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La collega d’ufficio

Mi sono sempre considerata una ragazza sobria ed equilibrata sia a causa dell’educazione ricevuta dai miei, sia per le rigide regole comportamentali che la scuola mi ha dato, frequentando le Dorotee all’asilo e le Marcelline dalla scuola elementare alla maturità (sono di Milano). Il ragazzo l’ho avuto abbastanza tardi, a 24 anni, ed è inutile dire che prima di lui non solo non ho avuto filarini ma avevo proprio “schifo” ad avvicinarmi alla sfera sessuale. Con lui mi sono abbastanza svegliata, parzialmente disinibita, ma non mi posso considerare una bomba del sesso, dal momento che malgrado le insistenze del mio parnter riesco a concedermi una volta alla settimana e molte volte lo faccio per puro compiacimento suo.

Ultimamente però, grazie a Claudia, una mia nuova collega d’ufficio, devo ammettere che mi sono notevolmente aumentati gli appetiti sessuali con notevole felicità di Mario, il mio futuro marito.

Claudia venne a lavorare in questa società, una multinazionale petrolifera, nel Novembre del ‘96. Stessa età (siamo entrambe del 68) con due fisici molto diversi: cicciottina, bionda, con la quarta di seno io, secca, riccioluta con la seconda di seno lei.

Claudia era una persona abbastanza chiusa quando venne a lavorare presso di noi, ma nel giro di poco tempo riuscimmo a legare. Seppi che questi suoi silenzi erano dovuti al fatto che doveva sposarsi con un ragazzo con cui conviveva da 8 anni e, una volta fissata la data delle nozze, un mese prima del fatidico sì, di ritorno da una trasferta trovò le chiavi della porta di casa sostituite e lui che stava con un’altra donna. “Da allora i ragazzi li uso come fazzoletti di carta: li uso e li getto; io mi diverto sessualmente e loro soffrono come (e spero) più di quanto ho sofferto io. ” mi dice sempre nei momenti in cui è giù di corda o quando qualche storia che lei ritiene “probabilmente seria” finisce sempre in semplice avventura.

Inutile dire che questo suo atteggiamento “adescatorio” lo tiene anche in ufficio, con la conseguenza che viene considerata la classica tipa da “toccata e fuga”.

Dal momento che Mario è sempre all’estero per lavoro io e Claudia iniziammo a diventare inseparabili anche fuori dall’ambiente professionale, tanto che alla fine mi convinse anche a frequentare un corso di step ed aerobica. Lei è una patita del fitness e della forma fisica (secca ma decisamente carina), io accettai malgrado la mia pigrizia quando, dopo un rapporto con Mario, mi disse che le mie natiche iniziavano ad avere la tipica forma della buccia d’arancia.

Dopo le prime lezioni, in cui tutti i miei anni di inattività emersero con impietosa evidenza facendomi arrivare a fine lezione in uno stato in cui non mi ricordavo nemmeno chi ero e perchè ero lì, recuperai gradatamente la forma riuscendo quindi a chiacchierare sotto la doccia. Durante una di quelle docce, non potei non notare che Paola era abbastanza ben fatta, con un seno molto sodo (uno di quelli che io chiamo a doppia punta perchè oltre alla forma tradizionale del seno, l’areola del capezzolo e il capezzolo sono gonfi e sporgenti come se appunto un secondo e miniaturizzato seno fosse messo a cappello del primo) e un sederino tondo.

Una sera, per motivi di lavoro, giungemmo tardi alla lezione e ottenemmo il permesso dall’insegnante di prorogare la nostra permanenza all’interno della palestra per fare un po’ di ginnastica. Giunti sotto la doccia ebbi una folgorazione: Paola aveva il sesso completamente depilato. Dal momento che, quando osservo ho il brutto vizio di farlo in modo smaccato, Paola subito di disse “Si direbbe che hai visto una cosa incredibile. Ti riferisci forse alla mia figa completamente depilata? ”

“Beh si” risposi “Mario mi chiede sempre di depilarmi lì ma io non capisco perchè lo devo fare, visto che durante la crescita la natura ci ha dotato di peluria in quel punto. E poi a me non dice niente. ”

“Sai ha i suoi vantaggi” mi rispose Paola “Ad alcuni ragazzi piace ed eccita, ad esempio al tipo con cui esco in questi giorni, e indossando le mutandine di seta senza peli in quel punto riesci a tenere clitoride e grandi labbra in preallarme visto che la pelle è liscia e sensibile. Senti” E dicendo questo prese la mia mano e l’appoggiò alla sua vagina.

