Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Prime esperienze di sesso / La festa d’estate
La festa d’estate

La festa d’estate

Era una sera calda e umida d’Agosto, stavamo festeggiando il compleanno di un nostro amico che, invece della classica torta o delle paste, aveva portato due casse di vino bianco frizzante. Non eravamo in molti, e quindi più o meno avevamo una bottiglia di vino fresco a testa. alcuni di noi erano venuti con la propria ragazza, altri avevano portato delle amiche, e ci eravamo messi in riva alla spiaggia, di fronte all’unico pontile di legno, romantico rifugio serale delle coppiette in cerca di intimità. Io e Silvia, la mia ragazza, eravamo arrivati da poco, quando con mia somma sorpresa, notai la presenza di Erica, la sua migliore amica, ovviamente accompagnata dal rispettivo ragazzo.
Questa ragazza per me era qualcosa di travolgente, giocava a Basket in serie A2 ed il suo fisico statuario ed asciutto era per me una calamita.
Più la osservavo e più ero attratto da quei 195 cm di straordinaria bellezza, da quei suoi capelli sottili, neri e lisci, da quel suo viso innocente che conservava una straordinaria fanciullezza, nonostante avesse passato da tempo la maggiore età. Inoltre mi faceva impazzire il suo corpo, tonico e snello, e quel seno, che nonostante fosse sicuramente una terza abbondante, lei fasciava sempre in un reggiseno sportivo, che ne esaltava straordinariamente le forme.
Eravamo buoni, ottimi amici, lei era però sempre la migliore amica della mia ragazza, ed io con lei, non avevo mai voluto e potuto spingermi oltre la battuta o l’allusione piccante.
Ci sedemmo vicini, sul molo, con le gambe a penzoloni, a raccontare di storie vecchie e nuove, di particolari piccanti, di qualche pettegolezzo. Intanto le bottiglie passavano di mano in mano, e l’alcool cominciava a fare il suo effetto in tutti noi. La festa era animata, tutti ridevano e scherzavano e nell’euforia generale, visto che il caldo era veramente torrido, alcuni ragazzi, seguiti dalle ragazze meno vergognose, cominciarono a tuffarsi in acqua, chi con il costume, chi in mutande. Silvia mi chiese: “Cosa ne dici facciamo un tuffo? ” Io non me la sentivo, le diedi un bacio e le dissi: “Se vuoi andare vai pure, io rimango qui a fumarmi una sigaretta”. “Se ne offri una anche a me potrei ricambiarti con un pompino” disse Erica sorridendo. Ci fu un attimo di imbarazzo e poi risposi: “Allora te ne offro due ! ” Ci fu una risata generale, la battuta era stata presa da tutti come tale tranne da me, che incrociando il mio sguardo con il suo, avevo notato un po’ di malizia nei suoi occhi.
Federico, il ragazzo di Erica, aveva deciso di unirsi alla compagnia dei bagnanti ed insieme alla mia ragazza, che premunendosi aveva indossato il costume già a casa, si tuffò in acqua. Silvia mi chiese di andare a prendere l’asciugamano in macchina e Erika mi accompagnò.
Ero nervoso, eravamo soli e isolati dagli altri e quella parola, pompino, mi suonava in testa come un disco rotto. “Non vuoi un’altra sigaretta? ” le chiesi, e lei tutta sorridente: “Ti piacerebbe eh? ” Non ci fu nient’altro, solo uno sguardo intenso e prolungato, senza parole.
Tornammo indietro e ci dedicammo ai nostri rispettivi partners.
Per riscaldarsi, tutti diedero fondo alle ultime bottiglie. Io ero un po’ brillo, ma sia Silvia che Erica erano sull’allegro andante. Io mi alzai e mi diressi verso il fabbricato in cemento dove c’erano i bagni. “Dove vai? ” mi sentii apostrofare, e voltandomi feci cenno con la v. “Vengo anche io disse Erica”, ma non ascoltai le sue parole, perché il suo ragazzo la stava “coccolando”, e lei pronunciava un misto di parole e urletti.
