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Il buchetto

Avevo 18 anni quando mi capitò di leggere un libro d’educazione sessuale che mi scombussolò alquanto.
Il quel periodo non avevo rapporti con le ragazze perché ero piuttosto timido e mi dedicavo con grande passione all’autoerotismo.
L’autrice del libro affermava che anche gli uomini trovavano piacere nella stimolazione dell’ano e che a molti di questi piaceva farsi penetrare con oggetti o con il dito.
Io avevo sempre pensato che questa pratica fosse riservata ai gay e non mi sarebbe mai venuto in mente di trarre piacere dal mio buchetto.
Quella sera però, mentre mi accarezzavo l’uccello ormai prossimo all’orgasmo, ripensando a quanto letto nel pomeriggio, cominciai con un dito a sfiorarmi il buchetto forzandolo quel tanto da infilare la punta. Provai un piacere inusuale, venni copiosamente e rimasi quasi stordito dall’emozione.
Quando mi ripresi provai però un senso di disagio, mi sembrava di aver fatto una cosa poco virile. Mi colse il dubbio che forse senza saperlo potevo essere omosessuale.
Per alcuni giorni non ci pensai più poi una sera mi prese la voglia di riprovarci e cominciai a carezzarmi il buchetto cosa che mi procurò una piacevolissima erezione. Spinsi il dito fin dove potevo poi, non resistendo oltre cominciai a masturbarmi furiosamente.
Dovetti ammettere che questa pratica mi piaceva molto più di quanto immaginassi. Le perplessità però restavano, mi sarebbe piaciuto confidarmi con qualcuno. Gli amici erano fuori discussione, chissà cosa avrebbero potuto pensare e poi non ne sapevano più di me. Ci voleva una persona con una certa esperienza con la quale potersi confidare apertamente. Non mi veniva in mente nessuno. L’unico adulto con avessi un po’ di confidenza era mia madre.
Perché no, pensai, mi ha sempre detto che potevo confidarmi con lei su qualunque argomento. Dovevo trovare il modo di dirglielo prendendo l’argomento alla larga, parlando in generale.
Certo una madre non è proprio la persona indicata per parlare di queste cose però ero abbastanza turbato da aver bisogno di confidarmi con qualcuno.
Mia madre è sempre stata una persona molto disponibile e molto aperta. È stata lei, quando avevo 15 anni, a darmi le prime informazioni sul sesso, mi ha spiegato cos’era la masturbazione e come facesse parte del normale sviluppo della persona. Abbiamo sempre vissuto da soli e mi ha fatto da padre e da madre trattandomi con grande confidenza.
Qualche sera dopo mi feci coraggio e presi l’argomento alla larga, parlando in generale le dissi del libro che avevo letto e delle mie perplessità, lei sorrideva sorniona poi con dolcezza mi tranquillizzò.
“Vedi Ciccio” mi chiama così da quand’ero piccolo “come ti ho spiegato più volte il piacere che traiamo dal nostro corpo non ha niente di strano o definito, ognuno è libero di sperimentare ciò che gli piace. Non ci sono cose da uomini o da donne, il nostro corpo è fatto come è fatto e non ci sono zone proibite. Se ti piace toccarti il buchetto mentre ti accarezzi fallo, non è questo che fa di te un gay, cosa che se anche fosse non sarebbe una tragedia. ” Era molto rilassata e per niente imbarazzata dall’argomento cosa che mi tranquillizzò parecchio “Sai” continuò “ci sono un mucchio di cose strane nel sesso, hai mai provato a trastullarti i capezzoli? ” feci segno di no con la testa. “Anche se sono considerati punti esogeni prettamente femminili ci sono uomini che adorano farseli succhiare e mordere e nessuno ci vede niente di strano”
Decisi di confessarle tutto apertamente “Sono un paio di volte che ci provo e devo dire che la cosa mi piace parecchio ero solo un po’ preoccupato che non fosse normale, probabilmente perché è una cosa nuova. ”
“Stai tranquillo è tutto normale solo fai attenzione a non farti male. Come tutti i muscoli anche quelli del buchetto richiedono un po’ allenamento e un po’ di lubrificazione, puoi usare una delle mie creme. Comunque stai tranquillo sai che con me puoi confidarti tranquillamente. ”
“Non sai come mi hai reso felice” le dissi abbracciandola.
Prima di ritirarci nelle nostre camere la raggiunsi nel bagno.
“Per quella crema… ” le ricordai.
“Ah già la crema…” aprì l’armadietto e cominciò a trafficare con i suoi vasetti da trucco.
“Questa dovrebbe andare bene” notai che sorrideva, sicuramente non le era sfuggito il rigonfiamento del pigiama.
“Divertiti Ciccio” mi porse il vasetto e mi schioccò un bacio sulla guancia facendomi l’occhietto.
Una volta in camera mi spogliai velocemente. Mi sdraiai sul letto e cominciai ad accarezzarmi il corpo poi, mi ricordai cosa aveva detto dei capezzoli e cominciai strizzarli ed a tirarli.
