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La grande città

Ciao a tutti mi chiamo Roberta e ho 19 anni, adesso vi voglio raccontare una storia, é più precisamente cosa mi capito un giorno: che cambio in parte la mia vita sessuale.
Dovette sapere che mi sono appena trasferita da un piccolo paese di montagna, dove tutti ci conoscevamo e tutti sapevamo tutto di tutti. Trovarmi adesso così improvvisamente in una nuova e cosi grande città mi aveva un po’ scombussolata, ma non quanto quello che mi cadde quel giorno. Era un Lunedì di una splendida giornata di fine estate, le scuole erano appena riprese da poche settimane, e mi stavo recando da una mia nuova compagna di classe.
Cosi accettai subito la proposta che mi fece Michela, una delle mie nuove compagna di classe, di andare a studiare a casa sua, accettai più perché così avrei avuto occasione di farmi le prime amicizie.
Suonai al campanello e mi vene ad aprire con un gran sorriso in viso Michela, era vestita con una maglietta e un paio di jeans, con ai piedi delle ciabatte da casa.
Michela, ha 20 anni e quando la guardo in viso mi viene sempre un po’ d’invidia per quei suoi stupendi, capello biondi, i miei invece sono neri come il carbone e sempre crespi.
M= Ciao Roberta accomodati come stai! Vieni pure avanti i miei non ci sono oggi, staranno fuori, tutto il giorno per lavoro, siamo sole in casa cosi nessuno ci disturberà.
Il suo tono di voce mi suonarono subito un po’ strano ma non ci diedi peso, era un po’ il suo carattere, il suo modo di esprimersi.
R= Grazie bene, tu come stai? Hai passato bene il fine settimana?
M= Sì, grazie, sono stata con il mio ragazzo e abbiamo fato scintille.
Accomodati pure andiamo in camera mia che staremmo più comode.
Michela, mi accompagno in camera sua al piano superiore. Sembrava una di quelle camerette che si vedono sulle riviste di mobili sembravano nuovi, cera una scrivania con due sedie, un grande specchio e negli scafali con picchi libri, il letto, una finestra, in somma una di quelle camerette che vedi quando le vai a comprare in negozio. Non sembrava per niente vissuta, soprattutto da una ragazza tutto era ordinato e pulito, nessun vestito in giro poster o altro, se non si facesse esazione per alcuni pupazzi sul letto, in confronto camera mia e un emporio.
R= Hai una bella camera!
M= Grazie ci tengo molto all’ordine e alla pulizia, siediti pure io vado a prendere qualcosa de bere, cosa preferisti ?
R= Ma fai tu.
Ebbi giusto il tempo di tirare fuori i libri dallo zaino che Michela, torno con il vassoio con due bicchieri e una caraffa di tè freddo. Il pomeriggio stava passando velocemente tra i pettegolezzi che Michela mi raccontava sui nostri compagni di scuola e su noi stesse per conoscerci meglio.
Come studio avevamo concluso poco, prese un po’ indietro occupate troppo a chiacchierare, quando Michela mi chiese di andare un po’ in dietro con la sedia, perché doveva prendere una cosa dal cassetto della scrivania, era uno di quelli lunghi che prendevano tutto lo scrittoio cosi mi spostai un po’ in dietro con la sedia e quando apri il cassetto lo vidi.
Era lì, proprio davanti a me…… appoggiato dentro alla scatola senza coperchio, rosa e grande era……. era un dildo di gomma.
Io ne rimasi scioccata, guardai Michela che stava gia chiudendo il cassetto dopo avere preso una penna come se non si fosse accorta di nulla. Michela si girò verso di me.
M= Cos hai! stai male sei diventata tutta rossa, non ti senti bene vuoi bere qualcosa, vuoi andare in bagno?
Io non riuscivo ne a muovermi, ne a spiccicare una sola parola, Michela cercando forse di capire cosa avessi, riapri il cassetto e vedendolo lo prendendolo in mano praticamente schiaffandomelo davanti al viso.
