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Io attrice per caso

Mi chiamo Sandra, Ho ventotto anni e sono di Roma. Sono sposata da due con un (avvocato) di una piccola città di provincia. Ho due figli. Gli amici di mio marito dicono che sono un’ottima padrona di casa; io penso soprattutto che gli uomini mi vorrebbero vedere nel loro letto e che le loro mogli vorrebbero strapparmi gli occhi… io sono bella. Lo dico senza falsa modestia. Sono anche stata modella mentre facevo i miei studi d’arte a Milano. Alta, bionda, dagli occhi verdi, molto magra, con lunghe gambe nervose. Un viso carino, dei seni non troppo piccoli, non passo inosservata. Il mio problema? Mio marito e molto impegnato con il lavoro ed io mi annoio da morire in questa piccola città sinistra ed ostile.
Quando, l’oppressione è veramente troppo forte, ho l’abitudine di andare a passare qualche giorno a Milano da una amica attrice. Con lo scopo di un overdose di uscite, senza per questo essere infedele a mio marito di cui sono
sempre innamoratissima. io spendo una fortuna in vestiti; vado matta soprattutto per i tailleurs La mia tenuta preferita: tailleur e ballerine.
L’anno scorso, durante una delle mie giornate milanesi, la mia amica che chiamerò! Giorgia, mi confessò che da molti mesi ormai, i films che girava erano films pornografici (hard) aveva precisato. Ne restai assolutamente stupefatta. Come me, la mia amica possiede una certa classe, un aspetto da brava ragazza, che io immaginavo incompatibile con l’universo del porno.
Era una sera, Giorgia si era servita un bicchiere di whisky dopo avermene proposto uno che rifiutai

— Ecco ! tu capisci adesso perché non puoi venire ad assistere alle riprese domani mattina.
— E perché no ?
Io avevo risposto senza riflettere. Giorgia mi gettò uno sguardo sorpreso.
Turbata, mi ero alzata ed ero andata a servirmi da bere.
— è vero, perché no ? avevo ripetuto senza guardarla.
Lei non aveva risposto niente. Quando mi rivoltai aveva la medesima espressione
sul viso. Poi scosse la testa e scoppiò a ridere.
— Tu dici quello che ti passa per la testa.
Si era seduta sul divano e si era portata il bicchiere alle labbra. Lei era bella, bruna, piuttosto in carne. Quando aveva debuttato come indossatrice, non aveva il look del momento e non aveva mercato.
Noi parlammo una buona parte della notte e l’indomani, quando si presentò allo studio, io l’accompagnavo, vestita con un tailleur e delle calze color carne.
L’accoglienza fu tiepida, tutti si chiedevano perché avessi accompagnato Giorgia, solo uno degli attori si mostrò interessato. Era bello, molto dolce e con un andatura sicura, era molto seducente.
Presto i diversi protagonisti furono pronti, oltre ai tre attori, due uomini e Giorgia, erano presenti il regista, un fotografo e una equipe ridotta di tecnici, con qualche parola il regista mi aveva spiegato la scena.
La sceneggiatura era di una povertà assoluta e piuttosto ridicola, una donna incontrava due uomini, giovani e belli, e si immischiava nella loro vita, la scena del giorno? Non ne avevo la minima idea.
I due ragazzi, veramente belli, avevano lasciato cadere i loro accappatoi. A tutti e due tirava mica male, Andrea, quello che preferivo si era impossessato
di un tubo di vaselina, feci il broncio, indovinai facilmente che cosa sarebbe successo e non mi entusiasmava proprio. Effettivamente, qualche minuto più
tardi, il [mio] Andrea penetrò, inquadrato in primo piano, Luca, il suo partner, che si era messo a quattro zampe per la circostanza. Al momento, mi sono detta che mai più mi sarei lasciata sodomizzare da mio marito, quel lato animale mi ripugnava, la scena non durò a lungo, Andrea masturbava Luca senza smettere il suo va e vieni. Era la prima volta che assistevo ad un tale spettacolo e non c’era nessun dubbio che sarebbe stata l’ultima. Giorgia mi osservava di nascosto. Avevo una voglia pazza di scappare.
Giorgia entrò quindi nel campo di scena, sempre vestita col suo accappatoio,
avanzò verso i due uomini, loro si fermarono, con il viso colpito da stupore, fermandosi davanti a loro, Giorgia aprì il suo accappatoio, lo fece cadere, si inginocchiò e, inquadrata in un grosso primo piano, si mise a leccare il cazzo di Luca prima di inghiottirlo, io voltai lo sguardo, ma lo riportai ben presto sulla scena, Giorgia era distesa, davanti ai due uomini e, con le cosce aperte, si masturbava, le chiappe di Andrea si contraevano sempre più velocemente mentre con una mano masturbava Luca, quest’ultimo aveva piegato le braccia e la sua lingua si era andata a mischiare alle dita di Giorgia.
