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La prima di Tiziana

Mi chiamo Tiziana ed ho 24 anni, voglio raccontarvi una mia esperienza sessuale accadutami all’età di 18 anni. Frequentavo il quarto liceo insieme con una cara amica di nome Francesca con la quale dividevo il giorno e la notte.
Dormivo spesso a casa sua e passavo delle splendide giornate chiacchierando e spettegolando sui ragazzi, ed insieme ci scambiavamo i nostri segreti più intimi. La famiglia di Francesca era composta dalla madre Eleonora e dal padre Roberto due persone molto diverse tra loro ma uniti nelle loro complicità.
Un sabato sera d’estate facemmo molto tardi e dormii a casa di Francesca, mi svegliai la mattina, c’era caldo e addosso avevo solo gli slip e il lenzuolo del lettino dove dormivo, le persiane della stanza erano socchiuse , tutto intorno, un rilassante silenzio interrotto dallo scroscio di una doccia, pensai a Francesca ma la voce che canticchiava era del padre Roberto.
Mi alzai in silenzio e non c’era nessuno in casa, un biglietto sulla tavola di Francesca diceva ” Sono andata con la mamma in centro, mio papà verrà nel pomeriggio quindi rilassati ciao.. “, mi trovavo da sola con Roberto e mi tornarono in mente i suoi strani sguardi e le sue allusioni fatti sul mio corpo, all’improvviso sentii un grido nella doccia e mi avvicinai al bagno, la porta era socchiusa, guardai preoccupata dalla fessura .
Roberto era di spalle completamente nudo che imprecava contro la sfortuna perché aveva battuto violentemente la testa. Continuai a spiarlo incuriosita e spaventata ma all’improvviso girandosi di scatto lo vidi completamente nudo, teneva premuta contro la ferita una tovaglia ed i miei occhi caddero sul suo sesso e rimasi senza fiato, non avevo mai visto un uomo nudo e questo mi turbò enormemente.
Mi avviai in punta di piedi verso la camera ma una mano mi fermò, sentii gelare il sangue, nella mia mente nacquero i pensieri più strani, ci guardammo negli occhi, intensamente, in silenzio, il desiderio di Roberto era molto evidente e questo mi eccitava terribilmente, mi liberai di scatto e corsi verso la stanza chiudendo frettolosamente la porta. Ero disperata, non avevo il coraggio di aprire e allo stesso tempo impazzivo al pensiero delle sue labbra sulle mie così corsi verso il letto e mi ci sdraiai sopra piangendo e stringendo il cuscino con tutte le mie forze. Pregai che tutto quello che mi stava succedendo fosse un sogno, un bellissimo ed eccitante sogno al quale desideravo dare il ricordo più bello della mia vita, la mia prima volta con un vero uomo, che mi avrebbe fatto sentire una vera donna tra le sue forti e possenti braccia.
Sentii aprire la porta e i suoi passi leggeri verso di me, si sedette sul letto e mi accarezzo i capelli dolcemente, mi girai e ci guardammo negli occhi, capii che nonostante la sua attrazione nei miei confronti non accennava alcun’iniziativa verso di me, così senza pensare alle conseguenze gli accarezzai le labbra con la mia mano.
All’improvviso cambiò completamente atteggiamento, mi baciò intensamente, la sua lingua cercava la mia freneticamente mentre le sue mani cercavano i miei seni, la mia figa e mi ritrovai completamente nuda ai suoi occhi. Cominciò a baciarmi i seni, la sua lingua esperta mi regalava delle bellissime sensazioni, le sue mani frugavano tra le mie cosce, la mia figa era in preda a spasmi di piacere, continuò a toccarmi con cura, dolcemente, finché all’improvviso la sua lingua raggiunse le labbra della mia figa.
Ero vittima e carnefice di me stessa, nei miei pensieri desideravo essere presa con violenza, brutalmente, ma quelle carezze e quei baci mi facevano provare sensazioni bellissime, non ero mai stata così felice di essere nata femmina. Sentivo il calore del suo fiato tra le mie gambe, la sua lingua giocare abilmente con il mio sesso caldo e voglioso di carezze, le sue labbra toccare dolcemente il mio clitoride in fiamme, avevo letteralmente perso la testa. Con abilità Roberto era riuscito a procurarmi il mio primo orgasmo, i miei spasmi di piacere e la mia sborra tra le sue labbra lo agitavano sempre di più, era frenetico ed impaziente, il suo respiro sempre più corto, dentro di me sapevo che stava per arrivare il momento giusto, lo avrei finalmente sentito dentro di me.