M= Ah!! ma non sarai mica rimasta sorpresa da questo?
Riusi solamente a scuotere la testa in affermazione alla domanda.
M= Ma dai non fare cosi, non ne hai mai viso uno dal vero?
Cercando con tutte le mie forze di riprendermi, anche se la mia bocca era secca come il deserto deglutii e cercai di rispondere tentando di darmi un contegno e di riprendermi.
R= SI, behh ne ho visti e anche toccati, ma solo quelli veri, cioè quelli attaccati all’uomo.
M= E allora non fare così! non ce nessuna differenza e solo che questo dura di più e lo usi quando vuoi é soprattutto non rompe le scatole.
Nel mio cervello incominciarono ad accumularsi un sacco di domande, che però non riuscivo a far uscire dalla bocca.
R= MA, ma tu lo usi spesso, cioè, ma ti sta tutto e è cosi grande.
Il mio imbarazzo cresceva sempre più, pari all’eccitazione che stavo provando in quel momento vedendomi dondolare quell’affare davanti agli occhi, non riuscivo a levargli lo sguardo é questo credo che Michela lo stesse intuito fin troppo.
Michela mi prese le mani e melo fece afferrare con entrambe.
M= Tò prova a toccarlo, senti non e mica una pistola. Non ti uccide mica, al contrario se lo sai usare ti sa dare un mucchio di piacere, se vuoi telo presto.
Un po’ presa alla sprovvista, non riuscivo a capire bene cosa mi stava succedendo, ma ero molto eccitata. Stringere in mano il dildo mi stava messo addosso uno strano desiderio mai provato prima.
Cercai di riprendermi e di comportarmi in maniera più naturale.
R= NO, no ti ringrazio non saprei nemmeno da dove cominciare. Ma il tuo ragazzo lo sa che celai?
M= Certo che lo sa, a volte persino lo usiamo insieme, mi sa far godere meglio di quando l’uso da sola. Sai io con gli studi, e lui che lavora un lontano, non ci vediamo spesso e così scarico un po’ di tensione con questo. Dai t’insegno io ad usarlo.
Scandalizzata R= Ma cosa mi stai proponendo qualcosa tra noi! io non ci sto, per chi mi hai preso…… non sono mica lesbica!
M= Neppure io! ma cosa vuol dire. Sono stanca di studiare facciamo una piccola pausa, e ti faccio vedere come si fa. Vedrai che ci divertiremo, non ce nessuno che ci può disturbare fino a stasera, anche mio fratello rientra tardi, dai non farti pregare molto; vedo benissimo da come lo stringi e dal tuo viso che ne hai una gran voglia di provare.
Detto ciò, Michela si alzò in piedi è davanti a me, prima si tolse la maglietta, poi si giro e volle che gli slacciassi il reggiseno, cosa che feci senza neppure pensarci troppo presa dall’eccitazione del momento, appoggiai il dildo sulle mie gambe e glielo slacciai.
Michela si giro nuovamente verso di me e lascio scivolare a terra il reggiseno, poi mi fece un cenno con la testa e volle che gli tolsi i pantaloni che caddero a terra subito dopo, si avvicino verso di me con il petto perché voleva che gli baciassi i seni, ma io non mi sentivo ancora pronta a toccare un’altra donna cosi mi rifiutai scuotendo la testa. Michela, scavalcò i pantaloni e si distese sul letto con soli in dosso delle mutandine bianche, cominciando da accarezzarsi il seno e tutto il corpo. Prese uno dei pupazzi dal letto quello a forma tigre, lasciando cadere a terra l’altro incominciando a passarselo su tutto il corpo, come se fosse la mano di qualcuno che la stesse accarezzando, fermandosi spesso sui capezzoli e muovendosi sul letto eccitandosi.
Facendo scivolare il pupazzo tra le gambe, aprendole e chiudendole per provare piacere poi si fece scivolare una mano sotto le mutandine incominciando ad emettere dei sospiri di piacere.