Io non sentivo più i commenti del regista ne i rumori dello studio, avevo le guance in fuoco, era il disturbo o il piacere? Strinsi le cosce con una certa voluttà e sentivo il mio body bagnarsi. Giorgia, spostandosi sulla schiena, si era piazzata sotto Luca. Questo si fece cadere delicatamente su di lei.
— Giorgia ! solleva il tuo bacino, così ! apri bene le cosce, che la cinepresa
ti possa inquadrare nel momento in cui ti penetra…
I due cameramens cercavano delle inquadrature, Luca era entrato in Giorgia,
mentre Andrea continuava a sodomizzarlo con forza.
— Ecco, adesso godi, Luca.
Luca simula una sborrata suppongo!
— Adesso Andrea, tu ti sfondi per qualche secondo, sei tu che fai godere Giorgia con Luca messo di mezzo.
Per qualche secondo i corpi si scatenarono.
— Molto bene ! sì… dacci dentro ancora, Andrea… sì!
Io strinsi ritmando le mie cosce una contro l’altra e non ero distante dal godere quando la voce ricominciò:
— A tè Giorgia! …
Questo piacere comandato mi raffreddò un po. Giorgia era partita in una lunga simulazione di orgasmi a ripetizione.
— Dai Andrea! Così ! Tu ti abbatti su Luca e non ti muovi più, salvo qualche soprassalto, con dei piccolissimi movimenti spasmodici del sedere. Così! sì… ecco… Giorgia, tu, calmati… Perfetto! Apri gli occhi e sorridi dolcemente. Tagliate! Bravi ragazzi…
I tre corpi si staccarono istantaneamente. Gli attori infilarono i loro accappatoi e si eclissarono, in direzione del bagno.
— Allora?
Il regista mi si era avvicinato e mi scrutava, cosciente del mio imbarazzo.
— Beh! io…
— Lei ha visto che succede tutto nel miglior buon umore… Niente di drammatico, ne di sgradevole. Non mi piacciono le scene di violenza…
Io non ascoltavo nemmeno.
— Le servo qualcosa da bere? caffè? Succo di frutta? whisky?
— No grazie… oh! sì… Un bicchiere d’acqua, per favore. Rivenne poco dopo e, tendendomi il bicchiere d’acqua fresca, mi disse con naturalezza:
— Se lei accettasse… sapesse! Avrei una scena formidabile da girare. Con il suo stile, la sua bellezza…
— Ma…
— Mi lasci spiegarle…
— Ma no l’assicuro…
— Lei arriverebbe nella stanza vestita come è adesso. Tutti e tre sono avvinghiati. Giorgia sparisce, i due ragazzi la guardano con un aria strana. Lei è una delle loro amiche e, visti i loro costumi, non capisce cos’è questo cambiamento di comportamento, si alzano e lei si trova tra i due…
Non sentivo più che un vago mormorio; mi sentivo oppressa, pronta a cadere nel tranello.
— La smetta! gridai.
Ma la mia voce non era stata che un mormorio. La mia vista turbata lo fece sorridere.
— Certo io non le domando di farlo realmente. Mi basta un piano sul suo sedere e sulla peluria
— un piano in zummata mentre o l’uno o l’altro le tolgono gli slip. Non si vedrà mai il suo viso e grazie alla presenza del suo vestito potrà simulare… se lo desidera. Allora ? …
— Io, io…
— Sentite! voi altri.
In qualche frase, mise al corrente i tecnici e gli attori della sua proposta:
io abbassai lo sguardo, le guance in fuoco, Giorgia era venuta ad inginocchiarsi vicino a me.
— Sandra? è vero? … Tu sei pazza!
— Perché?
La mia risposta era stata molto secca. Avevo rialzato il viso. Sapevo che vi si poteva leggere il mio desiderio.
Giorgia mi fissò a lungo prima di sorridere.
— Come vuoi mia cara.
Il primo giro di manovella mi riguardava. Ero morta di paura, ma non ero io che avanzavo così nella luce. Sentivo gli incoraggiamenti del regista arrivarmi molto attutiti.
— Sì prendi un aria un po’ più stupita, ecco… un leggero sorriso ironico…
Io ritrovai gli automatismi assunti durante la mia breve carriera da indossatrice, avevo quasi dimenticato che si trattava della ripresa di un film molto speciale in cui il mio viso non sarebbe apparso, avrei realizzato solo più tardi quello che stavo facendo.
L’abilità del regista era stata di farmi credere per un istante che ero un attrice,
Giorgia aveva abbandonato il campo, come previsto, io mi trovai tra i due uomini. Io guardavo intensamente gli occhi di Andrea che mi sorridevano gentilmente mentre la mani di Luca spostavano il mio tailleur, scoprendo la mia giarrettiera, poi il mio mini body. Io credo che non sia stata più pronunciata una parola nella stanza. Poi il mio body fu tirato verso il basso ed io allargai leggermente le cosce per liberarlo dal mio fracosce molto appiccicoso.
— Sì! aprile ancora un po’, ecco! sentii mormorare.
