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La prima sera nel parcheggio

Fino a qualche tempo addietro Donatella rifiutava di partecipare a occasioni in cui ci si lasciava andare. Enrico, il marito, aveva cercato di convincerla e spesso quando facevano l’amore le descriveva in dettaglio quel che immaginava, ma lei non riusciva a fare il gran passo. Una calda sera d’estate, in un ristorantino sul mare , entrambi avevano bevuto, oltre all’aperitivo un fresco vinello, che andava giù liscio liscio. Al ritorno in macchina lui le domandò se le andasse di fare un giro in un posto che sapeva frequentato da coppie scambiste. Donatella accettò . Fecero il tragitto in silenzio, giunsero in un parcheggio ove si trovavano delle automobili nelle quali si intuivano delle silhouettes . Enrico arrestò l’auto a distanza delle altre ed abbassò il vetro per far entrare un po’ d’aria. Prese poi Donatella tra le braccia, stringendola con passione. Le sue mani presto si infilarono sotto i leggeri vestiti della moglie, scoprendone le cosce e i minuscoli slip. Donatella presto prese l’iniziativa aprendogli la patta e apprezzando l’afrore del sesso già in tiro prima di prenderlo golosamente in bocca. Enrico sentì il rumore di una portiera che si richiudeva e girò la testa. Nell’oscurità intravide una coppia che silenziosamente si avvicinava alla loro vettura. L’uomo avanzava lentamente cercando di evitare il minimo rumore. Una giovane donna lo seguiva. Si avvicinarono alla portiera di Donatella abbassandosi per guardare all’interno. Vedendo il pene di Enrico nella bocca di Donatella l’uomo, visibilmente eccitato, tirò fuori il suo brandendolo davanti al vetro. S olo allora Donatella si avvide della silenziosa presenza e notò il sesso teso che ad ogni scossa data dalla mano sbatteva contro il finestrino. Si rialzò e incollò la sua bocca sul vetro, proprio dall’altra parte del pene che la ipnotizzava. Enrico si rese conto della stato di eccitazione della moglie e capì che era pronta a vivere tutti i suoi più folli sogni, avendo superato i tabù che glielo avevano fino ad allora impedito. Quindi, lentamente, abbassò il vetro elettrico dal lato passeggero. Quando Donatella si accorse che scivolava sotto le sue labbra e che nulla avrebbe presto separato la sua bocca dall’oggetto del desiderio, chiuse gli occhi ed attese il magico momento nel quale avrebbe iniziato a pompare il cazzo dello sconosciuto. Il cuore le batteva all’impazzata, mentre Enrico guardava come ipnotizzato la scena, non lasciandosi sfuggire il minimo particolare di quello che aveva tanto sognato e che si stava ora per realizzare sotto i suoi occhi. Fissava come in una scena al rallentatore il vetro scendere lentamente ed il sesso dello sconosciuto penetrare tra le labbra della sua donna, quando il ronzio del motorino elettrico cessò. Allora Enrico si risvegliò dalla piacevole trance e iniziò a masturbarsi lentamente, con gli occhi fissi sulle labbra di Donatella che succhiavano l’asta sconosciuta. La ragazza, eccitata dalla visione, girò attorno alla vettura, aprì la portiera del conducente ed inginocchiandosi sull’erba, prese delicatamente il glande di Enrico in bocca procurandogli mille brividi con la sua lingua umida. Lo spettacolo di una donna in ginocchio con la testa posata tra le cosce di Enrico, rischiarata appena dalla luce della plafoniera attirò l’attenzione degli occupanti di un’altra autovettura, che si avvicinarono. Erano quattro ragazzi che dapprima timidamente, si invitarono alla festa. Due iniziarono ad accarezzare la ragazza, sollevandole il vestito e schiudendole le cosce, mentre lei sempre in ginocchio proseguiva l’opera. Uno di occupò della sua fica e verificando come era bagnata pensò di berne il nettare direttamente alla fonte. Lei gemette di piacere. Allora l’altro ragazzo, che già si era sbarazzato dei suoi jeans, scostò il suo compagno e la prese alla pecorina d’un sol colpo. La ragazza gemette ancora, eccitando il marito che fece uscire Donatella dalla vettura, la fece sdraiare sul cofano, le tolse le mutandine inzuppate, e si pose tra le sue gambe che lei aprì totalmente senza ritegno. Piazzò il viso sul suo pube, respirò profondamente e con grande piacere gli odori che defluivano dalla passera così generosamente offerta, poi la sua lingua si mise all’opera sul gonfio bottoncino. Donatella gridò di piacere. Uno