Michela inizio a fissarmi intensamente sugli occhi facendomi capire che mi voleva lì accanto a lei per accarezzarla.
Vedendo ancora la mia titubanza, lascio il pupazzo che stringeva tra le gambe e si avvicino a me che non mi ero mossa dalla sedia. Michela mi porse le mani che io istintivamente afferrai e mi fece alzare in piedi di fronte a lei, il dildo cadere a terra sopra ai suoi pantaloni. Michela mi abbracciò cercando di baciarmi in bocca, ma io istintivamente spostai la testa, allora Michela mi baio sul collo causandomi un brivido lungo la schiena cosi non seppi trattenermi dal baciarla a mia volta, ma quando sentii la sua pelle a contato con le labbra mi bloccai, non era normale per me una situazione del genere e mi veniva da chiedendo come ci fossi capitata.
Erano troppe senz’azioni nuove che non avevo mai provato prima, con nessun ragazzo.
Sentivo i suoi seni premere sui miei e questa sensazione mai provata prima, mi stava facendo eccitare a tal punto che mi sentivo bagnare tra le gambe, facendomi vergognare di me stessa e di quello che stavo facendo. Cercavo in tutti i modi di darmi una spiegazione razionale a ciò che mi stava succedendo, per riuscire a fermarmi ma non ci riuscivo proprio troppo presa dagli eventi.
Intanto Michela era riuscita a slacciarmi la gonna e la stava accompagnando a terra abbassandosi e guardando tra le cosce, poi si rialzo e inizio lentamente a slacciarmi la camicetta che in pochi attimi mi tolse. Abbracciandomi nuovamente mi slacciò il reggiseno e questo nuovo contato tra i nostri corpi mi causò un nuovo scombussolamento ormonale ma stavolta d’eccitazione.
Eravamo tutte due nude una di fronte all’altra, il mio sguardo si abbasso fissandosi sui suoi seni, che notai più grandi dei miei di sicuro una misura più grande, sicuramente erano una terza e non riuscii a trattenermi da un’esclamazione di ammirazione.
M= Ti piacciono, dai toccameli! Guarda, come sono sodi…… senti! Dai bacameli ho una gran voglia di sentire la tua bocca sui miei capezzoli.
Ero sconvolta, stavo abbracciando e accarezzando una donna come me, era l’ultima cosa al mondo che mi sarei mai aspettata si fare, neppure nei miei incubi peggiori.
Michela iniziò a palparmi i miei delicatamente con maestria, poi lentamente risalì con le mani sulle mie spalle e mi spinse sulla sedia facendomi sedere.
Allargando le gambe mi sali sopra immobilizzandomi allo schienale della sedia e schiaffandomi un capezzolo in bocca, non ebbi altra possibilità che di iniziare a baciarglielo e leccarglielo, cosa che a dire la verità non vedevo l’ora di fare ma che non riuscivo, ma così immobilizzata alla sedia la mia indecisione cadde e cominciai a darmi da fare eccitandomi sempre più anch’io.
Michela mi aveva trascinato sul letto e ormai i miei primi tabù erano caduti cosi incominciavo a lasciarmi andare sempre più.
Ci stavamo accarezzavamo i corpi distese sul letto e giocavamo stuzzicandoci i capezzoli e i seni, mi stavo rilassata pensando che poi non era cosi male e non saremmo andate oltre, quando improvvisamente Michela mi si butto sopra immobilizzandomi.
Nuovamente tento di baciarmi in bocca e fu cosi improvviso che non riuscì ad oppormi, mi lasciai bacchiare e comincio subito a piacermi, il contato con le sue labbra era dolce cosi la lasciai continuare, era così diversa la sua lingua da quella dal mio ragazzo in paese, la sua era molto delicata e sapeva dove sfiorarmi, io a mia volta presa da quella sensazione cosi dolce cercai di farglielo capire imitandola nei movimenti.
