Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Esperienze / La mia prima volta
copertina racconto erotico

La mia prima volta

Ho compiuto da pochi giorni 33 anni.
Sono una donna che tutti definiscono riuscita.
Probabilmente bella, visto che tutti lo dicono.. . sicuramente colta, intelligente e raffinata.
Un lavoro tutto mio – sono una professionista che si direbbe affermata, con uno studio in società con un carissimo amico – che mi procura notevoli soddisfazioni economiche e professionali.
Una vita molto piena .. . tanti amici, relazioni, situazioni intriganti ed interessanti .. .

Vivo sola, per scelta.
Molti in questi anni mi hanno proposto relazioni stabili, matrimoni improbabili, convivenze più o meno da sogno.. .
Ma, per ora almeno, non ho alcuna voglia di muovermi da qui .. .
Dalla mia bella casa, arredata solo secondo il mio gusto, dal mio terrazzo, dal mio enorme letto di ottone.. . nel quale posso accogliere chi voglio .. . ma solo per il tempo che voglio .. .

Forse intelligenza e bellezza mi hanno portato a sviluppare un po’ di cinismo .. . sicuramente molta di quella che comunemente si chiama “puzza sotto il naso”.
Certamente, adoro la mia libertà .. . e non ho ancora trovato nessuno, uomo o donna, per cui valga la pena di perderla definitivamente.

Ho scritto uomo o donna perché sono indubbiamente bisessuale.
Insieme al mio fascino, questo contribuisce a rendere la mia vita sessuale estremamente ricca .. . ed estremamente appagante.
Adoro il sesso in tutte le sue forme, purché liberamente scelte da adulti consenzienti.. . e lo pratico con una certa assiduità .. ..
Sono insomma quella che comunemente si definisce una donna un po’ maialina .. ..
Sicuramente un eufemismo, ma non mi va di usare termini più forti, anche se forse più diretti ed appropriati.

Tutto è cominciato all’università.
Gli anni del liceo sono passati rapidamente.
Qualche amicizia più intensa di altre.
Prima di tutte con quello che sarebbe poi diventato il mio socio.
Qualche flirt.
Soprattutto estivo.
Ma nessuna vera e propria esperienza sessuale.
Allora non ero brillante e sicura di me stessa come sono adesso.
La mia timidezza mi portava a ritrarmi dalle storie e dalle situazioni più “pericolose”.
Mi concentravo negli studi e nella cura del mio corpo.
E da entrambe le attività ricavavo molte soddisfazioni.

Mi sono iscritta ad un’università prestigiosa, forte di una brillante maturità.
Il mio aspetto non era allora molto diverso da quello di oggi.
Alta. Il corpo slanciato.
Magra, con un seno piccolo ma molto sodo.
Un viso caratterizzato da lineamenti molto fini e da due occhi verdi che dicono stupendi.
Bionda naturale.
Solo il taglio dei capelli è diverso.
Allora li tenevo lunghi, alle spalle, quasi sempre sciolti.
Oggi preferisco un taglio a caschetto, che reputo più adatto alla mia età.
Vestivo sempre in modo molto sciolto, sportivo.

Abitavo con due amiche iscritte alla mia stessa facoltà, Giorgia e Stefania.
Stefania era la più disinibita delle tre, l’unica che aveva avuto rapporti sessuali completi.
Anche lei molto carina – le ho sempre invidiato il seno molto abbondante – passava la sue serate con ragazzi sempre diversi, ai quali faceva letteralmente girare la testa.
Al ritorno raccontava le sue avventure, le sue “scopate travolgenti” come diceva lei.

Giorgia era molto simile a me. Nell’aspetto esteriore – a parte il colore dei capelli, nerissimi – e soprattutto nel carattere.
Forse ancora più timida e riservata di me.
All’università, vedendoci così legate e senza uomini intorno, nonostante i numerosi pretendenti, ci consideravano lesbiche.
Ridevamo di questo.
Ma ci piaceva che tutti vedessero l’intensità e l’intimità del nostro rapporto.

Con Giorgia e Stefania ci raccontavamo tutto. I sogni, le paure, i desideri .. .
Anche quelli più intimi e segreti.
è stato un periodo stupendo. E mi ricorderò di loro per tutta la vita.

Poi, come era logico, ci siamo innamorate. Tutte e tre.

