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Confidenze di una porca

Vorrei riepilogare un po’ le situazioni precedenti. Io sono una donna di trenta anni sposata e con due bimbi, il mio racconto risale all’incirca a quando avevo 18 anni. Gennaro fù il mio primo uomo, all’epoca dei fatti lui aveva circa 40anni , con lui venni per la prima volta a mezzo di una lingua e fu lui che mi sverginò il sedere. Poi ci fù mio cugino Tony, con il quale limonammo all’infinito, ci masturbavamo a vicenda, ma niente di più, a fine estate dello stesso anno, ci fù l’altro mio cugino Massimo, per il quale io avevo una adorazione, lui mi prese di nuovo il culetto, pensando di sverginarmelo, ed in effetti il dolore provato era quello stesso della prima volta, se non di più, ma a lui devo soprattutto l’avvio della mia carriera di pompinara, fù lui a farmi vincere il ribrezzo di tenere un cazzo in bocca. Finita l’estate tutti partirono ed io rimasi coi vari ricordi, il più importante quello di Gennaro, perché il fatto che un così bell’uomo con tutte le donne che poteva avere , si era interessato a me, mocciosetta diciottenne, mi lusingava tanto, solo adesso capisco che col fondoschiena che avevo a diciott’anni tondo sodo senza un filo di cellulite e soprattutto vergine, potevo aspirare a chiunque di sesso maschile nel pieno delle facoltà virili. In verità anche adesso nonostante i miei trenta anni il fondoschiena è il mio forte, avrò modo di raccontarvelo in seguito quello che mi stà accadendo, quando avrò finito gli episodi più salienti che mi sono occorsi da ragazza. Arrivò l’inverno e con esso la festa patronale del paese, quindi l’atteso luna park. Ero sempre attratta dal luna park, ma soldi sempre pochi e me li dovevo gestire per provare due tre giostre nuove per anno, ripresi ad uscire con un amica di un casolare vicino casa e con lei mi avviai in paese per il luna park, dopo un rapido giro decidemmo di consumare tutti i nostri averi sulle macchine da scontro, visto che noi eravamo due ragazze carinissime e i maschietti facevano a gara per scontrarsi con noi. Passammo un’oretta a ridere di gusto spensieratissime, poi finiti i soldi ci fermammo a guardare gli altri ragazzi scontrarsi tra loro, quelli con cui avevamo giocato poco prima, e solo allora mi accorsi di quanto era carino il ragazzo che riponeva a posto le auto non utilizzate, il ragazzo che lavorava al luna park. si chiamava Fede diminuitivo di Federico, aveva gli occhi azzurro mare, e piano piano notavo uno strano gonfiore sulla patta dei suoi jeans, e pensai che si dovesse essere eccitato a guardarci, anche perché indossavo una gonna da sopra le ginocchia e pensai che tra i vari travagli sicuramente più volte avranno lasciato scoperte le mutandine. Mentre pensavo tutto questo lui notò che lo stavo fissando e incrociando il suo sguardo al mio mi sorrise e mi fece cenno di salire sulla macchina con lui, la mia amica mi trattenne un po’ e disse: Carla non andarci non sai che tipo è e poi cosa vorrà in cambio, e un gitano! Ed io se prima avevo dei dubbi, per farla scoppiare di gelosia non esitai a salire con lui sulla macchina da scontro, e scorrazzare per un’altra mezzora. Poi i ragazzi con cui giocavamo prima a poco a poco cambiavano se ne andavano il divertimento diminuiva, e Fede mi chiese se volevo provare un’altra giostra, io prontamente dissi di si, lui prima si fece sostituire, poi mi prese la mano e mi portò sul tagadà io dissi che con la gonna non era la giostra più indicata, anche se la voglia di provarla era tanta, ma lui insistendo disse: chi mostra gode chi guarda crepa. Mi convinse, mi scordai che al luna park ero andata con la mia amica, mi ricordai di lei solo alla fine. Passai una serata stupenda e provai tutte le giostre, sul tardi Fede mi chiese se prima di andare volessi vedere la sua roulotte. Io capii e dissi di si, perché non solo volevo sdebitarmi, ma era che proprio Fede mi attirava, ed inoltre quel gonfiore sui jeans non diminuì mai, possibile che tutto il tempo ce lo abbia avuto duro? Era la prima volta che vedevo una roulotte, pensai che così dovesse essere la mia casa un giorno, in modo tale da girare il mondo, lui prese subito a baciarmi e a toccarmi mi ipnotizzai coi suoi occhi azzurro mare, e le sue mani si insinuarono nelle mie mutandine e presero a masturbarmi, , le gambe mi tremavano ero eccitatissima non lo conoscevo, non sapevo le sue reazioni, forse avevo anche paura di non gestirlo, nel senso che, se gli dicevo che la farfallina doveva restare vergine lui si sarebbe fermato? Pensai adesso gli faccio subito un pompino, ci metterò l’anima e la passione, così lo faccio venire subito e mi libero dalla situazione, magari poi se ci esco insieme per il resto della settimana che resterà e lo conosco meglio, le paure svaniranno. Invece mi sdraiò sul letto e mi spogliò completamente facendomi mille complimenti, io dissi subito che ero vergine e che se voleva potevo fargli un pompino, lui invece mi disse che voleva solo leccarmela la figa e così fece io godetti da pazza, lui dopo il mio orgasmo si spoglio completamente, ed io potetti ammirare la sua mazza!! Capii perché quel gonfiore non diminuiva nei jeans il suo pene era di dimensioni paurose, il più grosso visto in tutta la mia vita!! Allora mi chiesi e adesso che faccio? , mentre pensavo lui si inginocchio sulla mia testa e me lo spinse in bocca! Che sensazione!! Le mie labbra erano allargate, la mia bocca piena! Ero spaventata. FINE

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