Eravamo abradiate e ci rotolavamo sul letto senza mai smettere di baciarci, era differente che farlo con un ragazzo e cercavo estasiata da quei suoi baci di fargli capire cosa stavo provando in quel momento ricambiandola a mia volta baciandola freneticamente.
Improvvisamente mi sentii la sua mano che mi s’infilò sotto le mutandine andando a posarsi sulla mia fica, chiusi le gambe istintivamente per bloccargliela.
Michela smise di baciarmi, e basto il suo sguardo ora diventato severo per farmi capire che ormai non potevo più tornare indietro e interrompersi a questo punto non aveva senso, cosi allargai le gambe e mi lasciai trasportare dalle sue carezze, che subito mi diedero sconvolsero con altre emozioni.
R= OOOOH non smettere ti prego sto! Vengoooooo!!!!!!
Non avrei mai immaginato che un’altra ragazza sarebbe riuscita a farmi godere, e basto lo sfioramento di un unico suo dito sul clitoride per farmi avere un orgasmo come mai provato prima.
Come stai ti e piaciuto, sì tantissimo; non erano neppure servite le parole per dirci questo ci bastò uno sguardo.
Perfino lei aveva goduto senza neppure che io la toccassi ma adesso toccava a me farla godere veramente e decisi di mettermi d’impegno. Non so com’era accaduto ma ormai eravamo tutte e due, senza mutandine e completamente nuda sul letto e stavamo leccando e baciando a turno il dildo che reggevamo avidamente in mano ormai grondava delle nostre salive.
M= Dai stenditi, che telo faccio provare!
R= No e troppo grande e ho paura non voglio.
M= Ma dai…… abbiamo le patatine talmente bagnate che ci si potrebbe scopare il cazzo di un toro, ti faccio vedere io come si fa. Prima comincio io e poi provi tu……… Guardami sono gia aperta come una cozza, dai mettimelo dentro lentamente.
Afferrai il dildo e glielo appoggiai con la cappella tra le labbra della fica, poi spinsi leggermente e scivolo dentro la vulva di Michela senza fatica.
Michela inarcando la schiena si afferrò i seni strizzandoli come due pompelmi.
M= Vai così, vai Roberta, siiii muovili cosii continua non smette ti prego. OH si COSII mi piace sei più brava del mio ragazzo……… OOOH mio dio oooh mio DIOOO Siiì.
Non avevo mai visto qualcuno godere tanto, mi stavo eccitando anch’io peggio di una scrofa.
R= oH mio dio, ma guarda come telo prendi tutto, celai più larga di una caverna tra poco mi tiri dentro anche la mano.
Le mie parole suscitarono qualcosa in Michela che al improvviso smise di gemere come una pecora è mi fisso, mi afferro il polso si sfilo il dildo prendendomelo dalla mano e mi strinse le ditta con l’altra mano avvicinandole, poi si punto la mia mano davanti alla fica.
M= Infilami dentro la mano forza. Tutta la voglio sentire dentro di me tutta quanta fino al polso.
Sconvolta, ma più che mai eccitata, obbedii, anche perché dal suo tono di voce non ammetteva rifiuti.
R= Sei impazzita che ti prende non ti starà! ti farà male.
M= NON discutere e fallo ho sempre sognato che qualcuno mi infilasse dentro una mano, ma il mio ragazzo ce l’ha troppo grande, la tua e giusta entrerà tutta quanta, fallo e basta non discutere ti dirò io se devi smettere.
Iniziai lentamente ad entrare centimetro, dopo centimetro dentro la sua fica che si allargava oscenamente lasciandomi entrare senza troppa resistenza. Non ci potevo credere, io mi trovavo inginocchiata tra le gambe aperte di un’altra ragazza con la mano sinistra confricata fino al polso dentro la sua fica è quella maiala stava godendo come una matta.
M= Muovila, non stare li ferma! come un’incapace mi fa un male boia MUOVILA.