Eseguii. Non pensavo altro che alla cinepresa che era fissata sul mio sedere,
sulle mie cosce, sul mio sesso, Andrea si era tolto il suo accappatoio. Avevo voglia di carezze.
Senza smettere di guardargli gli occhi, io ero certa che il suo cazzo gonfio
puntava contro di me. Luca mi accarezzava le natiche e spalmava il mio ano di vaselina. Mi mossi leggermente, ruotando sulle ballerine. Quando infine avvicinò il suo glande, aprii le chiappe al massimo, violentemente curvata. Ripensandoci oggi, io penso che avevo tutto della femmina in calore, come appariva. Luca si infilò delicatamente in me mentre Andrea posò le sue labbra sulle mie. Le sue dita accarezzarono l’alto delle mie cosce, per soffermarsi sul mio clitoride gonfio. Lo aspettavo da molto tempo, ero bagnata, lo baciai con foga mentre Luca mi riempiva! completamente. Poi Andrea entrò in me, tenendomi una coscia nella sua larga mano. La sua penetrazione fu lenta, molto lenta. Le mie carni furono strattonate ed io non capivo più, se provavo del piacere, del fastidio o del dolore, io volevo la liberazione. Io ero piena di quei due, uomini, volevo andare fino in fondo al mio fantasma.
— Vieni! vieni! mormorai a Andrea, mi aprì la camicetta, slacciò il mio reggiseno che si chiudeva sul davanti e mi prese i seni con due mani incollando la sua bocca alla mia, io non ne potevo più. Con una mano cercavo il sedere di Luca dietro a me. La mia altra mano era scivolata verso il mio sesso, verso quel punto di incontro. Volevo tutto, avevo tutto. La mia bocca, i miei seni, il mio culo, la mia vagina, il mio clitoride era grosso, grosso quanto un mio dito.
Godetti quasi immediatamente.
Appoggiandomi con le braccia sulle natiche di Luca, mi curvai al massimo perché Andrea mi potesse vedere, ammirarmi nel mio orgasmo. Mi pizzicava bruscamente, ma con una scienza infinita, i capezzoli, unendosi di nuovo a me e cercando le mie labbra con avidità, mi sommerse nel medesimo momento di un getto caldo di sperma. Luca eiaculò a sua volta. Ne avevo nel culo, nella figa; l’orgasmo mi scosse a lungo ed io urlai il mio piacere senza ritegno, dando ancora dei colpi furiosi con il bacino.
Dei lunghi secondi passarono prima di tornare in me. I motori delle camere da presa giravano sempre.
Con una voce roca il regista mormorò infine:
— Talgliate!
Poi, in lontananza, in un soffio:
—Magnifico… magnifico…
Il silenzio cadde nella stanza. Un silenzio che nessuno osava rompere. Alla
fine Andrea si decise e, dandomi un bacino, si, staccò come Luca. Io partii
verso il bagno, sgocciolante di sperma.
Ero arrossita, confusa, molto felice; molto stanca anche. Andrea ed Luca mi raggiunsero. Erano ancora congestionati e turbati. Luca mi diede il mio body sorridendo amichevolmente. Ricambiai il suo sorriso, finii di asciugarmi, poi infilai le mie mutandine e mi misi a posto. Andrea ed Luca passarono rapidamente sotto la doccia. Io restai la, vicino a loro non avendo il coraggio di tornare in studio.
Furono entrambi meravigliosi. Rispettarono il mio silenzio e mi sostennero con la loro presenza complice. Si vestirono a loro volta, poi mi accompagnarono con gaiezza. Il regista restò interdetto vedendoli così.
— Ma non è finito per voi, ragazzi…
— Per oggi, sì, disse Andrea senza abbandonare il suo meraviglioso sorriso.
Facciamo una pausa, ho fame.
Scoppiò a ridere davanti alla faccia afflitta di diversi tecnici. Io chiesi una sigaretta; Luca mi diede del fuoco. Giorgia era andata a vestirsi.
— Per il suo compenso, Sandra… cominciò il regista.
— Lei vedrà questo con Giorgia, vero?
Il mio tono assunse lo sconcerto. L’attitudine dei miei due partners mi aveva rasserenato.
— Sì, certo…
Fece una pausa prima di proseguire:
Se lei vuole partecipare, col tempo, ad altre produzioni non si formalizzi… io
lavoro spesso con Giorgia… sarà con piacere…
— Sì, grazie può darsi.
Qualche minuto dopo, eravamo tutti e quattro a tavola davanti a dei sontuosi piatti di frutti di mare e bevevamo del vino bianco. Passati i primi minuti, impregnati di un certo imbarazzo, noi scoppiammo a ridere e divorammo con
piacere senza più parlare di quello che era successo. Ben inteso io non riprovai mai più. Però ogni volta che vado da Giorgia, io faccio in modo di rivedere Luca e Andrea.
Non hanno mai mostrato intenzione di toccarmi di nuovo : può darsi che sia la ragione per cui siamo diventati buoni amici ?
Ci resta in comune un instante indimenticabile, un ricordo che noi vogliamo conservare come eccezionale. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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