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La prima visita

Nella sala d’attesa non c’era più nessuno. Anche la segretaria stava preparandosi ad andarsene. Ero l’ultima degli appuntamenti fissati per quel giorno ed eravamo già in ritardo di mezz’ora. Attendevo leggendo una rivista svogliatamente.
“Grazie dottore.. alla prossima”.
Lui sorrise, le lasciò la mano e mi fece cenno di entrare. Mi sedetti sull’orlo della sedia. Lui salutò la segretaria e chiuse la porta.
“Buonasera.. la signorina Rika Mann vero? “.
Assentii brevemente. Era la prima volta che andavo da questo dottore dietro consiglio di mia madre e mi sentivo un po’ a disagio dato che la mia ex ginecologa era una donna e non certo un uomo distinto e affascinante sulla 40ina.
“è la prima volta che fai una visita ginecologica? “.
“No”.
“Quanti anni hai? “.
“18”.
Andammo avanti per un po’ con le domande di rito e mi tranquillizzai. Era molto gentile e professionale.
“Puoi spogliarti dietro quello spogliatoio. Tieni la maglietta per adesso”. Mi disse e si alzò per infilarsi i guanti.
Mi spogliai velocemente per superare di nuovo l’imbarazzo e mi avvicinai alla poltrona della visita con la maglietta nera che copriva appena i fianchi e i calzettoni neri. Mi sedetti. Lui sorrideva.
“Rilassati. Ti aiuto a sistemarti.. ecco.. adesso rilassati”.
Vederlo guardarmi sorridendo mi fece scattare qualcosa dentro.. un brivido d’eccitazione che mi scosse nel profondo e dentro di me sperai che lui non si accorgesse di questa emozione.. sperai di non bagnarmi adesso di quella preziosa rugiada tra le labbra del mio sesso.. lo sperai ma sentii la mia fighettina bagnarsi ogni istante un poco di più. Lui sorrise e lentamente infilò un dito dentro di me.
“Rilassati. Così brava.. ancora un po’.. “.
Iniziò a muoverlo.. era delicato e gentile.. mi tastò dentro lentamente.. continuai a bagnarmi piano permettendogli una penetrazione più dolce.. mi vergognavo da morire e lui lo capì.
“Non preoccuparti.. succede spesso e vuol solo dire che sei una giovane donna sana.. ora devo divaricarti.. fai un lungo respiro e non irrigidirti”.
Mi sentii allargare piano piano ma inesorabilmente e lo sentii avvicinarsi con la lente per guardarmi dentro. Il suo respiro mi sfiorò più volte il clitoride facendolo ergere e inturgidire ancora. Una strana sensazione mi colpì ma non riuscii a capire cosa la avesse provocata. Sapevo solo che di solito il divaricatore vaginale mi infastidiva come non mai questa volta invece mi eccitava. Sentirmi spalancata davanti agli occhi del dottore, eccitata e bagnata, oltre che di vergogna copriva il mio corpo di eccitazione pura. Di nuovo quel brivido senza motivo e di nuovo ancora. Mi arrischiai ad aprire gli occhi e lo vidi chinato sulla mia fighettina con la lingua che lambiva dolcemente il mio clitoride mentre il divaricatore continuava ad essere al suo posto. Mi sorrise e iniziò a succhiarmi piano la punta mentre un dito, il medio, mi carezzava piano il forellino del culetto spingendo piano e bagnandomelo nella fighettina spalancata.
“Ti faccio male? ” mi chiese.
Un mugolio fu la mia risposta. Lentamente mi tolse il divaricatore e prese a leccarmi le labbra e a infilarmi dentro la lingua.
“Poverina.. ti ho fatto male con quell’oggetto di metallo vero? Adesso però stai meglio.. “.
Mentre la coccolava neanche fosse un cucciolo quel suo modo di fare continuò ad eccitarmi. Mi sentivo deliziosamente perversa e persa nel piacere delle sue mani e della sua lingua. L’idea poi che fosse molto più grande di me e il mio ginecologo mi eccitava da morire facendomi sentire maledettamente sensuale.