Michela, mi afferro per una gamba facendomi distendere su un fianco accanto a lei, ma sempre tenendo la mano confricata dentro la sua fica, afferro il dildo e senza nessuna esitazione melo infilo dentro la fica spietatamente infilzandomi come un tordo.
Ormai non sono più vergine dall’età di sedici anni, anche se vivevo in un piccolo paese ho avuto anch’io le mie esperienze, ma quell’aggeggio infilato dentro improvvisamente, mi diede un gran bruciore e mi sentii la fica come se si stesse strappando come un pezzo di stoffa.
Ma subito il dolore che provavo si trasformo in piacere, era questo che stava provando anche Michela allora, infilzata dalla mia mano. Michela iniziò a muovere il dildo in tutte le direzioni mandandomi letteralmente fuori dì testa, allora io non volli essere da meno e iniziai anch’io a muovere freneticamente la mano in tutte le direzioni. Michela mi stava facendo perdere la testa, sentivo il dildo cosi duro immerso in me che si muoveva, entrando e uscendo a suo piacimento, era differente che farlo con uno vero ma mi stava dando un immenso piacere anche se diverso.
I nostri urli ormai si alzarono senza nessun ritegno nella stanza, più Michela si muoveva e facendomi godere, più io muovevo la mano per dargli piacere ormai gli orgasmi che avevo a ripetizione non si contavano e credo che lo stesso valesse per la mia amica di godimento.
? ? = SI siii continuate vengo anch’io, spingiglielo dentro! Fino in fondo! ………
Una voce maschile mi riporto nel mondo reale, c’interrompemmo, cercai di estrarre la mano ma non ci riusi, Michela urlo e chiuse le gambe imprigionandomi in lei, ma per fortuna mia estrasse il dildo dalla mia fica. Cercai di mettere a fuoco chi cacchio fosse che ci aveva interrotte, era un ragazzo davanti alla porta con i pantaloni calati fino ai ginocchi e il cazzo gocciolante stretto in mano.
M= FARNCESCO!!! …… CHE CAZZO CI FAI QUI? Da quanto CAZZO di tempo ci stavo osservando? Sei solo? Non dovevi rimanere fuori a cena con i tuoi amici strozzi?
Cazzo era il fratello sedicenne, scemo di Michela.
F= Si, calmati non urlare, ero solo passato a prendere una cosa che avevo dimenticato e ho sentito dei lamenti, cosi sono venuto a vedere cosa stava succedendo e vi ho viste mentre …..
M= COME CALMARMI, vai immediatamente FUORI.
F= Ei calma sorellona, se non vuoi che racconti tutto ai nostri genitori, sai eravate cosi occupate che non mi avete nemmeno visto……… ho una proposta da farvi!
Eravamo riuscite a coprirci con una coperta del letto, e mentre stavano parlando io stavo tentando di sfilare la mano da Michela, ero così imbarazzata per essermi fata scoprire che averi tanto voluto sprofondare sotto terra in quel momento.
M= AAAA PIANO……… non stavo dicendo a te STRONZO ricattatore che cazzo vuoi?
F= Voglio unirmi a voi.
R= NON SE NE PARLA NEMENO, SCORDATELO NANEROTOLO.
F= Allora racconto tutto ai nostri genitori.
Finalmente ero riuscita a togliere la mano; dicemmo al marmocchio di aspettare un attimo fuori mentre noi decidemmo il da farsi. Eravamo finite in un bel casino, sai se i miei lo venissero a sapere è poi quello e capace di raccontarlo a tutta la scuola; cosi dopo esserci consultate lo facemmo rientrare.
M= E sta bene, ma anche noi abbiamo una condizione da dettare: non ci devi assolutamente toccare, tra te é noi non ci deve essere assolutamente contato fisico, se vuoi ti devi accontentare di farti delle seghe da solo o cosi o niente.
F= Va bene aceto, ma adesso comando io il gioco! non ho mai visto due lesbiche che fanno l’amore, se fatte quello che vi chiederò io, sarò muto come un pesce.

