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Effetto Caraibi

Lula, così si fa chiamare la nostra spigliata amica, finito il liceo s’era trovata a dover prendere delle decisioni molto importanti; di quelle che possono cambiare il corso di un’intera vita. Questa del resto è una tappa che non si può saltare e che tutti dobbiamo superare alla fine dell’adolescenza. Lula dunque aveva fatto bene i conti. Se restava a Roma, la sua città e magari si fosse iscritta alla facoltà di lingue come aveva intenzione di fare, avrebbe passato altri cinque anni, se studiava seriamente, senza poter viaggiare e spassarsela: le sue autentiche passioni. Come unire l’utile al dilettevole? E come guadagnare qualche soldo: anche questo le avrebbe fatto comodo. La soluzione di tutti i suoi problemi sembrò proprio contenuta nella proposta che Sandra, una sua cara amica, le aveva fatto senza troppa convinzione, tanto per parlare. In sostanza si trattava di questo: lavorare come animatrice in un villaggio turistico di lusso ai Caraibi. La proposta valeva per l’estate, ma poteva trasformarsi in un autentico lavoro se la cosa le piaceva. Lula rifletté per qualche giorno senza riuscire a trovare buone ragioni per rifiutare la proposta dell’ amica…

Innanzitutto il compenso era più che allettante per una giovane ragazza appena ventenne, e la possibilità di entrare in contatto con persone del jet-set internazionale non andava sottovalutata, poteva rivelarsi ricca di sorprese. Inoltre non c’erano dubbi: molto meglio imparare l’inglese in riva ad uno dei mari più celebrati del mondo che rinchiusa in una scuola! Alla fine Lula aveva accettato, convinta di aver fatto la scelta più giusta e togliendo d’impaccio un’amica: Sandra infatti era disperata, in agenzia le avevano dato l’ultimatum, o trovava qualcuna da spedire ai Caraibi al posto dell’animatrice che si era fatta soffiare dalla concorrenza, oppure… Sull’aereo che placidamente volava da Roma ai Caraibi, Lula decise innanzitutto che si sarebbe fatta chiamare Lula (Alessandra, il suo vero nome, era troppo lungo e complicato). Nome nuovo vita nuova. Oltre al nome, difatti, Lula aveva deciso di cambiare la sua timidezza in sfrontatezza, e di buttare idealmente dal finestrino tutto ciò che fino a quel momento l’aveva impacciata. Viva la libertà, viva i Caraibi! In famiglia c’era stato qualche problema da affrontare, soprattutto, per via di suo padre un uomo burbero e gelosissimo nei suoi confronti, che s’incazzava alla sola idea che i ragazzi ronzassero attorno alla sua cara Alessandra, e di ronzatori ce n’erano parecchi perché Lula era un bocconcino davvero niente male. Ad attenderla all’uscita dell’ aeroporto c’era un ragazzo dall’aria molto simpatica e dalle fattezze invitanti: Tom, un meticcio perfettamente riuscito, che non appena la vide cominciò a fare il cascamorto. Lula, dopo essersi presentata con aria molto professionale tagliò con decisione le avances del bel Tom; non voleva dare l’impressione di essere una ragazza che sbavava non appena vedeva un fusto, e c’erano ancora parecchie cose da sistemare. Analogo atteggiamento mantenne col signor Albert Halling. AI, per tutto il villaggio, un americano dall’aria decisa che l’aveva scrutata attentamente da cima a fondo realizzando al volo come utilizzare al meglio tutte le qualità di una ragazza tanto bella.

