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La mia prima volta (di Francesco)

Il mio nome è Francesco, sono un uomo di 42 anni che ha cura del suo corpo, a della immagine, anche perché la mia attività, me lo impone. Vivo in una grande città del nord, e sono titolare di una ditta di impianti elettrici.
Il mio lavoro lo svolgo generalmente in ufficio, nella progettazione degli impianti che ci Commissionano. Nel mio staff, vi sono due ingegneri giovanissimi, Marco (24 anni), Anna (26 anni).
La segretaria Giovanna (32 anni sposata), e infine Roberto (33 anni) che fa da magazziniere.
Nel nostro lavoro, siamo molto affiatati, e pertanto quando si deve rimanere per completare qualche progetto si rimane tutti compresa Giovanna, e se capita alla fine si va tutti in pizzeria per mangiare un boccone e rilassarsi un po’. vi parlerò di loro in maniera che li conosciate, Marco ing. laureato da quattro mesi, segnalatomi da un mio amico, e un ragazzo dalle potenzialità elevate, (invaghito di Anna, che ha una storia con un’altra persona), alto circa 178, corporatura non molto massiccia, capelli neri due occhi molto furbi, e un carattere molto allegro. Anna 173, capelli biondi tinti occhi verdi, un corpo da ammirare, dei seni davvero splendidi anche se piccolini, veste sempre con pantaloni attilati, e maglie che lasciano vedere chiaramente il suo pancino e il suo ombellico. Giovanna alta 170, corporatura media capelli nero corvino con degli occhini neri da cerbiatta, seni di certo una 4 abbondante, fianchi larghi, un paio di gambe da favola, di carattere alle volte taciturno quando ha dei problemi a casa con il marito, ma infondo anche lei è un tipo allegro, e scherzoso. scordavo di dire che Anna e una ragazza molto burlona e che se è nelle sue giornate si e sei presa di mira non ti da tregua . Roberto un uomo che già vanta alle sue spalle una separazione, convive con una ragazza più giovane di lui, si presenta come un tipo normale ma sempre con la testa tra le nuvole, e siamo molto spesso costretti a richiamarlo all’attenzione.
Diciamo che per grandi linee nel nostro ufficio si lavora in perfetta armonia, alcune volte sono fuori per i cantieri per seguire i lavori, qualche volta mi porto dietro Marco, per potergli fare notare le difficoltà che si incontrano tra la teoria e la realizzazione dei progetti. Mentre altre volte succede che i clienti ci richiedano delle variazioni, e pertanto si deve stabilire se le loro richieste, sono realizzabili o meno. In quest’ultimo periodo stiamo realizzando un impianto in una villa di una persona del mondo dello spettacolo, e credetemi, ci sta dando del filo da torcere per le sue continue modifiche agli impianti.
Ero in cantiere, e all’ulteriore modifica richiestami, fui costretto a chiamare in ufficio, mi rispose Giovanna, gli chiesi di passarmi Marco, lei mi rispose che era andato via per un problema urgente personale, le chiesi di aspettarmi, avevo dimenticato le chiavi dell’ufficio, e dovevo accedere per fare delle varianti al progetto.
Giovanna mi rispose che mi avrebbe atteso lei, quella sera non aveva impegni e potevo tornare in tutta tranquillità. Non feci molto caso alla risposta, la cliente mi aveva tanto innervosito che non mi ero reso conto del tono della voce di Giovanna era alquanto turbato, questo lo capii appena fui in ufficio. Lei mi chiese se mi sarei trattenuto a lungo, le risposi che mi sarei trattenuto per almeno un ora, e se lei avesse avuto dei problemi per rientrare a casa l’avrei accompagnata io, la sua risposta fù uno scoppio di lacrime e pianto a singhiozzo, mi avvicinai a lei per cercare di capirne il motivo, si appoggiò a me singhiozzando dicendomi che si era lasciata con il marito, e quella sera non sarebbe dovuta rientrare a casa sua, e pertanto doveva andare in albergo, le risposi che non lo avrei permesso, per quella notte ci saremmo accomodati a casa mia, dopo si vedeva come organizzarci, e intanto, cercavo di scoprire la causa di una decisione così drastica, parlava singhiozzando, le chiesi di sedersi e calmarsi un po’ dopo mi avrebbe raccontato, e mi dedicai alla variazione del progetto affinché i tecnici il giorno successivo non avrebbero trovato difficoltà nella realizzazione della variante. Chiesi a Giovanna di sistemarsi un po’ gli occhi il trucco le si era rovinato, cosa che fece lei fece li seduta, dopo la presi sottobraccio e ci avviammo verso la porta, scendemmo in garage, e salimmo sul mio fuoristrada, e ci avviammo verso il ristorante, a tavola si parla sempre meglio questo è il mio motto. Chiesi a Giovanna se era tranquilla e se la sentiva di raccontarmi i fatti, mi rispose che mi avrebbe raccontato non appena se la sentisse, non insistetti più di tanto iniziammo a cenare parlando del più e del meno lei mi raccontò che il giorno prima mentre lei era in ufficio il marito l’aveva chiamata per sapere a che ora sarebbe rincasata, le