Francesco, si sedette nella sedia della scrivania dove prima ero tata seduta io, ci togliemmo la coperta che fini a terra, mentre quel lurido ragazzino ricattatore ci osservava sbavandosi dosso.
R= Cosa vuoi che facciamo? dai deciditi che e tardi e devo tornare a casa per cena.
F= Baciatevi.
Io e Michela, ci mettemmo in ginocchio sul letto ed iniziamo a baciarci senza troppo entusiasmo come prima, ma non ci volle molto prima che i nostri ormoni riprendessero il controllo di noi cosi lentamente ci scordammo del marmocchio e ricominciamo a fare sul serio.
Lentamente mi era tornata una gran voglia di accarezzare e baciare dappertutto Michela, era troppo una sensazione nuova per me che volevo riprovarla il prima possibile mi lasciarmi e andare e anche Michela lentamente fece altrettanto.
Mi accorsi in preda ad un orgasmo, senza che mene accorgessi presa a baciare i seni di Michela i suoi capezzoli che mi diventavano sempre più turgidi sotto i colpi della mia lingua, il suo collo cosi liscio e profumato mi faceva impazzire non riuscivo a resistergli.
Era tutto di Michela che mi faceva impazzire di lei più la baciavo e più non riuscivo a resistergli è dopo un po’ mi accorsi che anche lo sguardo insistente di Francesco, cominciava a provocarmi molta eccitazione.
F= Ora voglio vedervi come vi leccate a vicenda le fiche.
Rapidamente ci mettemmo con il viso, una di fronte alla fica del altra a 69, non gliela avevo mai leccata fino ad ora c’eravamo solo limitate a toccarci, e trovarmi ora un’altra fica identica alla mia davanti alla bocca, mi venne un po’ di esitazione che scomparve appena senti la bocca di Michela sul mio grilletto e le nuove sensazioni che mi stava dando, non volli essere da meno e senza pensarci troppo mi attaccai anch’io al suo clitoride. Era così morbida la patatina di Michela, la mia lingua scivolava dentro morbidamente, sapendo che gli donavo lo stesso piacere che lei riusciva a dare a me.
Le nostre lingue andavano asincrono con il piacere che riuscivamo ad estrarre, mi venne persino da pensare e chiedere quasi a Michela, se la mia fica avesse un sapore cosi buono come la sua, ormai ero diventata ingorda di quel nettare non riuscivo a trattenermi nel volerne leccare sempre di più.
R= OOH Michela, hai una lingua favolosa, mi stai facendo impazzire continua non smettere più, se vai avanti cosi mi farai perdere la ragione.
M= MMMMM Roberta non parlare e continua a leccarmi non ti rendi nemmeno conto di quanto mi stai facendo godere.
Sbirciando tra le gambe di Michela, cercai di guardare cosa stesse facendo suo fratello, e vidi che con una mano si stava smanettando l’uccello tanto da spelarselo, mentre con l’altra quel maiale di Francesco teneva in mano le mie mutandine e le stava leccando.
Cercai di far capire a Michela ma senza farmi scoprire da suo fratello di alzare un po’ il tono della voce, cosi l’avremmo fato venire e ce lo saremo tolte prima dalle palle, e cosi facemmo ma non ci volle molta fatica da parte nostra perché anche noi stavamo godendo come due maiale, cosi tra la finzione e la realtà venimmo tutti contemporaneamente.
Eravamo sul letto una accanto all’altra completamente stremate, io non avevo mai provato nulla di simile e goduto tanto in vita mia. Michela mi si avvicinò all’orecchio e mi disse sotto voce.
M= Voglio fargli spelare il cazzo a quel moccioso a forza di seghe, voglio che le palle gli facciano male per un mese, ho un idea che lo farà impazzire è vedrai che ti piacerà anche a te ma mi devi reggere il gioco ok.