Stefania per prima.
Ha smesso di dedicarsi alle sue avventure ed alle sue nottate travolgenti quando ha conosciuto Marco, un ragazzo con qualche anno in più di noi.
Era davvero bellissimo, con un corpo sodo e muscoloso.
è irresistibile a letto, stando a quanto Stefania ci raccontava.
Lei diceva “è una vera macchina da sesso” e raccontava di quando la scopava per ore in tutte le posizioni possibili ed immaginabili.
“è sempre pronto ed ha sempre voglia di me”.

Giorgia invece perse la testa per Andrea, un ragazzino nostro vicino di casa.
Biondino, magrolino, con due occhi vispi ed un cazzo lunghissimo, stando a quanto lei raccontava, chiedendo a Stefania, la più esperta del trio, notizie e ragguagli sulle dimensioni degli uomini.
A lui donò la sua verginità ed io e Stefania fummo contente di passare una intera notte in giro per Milano per lasciare loro liberi nel nostro appartamento a fare l’amore.
Al nostro ritorno trovammo Giorgia felice ed appagata
“Non pensavo fosse così bello. Non pensavo si potesse provare tanto piacere. Ora tocca a te Marcy”.

Il mio amore, invece, continuava a rimanere platonico.
Avevo letteralmente perso la testa per un professore universitario.
Paolo, lo chiamerò così in questo racconto, era un uomo stupendo.
Aveva allora circa 45 anni.
Sempre abbronzato, con due occhi azzurri profondi ed estremamente espressivi, muscoloso, brizzolato.
Suscitava su di me un fascino incredibile.
Vestiva in modo elegantissimo ed aveva una voce estremamente eccitante.
Penso che avrei potuto innamorarmi anche solo della sua voce, se non fosse stato così incredibilmente attraente.. ..
Seguivo le sue lezioni letteralmente rapita, senza mai trovare il coraggio per avvicinarlo.

La cosa è andata avanti così per alcuni mesi.
Le sere in casa, da sola, visto che le mie amiche uscivano con i loro ragazzi, le passavo sognando il suo corpo, le sue mani, la sua voce calda e suadente.
Il più delle volte finivo con il masturbarmi.
Ero letteralmente persa per lui e solo pensando al suo corpo mi sentivo bagnata.
I ditalini più lunghi e più piacevoli della mia vita me li sono fatti in quel periodo.. .

Ma lui non sembrava interessato a me. Nonostante io facessi di tutto per attirare la sua attenzione.

Aspettavo con ansia le giornate in cui dovevo seguire i suoi corsi e quindi potevo vederlo per due ore filate.
Mi sedevo in prima fila, come una perfetta “secchiona”, non toglievo mai gli occhi dal suo corpo.. . pronta ad incrociarne lo sguardo ogni volta che lui si girava nella mia direzione .. .
Se mi capitava di incrociarlo in università lo seguivo, lo salutavo sempre sorridente .. .
Non poteva non aver capito il mio interesse per lui.. . e non potevo non piacergli .. ..

Che altro potevo fare se non parlarne alle mie due amiche .. .
Quando mi sono confidata con loro, hanno cercato di dissuadermi.. ..
Mi hanno detto che ero pazza .. . che avrei potuto avere ai miei piedi tutti i ragazzi dell’università .. . che non dovevo perdermi con uno di 45 anni .. . sicuramente sposato .. . che manco “mi cagava” .. ..

Poi Stefania.. .. “certo che però è un gran fico .. . ed io un giretto con lui me lo farei proprio. Tu che ne dici Giorgia? ”
“Indubbiamente interessante, ma non puoi toccarlo Stefy, Marcella non te lo perdonerebbe.
Piuttosto perché non aiutiamo Marcella a coronare il suo sogno? ”
“Ma cosa dici? ”
“Ma si. Se resiste ad una, non può certo resistere a tutte e tre insieme. Domani mi informo sui suoi orari di ricevimento e poi lo andremo a trovare tutte e tre insieme .. ..
Lo provochiamo e vediamo cosa succede.
Gli chiediamo di invitarci a cena e vediamo se riesce a dire di no a tutte e tre insieme. ”
“Non voglio.. . mi farete fare una figuraccia. ”
“Si Giorgia ha ragione .. .. E per l’occasione mi agghinderò proprio come una vera troia, così sicuramente capirà cosa vogliamo da lui. ”
Sapevo che Stefania l’avrebbe fatto.
Aveva delle mise veramente travolgenti, degli abiti mozzafiato, che esaltavano le curve piene e perfette del suo corpo stupendo.
Non volevo fare una cosa del genere.
Ma le mie amiche insistettero e ci ritrovammo alle 18. 00 di qualche pomeriggio successivo nel corridoio dell’istituto ad aspettare che Paolo ci ricevesse.
Giorgia aveva pensato a tutto, anche all’orario.
“Dobbiamo essere le ultime ad essere ricevute .. . per avere più tempo per lavorarcelo.. . ”
“Non vedo l’ora di ritrovarmelo davanti” aggiunse Stefania.
Io ero sempre più preoccupata.
Ma anche eccitata.
Con l’aiuto delle mie due amiche forse sarei riuscita ad avvicinare l’uomo per il quale mi stavo praticamente rovinando la vita.