Aveva ragione era una cosa molto piacevole. e presi ad accarezzarmi il buchetto, era bello farlo senza sentirsi a disagio.
Dopo aver affondato il dito nel barattolo di crema iniziai a spingere e con mia grande sorpresa il dito entrò tutto senza fatica.
Lo spinsi avanti e indietro portando la libidine al massimo e bastarono poche scosse all’uccello per sentire lo sperma bagnarmi la pancia.
Rividi la mamma a pranzo il giorno dopo e tra una chiacchiera e l’altra ad un certo punto mi chiese com’era andata.
Capii benissimo a cosa si riferiva dal suo sorriso.
“Bene, bene. Avevi ragione con la tua crema è tutto un’altra cosa. ”
“Vedi l’esperienza a cosa serve” e dopo una risata cambiammo discorso.
Le cose andarono avanti così per un po’ di tempo poi, ripensando al libro che avevo letto cominciai a pensare a quale oggetto poteva sostituire il mio dito che ormai ritenevo inadeguato.
Mi guardai un po’ intorno ma non trovavo niente che potesse andare finché, un giorno mentre giravo per il centro commerciale, passai davanti ad una tabaccheria ed in vetrina vidi delle scatole di sigari racchiusi in cilindrici astucci di metallo.
Era proprio quello che cercavo. Entrai ma con mia grande delusione constatai che i prezzi di quei sigari erano decisamente fuori dalla mia portata.
Il commesso mi spiegò che erano cubani la migliore qualità di tabacco. Assentii distratto, non potevo spiegargli che non ero interessato al contenuto ma al contenitore.
Mi fece vedere prodotti di qualità inferiore ed infine notai dei sigari di prezzo abbordabile in un astuccio metallico di giuste dimensioni.
Dissi al commesso che ne volevo uno solo per provarlo, pagai e uscii soddisfatto.
L’astuccio in questione era di circa quindici centimetri e era largo il doppio il mio dito.
Pregustai la serata che mi aspettava.
Mia madre era uscita con delle sue amiche così mi organizzai una bella serata.
Fatta la doccia andai in camera di mia madre, volevo guardarmi nel grande specchio che aveva al lato del letto.
Mi dedicai a sollazzarmi i capezzoli poi, dopo essermi lubrificato il buchetto, aprii un po’ le gambe e chinatomi in avanti cominciai a spingere dentro l’astuccio.
All’inizio fece un po’ fatica ma una volta entrato mi mandò in estasi.
Le spinte mi procuravano delle fitte di piacere che si irradiavano per tutto l’uccello.
Era tanto il piacere nella zona anale che l’erezione cominciò a calare pur continuando a provare un grandissimo piacere.
Stavo andando fuori di testa quando all’improvviso senza che mi fossi toccato cominciai a eiaculare lunghi fiotti di sperma che mi colarono caldi ed abbondanti fra le gambe.
Ero sfinito e fuori di me, dovetti sedermi in poltrona per non cadere. Ci volle un po’ per riprendermi. Ripulii alla meglio e andai a letto.
Una domenica mattina mia madre mi portò la colazione a letto e mentre sistemava il vassoio sul comodino notò l’astuccio del sigaro.
“Cos’è questa novità? Da quando hai cominciato a fumare” si rigirò l’astuccio fra le dita. “Non mi avevi mai detto che fumavi i sigari. “.
Scoppiai a ridere. “Non vedo cosa ci sia da ridere. Fumare non è una sana abitudine. ”
“Stai tranquilla ” la rassicurai “Non ho affatto cominciato a fumare”.
“E allora che ci fa questo affare sul tuo comodino? ”
“Vedi non tanto il contenuto dell’astuccio quanto l’astuccio in se…”
Un sorriso le illuminò il viso “Bricconcello. Sei proprio ingegnoso… Vuoi dire che con questo astuccio…” era proprio divertita. “Mi accorgo di non doverti insegnare più niente. Debbo dedurre che questa notte hai fatto baldoria” aggiunse divertita.
Per tutta risposta scostai il lenzuolo mostrando la mia nudità e le inequivocabile tracce di sperma sulle lenzuola.
“Bravo il mio bambino. Ora però alzati, è il caso cambiare le lenzuola”.
Presi le mie cose e andai a farmi una doccia.
L’estate successiva aprirono un sexi shop, fortemente incuriosito decisi di farci una capatina. Ne parlai con mia madre che fu molto divertita dal fatto e prima di uscire mi allungò un po’ di soldi extra. “Se trovi qualcosa che ti piace…” L’abbracciai e le detti un bacio sulla guancia.
“Sei proprio un tesoro”.
Quando entrai nel sexi shop non c’era nessuno, il cassiere mi lanciò un’occhiata distratta poi riprese a leggere il giornale.
Mi aggirai nel negozio incuriosito ed eccitato.
Mentre guardavo le copertine delle videocassette notai che c’era un intero reparto riservato ai trans.