Io averi preferito tornarmene a casa mia ma tra la curiosità e l’eccitazione ancora viva in me accentai anche se con molto dubbi.
M= Cosa stai facendo ti rivesti di già, guarda che noi non abbiamo mica finito ancora, non vuoi rimanere ad osservarci fino alla fine, ho hai gia le pile scariche marmocchio. Adesso torniamo noi a condurre il gioco! siediti li e osserva come godono due vere lesbiche senza fiatare.
Michela si alzò e si diresse verso l’armadio, sentii un brivido lungo la schiena adesso che la osservavo camminare nuda per la stanza mi sembrava impossibile quello che avevo fato con lei fino ad ora, ma tornando indietro con la mente di pochi minuti mi eccitavo di nuovo al solo guardarla, si era chinata mostrandoci il suo bel culo tondeggiante, mentre frugava tra le scatole dentro l’armadio.
M= Ma dove l’avevo messo…… ah è qui trovato!
Michela si giro verso di noi impugnando un altro dildo di gomma ma questo era più lungo e aveva la cappella da entrambe le parti.
Osservandomi dritta negli occhi come per dirmi: vedrai cosa ti combino adesso con questo, torno a distendersi sul letto acanto a me. Avrei preferito oppormi vedendola avvicinarsi minacciosamente a me con quello in mano, ma non ci riusi mi ricorda di avergli promesso che gli avrei retto il gioco ma adesso stava esagerando.
Pensai anche che non cera nessuna differenza tra quello e o l’altro dildo che mi aveva infilato prima erano abbastanza simili come misure, ma sì provato uno sono tutti uguali, ho fato trenta facciamo trentuno.
R= Michela, che cosa hai in mente di fare adesso?
M= Non ti preoccupare, lasciati andare e fai come faccio io!
F= Oh Oh SII! fatemi vedere come siete porche.
Francesco si tolse completamente pantaloni e mutande rimanendo nudo dalla vita in giù, poi tornando a sedersi si sedette sul bordo della sedia, sporgendosi in avanti con il cazzo in mano.
Vidi Michela che appoggiò il dildo sul letto e questo gesto mi tranquillizzò un po’, poi si avvicino a me e ricominciammo a baciarci in bocca con ritrovato entusiasmo, ma la situazione subito cambio rapidamente. La posizione in qui io e Michela ci mettemmo mi stava facendo impazzire, eravamo appoggiate entrambe con i gomiti sul letto e con le gambe incrociate a V una sull’altra ci sfregando i clitoridi e la fica una contro l’atra. Mi faceva impazzire letteralmente quando con il clitoride andavo a sfregarmi sui pali della fica di Michela.
Come previsto l’effetto che aveva il nostro spettacolino su Francesco era anche più di quello che mi sarei aspetta, lo spompinaro si stava menando come un matto l’uccello ma manche su di noi stava avendo degli effetti devastanti.
R= aah non avevo mai provato niente di simile!
M= Si è pazzesco! …… ma sento come la mancanza di qualcosa.
Michela, si fermo improvvisamente afferrando il dildo che aveva preso dall’armadio e inizio delicatamente ad infilarmelo dentro in fica, poi avvicinandosi a me s’infilo l’altra estremità.
M= Ti piace il cazzo E? SSII cosi entra meglio!
R= Fa piano ti prego
M= Te la apro
R= OH, siiì……… OH, siiì
M= Mentre c’e l’hai in fica guarda come entra anche nella mia.

Eravamo tutte e due collegata una all’altra da quel cazzo di gomma che usciva dalla mia fica per entrare sulla sua, poi Michela inizio a muoversi.
R= OOOH che bello-ooo
M= Ti chiavo e mi chiavo.
R= è stupendo mi fai godere…… AAH! Sto gia venendo

Ci guardavamo fissandoci in volto mentre entrambe godevamo senza alcun ritegno, l’apice lo raggiungemmo quando afferrandoci le mani reciprocamente e sostenendoci l’una con l’altra ci tiravamo impalandoci a quel cazzo di gomma da sole.
