’ha nel corpo .. sì, insomma, nella fica .. che cosa ? .. ma il cazzo, no ? .. l’ho vista godere subito, quando si tocca assieme a noi .. eh, sì, proprio così ! .. si sditalina da sola .. in effetti le malelingue dicono che suo marito ha un’altra donna, con cui fa l’amore trascurando il suo preciso dovere di maschio .. mah, secondo me gli uomini – tranne qualche rara eccezione – non capiscono un cazzo .. prima, non ti puoi sposare se non sei vergine, ma – poi – sono tutti eguali .. fanno il loro tornaconto .. una volta che hanno sborrato, la festa è finita .. ed a noi non pensano più ! .. mah, pazienza ! .. poi Franca ha una particolarità .. il suo soprannome .. infatti è rinomata non solo da noi, bensì anche nei paesi vicini, come Franca la Minnazza .. perchè – quando si è sposata – aveva le tette tanto prosperose che si è pensato di darle questo nomignolo .. ma ti prego di non rivolgerti a lei così, perchè ritengo che si offenderebbe .. in effetti lei è piuttosto brutta, ma ha delle poppe veramente fenomenali .. beh, non così enormi come le mie .. ma ancora sode come nelle ragazze a 16 anni .. ed a te piacciono le tette grosse e dure, non è vero ? .. ” ricevuto un mio cenno di approvazione, lei continuò
“.. beh, ho visto il seno di Franca, quando recentemente sono stata a casa sua .. tra parentesi, lei non usa il reggiseno e mi sono accorta che ha delle tette così dure e sode come fosse marmo .. ah, ti piace adesso, porco ! .. vuoi scopare anche la nostra amica, vero ? .. e noi due che facciamo, la candela ? .. ah, meno male che ti sei corretto ! .. noi due non abbiamo più voglia di farci dei ditalini, soprattutto adesso che abbiamo scoperto come sai fare bene l’amore .. e devi promettere che veniamo noi prima di Franca .. al massimo, Franca sarà la terza .. hai capito ? .. ” naturalmente giurai – sopra il mio uccello – che il loro splendido ricettacolo peloso avrebbe avuto – in ogni caso – la precedenza
“.. ah, meno male ! .. ma lo sai che sei proprio un vero porco ! .. ma anche un vero maschio ! .. va beh, vediamo che si può fare .. naturalmente prima dobbiamo discutere con lei .. e poi si vedrà ! .. uh, ma come è ritornato minuscolo il tuo uccellino ! .. mi fai fare di nuovo un pompino ? .. in quanto non sono ancora sazia di questo bell’uccello ! .. “: senza aspettare la mia risposta, lei si accomodò nuovamente fra le mie cosce iniziando a pompare sul mio biscotto e Cettina mi offrì i propri latticini in evidente attesa dei miei baci a succhiotto, per cui riprendemmo così a fottere per quasi tutta la notte, mentre io – di tanto in tanto – pensavo a quanto sarebbe stato bello se anche la Minnazza si fosse unita alla compagnia: mah, vedremo cosa avverrà, in quanto almeno finora non si è parlato più di Franca; anzi, ora che ci penso, tirerò fuori il discorso la prossima volta che incontrerò entrambe le due passerotte e poi vi saprò dire. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Enrica, la segretaria di mio padre

Enrica è la segretaria di mio padre da circa 20 anni, tra loro esiste un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.