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Dimmi cosa vuoi

“Dimmi cosa si sente quando ti tocco. Dimmi cosa ti piace.”
“Mi piace tutto quello che mi fai,” dici timidamente mentre un’ombra rosa si dipinge deliziosamente sul tuo viso e cerchi di nascondere la testa contro la mia spalla.
“Oh no, non farlo,” ridacchio prendendoti il viso nelle mani. L’espressione dei tuoi occhi lentamente cambia da timida ed imbarazzata a maliziosa ed erotica quando comprendi il mio gioco. Venendomi più vicino deponi un bacio sulle mie labbra.
“Mi piace quando mi baci,” bisbiglia contro la mia bocca.
“Mi piace quando spingi la lingua nella mia bocca quando mi baci.” Stuzzicando le mie labbra col tuo respiro, fai seguire l’azione alle parole, facendo scivolare la lingua nella mia bocca per assaggiarmi.
Continui,
“Mi piace quando mi stringi così. Mi piace quando mi guardi come facevi pochi minuti fa. Mi piace quando mi tocchi i seni. Adoro le tue mani su di me,” sospiri.
“Mi piace veramente quando giochi coi miei capezzoli. Quando li succhi…quando usi la punta della tua lingua per colpirli.” Prendi le mie mani nelle tue e le muovi sul tuo corpo finché si posano a coppa sulle tue mammelle sopra il tessuto sottile del tuo reggiseno. Inarchi leggermente la schiena e spingi verso le mie mani, portando i miei pollici fino a strofinare dolcemente i tuoi capezzoli attraverso la stoffa. Li sento indurirsi mentre uggioli a quel tocco. Sento il calore della tua pelle attraverso il tuo vestito e desidero essere scaldato. Ma a te piace il mio tocco freddo. Ti piace quella differenza. Deglutisco con forza. Certamente non mi aspettavo questa reazione da parte tua quando ho cominciato questo giochetto. Ma sei implacabile, continui con il tuo dire sussurrato.
“Daniele, mi piace quando mi tocchi come se non avessi mai a sufficienza di me…come mi tocchi dappertutto. Mi piace quando lasci che ti tocchi come voglio.” Sento le tue piccole mani che mi accarezzano il collo e le spalle, si fermano sul torace, le tue dita stuzzicano i miei capezzoli. Sorridendo curvi la testa fino alla mia pelle e ne tocchi uno con la lingua, lo mordi. La mia testa cade indietro a quella sensazione.
“Mi piace quando mi strofino contro di te e diventa duro…come ora,” sussurri, la tua lingua striscia sul mio collo. Ringhio sottovoce in gola, tu senti le onde di eccitazione che mi attraversano e diventi sempre più audace. Ti lamenti piano mentre ti muovi contro di me. Implacabilmente continui, porti il gioco al livello successivo, bisbigli con voce bassa gutturale.
“Mi piace quando giochi col mio clitoride. Le tue dita mi provocano taaanto piacere; e quando lo lecchi… oooh, vedo le stelle.”
Continui,
“Mi piace sentire il tuo cazzo nella mia bocca…sulla mia lingua…così grosso e duro…hai un sapore così buono.” bisbigli, le tue mani si abbassano al mio stomaco per trovare il bottone dei miei jeans, mi strofini attraverso il cotone morbido, le mie anche sobbalzano verso di te mentre un lamento straziante si alza da me. Mi sento come se stessi scoppiando attraverso la chiusura lampo.
“Fammi vedere, Sabrina!” Sibilo nel tuo orecchio. Allontanandoti un po’ guardi il mio viso e vedi un sorriso furbesco. Sorridi e spingi finché non sono sdraiato sulla schiena. Ti siedi, guardi giù verso di me attraverso le ciglia. Le tue mani mi accarezzano il torace e lo stomaco, la punta delle tue dita tracciano i muscoli. Dove passano le tue mani, ben presto arriva la tua bocca, la tua lingua stuzzica la mia pelle, gioca coi miei capezzoli, osservi affascinata come si sono induriti sotto le tue dita. Guidi le tue mani giù al mio stomaco, senti i muscoli che si tendono e si contraggono sotto il tuo tocco. Non puoi resistere, fai scivolare la lingua nel mio ombelico per vedere la mia reazione. Non rimani delusa, emetto un sospiro intenso,
“Oh, Sabrina.” Le tue mani si abbassano, giù al bottone dei jeans. Alzo la testa per guardare. Mi sorridi mentre fai scivolare lentamente il bottone attraverso l’occhiello. Le tue mani si muovono, mi accarezzi leggermente attraverso la stoffa, deliziato reagisco, la testa cade indietro sul letto, le anche spingono in su per volontà propria, stringi la mia rigidità nelle tue mani e odi in un lamento il tuo nome in un sospiro. Facendo scivolare le mani sulle mie cosce, ti posi sulla mia protuberanza, raschi con le unghie sopra il cotone finché non mi sembra d’impazzire. Le mie anche spingono sempre più incontrollatamente, spingendo la mia durezza nelle tue mani.
