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Il porto

Il porto non è molto grande, ma c’è un notevole traffico di camion, che la sera parcheggiano lungo il muro che lo racchiude dalla parte di terra. In quegli anni, erano quasi tutti camion con rimorchio, e formavano una lunga fila, lasciando uno spazio di poco più di un metro fra loro ed il muro. Per caso, una sera, passando di lì, notai un certo andirivieni di gente e mi avvicinai per vedere: lungo il muro c’erano delle coppie inequivocabilmente intente ad attività sessuali. Avvicinandomi ancor di più, notai che sotto i camion c’erano delle persone, soprattutto ragazzi, che osservavano le coppie da vicino. Interessato ed eccitato mi avvicinai ancor di più, ed entrai nello spazio, strettissimo, fra un camion e l’altro; le coppie stavano veramente scopando. Le donne, evidentemente prostitute, con le gonne rialzate, si facevano penetrare dagli uomini restando in piedi. Le coppie erano incuranti dei ragazzi che osservavano da vicino e, a volte, le incitavano a godere mentre si masturbavano. Mi avvicinai ad una delle donne, che erano momentaneamente senza compagno, e le chiesi quanto volesse; lei rispose:
* xxx per una sega, xxxx per un pompino e xxxxx per una scopata. Non era molto; ma non feci niente.
Tornato a casa, raccontai il fatto ad Adriana, mia moglie, che si eccitò moltissimo; scopammo come ricci; poi ne parlammo ancora ed io le chiesi:
* Non ti piacerebbe andare là e farti scopare come una puttana?
* Credo proprio che sarebbe eccitantissimo!
* Magari domani si potrebbe provare.
La sera successiva Adriana si vestì con un leggero e corto abito di cotone; non mise mutandine: era praticamente nuda. Ci avviammo al porto; io ero emozionato ed eccitato al pensiero di esibire la mia mogliettina agli occhi di tutti quei ragazzi infoiati, che si sarebbero masturbati a pochi centimetri da lei e, forse, l’avrebbero scopata.
Arrivati che fummo, vedemmo il solito tramestio dietro e sotto i camion, e c’inoltrammo nello stretto corridoio. Il cuore mi batteva forte, ma vedevo Adriana abbastanza tranquilla e le chiesi in un sussurro:
* Sei sempre convinta di farlo?
* Sì certo, andiamo, sono eccitatissima.
Mentre avanzavamo nello stretto corridoio, avvicinandoci alla prima delle coppie presenti in quel momento (erano solo due), vedevamo gli occhi dei ragazzi che, da sotto i camion, ci osservavano attentamente. Ci fermammo in un punto che ci sembrò favorevole, vicino ad un varco fra un camion ed il suo rimorchio, dove c’erano tre ragazzi. Adriana si appoggiò al muro; io le sollevai la gonna, mettendo a nudo il folto pelo del pube, facendo in modo che i ragazzi vedessero bene; poi cominciai ad accarezzarla sulla figa, che era bagnatissima. I ragazzi si avvicinarono ancor di più, fino a quasi toccarci, io mi rivolsi al più vicino, un riccetto di forse vent’anni, e gli chiesi se non gli sarebbe piaciuto scoparsela; e lui:
* Certo che mi piacerebbe, ma non ho i soldi.
* Non ti preoccupare l’ho già pagata per tutta la sera; vieni Lui, colto di sorpresa, era molto titubante; allora un altro si fece avanti e disse:
* Vengo io;
Il primo allora si fece coraggio e disse:
* C’ero prima io;
Ed in un baleno sfoderò un cazzo non grandissimo ma duro e pronto all’uso. Adriana l’attirò a sé, gli fece abbassare i pantaloni, e si chinò per prenderglielo in bocca. Fu questione di pochi secondi ed il ragazzo godette con un gemito. Adriana, delusa, fece avanzare il secondo e, questa volta, si fece penetrare subito. Intanto erano arrivati altri due ragazzi che, estratti i loro membri, si masturbavano apertamente. Quello che scopava Adriana resistette poco, ma lei era così eccitata che cominciò a godere e, da quel momento, fu un’orgia. Tutti i ragazzi la possedettero (erano cinque in tutto), anche quello che aveva goduto nella sua bocca, che questa volta resistette più a lungo. Alla fine io mi abbassai a leccarle la figa fradicia, lambendo anche lo sperma che scendeva lungo le cosce, poi la penetrai a mia volta godendo come un pazzo. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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