Si alzò di scatto, si tolse l’accappatoio e si mostrò completamente nudo e visibilmente eccitato, il suo cazzo era duro e pulsante, sembrava volesse esplodere, mi divaricò le gambe con l’intenzione di montarmi, con la saliva si bagnò il grosso cazzo sempre più eccitato e desideroso di farmi la festa. Mi alzai di scatto, sentivo il desiderio di essere io la protagonista di quel momento, così lo feci sdraiare sul letto, presi il suo cazzo in mano dolcemente, come solo una donna sa fare, lo guardai incuriosita, con le dita seguii le sue forme, turgido e vibrante quel membro palpitava di desiderio ad ogni mio tocco inesperto e sensuale, lo strinsi con decisione e forza e lo avvicinai alle mie labbra umide di saliva, strofinandolo dolcemente ad esse come se rivendicassi la mia sessualità, dolce e possessiva.
Decisi di ricambiare le sue attenzioni fatte alla mia figa, prendendo in bocca il suo cazzo, finalmente avrei provato a fare per la prima volta un pompino, nella mia mente questo momento avrebbe sancito la mia definitiva iniziazione all’arte più desiderata ed apprezzata dagli uomini. Lo presi in bocca lentamente, il mio sguardo era rivolto a Roberto, i suoi occhi mi fissavano ardenti di desiderio, il suo membro scivolava dolcemente dentro la mia bocca, la mia lingua accennava timidi movimenti corrisposti dai sospiri affannati di Roberto, sopraffatto da questa mia improvvisa disponibilità a questo gioco intrigante e perverso.
Non mi sentivo imbarazzata in quella situazione, dentro di me cresceva la consapevolezza della mia femminilità, ma mancavo d’esperienza, ero in dubbio se stavo regalando a Roberto le sensazioni che lui si aspettava, così gli domandai se mi diceva come fare per migliorare quello che stavo facendo, lui sorrise, prese la mia mano, e si mise in bocca il mio dito.
Accennò dei movimenti con la lingua e con le labbra che mi fecero capire quello che effettivamente desiderava, lo imitai immediatamente, con foga e passione, incurante di ciò che stava per succedere, continuavo a succhiargli il cazzo, i suoi odori m’inebriavano e il sapore della pelle accresceva la mia voglia, cominciai ad ansimare, il respiro affannoso e tremante era la prova che le sensazioni che stavo provando erano veramente forti ed eccitanti. Continuai per qualche minuto finché Roberto con uno scatto improvviso prese in mano la situazione, con dolce violenza mi fece sdraiare supina sul letto, sentii la sua forza prepotente su di me, mi toccò freneticamente, divaricò le mie gambe e con una mano bloccò le mie, ero preda di un uomo forte e vigoroso di cui io ero la preda più ambita.
Il calore del corpo su di me mi faceva sentire protetta e desiderata, il cazzo si muoveva frenetico tra le mie natiche in cerca del mio sesso caldo ed umido, quando la sua cappella raggiunse le labbra della figa mi penetrò con un’inaudita violenza, mi sentii lacerare, con un deciso movimento spinse dentro di me il suo grosso cazzo fino a sfondarmi e nemmeno il mio grido di dolore potette calmare il suo impeto al limite di una violenza carnale. Continuò a scoparmi da dietro noncurante delle mie urla di sofferenza, il letto sbatteva sulla parete ad un ritmo sempre maggiore, le mani tenute ferme dalle sue m’impedivano di divincolarmi rendendomi impotente e passiva alla sua animalesca sessualità.
Ero atterrita dal suo atteggiamento violento ma dentro di me nasceva la consapevolezza che era quello che più intimamente desideravo, così quel dolore si trasformò in un piacere perverso e morboso, inarcai leggermente la schiena così che il suo cazzo potesse penetrarmi profondamente. Furono momenti interminabili, il suo cazzo lacerava le pareti della vagina e tra il dolore e il piacere, ebbi un violentissimo orgasmo, urlai di piacere, le parole si persero nella mia mente e rimasero solo imprecazioni volgari e sudice (fottimi bastardo…. così.. dai.. fammi sentire il tuo cazzo fino alla gola…sii.. sono una vacca…. una troia…. una puttana…. ) che mai avrei pensato di pronunciare. La mia figa era molto lubrificata, il cazzo scivolava velocemente e Roberto ansimava sempre più spesso fino a quando si fermò in preda al suo orgasmo, uscì il cazzo e lo poggiò tra le mie natiche inondandole di sperma.