Ritrassi subito la mano perchè mi faceva senso toccare la figa (non tocco nemmeno la mia se non per le routinarie operazioni femminili) figurarsi poi quella di un’altra donna. “Non fare la bacchettona” disse perentoria Paola e rimisi la mano.

Mi fece uno strano effetto ma sicuramente le reazioni fisiche e le reazioni psicologiche andarono per due strade diverse dal momento che mentre continuavo a pensare alla repulsione di ciò che stavo facendo, i miei capezzoli iniziarono ad inturgidirsi e a sporgersi a seguito del tatto su una pelle completamente levigata. Paola notò la mia eccitazione ma non disse niente, mentre io diventando paonazza volli uscire dalla doccia motivando che quella sera l’acqua era troppo calda.

Mentre ci rivestivamo Paola mi disse “Perchè Giovedì, quando Mario è in Danimarca non vieni a cena da me? Te la depilo io così Sabato lo vai a prendere all’aeroporto e gli fai una bella sorpresa. ” Molto dubitabonda accettai.

Giovedì sera, dopo cena, andammo entrambe in bagno e Paola, dopo avermi fatto spogliare dalla cintola in giù, iniziò a depilarmi. Devo ammettere che era molto abile e concluse l’operazione in breve tempo.

“Mi sento imbarazzatissima” dissi. In realtà volevo dire che così mi sentivo un po’ zoccola ma non volevo offenderla. Lei continuò a massaggiarmela dicendomi “Senti come è liscia, su non fare la moralista del cazzo e fuori luogo, si vede che ti piace, hai le grandi labbra gonfie e il clitoride eretto. ” E appena finito di parlare mi infilò due dita nella vagina e iniziò a slinguazzarmi il clitoride.

La cosa mi piaceva perchè in effetti le osservazioni di Paola erano corrette, ma quello che stava accadendo mi pietrificò. Non mi aspettavo una simile prosecuzione e non avevo mai fatto certe cose (non me la facevo leccare da Mario, figurarsi da mie simili). Non riuscivo a spiaccicare parola ed ero incapace di qualsiasi movimento mentre lei continuava a stantuffarmi con le dita e seviziarmi il clitoride con la lingua. Copiosi furono gli umori che sgorgarono dato che inteso era l’orgasmo che stavo provando. Quando si accorse del mio orgasmo mi tolse la maglietta e mi sfilò il reggiseno dedicando particolare cura anche alle mie mammelle. Non ero mai stata scopata da una donna e al ribrezzo iniziale devo dire che subentrò il piacere in quanto il modo di amare di una donna è decisamente più dolce e delicato rispetto al medesimo approccio maschile.

Paola poi si spogliò di fronte a me e pretese che facessi a lei le stesse cose che aveva fatto a me. Appena diedi il primo colpo di lingua mi venne da vomitare ma poi la cosa iniziò a piacermi e anche se non avevo la sua abilità, riuscii con fatica a farla venire.

Dopo l’amplesso, mentre ci rivestivamo, quasi a volersi scusare paola disse “Non pensare che faccia così con tutte o che sia apertamente bisex. Avrò fatto l’amore con due donne prima di te, ma sai, le circostanze e il fisico che metti in mostra sotto la doccia mi ha fatto scattare una molla perversa. Spero poi di averti insegnato qualche cosa che potrai mettere in pratica con Mario dal momento che mi sembra che quel ragazzo, al di là delle palpate di tette e della posizione missionaria non possa fare gran chè”.

