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Gianni e Patrizia

Sono Gianni ed ho 43 anni, da 21 spostato con Patrizia, mia coetanea. Lei è longilinea con capelli bruni e lisci che le cadono sulle spalle. Insegna lettere in una scuola media ed ama la vita regolare. D’altronde la sua educazione è stata improntata alla rettitudine da un papà preside ed una mamma impiegata statale. Ha un corpo che, nonostante le due gravidanze che ci hanno regalato Marco di 19 e Sabrina di 18 anni, è ancora privo di una smagliatura e con forme delicate, sinuose ed un seno poco più grande di una coppetta di gelato con due areole larghe e colorite da cui svettano due capezzoli dolci e morbidi. È una donna che potrebbe far girare gli uomini per strada eppure riesce a passare inosservata. Nonostante non indossi mai tanga o perizoma vederla in slip e reggiseno è uno splendore. Così col sesso. Ci fidanzammo al liceo, lei a 17 anni aveva solo due “fidanzatini” precedenti liquidati al massimo con abbracci e dei baci sulle guance… al terzo mese dell’ufficializzazione del nostro rapporto si lasciò baciare con trasporto e la penetrai con la lingua carezzando e stringendo quei seni che già all’epoca mi facevano impazzire. È stata sempre così distaccata ma non fredda, non sentiva bisogno di fare sesso ma non si tirava indietro, era dolce ma mai si lasciava trasportare. Così il nostro primo rapporto avvenne due mesi prima del matrimonio e raggiunse il suo primo orgasmo con eccitazione, gioia ma… sempre… contenuta. E via via nella nostra vita sessuale accettò il sesso orale sempre rigorosamente senza ingoio, la stimolazione del buchino posteriore, come lei lo chiamava, ma per carità non di più se no mi brucia…

Così negli anni la nostra vita è scivolata via tranquilla con litigi, gioie e la speranza che prima o poi si lasciasse andare, non dovessi capire quanto era il momento, una volta alla settimana, una volta al mese, due volte al mese… e il modo di averla. Così 5 mesi fa, approfittando che l’argomento della discussione di una cena tra amici fosse il sesso su internet, in sua presenza, alcuni giorni dopo a casa nostra, messi a dormire i ragazzi, decidemmo di curiosare un poco; è tipico di Patrizia, non l’avrebbe mai fatto da sola, in qualche occasione mi avrebbe guardato come il marito che vuole bene ma che fa troppo il perverso e bisogna calmare in qualche modo, in altre, come quel fortuito caso, il suo sì veniva fuori calmo e tranquillo come la più naturale delle cose. Eppure per la paura delle sue reazioni ho sempre evitato le cassette VHS porno o quando vedevano, a tarda sera, i film erotici in TV dopo poco mi chiedeva di cambiare …lo possiamo fare anche senza consigli, diceva.

Eppure quella sera con allegria e curiosità si sedette al mio fianco di fronte allo schermo. Beh, in verità, avevo già da anni surfato tra i siti alla ricerca di immagini porno, le più spinte, e così casualmente feci scorrere sul video immagini pazzesche di leccate ed ingoi di sborra, vagine piene, di doppie penetrazioni da parte di membri bianchi e neri ma enormi. Patrizia era allegra e ripeteva in continuazione che non poteva essere vero, che erano falsi che…Di fronte alle mie assicurazioni solo allora, guardando un enorme cazzo di ebano che eruttava sperma tra le labbra di una bionda, disse seria: ma allora il tuo è veramente un pistolino e poi ti lamenti con gli amici che sono frigida. Sai continuò lo dicono alle mogli e tra di noi poi la voce circola. Credi che non sapessi di quanto volessi avermi un poco porca…

Si aveva detto quella parola che io non avevo mai sentito dalle sue labbra e né tanto meno osato evocare. Mi vorresti zozza, porca come quelle troie ma poi che mi offri? Era seria, non arrabbiata, e poi pensierosa disse: comunque ti ringrazio perché in fondo per quello che potevi la voglia me l’hai fatta venire. Si mise a sorridere un poco beffarda ed io passai dallo sconcerto all’euforia: si era sbloccata, anche se la figura dello stronzetto, poco dotato l’avevo fatta. Le afferrai i seni da dietro, baciandola sul collo e facendo scorrere la mano destra sotto la gonna, scostare lo slip e… magia… per la prima volta prima e non dopo il rapporto le labbra erano dischiuse ed umide di umori, la vagina era calda, pulsante ritmicamente e bagnatissima. La tirai su per portarla a letto ma lei mi bloccò: no voglio rimanere qui e vedere di tutto…