M= GOODOO ci sono vengo GOODOO
R= Siiì tanto anch’io GOODOO
F= Ci sono anch’io ragazze mi state facendo venire di nuovoo GOODOO anch’io.

Lasciandomi andare caddi al indietro sul letto, con un gran fiatone e completamente soddisfatta in tutti i sensi, buttandomi la testa al indietro vidi Francesco che si stava pulendo l’uccello con le mie mutandine. Ero così eccitata che mi sarebbe piaciuto allungargli una mano e farlo venire verso di me par poterglielo pulire io leccandoglielo, ma la mia goduria per fortuna stava scemando e riusi a trattenermi. Io é Michela eravamo ancora unite dal dildo, cosi lo afferri e con movimenti lenti melo sfilai lasciandolo cadere sul letto ma ancora infilato sulla mia amica, poi chiesi a Michela se potevo andare in bagno.
Mi sedetti sul bordo del letto e presi la coperta da terra per coprirmi, quando tentai di alzarmi in piedi però le mie gambe non mi ressero e ricaddi seduta sul letto.
Non mi ero accora di essere sconvolta e tutta sudata, con il corpo che ancora sentivo su di me le carezze e i baci di Michela cosi feci un sospiro e un secondo tentativo mi feci forza e mi diressi in bagno. Uscii dal bagno soltanto dopo essermi data una veloce rinfrescata e sopra tutto essermi leggermente ripresa, passando accanto alla posta prima della stanza di Michela sentii arrivare degli strani rumori come delle voci dal interno ma non ci detti importanza e tirai dritta per al mia strada. Stavo per aprire la porta della camera quando mi volli fermare un attimo a sentire cosa si stessero dicendo, Francesco e Michela e quello che sentii fu la cosa più sconvolgente della giornata.
F= Siete state strepitose, la tua nuova amica sa godere veramente come una troia. Ma non hai paura di esserti spinta un po’ troppo avanti, per essere la prima volta che Roberta viene a casa nostra, avresti dovuto controllarsi e fermarti prima.
M= Non ti preoccupare pensa per te che se entrato all’improvviso, dovevi solo limitarti a rimanere a guardare per oggi e non saresti dovuti venire qui.
F= Si, hai ragione ma non ho saputo resistere, volevo vendervi da più vicino e partecipare anch’io, sorellina.
M= SCHIII, Fai silenzio mi e sembrato di sentirla tornare!
Infuriata spalancai la porta.
R= E INUTILE CHE FINGIATE VI HO SENTITO BENISSIMO, HO SENTITO TUTTO QULLO
CHE AVETE DETO. ALLORA AVEVI GIA PIANIFICATO TUTTO FIN DA QUANDO M’AVEVI INVITATA è CHISSà A QUANTE ALTRE NOSTRE COMPAGNE DI SCUOLA HAI FATTO QUESTO SCERZETTO.
Ero sconvolta, indossai velocemente la camicetta e gonna, mettendo il reggiseno dentro lo zaino, lanciai le mutandine in faccia a Michela gridandogli che le poteva tenere come mio ricordo e di farsi i ditalini pensando a me perché non m’avrebbe mai più rivista. Cercavano di calmarmi, cercando in tutti i modi di giustificarsi e di chiedermi scusa.
Ma ero troppo infuriata anche solo per starli a sentirli, volevo solo correre via, raccolsi tutta la mia roba rapidamente e usci di corsa dalla stanza, ma mi volli fermare davanti alla porta dove avevo sentito dei rumori tornando dal bagno e la spalancandola di colpo.
Li vidi, “credo che fossero i suoi genitori” lei era in ginocchio e gli stava succhiando il cazzo a lui che stava in piedi vicino al letto, e vidi anche che attraverso uno specchio nel muro si poteva vedere la stanza accanto.
Scappai fuori insultandoli, piangendo e sconvolta, corsi fino a casa mia. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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