Quando Sabato andai a Linate ad accogliere Mario, gli dissi che avevo in serbo alcune sorprese. Andammo a casa sua (visto che i suoi erano in montagna) e quando uscì dalla doccia gli dissi di oscurare la camera da letto. Iniziammo a baciarci e a spogliarci e quando mise le mani dentro i miei slippini .. .. .. “Ma ti sei depilata! ! ! ” Pensai di averla fatta grossa “Oh scusami, non volevo, lo so adesso mi considererai una zoccola ma era tanto che lo chiedevi, pensavo ti piacesse e poi non volevo, scusami”

“Ma cosa dici? ” Era una vita che aspettavo questo. Non so quale è stata la molla ma comunque brava, mi sto eccitando da morire”

“Se mi provetti che non mi consideri una zoccola ho in serbo altre due sorprese” dissi “Promesso” rispose.

Mi feci leccare la vagina e dopo un’esitazione iniziale di Mario per la richiesta, mi lappò con estrema maestrìa facendomi in breve tempo capire che lui con le sue ex lo aveva fatto e io mi ero persa tante occasioni. Poi gli feci un pompino e, a causa dell’eccitazione per le due precedenti sorprese, venne dopo pochi colpi.

Mentre ci rivestivamo, Mario mi chiese come mai questa mia piacevole evoluzione. Per la prima volta mentii al mio uomo ma purtroppo non avevo il coraggio di dire la verità. Dissi che in sua assensa avevo letto un libro di sessuologia e che parlando di rapporti intimi con Paola, pur non entrando nei dettagli lei mi disse che a volte era meglio essere un po’ disinibiti al fine di elevare il livello di erotismo.

In tutta risposta ricevetti un grosso bacio unito a una lode per Paola “Mi piacerebbe conoscerla prima o poi” disse alla fine.

Il Lunedì, in ufficio, Paola mi chiese come era andato il fine settimana e a linee le feci capire che quel famoso giovedì sera mi aveva svegliata con positivi risvolti per la sfera sessuale.

“Sono contenta per te” fu la sua risposta, “se ti va ti darò qualche altra dritta! “.

Verso la metà di Giugno dello scorso anno, Mario si recò in Belgio per tre settimane per lavoro. Dal momento che avevamo appena acquistato casa non mi potevo permettere il viaggio aereo e il soggiorno in hotel per incontrarlo durante il fine settimana. Decidemmo a malincuore di non vedereci per tutta la sua trasferta “Non preoccuparti, potrai sempre andare al mare con Paola, siete così inseparabili che trascorri quasi più tempo con lei che con me. Ed io nemmeno la conosco” mi disse scherzando all’aeroporto.

Tristemente tornai in ufficio e Paola notò subito il mio stato d’animo “Hey, ti è morto il gatto ? ” mi disse.

“Non fare la scema, Mario è partito e per tre settimane non lo vedo più”

“Oh, poverina, tutta sola per tre settimane, e io cosa devo dire che sola sono sempre? Su, animo, domenica andiamo al mare”

“Si ma non per cuccare, ti prego” risposi.

“Va bene, per questa volta ti accontento”.

Giunti al mare in Liguria, ci dirigemmo verso Santa Margherita e, dopo le operazioni di rito (parcheggio, acquisto panini, ecc. ) andammo in spiaggia.

Una volta sistemate, Paola si tolse il reggiseno e iniziò a prendere il sole di schiena. Notai subito che non aveva il segno del reggiseno. La palestra era chiusa da tre settimane; non potevo quindi immaginare che cosa avesse fatto in questo lasso di tempo. “Hai fatto il lettino ? ” Chiesi molto ingenuamente.

“No, ho già preso il sole” fu la risposta. Dopo alcuni minuti di silenzio mi chiese “Senti, cosa ne pensi di quelli che prendono il sole nudi ? ”

“Sono degli erotomani esibizionisti” affermai con prontezza.

Senza farsi mostrare dagli altri bagnanti scostò il lo slip del bikini e con mio grande stupore notai che nemmeno lì c’era il segno.

“Ma come fai, ma dove lo fai, ma, .. .. . ma.. . ” la tempestai di domande.

“Vedi, fare il nudista è come essere depilata lì e portare gli slip di seta” mi disse con calma. “Se vai dove è possibile, ti senti bene, ti senti libera da ogni indumento e da ogni costrizione, vivi all’aria aperta vedi altri uomini e donne nudi, non ci sono sguardi allupati perchè tutti siamo nudi, ma dopo avere visto per ore corpi nudi e dopo essere stata per ore nuda, quando vai a casa hai una pazzesca voglia di fare sesso. ”

“Io non mi metterei mai, il mio modus vivendi me lo impedirebbe” dissi con fermezza.