rispose che si sarebbe trattenuta in ufficio sino alle 23 circa per dei lavori urgenti, suo marito era abituato, agli orari strani, ma quando il diavolo ci mette la coda, succede sempre qualche imprevisto, Giovanna andò a casa intorno alle 19, 30, entrando sentiva dei gemiti, preoccupata pensava che fosse il marito che stesse male, ma avvicinandosi alla porta capì che erano gemiti di piacere e non di sofferenza, si accosto alla stanza per vedere chi fosse li le cadde il mondo addosso, suo marito, stava facendo l’amore con un’altra donna nel suo letto, dove lei aveva dato tutto di se, ora lui la ripagava in tal maniera, stava scopando un’altra donna in casa sua nel suo letto, gli gridò tutta la sua rabbia, e lui le rispose semplicemente che lei non serviva più come donna, che era frigida come il ghiaccio e non sapeva soddisfare un uomo, e pertanto poteva anche andarsene. cosa che lei fece distruggendo tutto quello che incontrava nel suo cammino, per raggiungere l’uscita, e tutta la notte la trascorse a girare in macchina senza meta, fin quanto non fece giorno e andò in ufficio. guardavo i suoi occhi erano pieni di rabbia, cercai di farla ragionare, ma lei mi disse che avrebbe preferito continuare fuori, non voleva dare spettacolo in qualche momento di sconforto, chiamai il cameriere mi feci portare il conto pagai e mi diressi verso casa mia, lei mi guardava con i suoi occhi pieni di lacrime, e ricominciò a raccontarmi, lo aveva soddisfatto con la bocca, con la figa, e aveva subito anche la sodomizzazione, con il dolore che ne consegue per una penetrazione senza la dovuta preparazione trattata peggio di una puttana, e col dolore al didietro per circa tre giorni, e lui mi ha detto che come donna non lo soddisfava, che altro avrebbe dovuto fere, per poterlo rendere soddisfatto?
Le poggiai il mio braccio sulla spalla e la tirai a me, per darle un po’ di conforto, si rannicchio sotto il mio abbraccio come una bimba in cerca d’affetto.
Arrivati a casa le diedi da bere un brandy ci sedemmo sul divano e la tenevo abbracciata a me le carezzavo i capelli, e le sussurravo qualche parola(dai non darti pena tutto si aggiusta), ma lei mi ribadiva che tra lei e suo marito era tutto finito non l’avrebbe mai perdonato.
Quando ad un tratto lei iniziò a far scendere la sua mano dal petto verso le mie gambe per accarezzarmi le coscia per pio risalire verso il mio sesso, non mi piaceva fare la parte dello avvoltoio che ne approfitta nelle disgrazie altrui, le scostai la mano dicendole che non era il momento anche se lei come donna non mi era indifferente, ma ritenevo che fosse meglio aspettare ancora un po’.
La feci andare a dormire nella mia camera e io rimasi nel divano, anche se nella mia mente c’era lei.
Una donna da amare, che mi si offriva e io avevo rifiutato, accesi una sigaretta e guardai la tele per farmi vincere dal sonno e far fuggire dalla mia mente il pensiero che avevo su di lei. Al mattino venni svegliato da un bon odore di caffè, e pochi istanti dopo arrivò Giovanna con una tazzina di caffè fumante, aveva addosso una mia camicia che lasciava intravedere tutto di lei un corpo davvero da amare, lei si rese conto che io ero gia in erezione, mi distolse dal pensiero dicendomi che la colazione era in tavola, e si allontanò.
La raggiunsi in cucina dove facemmo colazione, e le dissi che sarei andato a farmi una doccia, lei l’aveva gia fatta, nel frattempo lei dava una rassettata in cucina e andava a vestirsi. andammo in ufficio, e gli altri si meravigliarono di vederci arrivare assieme, non diedi peso ai loro risolini e dissi a Marco di raggiungermi nella mia stanza, gli spiegai le modifiche apportate al progetto, e gli suggerii di andare in cantiere che lo avrei raggiunto un po’ dopo.
Chiamai Anna, e le chiesi di realizzare il nuovo disegno, in maniera che il sabato avremmo consegnato tutto il lavoro con relativi progetti e relazioni tecniche, e che se la cliente ci avesse saldato il conto il sabato sera si festeggiava, la mia proposta venne accolta da tutti con molto entusiasmo. Il mio obbiettivo era ben altro fui richiamato all’attenzione da Anna che mi chiedeva altre delucidazioni, e Giovanna che voleva sapere se Roberto poteva ordinare del materiale, colto di sorpresa li feci ridere per le risposte che diedi, ma mi ripresi subito, dando le dovute risposte, e mi avviai verso l’uscita ricordando loro che stavo raggiungendo marco. la giornata trascorse in maniera normale, sino all’imbrunire che rientrammo in ufficio soddisfatti dei risultati ottenuti figurarsi che la cliente ci aveva dato il saldo anche se non avevamo consegnato la documentazione, chiamai Giovanna e le chiesi di venire a cena da me dopo avremmo discusso per la sua sistemazione futura, lei accetto forse non sapeva dove andare o come fare, anche se io la pagavo in maniera contrattuale non avrebbe potuto permettersi il lusso di stare in albergo.