Non ci potevo credere: era proprio cambiata. Ma le sorprese furono più inquietanti per me quando decisa mi disse: dai Gianni pensa tu a farti questo cazzetto in mano che io nel frattempo mi guardo quei cazzoni e me li immagino dentro. Detto fatto si incominciò a sditalinare prima con l’indice e poi anche col medio, mugolando e ammirando a bocca aperta le immagini che avevamo in precedenza scaricato, quando ricomparve uno dei membri giganti afferrò la bottiglia di coca cola grande e se ne infilò il collo in vagina spingendolo sempre più velocemente e venne a bocca aperta, stravolta e sudata. Io, sempre con il mio coso in mano, pensai di approfittare dell’eccitazione e glielo porsi in bocca, immaginavo già un colossale pompino con ingoio. Si tirò su nella sedia e sicura, con un tono fermo di voce mi disse: non hai capito niente te lo devi fare in mano e bada di non sporcare nulla, neanche il pavimento. Mi spinse sul divano e così, mentre mi osservava, cominciai a farmi una sega. Eccitato come ero sentii subito il fiotto che partiva e andava, con me disteso, a finirmi sulla pancia. Patrizia allora sorrise e raccolse un baffo di sperma con due dita portandomelo alle labbra. Visto che me lo volevi far assaggiare perché è buono ingoialo prima tu, disse ficcandomi il tutto in bocca.

Ero sorpreso non sapevo cosa fare ma nel frattempo Patrizia ridacchiava e continuava a raccoglierlo e portamelo in bocca: ora ingoia tutto disse e subito. La voce era autoritaria e stranamente mi eccitò: ubbidii deglutendo una, due e poi tre volte. Lo sperma rimaneva all’interno delle guance e Patrizia continuava ad infilarmi il suo dito, l’indice del ditalino ormai asciutto di sperma e dei suoi umori, per raccoglierlo. Succhia disse, succhia, mio frocetto, visto che non sai far eccitare come una porca la tua donna, sarò io d’ora in poi a decidere come godere da me e come farti godere, so io cosa ci vuole per te. Ero estasiato era così porca che non abbozzai alcuna reazione, anzi la lasciai fare. Si era accorta che la mia eccitazione aveva rimesso un po’ a tiro il mio cazzo e se lo prese tra le mani facendolo sguainare un paio di volte, poi allargò le gambe e si mise a cavalcioni su di me. Pensai che questa volta l’avrei impalata per davvero, ma le sorprese non erano finite, fece scivolare le mani sullo scroto ed afferrando le palle mi incominciò a canzonare. Non so come mi hai ingravidato due volte con quel misero schizzo di sperma che cacciano queste pallette, io voglio essere inondata di sperma ripetè due volte con la voce più forte. Ho voglia di cazzoni che mi inondano di sborra, se poi mi vogliono sfondare bene vengano…

Era di nuovo eccitata ed il suo volto era magnifico. Forse hai bisogno di essere stimolato e così dicendo puntò il suo famoso indice sul buco del mio ano spingendo. Era troppo ma già era penetrato a metà quando realizzai la cosa e una dolce sensazione di pieno si impadronì di me. Patrizia se ne accorse e in quel momento, nel quale forse aveva già deciso di ritirare il dito, proseguì sino in fondo e poi ritmicamente incominciò a stantuffarmi. Non pensavo che un uomo, ma lo ero più? , potesse eccitarsi sino all’orgasmo così eppure godetti ansimando per il suo gioco, spruzzando un filetto di sborra che scivolò lungo il mio pene subito poi nuovamente flaccido. Patrizia non si fece scappare il tempo giusto ed ormai sulla linea dell’umiliazione più cocente sia alzò da sopra il mio corpo facendomi scivolare la vagina sulla faccia.

Allora la pigiò sulla mia bocca e disse: un vero frocetto come te avrebbe sicuramente voluto tirare fuori la sborra di quel negro da questa topona, non è vero? Ti piacerebbe eh, averlo anche tu un cazzone come quello al posto di quel misero ditino che ti ha fatto? Ora capisci come si può godere anche con poco…? Nel ripetermi il tutto la strofinò via via più sicura così che io potessi infilarle la lingua fra le labbra. Allenati disse che poi te ne faccio veder bene di sperma di veri maschi cazzetto mio, ne ingoierai a litri, ed ansimò raggiungendo di nuovo l’orgasmo mentre un rigolo di succo le colava dalla vagina giusto nella mia bocca. Lo ingoiai felice. Anche a costo di sentirmi dare del ricchione quella era la strada giusta per tirare fuori la porca da mia moglie. Poi avremmo trombato entrambi alla grande. Non mi sbagliavo sul suo conto, ma solo su di me… FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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