Io ero in jeans attillati, scoloriti, e camicetta.
Tra le mani rigiravo impacciata il giubboni che mi ero appena tolto.
Niente reggiseno, come sempre, viste le mie misure.
I lunghi capelli biondi, appena lavati, completamente sciolti.
Ero bellissima.
O meglio così mi dicevano Giorgia e Stefania.
E probabilmente era vero.
Steli era stata di parola.
Una mini vertiginosa.
Di quelle che a quei tempi colpivano proprio.
Calze nere.
Tacco alto.
Un reggiseno che esaltava il suo superbo seno.
Giorgia non le era da meno.
Nonostante la gonna fosse lunga sino alle caviglie, i profondi spacchi laterali erano altrettanto eccitanti.

Mi sentivo in imbarazzo.
Venne il nostro turno ed entrammo.
Ci sedemmo di fronte alla scrivania ed iniziammo a parlare di quello che era l’argomento-scusa per l’incontro.
Per la verità parlarono soprattutto loro. Io stavo quasi sempre zitta, rapita da lui e terrorizzata dalla vergogna.

Rapidamente il clima si sciolse e Stefy si permise qualche battuta un po’ più provocante.
“Certo che sarebbe davvero piacevole vederla fuori di qui”, disse cambiando posizione alle gambe accavallate e lisciandosi una coscia con la mano.
“Perché no? – disse lui – Anche per me sarebbe un piacere .. . Uscire a cena con tre stupende signorine come voi .. . Ma vi annoiereste di sicuro. ”
“Marcella non si annoierebbe proprio. Sono mesi che sogna di uscire con Lei”
“E non solo di uscire.. . ” aggiunse prontamente quella stronza di Stefy, ammiccando e facendomi diventare letteralmente paonazza.
Lui sorrise, mi guardò sorridendo, finse di non dare peso alla battuta e tornò ai temi di studio.
Io impazzivo per la vergogna; per la figuraccia non riuscivo più nemmeno a parlare, né ad alzare gli occhi dalle mie ginocchia.

Dopo circa un’ora ci liquidò.
Ci alzammo ed uscimmo dal suo studio.
“Buongiorno professore. ”
“Buongiorno. Alla prossima lezione mi mostrerete il vostro lavoro. ”
Ero uscita per prima e stavo praticamente per scoppiare a piangere.

Non so cosa mi prese.
Avevamo appena imboccato il corridoio, le mie amiche stavano in silenzio, evidentemente imbarazzate, quando tornai decisamente sui miei passi.
Bussai alla sua porta ed entrai.
Lui era seduto alla scrivania, stava telefonando.
“Scusa cara.. .. Ti richiamo più tardi”
“Mi scusi professore .. .. Mi spiace proprio per quello che hanno combinato quelle due .. .. è stata tutta una loro idea .. . io non volevo .. . Comunque .. .. ”
“Comunque .. . ? ”
“Comunque .. .. Quello che hanno detto è vero .. .. ”

Mi prese le mani .. .
Ecco, pensai, adesso mi sono sputtanata del tutto, adesso mi consola come si fa con una bambina e poi mi rispedisce a casa.
Invece mi guardò negli occhi sorridendo e .. . mi baciò.

Fu un bacio frenetico, pieno di passione. Io mi sentivo sciogliere tutta mentre la sua lingua frugava nella mia bocca, mentre le sue mani mi accarezzavano i capelli, le spalle, la schiena.. ..
Sentivo il suo odore ed il calore del suo corpo.
Quel bacio mi parve interminabile.
Le gambe mi tremavano.

“Sei bellissima. Ed anch’io credo di avere perso la testa per te”.
“Davvero? Pensavo non ti fossi nemmeno accorto di me.. .. ”
“Figurati”
E riprese a baciarmi.. .
Le sue mani adesso si erano fatte più audaci.
Le sentivo dappertutto.
E sentivo anche la sua eccitazione crescere. Venni così.. ..
Semplicemente baciandolo, in piedi, nel suo studio .. .