“Ricordati che uno vestito in una spiaggia di nudisti non solo sortisce lo stesso effetto di uno nudo in una spiaggia di vestiti ma fa anche la figura del guardone”

Il resto della giornata trascorse con tranquillità ma il tarlo della curiosità iniziava a rodermi. Tornati in ufficio Paola proseguì per tutta la settimana, a volte velatamente, a volte apertamente a cercare di convincermi a prendere il sole nuda con lei. Alla fine, per farla stare zitta accettai e anche perchè il mio livello di curiosità aveva raggiunto lo zenit.

La domenica successiva andammo al fiume, dove con mio sommo stupore trovai (dopo una lunga camminata) una comunità di nudisti.

Paola si denudò subito e in poco tempo alcuni uomini e alcune donne vennero a salutarla, segno che era una frequentatrice del luogo.

Io fui molto imbarazzata. Pensavo che il nudismo fosse una prerogativa esibizionista degli uomini. Notavo con mio stupore che il gruppo di bagnanti era equamente ripartito per entrambi i sessi. Non mi ero quasi mai mostrata nuda alla luce a Mario e ora mi dovevo spogliare di fronte a tutti.

Paola avvisò gli amici che ero nuova all’approccio ma, effettivamente, dopo una decina di minuti mi resi conto che il restare vestita in mezzo a persone nude sei ancora più individuabile ed effettivamente sei un intruso. Lentamente tolsi la polo, i bermuda il reggiseno e gli slip. Poi mi infilai sotto l’ombrellone seduta con le gambe appoggiate al seno e le caviglie incrociate per non mostrare nemmeno il sesso.

Dopo mezza giornata balneare iniziai a prendere coscienza del fatto che la gente non solo mi ignorava, ma faceva le stesse cose che si vedono su qualsiasi spiaggia italiana con la differenza che mancano gli indumenti ed effettivamente non ci sono sguardi pruriginosi.. Timidamente, iniziai a girare anch’io, a fare conoscenza con le altre ragazze del gruppo e, alla fine della giornata, dopo circa 9 ore che non indossavo il reggiseno, avvertii oltre ad un appesantimento del seno (dovuto alla mia quarta misura) anche un certo formicolìo sulle mammelle unite a una accentuata sporgenza dei capezzoli.

Mentre tornavamo a casa dissi “La giornata mi è davvero piaciuta. Mi devo ricredere sui nudisti e poi non so se è il disagno di reindossare capi di abbigliamento dopo ore che non si indossano ma in effetti gli abiti mi danno fastidio e ho degli strani pruriti”.

“Io invece ho proprio una gran voglia di godere” rispose Paola e mentre diceva ciò tagliò per una stradina di campagna. Arrivati in un luogo abbastanza infrattato aprì il cassettino dell’auto ed estrasse un vibratore a pile.

“Ti sconvolgo sempre di più vero” disse dopo avere visto il mio sbalordito sguardo. “Adesso, in mancanza di un uomo mi voglio divertire con questo ma tu mi aiuterai a venire”.

Si denudò velocemente, le sue mani palpeggiarono inizialmente i suoi seni e poi scese a trastullarsi la vagina. Poi mentre con una mano si titillava il clitoride, con l’altra stantuffava il vibratore dentro di sè. Mentre abbandonava ogni inibizione, volle che le palpassi i seni. Dovetti convenire, come già accadde in palestra sotto la doccia e durante la mia depilazione, che ero attratta dalla perversione, dalla giosità e mancanza di inibizioni nel praticare sesso da parte della mia collega/amica. Alla fine del suo orgasmo io fui così eccitata che le punte dei capezzoli sbucarono poderosa dal reggiseno e dalla polo. Appena vide questo Paola mi disse “Ora, tocca a te divertirti e a me farti divertire anche se la base di partenza è davvero notevole. Spogliati”. Per la prima volta vi denudai con estrema rapidità, notando che oltre ai capezzoli sporgenti avevo la passera fradicia.

