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La festa!!!

Che noia ! Eccomi dopo una dura giornata di lavoro, rasato e profumato, nel mio abito elegante, alla guida della mia auto dirigermi verso l’ennesima noiosissima festa organizzata dal circolo di mia madre.
“Riccardo mi raccomando non mi abbandonare stasera” erano le parole gentili con cui la mamma era solita pretendere la mia presenza a questi incontri. Sono molto legato a lei, è il mio confessore, la persona a cui chiedevo consiglio prima di ogni decisione; allora, non potevo mancare, farle un dispetto.
Appena mi avvicinai alla vecchia casa, custode della mia infanzia, vedo le auto parcheggiate di fronte, ci sono tutti , maneggia e tutti vecchi. Sarà ma in queste feste nessuna paperetta , sono un bel tipo, un trentenne d’assalto che vuole godersi la vita dopo anni di dolore, e invece stasera niente.
Giunto sulla porta sento la voce di mia madre “Riccardo grazie di essere venuto”, mi prende sotto braccio, è il suo modo di sfoggiarmi alle sue amiche. “Ecco la signora Bruni, Riccardo. Ha visto come è bello”, il marito un vecchio bancario, le solite frasi di circostanza, mi sento in forte imbarazzo, sono un a sorte di trofeo. Mentre stanno parlando, i miei occhi sono attratti da un paio di gambe; e che gambe giovani , snelle, che finiscono con due cosce meravigliose coperte da una bellissima minigonna di rossa, scarpe con un tocco a spillo, sento il mio sangue di maschio prendere fuoco.
“Riccardo qualcosa non va ? ” mi dice mia madre
” No, no niente mamma”
“Aspetta ti voglio presentare alla mia nuova amica” e così dicendo mi conduce verso quel paio di gambe che non finisco di fissare. In un angolo della sala ci sono tre persone, un uomo di mezza età con i capelli brizzolati, una signora molto elegante e seduta su un piccolo sgabello lo schianto. La signora è la nuova amica di mamma e mentre mi presenta io sono intento a guardare una mora alta un metro se settanta, con una camicetta bianca, che contiene a mala pena un paio di mammelle di quarta misura, un paio di gambe che ora , così da vicino, posso ammirare in tutta la loro bellezza, un viso d’angelo con due occhi neri che ti bucano l’anima, eccomi li con la bocca semi aperta come uno scolaretto.
“Riccardo sei vivo ? ” mi dice mia madre mentre mi da un colpo con il braccio
” si… si… ” farfuglio
“Allora ti presento Emanuela Fabbri la figlia dei miei amici”
“Piacere”
“Piacere”
“Riccardo, non essere sgarbato accompagna la signora a prendere qualcosa da bere”
A volte mia madre riesce a leggermi nel pensiero, e prevedere le miei mosse; porgo il braccio a Emanuela e la conduco verso il tavolo del buffet.
“Sei la mia salvezza, non potevo dare un dispiacere a mia madre e non venire, ma questa festa si prospettava come una noia fino a cinque minuti fa”
“Anch’io non ho potuto dire di no”
Mentre le offro da bere inizia una piacevolissima conversazione, è una giovane ventottenne che sta per laurearsi in informatica a Firenze, ama la natura, leggere, gli animali, vuole una famiglia numerosa, ma il suo uomo deve costruire con le basi solide, divenire complici
“Mi hai capito Rick cosa intendo ? Quel capirsi con uno sguardo, sena bisogno di parole.. che bello”
è fantastica, non solo è la donna più bella che abbia conosciuto ma anche intelligente, ha degli obbiettivi, sento la bocca del mio stomaco che si chiude, è preoccupante, mi chiedo fra me e me se mi sto innamorando. La sto mangiando con gli occhi, assorto dal suo parlare da ogni suo gesto che vengo colto di soprassalto quando mia madre mi posa una mano sulla spalla.