Una descrizione, a questo punto, s’impone. Lula non era il solito tipo di belloccia ingenua che arrapa i vecchi sporcaccioni, ma una ragazza che piaceva a tutti, dotata di un certo fascino, che sarebbe davvero stato un peccato non sfruttare. Nel congedarla AI aveva detto di avere grandi idee sul suo conto, e che era molto contento che dall’Italia gli avessero spedito una simile delizia, e che sebbene il suo inglese non poteva dirsi perfetto, questo era davvero un problema da niente. Lula fu molto lusingata dell’accoglienza ricevuta al suo arrivo nel villaggio. Tutto sembrava davvero disporsi nel migliore dei modi. Il villaggio era davvero all’altezza di ciò che promettevano nel depliant illustrato che l’agenzia le aveva fornito. Una magnifica posizione naturale nel mezzo di una incantevole baia. Una vegetazione rigogliosa, ricca di palme e ogni altro tipo di piante tropicali. Una piscina grandissima, dalla forma irregolare piazzata nel centro del villaggio per chi preferiva acqua dolce per il suo bagno, un desiderio più che legittimo. Un ristorante di prim’ordine e tutt’intorno dei simpaticissimi bungalow. Un vero paradiso, abitato da persone che sembravano interessate solo a divertirsi e a passare giorni indimenticabili.. Benissimo: anche Lula non desiderava altro! Dopo aver occupato quella che sarebbe stata la sua stanza e dopo una nuotatina in piscina, al ristorante, Lula fece la conoscenza dei suoi colleghi e tra di loro, più bendisposto che mai nei suoi confronti, Tom. Poteva lasciare a bocca asciutta un ragazzo tanto simpatico? Dopo una passeggiata per il villaggio, Lula accettò l’invito di Tom, e visitò la camera del suo collega…

Dopo un goccio di rum, tanto per fare un po’ d’atmosfera, Lula sentì le braccia di Tom che si serravano attorno ai suoi fianchi tondeggianti, e la lingua del ragazzo che si faceva strada dentro la sua bocca. Che ardore Lula, eccitata quanto il suo partner, se non di più, sfilò le mutandine da sotto il vestito, e accettò di sedersi sull’asta che Tom le stava indicando, calda e dura. Il cazzo di Tom scivolò rapidamente dentro la sua figa già bagnata riempiendogliela per bene. Muovendosi su e giù Lula godeva come una matta. Una scopata come quella che si stava godendo in quel momento non poteva che portarle fortuna; un inizio davvero promettente. Lula si risvegliò di prima mattina tra le braccia di Tom. Si sentiva riposata e pronta per iniziare il suo lavoro. Tom si era tuffato a leccarle la figa ma era troppo tardi per un sessantanove aveva un appuntamento con AI, non poteva arrivare in ritardo il primo giorno di lavoro! AI la fece accomodare nel suo ufficio e le offri del caffè. Aveva grandi progetti per lei: aveva trovato quello che gli sembrava l’incarico ideale. Lula sarebbe stata l’animatrice personale del villaggio, cioè si sarebbe occupata di tutti quegli ospiti che per un motivo o per l’altro se ne stavano in disparte e non partecipavano attivamente alla vita animata del villaggio, ricca di feste e giochi. Si trattava di un incarico speciale, più delicato.

AI chiese a Lula se se la sentiva di diventare animatrice speciale. Lula finse di avere qualche perplessità, ma accettò subito volentieri. Dentro di lei sentiva che nella sua veste di animatrice speciale si sarebbe divertita un casino. I suoi primi clienti, su segnalazione di AI, erano due olandesi, marito e moglie sulla quarantina o poco più, che da alcuni giorni non davano notizie di sé. Lui era un ricco industriale, lei una ex modella. Lula pensò a come fare colpo, e decise di mettersi un elegante pareo, trasparente al punto giusto, e per il resto di affidarsi alla spontanea simpatia che sapeva naturalmente suscitare coi suoi modi. Una bottiglia di champagne sarebbe stata perfetta: Lula passò al bar e se ne fece dare una delle migliori, e allegramente si diresse verso l’abitazione dei due olandesi, curiosa di conoscerli. Il loro bugalow era uno dei più belli e spaziosi. Trovò Paul e Sonje, così si chiamavano, pigramente allungati sulle sedie a sdraio, intenti a leggere riviste. Sonje era coperta solo di un tanga. Era davvero bella. Anche il marito aveva un fisico aitante, da sportivo, che l’abbronzatura rendeva ancora più stuzzicante…