Si alzò per andare in bagno e ritornò con un rotolo di carta igienica che usò per pulirmi delicatamente la schiena, ma io non mi sentivo completamente appagata e dopo esserci sdraiati per riposarci cominciai a stuzzicarlo. Gli baciai dolcemente i capezzoli, le mie labbra erano calde e vogliose, mi avvicinai al suo cazzo, lo presi tra le mani e lo baciai teneramente, l’odore dello sperma e della mia sborra non mi dava fastidio anzi con la punta della lingua, cominciai a giocare con la cappella e quando sentii che il cazzo stava per svegliarsi lo presi tutto in bocca e cominciai a spompinarlo per bene.
Il cazzo s’ingrossò rapidamente e Roberto mi prese per i fianchi e mi leccò la figa, furono momenti in cui sentivo che i nostri corpi erano un tutt’uno e dopo facemmo l’amore in tutte le posizioni tra orgasmi interminabili e risate di gioco e d’innocente complicità. Noncuranti del tempo non ci rendemmo conto del rientro di Francesca, che ci sorprese abbracciati e sconvolti, ed ebbe una reazione molto violenta nei miei confronti, urlando minacce e lanciandomi addosso, tutto quello che gli capitava sotto mano. Furono momenti di panico e vergogna, non riuscivo a guardarla in faccia, ma mi accorsi che la sua reazione era troppo violenta così decisi di andarmene per evitare il peggio. Raccolsi le mie cose e uscii dalla casa, ma quando mi accorsi di aver dimenticato l’orologio (un caro ricordo) sul comodino ritornai indietro.
Arrivata davanti alla porta ma non ebbi il coraggio di suonare così cercai la chiave sotto lo zerbino, aprii silenziosamente ma non sentii più le urla di Francesca ma soltanto un pianto sommesso e frasi singhiozzate rivolte al padre di rimprovero e di sdegno. Silenziosamente entrai nella camera di Francesca, presi l’orologio e m’incamminai verso la porta ma la discussione che sentii tra Roberto e Francesca m’incuriosii e origliai nascondendomi dietro una parete. Mi scorsi leggermente e vidi Roberto che abbracciava sua figlia teneramente cercando di consolarla accarezzandogli i capelli, i due si guardarono teneramente negli occhi, con mio grande stupore si diedero un lungo bacio appassionato come sapevano darsi due innamorati.
Restai impietrita, non credevo a quello che vedevo, mi tremarono le gambe, ero senza fiato con il cuore che batteva all’impazzata, chiusi gli occhi cercando la forza di uscire da quel luogo il più presto possibile ma non riuscivo a muovermi. Fui pervasa da uno strano desiderio, ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo dopo quel bacio. Ignari di essere osservati si lasciarono coinvolgere da effusioni, cominciarono a toccarsi nelle parti intime, mugolando sospiri d’impazienza e di desiderio, si tolsero i vestiti di dosso violentemente finché si ritrovarono nudi l’uno su l’altro. Sdraiata sul divano Francesca era come impazzita, ansimava e tremava dal desiderio, Roberto la prese per i capelli, la incitò a calmarsi, prese in mano il cazzo e lo poggiò tra le labbra della figa strofinandolo dolcemente. Francesca emetteva dei lunghi sospiri tremanti di desiderio, finché Roberto spinse dentro il cazzo con violenza inaudita provocando in lei un urlo spaventoso.
Rimase dentro di lei immobile, mentre Francesca si muoveva spasmodicamente in preda a violenti spasmi di piacere incontrollabili. Dopo essersi calmata Roberto cominciò a penetrarla, muovendosi in maniera decisa tale da procurarle sensazioni di cui io n’ero ben a conoscenza, ansimando sommessamente le loro bocche godevano e si baciavano teneramente. Rimasi più di un’ora in silenzio godendo dei loro sospiri, ero cosciente di aver perso definitivamente Francesca come amica e Roberto come amante così mi godetti quegli attimi imprimendoli ben saldi nella mente.
Dopo un mese incontrai la bella famigliola al completo in una via del centro indaffarata a fare shopping mano nella mano, felici.
Inaspettatamente Roberto mi telefonò più volte cercando di incontrarmi, ignaro di quello che avevo visto, continuava a dirmi che mi desiderava e che non aveva dimenticato quello che c’era stato tra noi. Accettai l’invito e diventammo amanti divisi tra moglie e figlia. Ancora oggi nonostante io sia sposata non riesco a resistergli continuando ad accettare i suoi incontri di sesso sfrenato, consumati tra gli alberghi della riviera. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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