Poi di colpo lui si fermò.
“Non qui. Non possiamo. Lasciami fare una telefonata”.
Lo sentii chiamare casa, parlare con la moglie, raccontare di un imprevisto che gli avrebbe impedito di tornare a cena, dirle di non aspettarlo, che sarebbe rincasato molto tardi, augurarle la buonanotte con un bacio.. . il tutto mentre accarezzava i miei capelli e mi teneva sulle sue ginocchia.

Fu una serata stupenda, dolcissima.
Uscimmo insieme dall’università.
Mi portò in un bar del centro dove prendemmo l’aperitivo insieme.
Poi a cena, in un locale delizioso.
Parlammo tutta la sera.
E più parlavamo più mi piaceva.
Più ascoltavo le sue parole, più raccontavo la mia vita, i miei desideri.. . più mi sentivo innamorata di lui .. . innamorata persa.. ..
Un uomo stupendo.. . e bellissimo per giunta .. .

Uscimmo dal ristorante molto tardi, dopo esserci raccontati tutto di noi, e salimmo in macchina.
Mi baciò subito.
E poi continuò a farlo, ogni volta che l’auto si fermava ad un semaforo rosso.
Frenava di colpo non appena il semaforo diventava giallo.
Si voltava verso di me, sempre con lo stesso desiderio negli occhi e mi baciava sulla bocca mentre il semaforo era rosso.
Mi sembrava sempre troppo corto il rosso.. ..
Avrei voluto più semafori, più rossi e, soprattutto, più lunghi .. . e intanto ripetevo a me stessa che ero felice, che ero maledettamente felice.

Arrivammo al suo ufficio.
Da quando eravamo saliti in macchina non avevamo più aperto bocca.
Lo vidi chiudere la porta a chiave e poi mi baciò di nuovo, spingendomi contro la porta.. . in modo famelico .. .. tenendomi una mano sul sedere, il suo cazzo enorme contro i miei jeans.
Mentre raggiungiamo il divano, avverto il desiderio di avere addosso una gonna, magari corta e stretta come quella che indossava Stefy oggi pomeriggio, invece dei jeans, qualcosa di più sexy, di più adatto a quello che sta per capitare, di più eccitante e piacevole per il mio uomo, per l’uomo dei miei sogni .. .
Ma lui mi baciò di nuovo; questa volta muovendosi contro di me, le mani adesso sotto la mia camicetta .. . raggiungono i miei seni, raggiungono i capezzoli nudi, già eretti.

Lui mi prese per mano e mi guidò verso una poltrona. Intanto entrambi cominciamo a svestirci, gettando le cose a caso, per terra, senza badare a dove finiscono .. .
Lui si sbottona la camicia.. . adesso sento il suo petto nudo contro di me, le mani che mi stringono le natiche liberate dai jeans.
Senza fiato, mi stacco da lui e mi siedo sulla poltrona .. . mi libero di tutto, mentre lui non smette di guardarmi e di sorridermi, rimanendo solo con le mutandine sgambate, di cotone bianco.
Lui adesso è nudo davanti a me.
Finalmente i miei occhi possono accarezzare tutto il suo corpo.
è splendido: abbronzato, sodo, non un chilo di troppo.. . ed io sono pazza di desiderio per lui.
I miei occhi adesso sfiorano il suo cazzo, si fermano lì, audaci.
Vorrei toccarlo, succhiarlo, prenderlo dentro di me.
Vado verso di lui che, in piedi, le gambe leggermente aperte, le braccia spalancate, mi riceve.
Entro nel suo abbraccio e sento subito la sua erezione, tra le mie gambe, premere sulle mutandine bagnate che mi coprono l’inguine.

Rimaniamo così a lungo, le sue braccia sulle mie spalle, le mie attorno alla sua vita.
Ci fissiamo a lungo, guardandoci con desiderio.
Per entrambi è una situazione particolare.
Io la ragazzina ventenne alla mia prima volta.
Lui lo stimato professore sposato che ha perso la testa per una ragazzina.. .
Non parliamo e non ci togliamo gli occhi di dosso.
Poi lui abbassa di nuovo il viso sul mio e trova le mie labbra, le separa con la lingua, me la fa scivolare in bocca, mentre le mani si spostano sulle mie natiche.. ..
Mi muovo ritmicamente contro di lui, le mutandine adesso sono bagnatissime.. .. , gli occhi chiusi, la sua bocca unita alla mia .. ..