“Per favore… ungh… Sabrina, baby…. ora.” Supplico , imploro.
“Va bene, amore,” dice immediatamente. Abbassi la testa e con la lingua trova la chiusura lampo. L’afferri tra i denti, lentamente l’abbassi eccitandomi sempre più. Io borbotto incoerentemente mentre la pressione della zip diminuisce, allora il borbottio si cambia in un gemito quando sento, attraverso i boxer, la punta della tua lingua che si muove sulla parte inferiore della mia rigidità. Poi, senza avviso, succede. Sento le tue mani tirar giù pantaloni e mutande. Alzo le anche, impazientemente, per facilitare la manovra. Ben presto sono sdraiato pronto alla tua dissolutezza, partecipante volontario alla tua avventura erotica. Ti sistemi tra le mie gambe, mi stuzzichi con la punta delle dita, mi guardi. Dove comincio, mmm… oooh, sì; il mio cazzo è già duro come roccia, spinge verso la mia pancia, e silenziosamente implora attenzione. Tu lentamente fai correre la punta dell’indice sulla parte inferiore della mia asta dura per valutare la mia reazione. La mia carne salta sotto il tuo tocco provocando una risatina nel tuo respiro un po’ più affannoso. “Dimmi cosa vuoi…” dici con voce roca.
“Daniele, dimmi cosa ti piace…”
“Voglio mangiarti, Sabrina. Voglio sentire il tuo sapore sulla mia lingua,” dico facendoti rotolare sulla schiena, sedendomi e cercando di finire quello che ho cominciato prima. Nel frattempo mi aiuti a far scendere i pantaloni lungo le tue gambe, li fai volare sopra le mie spalle dopo di che atterrano sul pavimento. Iniziando dalle tue caviglie, faccio salire le mani sulle tue gambe e sulle tue cosce. Quando ti inarchi nelle mie mani, faccio scivolare le dita sotto l’orlo della stoffa delle tue raffinate mutandine, mentre rido come uno sciocco. Prima che tu possa reagire le mie dita se ne vanno, si muovono sul tuo corpo deliberatamente; le mie dita fredde ti fanno venire la pelle d’oca. Quando raggiungo il mio obiettivo percorro l’orlo delle tazze del reggiseno con la punta di un dito, osservo che i tuoi capezzoli sono pericolosamente vicini al bordo della stoffa. Si induriscono a vista d’occhio, gonfiandosi fino alle areole. Il mio cazzo barcolla in reazione, la mia bocca è improvvisamente asciutta mentre le tue mani vengono a coprire le mie che coprono i tuoi seni. Ti lamenti domandandomi sottovoce,
“Toccami.” Questo gioco di eccitazione non è finito. Mi riempio le mani con le tue mammelle, le spremo dolcemente, strofino i pollici sopra i tuoi capezzoli attraverso la stoffa scivolosa. Mi piego, faccio correre la lingua sopra la tua pelle, le tue mani si muovono alla mia testa e la portano dove vuoi che vada. Agganciata con un dito la stoffa delicata, la tiro giù, scopro la tua carne allettante. La mia lingua circonda una punta dura che si trova davanti alla mia bocca e comincia delicatamente a percorrerla. Tu singhiozzi il tuo piacere,
“Mmmm, che bello.” Le mie dita continuano a giocare con l’altro capezzolo attraverso la stoffa, facendoti impazzire, vuoi sentire le mie mani sulla tua pelle. Improvvisamente cambio direzione, ripeto quello che ho fatto sull’altro capezzolo, serrandolo rapidamente, voglio sentirti esprimere il tuo piacere.
“Ohh, sì… Daniele” sibili.
“Di più.” Immediatamente senti la pressione della mia bocca aumentare e succhio un po’ più forte ad ogni succhiata. Piagnucoli di piacere, trattenendo a te la mia testa.
“Sì” sospiri,
“per favore.”
“E’ …troppo bello.” sospiri, ti strofini contro di me.
“Ooooooh… mmmmmm… siiiiiii.” gridi inarcandoti nella mia bocca, contorcendoti contro me. Sorrido contro la tua pelle e continuo finché non sei fuori di te. Sei rossa dal torace all’attaccatura dei capelli ed il respiro è irregolare. Sono scioccato.
“E’ per quello?” Domando quietamente.
“Solo per quello?”
“Sì,” mi sorridi.