“Come sei piccola e morbida e bagnata anche.. ma dobbiamo continuare la visita sai? Adesso ti mostro il prossimo strumento che useremo.. ti piace? ” mi chiese ergendosi e mostrandomi il suo sesso gonfio e duro, caldissimo mentre me lo posava tra le mani. Rimanendo a gambe spalancate e appoggiate sui sostegni lo toccai sulla punta e lo sentii bagnarsi. Mi chinai in avanti e lo leccai.. sapeva di sale.. mi piacque molto.. così lo portai di nuovo alla bocca e succhiai.. ancora.. ancora.. lui gemette e con le dita iniziò a carezzarmi la fighettina.. io mugolavo con la bocca piena bagnandogli il palmo e assaporando il suo gusto.
“Ah ah.. ragazzina.. adesso lasciami continuare la mia visita” e mi tolse dolcemente il cazzo dalle labbra.
Si pose tra le mie gambe e me lo strusciò tra le labbra bagnandosi al mio succo.
“Sì bella mia.. ti piace.. il mio strumento.. ti piace.. ” e quel suo fare insinuante mi rese folle di voglia.
Mi strappai via la maglietta e mi titillai i capezzoli turgidi.. lui affondava ancora e ancora.. mi guardava affascinato strizzarmi i capezzoli quasi con violenza.. mi mise le mani sui glutei e mi sollevò per affondare meglio.. le sue dita mi dischiusero il culo allargandomi il buchettino..
“Bisogna fare un vero controllo anche dietro non pensi piccolina.. non vogliamo che questa visita non sia completa” disse ansimando.
La mia fighetta si sentì vuota senza lui dentro ma il mio culetto si riempì fin troppo in fretta di quella carne dura che entrava un po’ a fatica nonostante grondasse succhi vaginali.
“No.. no.. ” mormoravo ma lui mi allargava ancora più le natiche e mi sfondava.
“Su.. rilassati.. fai dei grossi respiri.. eri vergine eh? Ma adesso ti sto esaminando per bene non è vero? E ti piace anche.. farti esaminare così.. smaniavi da quando sei entrata.. senti il tuo culo come si adatta in fretta.. forse mi sbaglio allora.. forse non eri vergine.. forse era solo tanto tempo che non ti facevi inculare eh? Ma no.. no.. eri solo vergine ma desideravi il mio cazzo nel culo.. scommetto che è così.. allora alza i fianchi.. fallo entrare tu.. forza ragazzina.. ” e quel suo mormorare e trattarmi quasi fossi una puttana mi piacque da matti così spinsi i fianchi e di botto mi sentii piena e senza fiato. Mi martellava dentro mentre con le dita mi apriva la figa.. si bagnava le dita e me le metteva in bocca e io succhiavo senza tregua.. il suo ritmo aumentò ancora e ancora..
Mi sentivo impazzire mentre la figa e il culo venivano riempiti e aperti, sfondati.. ansimavamo entrambi.. poi i brividi mi sopraffecero.. mi sentii scaraventata in un fuoco liquido.. venni urlando e lui mi chiuse la bocca con una mano.. lo morsi e mi tirò uno schiaffo.. allora in silenzio mi lasciai andare alla deriva del mio piacere mentre lui continuava a spingermi nel culetto che si stringeva spasmodicamente su di lui. Lo sentii irrigidirsi e venirmi dentro.. inondarmi bruciandomi il culo.. lo spostò appena e mi venne sul buchetto che lentamente si chiudeva aggrappandosi al mio seno sodo, ai capezzoli turgidi, stringendo e tirando. Si adagiò su di me e rimanemmo fermi per un paio di minuti riprendendo il respiro.
Si alzò, si sistemò i vestiti e mi aiutò al alzarmi e a indossare i miei vestiti e la mia maglietta a brandelli. Sorrise.
“Ti accompagno a casa, mettiti questo maglione sopra.. e ricordati che la prossima visita è tra una settimana.. non dimenticarlo ragazzina, d’accordo? “. FINE

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