Le feci lasciare nuovamente la sua macchina in ufficio, e la feci salire sulla mia, in maniera un po’ timida mi chiese se avessi potuto accompagnarla a casa sua a prendere degli indumenti puliti, visto che aveva gli stessi vestiti da due giorni, le feci cenno di si con la testa, e l’accompagnai, le consigliai di bussare alla porta e non aprire con le chiavi vista la prima esperienza, venne ad aprirci una donna grassoccia e per niente bella con un seno davvero una 5° super, e ci chiese cosa volevamo, Giovanna le rispose che lei era la padrona di casa e che doveva ritirare delle cose sue, quella abbassò lo sguardo e la fece entrare, Giovanna afferro una valigia e mise dentro tutto quello che poteva, in maniera molto alla rinfusa, si vedeva che soffriva, le diedi una mano a chiuderla e ci avviammo verso l’uscita, quando dalla cucina si affaccio il marito dicendole che tutto quello che le mancava lo avrebbe fatto trovare al più presto in valigia, non un cenno di scuse ne di voler quantomeno dare parvenza di una possibile giustificazione per l’accaduto, tolsi dalle mani di Giovanna la valigia e mi feci precedere alla porta.
Lasciammo quella casa senza neppure salutare, ripetevo tra me e me come si può lasciare una donna splendida per un cartoccio come quella? , cosa cercava nelle donne il marito di Giovanna, aveva una moglie bella con un corpo da farci tutto quello che si può avere in fantasia, altro dubbio Giovanna diceva il vero o era suo marito a dire il vero? che dilemma la verità la sapevano solamente loro due, o quella su Giovanna l’avrei potuta scoprire. Il sobbalzo dell’ascensore mi riportò alla realtà, Giovanna
Aprì le portine e uscimmo dall’ascensore, e ci avviammo in macchina misi nel bagagliaio posteriore la valigia e puntai verso casa, durante il tragitto, fu solo silenzio, appena fummo dentro casa mia scoppio in un pianto a singhiozzi che non riusciva a controllare. La avvicinai a me la strinsi al mio petto e accarezzandole i capelli la cercai di tranquillizzarla un po’, cosa che mi riuscii in parte, poi le sussurrai all’orecchio se l’aveva lasciata per quella, lei mi fece cenno di si con la testa, io replicai che lui aveva scambiato l’oro con il piombo, lei ne valeva 100 di quella, poco importava se a letto era più brava, a fare l’amore si impara ma se si è brutti non c’è nulla da fare.
E stringendola a me mi ritrovai con il mio membro eretto che premeva contro bacino, e lei non faceva nulla per staccarsi anzi sembrava che gradisse molto la mia reazione, la feci sedere sul divano.
E le chiesi se il giorno successivo la lasciavo libera assieme ad Anna si sarebbero date da fare per organizzare la cena, questa volta la avremmo fatta in casa che farla in un locale cosa che Giovanna sembro gradire molto, le dissi che le avrei lasciato la mia carta di credito per andare a fare la spesa per il beveraggio ci avrei pensato io con i ragazzi. questo impegno la sua mente e torno sul suo viso il sorriso, si scherzava, su come vestirsi e cosa cucinare, io proposi che ci si doveva stare in libertà e non avere un abito formale, lei accetto anche questa ipotesi, a l‘avrebbe suggerita anche ad Anna si intendeva che in liberta si intendeva sempre vestiti, le sorrisi e le dissi di si.
La sera restammo a guardare un po’ di tv e dopo ci addormentammo come la sera precedente, .
Al mattino il risveglio, sempre bello con l’odore del caffè e Giovanna in una camicia da notte che non lasciava nulla all’immaginazione, feci colazione con lei e mi vestii per andare in ufficio, mi aspettavano tutti li tranne Giovanna che era rimasta a casa mia per preparare per la sera, appena giunsi in ufficio dissi ad Anna di chiamare Giovanna e prendere accordi per la cena e la spesa da fare, io e gli altri maschi avremmo preso da bere. Roberto si impegnò a portare dei giochi di società e qualche bottiglia di whisky, e mi chiese il permesso di portare la sua donna, cosa che accettai di buon grado, io e Marco, andammo a consegnare la documentazione alla cliente, e dopo andammo a comprare del vino che doveva scorrere a fiumi specialmente dopo tanti sacrifici e variazioni continue, prendemmo pure delle bottiglie di spumante. FINE

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