“Bene vedo che state facendo amicizia”
“Si è una donna fantastica”
“Riccardo è un uomo molto galante”
“Perfetto, Riccardo Emanuela si deve preparare ad un importante esame e ha bisogno di un posto di tutto riposo, ed essendo sola poiché i suoi genitori vanno in crociera, che ne pensi se le offriamo la nostra dependance? ”
“è meraviglioso” esclamo io
“Perfetto, è deciso e poi cara mia, approfitta di quest’uomo vista la sua esperienza lavorativa nel mondo IBM. è uno dei loro migliore commerciali sai ? ”
Lei si illuminò e divenne ancora più bella se era possibile, “magnifico e tu mi aiuterai è vero” mi disse con un tono della voce, oddio che brividi
“Certamente ogni giorno”
La serata scorre velocemente, fra fiumi di domande sul mio lavoro e di gin tonic, tanto che a tarda ora Emanuela era vinta dal sonno, addormentandosi sulle mie spalle.
“Mamma, Emanuela è stanca l’accompagno nella dependance e poi vado a casa”
“Bravo !! lo dico io ai suoi genitori”
“Buonanotte”
“Buonanotte e fatti valere! ”
Non capivo la sua ultima frase, ma la mia felicità era tale con lei fra le mie braccia e la tesa china sulla mia spalla che dormiva; penso che se un colpo di fucile mi avesse colpito non avrei sentito niente.
Entro nella dependance, mi dirigo verso la camera da letto e la stendo sul letto, tolgo le scarpe e pio l’atroce dubbio, la faccio dormire vestita?
Seduto sul letto a fianco a lei, e non so che fare, dopo alcuni attimi decido e mentre sto per andarmene lei mi afferra per una mano e mi dice, fra il sonno, “Rimani”.
“OK” allora penso che sia meglio togliere il vestito, così le sfilo la minigonna, piano piano e scopro che porta delle calze autoreggenti nere e un tanga di pizzo nero. Mamma mia , il mio sangue corre sa duemila, inizio a sbottonare la camicetta e mi appaiono due mammelle bellissime chiuse in reggiseno di pizzo nero, Vorrei fermarmi ma oramai i miei freni sono saltati, mi tolgo al giacca e mi slaccio la camicia poi mi pongo sopra di lei e inizio a baciarle con grande passione.
Le slaccio il reggiseno, palpo le due montagne sono sode e morbide allo stesso tempo, i capezzoli fra il pollice e l’indice si inturgidiscono, li succhio e sento il mio amico che inizia a indurirsi.
Bacio tuta la mammella di destra mentre l’altra e prigioniera della mia mano, sento che le inizia a muoversi sotto di me allora scendo lungo il suo corpo.
Le tolgo le mutandine e bacio la sua figa meravigliosa, la lecco vedo il clitoride che si alza , lo succhio mentre con le mani continuo a palparle le mammelle. , è allora che mia accorgo che è sveglia infatti mi mette le cosce ai lati della testa; sento il mio cazzo duro come non mai, e mi alzo sopra di lei, lo prende con una mano e lo mette dentro la sua vagina. Inizio a scoparla come una maestria che mia avevo avuto, “Scopami, fottimi fammi godere” a queste parole aumento il ritmo, sento che sto per venire, esco da lei e lei , rapida come una gatta, me lo prende in bocca.
Un pompino fantastico, al sua lingua corre lungo la mia asta e succhia, succhia, le vengo in bocca e lei non fa cadere una goccia di sperma.
“Non ho mai avuto in bocca un cazzo così grosso. ”
Il mio pene è ancora duro, perciò la giro e le tasto le natiche, sode poi la metto a pecorina e vedo il suo sfintere; non resisto e la inculo, come un dannato; era vergine di culo, godo come non mai fino a venirle dentro.
Lei mugola di piacere, lo sfilo e mi stendo sul letto, e lei mi fa un altro pompino meraviglio poi alza gli occhi e dice “Scopami ancora” Lei sale sopra di me e la penetro, con le mani le tengo le natiche e palpo le cosce, mentre i suoi seni mi ballano davanti e cerco di baciarle, leccarle dappertutto, Lei decide il ritmo, veniamo insieme e io dentro di lei, ma non mi interessa l’amo da impazzire.
Sfiniti ci stendiamo l’uno accanto all’altra e ci abbracciamo le faccio mille coccole mentre si addormenta fra le mie braccia, sono felice come non mai. Posso dirvi che a distanza di cinque anni siamo felici esattamente come allora infatti oggi abbiamo tre figli meravigliosi, si dopo sei mesi era mia moglie.
Ancora oggi ogni tanto ci chiudiamo nella dependance di mia madre per riverire quella notte di passione e quelle stesse emozioni. Spero che qualcuno di voi possa provare quel che provo io. Ciao. FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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