“Mi capita sempre,” borbotti e mi attiri per un altro bacio. Quando le mie labbra incontrano le tue, fai scivolare la lingua nella mia bocca. Senti che si ingrossa contro la tua coscia e ridacchi
“Mi piace quando ti succede…” Ringhio e mi sposto ancora su di te, scivolando giù.
“Togliti il reggiseno,” borbotto scivolando in giù, senza perderti d’occhio, leccando il tuo stomaco, strofinando il viso contro di te come un gattone. Rapidamente porti un braccio dietro di te per aprire il fermaglio. Fai scendere le spalline, togli il reggiseno. I tuoi movimenti mi seducono, mi spingono a terminare quello che avevo iniziato e ti spingo con la schiena sul letto. Sento il tuo profumo che mi attira verso di te. Afferrando l’orlo delle tue mutandine, rapidamente le faccio scendere per le tue gambe, di nuovo le lancio sopra la mia spalla, sul pavimento. Ti sento ridere placidamente sopra di me. Alzando la testa ti guardo ed in tono quasi offeso ti domano,
“Cosa c’è di così divertente? Ti diverto?”
“No,” ridi.
“Sei così carino. Così eccitato…” mi dici mentre ti contorci contro di me. Alle tue parole sogghigno ed afferro le tue gambe quasi con violenza, le apro e ti tiro verso di me, bacio il tuo corpo, strofino la lingua sulla tua pelle stuzzicandoti e solleticandoti. Seguendo i miei movimenti le tue mani guidano la mia testa dove vuoi.
“Dimmi quello che vuoi,” bisbiglio contro il tuo stomaco mentre la mia lingua serpeggia sulla tua pelle.
“Dimmi cosa vuoi e lo farò. Qualunque cosa tu voglia…tutto ciò che devi fare è dirmelo,” allargo ancora di più le tue gambe e mi sistemo in mezzo a loro comodamente, trattengo le mani sulle tue anche mentre cerco di attirarti ancora più vicino.
“Fammi venire…” ti lamenti trattenendo il fiato.
“Per favore.”
“Non è sufficiente, amore…dimmi come,” ti dico con calma.
“Vuoi che usi le dita?” La mia mano scende a toccarti, usando le dita divido le pieghe bagnate della tua micia caldo e ne faccio scivolare dentro uno per stuzzicarti. Le tue anche si impennano per cercare di farmi toccare più a fondo.
“O vuoi che usi la lingua?” e te ne do un esempio aprendo leggermente con la punta della lingua le tue labbra bagnate. Ti lamenti e cerci di avvicinarti di più, ma il mio braccio ti ferma.
“Devi dirmi cosa vuoi.” Prima che finisca l’ultima parola afferri la mia mano e la porti fra le tue gambe aperte, boccheggi
“Le dita… toccami.” Immediatamente obbedisco al tuo comando, con una mano ti tengo aperta e con l’altra tocco la liscia, gonfia carne calda. Alzi le anche per permettermi un miglior accesso e ti apri ancora di più.
“Strofinami il clitoride…” miagoli contorcendo le anche. Con la punta del dito faccio quello che ordini, mi muovo lentamente intorno alla piccola protuberanza, di tanto in tanto ne tocco dolcemente la punta. Gemi il mio nome, rantoli per il piacere. Guardando il tuo corpo ti vedo boccheggiare, il viso arrossato, i capezzoli più duri di quanto non fossero precedentemente, le tue mani stringono e rilasciano il lenzuolo.
“Toccati le tette,” ordino con voce rauca. Le tue mani eseguono immediatamente il mio ordine, stringi e strofini i capezzoli, gemi il tuo piacere. Improvvisamente spingi di nuovo le anche verso l’alto. Ti guardo e vedo che mi stai osservando con intensità.
“Usa la lingua, amore… fammi venire, Daniele.” comandi. Sorrido, abbasso la testa per fare quanto richiedi. Con la lingua mimo i movimenti che prima facevo con le dita, ti stuzzico, finché ringhi verso di me, mi afferri testa, la alzi perché ti guardi negli occhi.
“Non stuzzicare… succhia… e attento ai denti…” richiedi con voce ansante, spingi la mia testa dove la vuoi e piombi sul cuscino. Usando la lingua in profondità, tiro il tuo clitoride nella mia bocca e lo succhio dolcemente, colpendo leggermente la tua protuberanza con la punta della lingua. Lanci un urlo e ti strofini sul mio viso.
“Oooh, proprio lì… siiii… continua… di più.” borbotti.