Giunto nei bagni mi slacciai la patta ed iniziai a pisciare. Mi sentii chiamare, era Erica che mi aveva raggiunto, “Dove sei? ” “Sono qui”, risposi. E in un attimo sentii la sua mano sul mio uccello.
Non capivo più niente, mentre gli ultimi spruzzi uscivano a fatica dal mio cazzo che si era prontamente irrigidito, le mi sussurrò: “Mi è sempre piaciuto fare il pompiere”. Così dicendo me lo scrollò ed iniziò a segarmelo. “Guarda che dopo tre scrollate è da considerarsi sega” trovai il fiato pare dirle, e lei di tutta risposta mi girò e sorridendo sorniona disse: “Ho un debito con te! ”
Chiusi gli occhi e sentii le sue calde labbra avvolgere la mia cappella, con una mano mi massaggiava i coglioni a con l’altra mi masturbava lentamente.
La sua lingua con sapienti tocchi passava dal prepuzio alle palle: ne prese una e la succhiò dolcemente, provocandomi un misto di dolore e piacere che mi scosse. “Ti piace eh? maiale” disse ed io in tutta risposta le presi la testa tra le mani imponendole il movimento. La stavo fottendo in bocca, e lei emetteva versi osceni risucchiandomi fino al midollo. La scena era torrida: in un cesso, la migliore amica della mia ragazza che succhiava rumorosamente la mia fava. Alzai la sua maglietta e il reggiseno scodellando due tettone sode. Le strizzai con decisione e lei gemette di piacere. “Sei una vera porca, ti piace che ti tocchi eh? ” Lei non si staccava da me, mi succhiava e faceva avanti e indietro con la testa, sempre più velocemente. Voleva farmi godere, e in fretta. Realizzai che avevo perso il senso del tempo, non sapevo da quanto ero andato via, ma godevo della sua bocca. Sentii varie scosse lungo la schiena, un misto di timore ed eccitazione mi attraversava, era il preludio dell’incipiente orgasmo che quelle labbra, quei risucchi e quella lingua mi stavano facendo raggiungere, ma non solo quello. Era soprattutto l’eccitazione del momento, l’alcool, e la donna che mi stava facendo godere, una donna diversa, che mi stava facendo provare un emozione nuova formidabile.
Tolsi il mio uccello dalla sua bocca che schioccò: ” Vuoi farmi sborrare vero? Vuoi farmi godere? ” le dissi. Lei non rispose mi afferrò il cazzo e se lo posizionò di fronte alla bocca. Incominciò di nuovo a masturbarmi tenendo premuta la sua lingua contro la mia cappella, leccandomela ripetutamente. Il momento era incredibilmente eccitante, ma quando le alzò lo sguardo per incrociare il mio, per vedere l’orgasmo sul mio volto, mi lasciai andare. Un forte fremito dalla testa ai piedi mi scosse, il primo violento schizzo di sperma le rimbalzò sulle labbra, e lei con mia grande sorpresa, si mise tutto il mio cazzo in bocca, accogliendo tutto il mio orgasmo. Chiusi gli occhi e cercai di assaporare ogni sensazione che i miei sensi potevano cogliere, cercai di prolungare il più possibile il momento, per goderne appieno. Un colpo di tosse, un po’ sommesso mi fece aprire gli occhi, lei si stava pulendo la bocca con il dorso della mano, guardandomi con aria soddisfatta.
Mi aveva fatto godere tremendamente, ne era compiaciuta, ma presto si alzò e come se non fosse successo niente, mi disse, torniamo al pontile, si staranno insospettendo.. .
Meccanicamente mi rivestii e ancora coi fremiti dell’orgasmo mi recai dalla mia ragazza, neanche immaginando cosa poi Erica, avrebbe rappresentato per me, ma questa è un’altra storia. FINE

About racconti hard

Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.