Una in particolare mi colpì, una bellissima ragazza mulatta con un pisello niente male era abbracciata ad un ragazzo. Senza pensarci due volte presi la cassetta deciso ad acquistarla.
Girando qua e la per il negozio arrivai davanti ai falli di plastica.
Ce n’erano di tutti i tipi e dimensioni, uno in particolare attirò la mia attenzione: era nero, lungo una trentina di centimetri e di dimensioni rispettabili. Presi anche quello ed andai alla cassa a pagare.
Una volta fuori mi accorsi che si era fatta l’ora di cena e mi affrettai a tornare a casa.
Ero eccitato ed impaziente.
Durante la cena mangiai svogliatamente. Mia madre se ne accorse e mi chiese del sexi shop.
Le raccontai del negozio e di quello che avevo comprato.
“Capisco la tua impazienza” mi disse arruffandomi i capelli. “Io fra un po’ debbo uscire con Anna, se vuoi puoi usare il video registratore in camera mia per vedere la cassetta” mi disse facendomi l’occhiolino.
Non me lo feci ripetere due volte, portai la busta con gli acquisti in camera sua e cominciai ad armeggiare con il televisore.
Dopo aver creato la giusta atmosfera sistemando la lampada sul comodino mi infiali nudo sotto il lenzuolo con il telecomando in mano pronto a schiacciare play quando squillò il telefono.
Sentii la mamma confabulare un po’ poi venne in camera e un po’ a malincuore disse “Anna non può uscire questa sera e uscire da sola non mi và. Che ne dici se vediamo la cassetta insieme? ”
Ero un po’ perplesso ma non potei dirle di no.
“Aspettami. Mi cambio e arrivo”.
Dopo pochi minuti tornò con indosso la giacca del pigiama e si infilò sotto il lenzuolo.
Schiaccia play ed il film iniziò.
Era come l’avevo immaginato. Paula, il trans era di una bellezza sconvolgente, sempre pronta a riceverlo e a sodomizzare gli altri interpreti del film.
Ogni tanto lanciavo un’occhiata a mia madre che non toglieva gli occhi dallo schermo, evidentemente anche lei era affascinata dallo spettacolo.
Alla fine del film ci guardammo negli occhi poi il suo sguardo si spostò fra le mie gambe. L’erezione gonfiava il lenzuolo. “Un film eccitante non c’è che dire” disse scostando il lenzuolo. “Sei eccitatissimo e il pisello è tutto bagnato” disse facendo scorrere il suo dito lungo il pisello.
“Fammi vedere cos’altro hai comprato? ” Allungai una mano sotto il letto e presi il dildo.
“Che grosso! Sei sicuro di poterlo ricevere? ” Ci guardammo. Il dildo era di dimensioni notevoli. “Penso di sì. Certo è un po’ grosso ma sono così arrapato che non vedo l’ora. ”
“Che sei arrapato lo vedo però non sarà impresa da poco. Vuoi che resti a darti una mano? ”
Mentre parlavamo aveva incrociato le gambe e mi accorsi che non aveva gli slip. Fra i peli intravedevo la fica lucida di umori. Anche lei era arrapata.
“Dai vieni qui allora. ” mi prese e mi sdraiò sulle sue ginocchia. “Vediamo questo buchetto” mi dette due pacche sul sedere poi mi aprì le natiche e cominciò a carezzare la zona intorno all’ano.
Mugolavo di piacere.
“Cominciamo a lubrificare. ” Infilò un dito nel barattolo di crema e cominciò a passarlo intorno al buchino.
“Dai più in fretta. ” esclamai.
“Calma. In queste cose ci vuole pazienza, se non lo prepariamo bene non ce la farai a prenderlo tutto e tu lo vuoi tutto vero porcellino? ”
“Sì lo voglio tutto. ”
“Allora lascia fare alla tua mammina e non brontolare. ”
Lentamente infilò prima un dito poi un altro.
“Ecco ora sei pronto. ” mi dette una pacca sul sedere. “Tirati su e appoggiati alla spalliera del letto. ” Mi misi in ginocchio e feci come mi aveva detto.
“Inarca bene la schiena” mi ordinò.
Sentii la punta del dildo roteare intorno al buchetto. “Dai sono pronto” implorai.
“Ancora no” rispose.
Poi lentamente lo sentii farsi strada dentro di me.
Rimasi senza fiato. Mi sentivo spaccato in due.
“Respira profondamente. ” mi consiglio.
All’improvviso il dolore si trasformò in piacere, la mia carne si dilatò e lo sentii scivolare in profondità.
Cominciai ad agitarmi convulsamente assecondando le ondate di piacere che assalivano il mio basso ventre fino all’eiaculazione.
Ci accasciammo abbracciati. Avevo bisogno del contatto della sua pelle. Le sbottonai la giacca e mi attaccai al suo capezzolo.
“Sì. Sì continua…”
La sua mano si infilò fra le gambe e cominciò a dondolare il corpo sempre più velocemente fino a che con un gemito profondo si inarcò per poi abbandonarsi fra le mie braccia. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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