Lula si presentò con un bel sorriso, scusandosi se per caso disturbava. Disse che era molto lieta di offrir loro da bere e di invitarli alla gara di ballo che ci sarebbe stata la sera stessa. I due si mostrarono molto gentili. Stapparono lo chanpagne e la invitarono a bere con loro, e a raccontare un po’ di lei. Lula disse di essere italiana, di Roma, e questo bastò a rormpere il ghiaccio: i due olandesi si lanciarono in una gara a chi riusciva a dire le cose più belle sulla città eterna, che naturalmente conoscevano benissimo, e a dire a Lula quanto la invidiavano Si vedeva che tra di loro c’era una certa freddezza, probabilmente dovuta a reciproche gelosie, ma niente di veramente serio. Lula riuscì comunque a farsi promettere che sarebbero venuti alla gara di ballo, e a farli sorridere un po’ di più. Che sarebbero venuti, del resto, le era sembrato certo fin dall’inizio: la guardavano in un modo…

La sera, un po’ in ritardo, Paul e Sonje arrivarono alla festa elegantissimi. Lula li salutò come se si trattasse di vecchi amici, e senza dar loro il tempo di reagire li trascino sulla pista da ballo. Fu davvero una festa fantastica. AI guardava Lula ballare con Paul e Sonje sempre più convinta d’aver trovato una valida collaboratrice. Se solo l’avesse vista più tardi nel bugalow della coppia… altro che collaboratrice! Infatti, dopo aver ballato e fatto baldoria fino a tardi, Paul e Sonje invitarono Lula a bere un ultimo drink da loro. Lula sapeva come si sarebbero svolte le cose: aveva sentito il desiderio che Paul aveva di lei mentre ballavano, e perfino Sonje non era indifferente alle sue grazie. Come previsto, Paul la baciò in presenza della moglie, come per provocarla. le sue carezze si facevano sempre più ardite. La situazione insolita e un poco perversa eccitava Lula, che si sentiva disposta a tutto. Con insolita audacia cominciò ad accarezzare Paul a sua volta, facendo scorrere le mani sulla patta dei pantaloni, che si gonfiava sempre di più. Quindi abbassò la cerniera ed estrasse il cazzo turgido di Paul e se lo fece scivolare in bocca. Sonje sembrava impassibile. In piedi, bevendo, osservava Lula che sbocchinava suo marito, e Lula non sapeva se si stava eccitando o infuriando. Paul intanto le aveva preso la testa tra le mani e l’aveva staccata dal cazzo. La fece sdraiare sopra un grande letto e cominciò a spogliarla.

Quando fu completamente nuda cominciò a spogliarsi a sua volta, poi si stese al suo fianco e le spalancò le cosce. Con due dita cominciò a frugare la figa di Lula, che si inumidiva sempre di più. Sonje lasciò cadere il vestito, nuda e tremante si sistemò davanti a suo marito e Lula, e cominciò a masturbarsi. Nessuno parlava, e questo rendeva la situazione ancora più eccitante. Lula si sentiva dolcemente passiva, completamente in balia di Paul. Guardava la mano virile dell’olandese frugare sempre più oscenamente ed in profondità la sua figa, e contemporaneamente la mano di Sonje, che allargava le labbra della vulva contornate di pelo biondo, mentre sul suo volto un’espressione sempre più intensa di piacere turbava i suoi lineamenti. Lula capì che doveva trattarsi di un gioco che i due facevano di tanto in tanto, vogliosi di provare nuove emozioni. Paul la masturbava e con l’altra mano si menava il cazzo, e Sonje si faceva un ditalino guardandoli: tutto lì? Lula non riuscì a terminare questo pensiero che si senti sollevare. Paul la sistemò sul letto a culo all’aria. Lula lo sentì poi alzarsi dal letto ed andare verso la moglie. Rimase un poco in quella posizione senza muoversi. Si rendeva conto di offrire la vista della sua fica spalancata e vogliosa ai due olandesi, e questo le dava dei brividi di profondo godimento.

