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Contro ogni inibizione (2° episodio)

Quando riaccese il motore, era ormai quasi sera. Entro un’ora sarebbe arrivato al mare..
E li’ avrebbe cercato qualcosa ancor piu’ arrapante di quel ricordo. Voleva poter provare ancora sensazioni come quelle; toccare e essere toccato. Esplorare corpi nuovi e, perche’ no?, Essere esplorato da una bella femmina.
Arrivo’ nel paesino scelto, piccolo, sul mare. Affitto’ una camera nel primo albergo che trovo’ libero, poi usci’ a prendere un po’ d’aria. Era quasi ora di cena; essendo fuori stagione,il posto era quasi vuoto, ma la gente che c’era si muoveva pigramente per le strade strette.
Ogni occasione era buona per fermarsi a parlare, ogni persona incontrata, era un amico con cui fermarsi a fare quattro chiacchiere. L’ansia che Giulio sentiva dentro di se’, si placo’ come per incanto. Non poteva far altro che adattarsi a quella serenita’, e questo gli piaceva. Respiro’ profondamente, il sangue torno’ a circolargli nelle vene a velocita’ normale. Dopo aver mangiato, entro’ in un bar. Mentre era seduto ad un tavolo penso’ che tutta quella compostezza esteriore doveva pur nascondere sotto qualcosa di piu’ movimentato. Era una sensazione, niente di piu’, ma giulio era abituato a "sentire" i posti e le persone. Bisognava solo essere attenti ad eventuali segni esterni e soprattutto essere molto, molto disponibili.
E ancora una volta, il sesto senso di giulio non falli’. Mentre fumava una sigaretta, la porta d’ingresso del bar si apri’… Entrarono due donne: una giovane, sui 25 anni, l’altra piu’ matura, aveva superato i 30. Avevano nell’aspetto qualcosa di particolare, difficile da definire, ma che attrasse l’attenzione di Giulio, che non riusci’ piu’ a staccare gli occhi da loro. Si sedettero nel bar anche loro. Il bar era piccolo e il loro tavolo era vicino al suo. Rimasero in silenzio guardandosi a lungo.
A Giulio sembro’ evidente che tra loro c’era una fortissima tensione non paragonabile ad una semplice amicizia. Fu la giovane ad accorgersi per prima che lui le stava mangiando con gli occhi e ricambio’ di colpo lo sguardo. L’altra, accortasi della distrazione dell’amica, si volto’ anche lei ad ammirare quell’uomo, in particolare, quel grosso gonfiore che gli vedeva tra le gambe e che di certo non era il fazzoletto o le chiavi della macchina.
Giulio vi senti’ dell’ostilita’ neanche troppo nascosta, il bisogno di annullare quella presenza insidiosa o, almeno, il bisogno di mettersi in competizione con questa. La donna comincio’ a parlare, quasi con ansia. Da dove era seduto, Giulio poteva sentirla bene. Era un parlare senza un filo nel discorso, ma solo per riportare le attenzioni dell’amica verso di se’. E questa sembrava ascoltarla piu’ per compiacerla che per vero interesse.
Ogni tanto annuiva lentamente, spesso si voltava verso di lui, e fu lei, in una pausa del monologo dell’altra, ad alzarsi e ad andare verso giulio.
-Non sei di qua, vero?
– Gli chiese.
-Infatti. Sono qui solo per il week-end
– rispose lui pacatamente.
La ragazza, parlandogli, non abbassava mai lo sguardo. Giulio si sentiva piacevolmente provocato da questo atteggiamento. Forse aveva trovato qualcosa per cui emozionarsi. In ogni caso valeva la pena di tentare.
Parlarono per qualche tempo mentre l’altra donna, seduta ancora al tavolo vicino, continuava a fissarli. Poi Sandra, cosi’ si chiamava la giovane, gliela presento’. Si chiamava Danila.
Una volta riuniti tutti e tre, la conversazione ando’ avanti tra lunghe pause piene di imbarazzo. Era evidente che Danila si sentiva di troppo e che, per questo, soffriva molto. Fu ancora Sandra a risolvere la situazione decidendo che era arrivato il momento di darle una svolta:
-se vuoi tornare in albergo, ti accompagno!
– Gli disse con tono di invito a fare dell’altro.
Poi si volse verso Danila e, sorridendole, le disse:
-ci vediamo a casa. Torno subito. Ma tu vai a dormire!
Mentre uscivano dal bar, giulio si volto’ verso danila. Era rimasta seduta al tavolino; si era accesa una sigaretta e con una mano si tirava indietro i capelli. Si guardarono, si sorrisero timidamente tutti e due imbarazzati dai possibili sviluppi di quell’incontro strano e al tempo stesso eccitante e peccaminoso.
Poi Giulio segui’ Sandra in strada, ormai era molto tardi, non c’era nessuno in giro. Le strade del paese erano vuote, silenziose. Sandra gli propose di camminare un po’ prima di accompagnarlo in albergo. Lui accetto’. La giovane donna lo guido’ per il paese e in periferia.
Si ritrovarono cosi’ in una stradicciola di campagna. Dopo un po’, sandra si fermo’ vicino al muro di una cascina abbandonata e vi si appoggio’. Giulio capi’ che era inutile continuare a parlare.
Quella donna ora pensava solo al sesso, cioe’ a farsi penetrare, succhiare cazzi, facendosi schizzare in gola e tutto il resto.
Le si avvicino’, la bacio’ prima delicatamente, poi con sempre piu’ forza. Il suo corpo aderi’ perfettamente a quello di Sandra. Le sue mani cominciarono a frugare il corpo della donna. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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