Paola tolse dalla sua vagina il vibratore e, ancora grondante dei suoi umori lo infilò senza fatica nel mio sesso. Mi insegnò come muoverlo dentro di me e mentre mi stantuffavo ritornò (come quella sera a casa sua) a riservare una particolare attenzione alle mie mammelle e ai mei capezzoli. Fu un orgasmo lungo e inteso che mi lasciò svuotata di ogni forza. Ancora una volta dovetti convenire che Paola, proprio perchè donna come me, sapeva toccarmi le parti intime (e soprattutto i seni) come nemmeno Mario era capace; così come dovetti convenire che la mia amica/collega in fatto di sesso ne sapeva una più del diavolo ed io cominciavo ad assaporare la sfera dell’eros.

Ricominciata la settimana di lavoro, tutto tornò come prima e quando tornò Mario dalla trasferta andai al fiume con lui. Quella volta Paola non c’era in quanto impegnata con un nuovo ragazzo.

Giunti sulla riva del fiume Mario non credette ai suoi occhi. Tutti erano nudi e finalmente era in grado di vedermi nuda alla luce del sole. Con grande fatica riuscì a non avere l’erezione in spiaggia. Ma alla fine della giornata notai che le sue forze erano al limite: i testicoli duri come sassi, lo scroto oscenamente molle e il glande lucido dalle gocce di sperma. Da parte mia, il clitoride era eretto e, continuando ad avere la vagina depilata, non sapevo più come mettermi per nascondere l’eccitazione; mentre i miei seni erano diventati sensibilissimi.

Sulla strada del ritorno, con la scusa di vedere dove portava una stradina, lo condussi al luogo dove avevo fatto sesso con Paola. Ci denudammo velocemente; la via vagina grondante era seviziata dalla sua lingua mentre mi strizzavo selvaggiamente i capezzoli. Quando divennero innaturalmente grossi e sporgenti, li ofrii alla sua bocca. Raggiunsi un primo e intenso orgasmo. Poi mi feci penetrare e quando Mario stava per giungere l’orgasmo presi in bocca il suo membro. Tentai di inghiottire lo sperma ma, per questa prima volta, lo considerai troppo acre. Lo feci colare dalla mia bocca sulle mie mammelle e me le feci massaggiare con estrema voluttà.

Mentre ci rivestivamo, Mario si fece serio: “Stai diventando sessualmente la donna dei miei sogni, mi hai fatto la sorpresa dei campi nudisti ma due ragazze ti hanno salutato e mi riservi queste piacevoli sorprese sempre al ritorno delle mie trasferte. Non è che per caso hai l’amante e io faccio il caro cornuto? ”

La domanda mi spiazzò, e ancora una volta non riuscii a dire la verità. Avevo paura che se gli raccontavo di me e di Paola pensasse che fossi una zoccola o una lesbica. Decisi di mentire ancora una volta. “Ma amore, cosa vai a pensare. Amo solo te. Solo che continuo a leggere libri sulla sessuologia e mi sono effettivamente accorda che concedevo poco sia al tuo piacere che al mio. Per quanto riguarda la spiaggia nudista e le ragazze che mi hanno salutato, sappi che una di quelle due è una apprendista della mia parrucchiera. Parlando del più e del meno siamo andati sul discorso dell’abbronzatura e del fatto che il segno del reggiseno su alcuni vestiti estivi è antiestetico. Convenendo tutte e due che mettersi in tolpess in spiaggia è soggetto a sguardi di curiosi e la seduta UVA non sempre si ha tempo di farla durante la settimana, mi ha detto che lei come alternativa fa così”.

Con molta fatica lo convinsi anche questa volta ma prima o poi avrei dovuto dirgli la verità.

Il lunedì successivo Paola mi raccontò il suo piccante week-end ed io, per la prima volta, senza inibizioni, le raccontai tutto per filo e per segno. Paola si leccò le labbra e mi disse “Eh brava, finalmente inizi a svegliarti. Se vorrai ho in serbo per te altri suggerimenti anche se mi piacerebbe conoscere finalmente questo Mario che ho visto solo in foto”. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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