Si sentiva una sporcacciona. Sollevò ancora di più il suo bel culo inarcando al massimo la schiena, riuscendo così a guardare dietro di sé, tra le gambe: Paul e Sonje si stavano masturbando tenendosi per mano. Ad un tratto si staccarono e si avvicinarono a lei. Li sentì che si sistemavano al suo fianco e una lingua, dolce e implacabile, che s’intrufolava tra le sue grandi labbra. Era Sonje che la stava leccando tra le cosce. Paul la seguì a ruota a leccando la lungo la schiena, lentamente, appassionatamente. Lula credette di impazzire: due lingue ingoiate la stavano percorrendo in lungo e in largo. Com’era bello! Era la prima volta che le capitava di essere al centro di simili attenzioni. Due lingue così erano il sogno di chiunque. La voglia di godere stava diventando così intensa che Lula dovette mordere un cuscino rantolando. Paul capì che era giunto il momento di intervenire. Sonje gli fece posto. Paul affondò il cazzo nella figa di Lula con un sol colpo ben assestato, fino in fondo. Lula urlò, Sonje continuò a lavorare di lingua mentre il cazzo del marito entrava e usciva dalla figa della loro giovane amica. Lula non ricordava una pecorina così ben fatta. Era un piacere sentirsi scossa dai colpi di cazzo che Paul le infliggeva con la dovuta autorità. Sonje si era intanto sistemata sotto di lei, e le loro lingue si unirono in un lungo, caldissimo bacio. Paul non smetteva di fotterla e Lula godeva sentendo la sua fica che si contraeva sempre più, stringendo tra le sue labbra il cazzo dell’amante. Paul dopo quel primo orgasmo si staccò da lei e si stese sul letto Sonje prese dentro di sé il cazzo di Paul montandogli sopra. Lula si sistemò a cavalcioni sopra i due in modo da farsi leccare ancora tra le gambe. Le piaceva troppo! I due olandesi e la giovane Lula sembravano proprio formare un trio affiatatissimo. Vedendoli fottere così bene nessuno avrebbe mai potuto immaginare che si erano incontrati per la prima volta quella mattina. Magia dei Caraibi. Sonje cominciò a rantolare sempre più intensamente e a stringere convulsamente il lenzuolo. Anche Paul era teso negli attimi che precedono l’orgasmo. Con un urlo, dopo una serie di colpi di cazzo sempre più frenetici, finalmente sborrò. Sonje allora, con uno sguardo dolce invitò la giovane amica a rendere l’ultimo omaggio al cazzo del marito che tanto degnamente le aveva chiavate, e le due donne, da brave amiche si chinarono sulla verga di Paul dividendosi a leccare lala sborra che ne colava, pienamente appagate e soddisfatte. Non restava che farsi una bella dormita. Quando si svegliarono furono felici di ritrovarsi insieme. Fecero colazione e Lula fu felice di constatare che Paul e Sonje erano teneri e affettuosi tra di loro come due sposini in luna di miele. Alle volte basta poco… Lula si sentiva anche molto soddisfatta di aver compiuto il suo dovere di animatrice speciale. Se si teneva conto che quella era stata la sua prima missione in assoluto davvero non poteva che congratularsi con se stessa. La stoffa non le mancava! AI la aspettava a pranzo, ansioso di sapere dalla viva voce di Lula come erano andate le cose. Lula fu felice di potergli annunciare che la missione era perfettamente riuscita, e che da quel giorno in poi poteva contare su di una coppia di scatenatissimi olandesi più pimpanti che mai. AI però non si accontentava di sommarie descrizioni, ma voleva sentire da Lula come si erano svolte le cose un po’ più dettagliatamente…

Insomma: voleva tutti i particolari, che si immaginava quanto mai ghiotti ed eccitanti. Lula, non senza una certa delizia e un certo compiacimento, cominciò allora a racconta re per filo e per segno come Paul avesse cominciato a baciarla una volta giunti nel bugalow, per ingelosire Sonje, che li osservava. AI non perdeva una parola del racconto, e guardava sempre più compiaciuto quel delizioso demonietto che era Lula; che continuava imperturbabile a narrargli i dettagli più scabrosi. Mentre gli raccontava quanto fosse esperta la lingua di Sonje senti un piede di AI salire all’interno della sua gamba destra. Continuò a raccontare allargando di più le cosce… e mentre descriveva la bellissima pecorina che gli aveva regalato Paul, il piede di AI arrivò ad accarezzarle la fica, e l’alluce, via via, preparava la strada al cazzo del principale; che l’avrebbe seguito di lì a poco… FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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