Ansimando, cerco di trovare la voce per dire che non ho mai fatto nulla del genere prima di oggi, che non.. .
” Io non ho mai .. .. ”
“Shhh.. . – e mi bacia ancora – voglio che tu sappia che non ho mai tradito mia moglie .. .. E, soprattutto, non ho mai perso la testa per una mia studentessa.. . Ma tu sei bellissima e ti desidero come non ho mai desiderato nessuna altra donna prima d’ora.. . ”
Adesso sono sdraiata sulla poltrona.
Lui mi stringe i seni tra le mani.. . li bacia .. . bacia i miei seni sodi, succhia i miei capezzoli, li succhia e li lecca, sono turgidi.
Sento la sua lingua guizzare sul mio corpo, le sue mani su di me, le sue dita che mi eccitano sempre di più.. .
“Ti voglio .. . Ti desidero dentro di me .. .. Non l’ho mai fatto prima di questa sera e voglio farlo con te .. . “, intanto sollevo le natiche e aggancio gli slip con i pollici.
Cerco di abbassare le mie mutandine.. ..

“No, non lo fare.. . ” ed intanto mi prende i polsi con le sue mani, i pollici ancora negli slip, si porta le mie mani dietro la nuca e mi invita ad accarezzarlo .. .. .
Ricomincia a baciarmi il seno, la sua lingua scende lungo il mio corpo, si ferma a titillare i miei capezzoli, lecca il mio ombelico, passa le labbra sul mio ventre piatto, scende sempre di più .. . preme sul rigonfiamento dell’inguine.
Sento la pressione della sua bocca e del suo mento sul pube, sul monte di Venere, sempre da sopra gli slip.
Sicuramente lui sente quanto sono bagnata.
Sono già venuta più volte; i miei slip sono inzuppati, sono fradicia.. . sto impazzendo di desiderio per quest’uomo .. ..
Intanto mi bacia la parte interna delle cosce, ai due lati degli slip, leccando la mia carne più tenera, spostando di lato gli slip, di una frazione di centimetro, per leccarmi il pube, la mia pelle più morbida e segreta.
Stringe le mie mutandine in una mano, in modo da farne una striscia sottile, una cinghia che copre solo la mia fenditura, lavorando il clitoride con il tessuto.. . fenditura, clitoride, tessuto .. ..

Appena la sua lingua si posa sul mio clitoride gonfio un nuovo orgasmo mi squassa .. ..
Lui non mi ha ancora praticamente toccata e sono già venuta tre o quattro volte .. .
Ho già perso il conto .. ..
Ma, del resto, ho completamente perso la testa.. .
Mi prende tra le braccia, sempre tenendo i suoi occhi fissi nei miei, e mi alza dalla poltrona.. ..
Ora sono tra le sue braccia, le braccia intorno al suo collo, la bocca sulla sua, le gambe attorno ai suoi fianchi.. ..
Sento i miei umori colare lungo le cosce.. . e sento il suo cazzo premere contro di me.
Lui si siede sulla poltrona e mi guida verso di lui .. ..
Lo desidero con tutta me stessa mentre sento le sue dita scostarmi gli slip, la sua cappella gonfia premere contro di me.. . farsi strada tra i miei peli biondi .. . all’interno della mia fica fradicia.. ..
Lo sento scivolare dentro di me .. ..
Sono vergine, ma sono talmente eccitata che il mio corpo non oppone praticamente alcuna resistenza .. ..
E poi lui è così dolce ed esperto .. ..
Solo un istante di dolore quando il suo cazzo rompe il mio imene .. .
Ora è tutto dentro di me .. . scivola fino in fondo alla mia fica ed inizia a scoparmi con una dolcezza inaudita.. . sussurrandomi parole dolci all’orecchio .. . poi sempre più velocemente .. ..
Mentre le sue labbra si impadroniscono dei miei capezzoli durissimi .. . e il dito della sua mano titilla il mio clitoride .. . fino ad un nuovo orgasmo .. . ad un altro ancora .. ..

Fino a quando lui toglie il suo cazzo durissimo dalla mia passera non più vergine e mi inonda il culo e la schiena con il suo seme .. ..

Da quella notte la mia vita è cambiata.
Avevo scoperto il sesso ed un uomo favoloso.. ..
Ma altre esperienze mi aspettavano.. .
Altre iniziazioni .. .. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.