dei giovani si spostò e iniziò a masturbarsi vicino alla sua bocca. Ella assaporò le forti essenze che scaturivano dal meato posto presso le sue narici, e questo amplificò il suo godimento. Spalancò la bocca silenziosamente invitandolo a masturbarsi sulla sua morbida lingua. L’uomo che se la lavorava d’un tratto si rialzò e pose il suo membro teso tra le piccole labbra della figa umida e calda. Entrò lentamente in lei andando il più lontano ed il più profondamente possibile dentro, e solo poi si attivò a stantuffarla come meritava. Donatella serrò le gambe sul suo amante per tenerlo il più profondamente possibile e godette nello stesso momento in cui avvertì potenti getti di sperma inondare la sua bocca e la sua intimità. Non potè gustare abbastanza a lungo il nettare che aveva ottenuto che già un altro le ficcò in gola il suo sesso. Un altro ragazzo ancora prese il posto dell’uomo che l’aveva scopata e iniziò subito a darsi da fare per darle ancora piacere. Anche Enrico, quando venne il suo turno, con amore la prese e la fece godere, mescolando il suo sperma a quello di coloro che lo avevano preceduto. Infine toccò ad un ragazzo dalla pelle nera dotato di un affare considerevole e duraturo che si mise a trombarla e sembrò non voler smettere più. Agli altri, ormai spettatori, sembrò che Donatella col negro godesse ancora più intensamente di quando personalmente l’avevano chiavata, ne ascoltavano i rantoli di piacere, il respiro affannato ed osservavano con ammirazione lo spettacolo che i due offrivano loro. Donatella in quei momenti si sentiva sola al mondo col suo amante, al quale mormorava qualcosa nell’orecchio e gli spettatori compresero ciò che lei gli aveva sussurrato quando il nero smise di pistonarla e piazzò la sua asta nella bocca della donna che ricevette con gioia gran getti di sperma, che bevve avidamente, non senza prima averlo assaporato da intenditrice facendolo andare sul palato poi sulle sue papille. Abbandonò il pene dell’uomo, ma non per separarsene ma per avvicinarlo alle narici e sentirne l’afrore selvaggio. Lo premette dolcemente per farne uscire un’ultima densa goccia che lasciò scivolare sul labbro superiore, vicino alle narici, per inebriarsene. L’altra donna, eccitata dallo spettacolo, si impadronì dell’asta di un ragazzo masturbandolo velocemente vicino alla bocca. Donatella era passata dietro di lei, abbracciandola e ponendosi guancia a guancia. Con una mano le palpognava le tette e con l’altra pastrugnava il clitoride. Assaporava l’odore del pene che scivolava sulla lingua della sconosciuta. Durò qualche minuto, poi il ragazzo si liberò nella bocca aperta della donna con poderosi getti. Donatella guardava scolare lo sperma con invidia, prese allora il sesso del ragazzo in mano e lo strizzò per ottenere la preziosa semenza che ancora conteneva. Le ultime gocce fuoriuscirono dal meato colando nella bocca ancora aperta della sconosciuta. Donatella mollò allora la presa e piazzo la sua bocca su quella della donna, aspirandone la lingua e succhiando con voluttà. Per lunghi minuti le due donne si baciarono scambiandosi vicendevolmente lo sperma del ragazzo mescolato alle loro salive, intanto Donatella masturbava il clito della sua nuova amica, provocandole ondate di piacere. Quando non ci fu più sperma da scambiarsi, avendolo inghiottito tutto pian piano, mescolato alle loro salive, separarono le loro lingue. La giovane fissando Donatella le disse:

“Voglio mangiarti la fica” Si stese per terra sul dorso e Donatella le si avvicinò piazzandosi con il pube sul suo viso. Si sedette sulla bocca socchiusa offrendo la sua passera che ai primi colpi di lingua lasciò scolare il prezioso nettare che aveva immagazzinato e che fu lappato e bevuto dalla sua amante che seppe farla godere di una maniera certo diversa dagli uomini che l’avevano preceduta, ma non certo meno intensamente, almeno a giudicare dai gemiti che si lasciava scappare . Fu la prima volta che sei uomini ed una donna si dedicarono a lei per farla godere. In seguito Enrico spesso la portò lì, affinché i voyeurs potessero masturbarsi su di lei facendole bere lo sperma. è diventata la sua ossessione. Spesso ritrovano la prima coppia con cui fecero amicizia e con la quale progettarono altre esperienze. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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