“Fammi venire.” Continuo a fare quello che desideri aumentando la pressione, portandoti verso il limite. Improvvisamente le tue mani lasciano la mia testa e raggiungono la testata del letto, l’afferrano con forza per poter spingere di più le tue anche contro la mia bocca. Con un grido spingi le tue anche definitivamente, vieni con un bagliore accecante contro la mia bocca. Il tuo dolce succo fluisce sopra la mia lingua. Continuo nella mia azione mentre rabbrividisci e ti dibatti fra le mie braccia, finché lasci la testata del letto e rilassi il tuo corpo teso. La tua mano scende e dolcemente allontana la mia testa da te. Abbandono le tue anche, lascio che la tua schiena affondi dolcemente sul letto, mi sdraio su di te appoggiando il mio peso al mio braccio. Il tuo braccio avvolge la mia schiena e mi tira verso di te mentre avvolgi le gambe intorno alla mia vita.
“Mi dai un minuto per riprendermi, ok?” domandi sottovoce. Ripasso le ultime cose che hai fatto. Leccandomi le labbra, mi chino al tuo orecchio bisbigliando
“Hai un buon sapore, Sabrina.” Dolcemente lecco e bacio il tuo collo. Ti sento rabbrividire tra le mie braccia, non perché non ti piaccia o per paura, ma per eccitazione. Non faccio alcuna mossa per penetrarti lasciando che il tuo corpo si riprenda dopo quell’intenso orgasmo. Presto cominci a contorcerti fra le mie braccia. Ti guardo con un sorriso diabolico,
“Siamo impazienti? Conosci le regole…” Attiri la mia testa verso di te, ti sollevi e mi bisbigli,
“Conosco le regole… Se ti dico quello che voglio tu lo fai…”
“Così cosa vuoi che faccia?” Stringi le tue gambe intorno a me, mi attiri più vicino. Senti la mia rigidità pigiata tra di noi contro la tua pancia.
“Voglio che tu mi fotta, ora.”
“Sì signora.” Sorrido. Facendo scivolare più in basso il mio corpo uso una mano per alzare un po’ di più la tua coscia intorno alla mia vita.
Catturo la tua bocca con un profondo bacio mentre spingo profondamente nel tuo corpo, sento con piacere un piccolo anelito nella mia bocca mentre entro nel tuo stretto calore umido. Abbandono la tua bocca, mi ritraggo un poco per guardare il tuo viso rosso per il desiderio. Le mani sulla mia schiena sentono i muscoli che si preparano a muoversi, ma tu mi schiacci contro di te,
“non muoverti… non ancora… è così bello sentirti dentro di me.” Sento le tue dita strisciare sulla mia pelle, le tue unghie graffiare dolcemente la mia schiena. Il mio bisogno di muovermi diviene più pressante. Sai che non posso trattenermi a lungo. Stringi le gambe sempre più, alzi le anche per spingermi più profondamente dentro di te.
“Ok… ora ti puoi muovere.” Gemendo comincio a spingere lentamente. Mi lasci continuare per alcuni minuti, i tuoi occhi sono chiusi, ti delizi della sensazione di sentirti dentro di te, ma sai che muovermi lentamente è un sforzo per me. Apri gli occhi, mi vede osservarti in attesa che tu mi dica cosa vuoi.
“Più forte…” sussurri.
“Per favore…” Non ho bisogno di altro incoraggiamento. Comincio a immergermi più profondamente e con più forza nel tuo corpo così ben disposto. Qualsiasi intenzione tu abbia di parlare ancora sparisce mentre mi muovo sempre più velocemente alzandoti le anche per penetrare sempre più profondamente nel tuo calore. Ad ogni colpo ti lamenti e ti sforzi di prendermi tutto. Il piacere sale rapidamente in tutti e due. Le tue mani abbandonano la mia schiena ed afferrano le lenzuola in una stretta mortale. Voglio vederti come eri prima e prendo le tue mani e ti costringo ad afferrare la testata del letto.
“Non toglierle,” ringhio.
“Stringila.” Porto le mani al tuo corpo ed allargo ancora di più le tue cosce mentre spingo sempre più. Non riesci a formulare altro pensiero coerente che non sia il mio nome, e continui a mormorarlo.
“Daniele fammi venire.” gridi.
“Basta giochi, bambina. Resisti, non lasciarti andare…non ancora” Bisbiglio accarezzandoti la pancia, porto la mano dove tu desideri maggiormente. Accarezzandoti il clitoride con le dita ti spingo oltre il limite, sento che mi stringi sempre più forte mentre vieni con forza, urli il tuo piacere mentre continuo a muovermi dentro di te. Lasci la testata del letto, le tue mani mi raggiungono e mi tirano verso di te. Do un’ultima dura spinta, vengo nella tua micia calda, sento che ti agiti ancora contro di me in estasi. Crollo su di te, esausto, aspetto che tu torni sulla terra. Gemi, lentamente giri la testa verso di me e mi sorridi. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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