Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Esperienze / Il mio primo tradimento
copertina racconto erotico

Il mio primo tradimento

Quanto segue non è in niente prodotto della fantasia ma il racconto di fatti che mi sono davvero accaduti, ormai tanti anni fa.
Eravamo nel 1975, avevo 20 anni precisi ed ero fidanzata con un ragazzo di 4 anni più grande di me: una situazione che andava linearmente verso il matrimonio.
La città in cui vivevo era allora piena di ditte di appalto che venivano da fuori per grossi lavori di ristrutturazione.
Ditte appaltatrici vuol dire un bel numero di maschi che si sono lasciati a casa la famiglia, le mogli, i figli, e vivono da soli, dal lunedì al venerdì, in appartamenti ammobiliati, quindi molto propensi a ricercare contatti, conoscenze ecc.
Insieme al mio ragazzo conobbi uno di questi.
Si chiamava Galeazzo ed aveva 35 anni, età che per me allora equivaleva a quella di un uomo decisamente maturo.
Era molto simpatico, espansivo, gran chiacchierone, esuberante: piacque anche al mio fidanzato e iniziammo a frequentarci, insieme ad altri amici.
E lui iniziò a corteggiarmi in modo molto aperto, diciamo pure sfacciato, quando non era presente il mio ragazzo.
Non ero abituata a queste cose.
Mi consideravo decisamente bruttina.
Non ero certamente bellissima, ma mi sottovalutavo (però questo l’ho capito dopo).
Ero quindi compiaciuta per questo corteggiamento, ma non sapevo che fare, non lo scoraggiavo ma neanche sapevo prendere una decisione.
Finché lui non mi dette un appuntamento, in casa sua, per le 17 di un determinato giorno.
All’appuntamento mancavano due giorni.
Il senso era chiarissimo: dovevo andare lì non certo per parlare…
Mi mise in agitazione.
Lo sentivo come un grande passo.
Molte buone ragioni mi spingevano a non farne di nulla, ma altre, molto intriganti, mi facevano desiderare la cosa.
Ci pensavo continuamente, ma non prendevo nessuna decisione.
Poi, a poche ore dal momento fatidico, telefonai al mio ragazzo, inventai un impegno (“Ci vediamo dopo cena”), mi truccai con cura, ricordo che indossai un body bianco, il più bello che avevo, e uscii.
Quando mi trovai davanti al portone, al campanello, mi riprese un leggero panico, una indecisione, ma suonai e emozionatissima salii le scale.
Lui mi aspettava raggiante.
“Sapevo che saresti venuta”.
L’appartamento aveva tutti i segni tipici della casa abitata da un uomo solo.
Mi fece sedere sul divano.
Mi venne vicino.
Mi disse quanto gli ero piaciuta fin dal primo momento, un sacco di complimenti, e soprattutto mi accarezzava.
Mise una mano sulle gambe e salì sotto la gonna.
Avevo i collant e rimase deluso!
Cambiò strada, baciandomi e palpandomi il seno da sopra il maglioncino.
Io chiusi gli occhi e mi abbandonai.
Mi sfilò il maglione, abbassò le spalline del body, mi scoprì il seno e iniziò a baciarmelo.
Io ce l’ho sensibilissimo e tutto, la situazione, gli stimoli, mi faceva salire un desiderio fortissimo. Incominciavo a muovere le mani, ad accarezzarlo anch’io, tra i capelli.
Mi disse di andare in camera da letto.
Mi alzai e attraversai un breve corridoio con il seno scoperto.
In camera mi abbracciò da dietro, stringendomi i seni e baciandomi sul collo, sulle spalle.
Poi aprì la lampo della gonna, che scivolò sul pavimento.
Iniziò ad abbassarmi i collant, mi misi seduta sul letto e me li sfilò completamente.
Iniziò ad accarezzarmi e baciarmi le gambe, cosa che il mio ragazzo non aveva mai fatto; saliva sempre più su, fino a premermi “lì” con il viso, da sopra il tessuto del body: aprì i bottoncini e la mia passera fu completamente scoperta davanti al suo viso.
Cominciò a leccarmi con grande passione.
Allargai le cosce e mi accarezzavo il seno.
Ci stavo benissimo, ma volevo che mi penetrasse, lo volevo dentro di me.
Gli chiesi di spogliarsi.
Lo guardai mentre lo faceva: era muscoloso, forte, villoso e era in piena erezione.
Mi penetrò da supina, stringendomi e baciandomi il seno, e, particolare che mi colpì, leccandomi le ascelle che avevo naturali.
Io prendevo la pillola (allora era di moda) e dell’Aids non si parlava ancora, perciò facemmo tutto senza preservativo. Io venni tre volte.
Fu una scopata del tutto diversa da quella col mio ragazzo.
Non solo Galeazzo era più bravo, ma la situazione era diversa: era PECCAMINOSA e questo mi esaltava. SCOPRII IN QUEI MOMENTI CHE IL SESSO è PIù BELLO QUANDO NON CI SONO DI MEZZO SENTIMENTI: potevo abbandonarmi a tutto senza vergogna. Poi venne anche lui sbattendomi con forza.
Dopo andammo sotto le coperte.
Mi accoccolai tra le sue braccia, stando di fianco.
Mi accarezzava i capelli, il seno, il sedere.
Poi scivolai giù, tra le sue gambe.
Glielo presi in bocca: sapeva di me e di sperma.
Presi a succhiarglielo, sentivo che reagiva, che cresceva; quando fu di nuovo grosso mi feci penetrare stando io sopra.
Mi feci il bidè e mi rivestii velocemente perchè era tardi.
Uscii dal suo appartamento senza alcun saluto particolare.
Per strada mi sentivo strana, diversa, felice, appagata, ma ancora carica di desiderio.
E con un sottile senso di colpa che mi eccitava.
La sera uscii col mio fidanzato.
Naturalmente non gli dissi nulla, però avevo voglia di farlo con lui, anche per riconciliarmi.
Lo facemmo in auto, affrettatamente, con lui che non ne aveva molta voglia.
Capii quella sera un sacco di cose: che sarei stata di nuovo con Galeazzo, che del mio ragazzo non mi interessava poi molto, che non sarebbe durata con lui, che per me stava diventando un peso.
Prima di addormentarmi mi toccai pensando a Galeazzo e a quello che avevo fatto con lui. FINE

About Storie erotiche

Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

Leggi anche

copertina racconto erotico

La vicina

Io 35 anni Anna 30 anni Da oramai un paio di anni si era trasferita …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.