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La prima volta di Andrea e Giada

Andrea e Giada non fecero parola per parecchi giorni di quello che era capitato nella baita. Come per un tacito accordo, decisero di tenere quel momento di passione e piacere come un ricordo prezioso.

Il loro rapporto ritornò ad essere quello di sempre; ossia il rapporto che c’è tra un fratello ed una sorella che si vogliono bene. Ma in segreto Andrea si trovava a fissare il corpo di Giada provando infinito rimpianto e desiderio, mentre Giada si scopriva a fantasticare con lo sguardo perso sulla patta dei calzoni di Andrea, o a spiarlo mentre faceva la doccia. Più di una volta aveva sognato di fare l’amore con lui e si era svegliata nel cuore della notte, con una voglia che si costringeva a sopire con rabbiosi ditalini; non sapendo che a meno di un metro di distanza, al di là del muro, Andrea si faceva delle seghe sfrenate con lo stesso pensiero in mente.

Una notte però il destino ci mise del suo e, quando Andrea tornò a casa verso l’una, trovò un messaggio in cui mamma e papà spiegavano di essere dovuti andare in un’altra città ad assistere una vecchia zia che si era rotta una gamba. Sul momento Andrea si preoccupò soltanto per la zia alla quale voleva molto bene, ripromettendosi di telefonare la mattina dopo per sapere come stava ed eventualmente salutarla.

Siccome le porte delle camere da letto erano di vetro, Andrea si spogliò in cucina e, scalzo e in boxer, prese a salire le scale nel buio più totale. Non c’era neanche la minima luce a guidarlo, per cui avanzava a tentoni tastando cautamente il terreno con i piedi e mettendo le mani avanti per non urtare contro qualcosa. Ad un tratto, la sua mano finì contro qualcosa di morbido. In quella frazione di secondo che intercorse tra il contatto e il duplice urlo di spavento Andrea credette di riconoscere la forma di un capezzolo nudo e la consistenza tipica di un seno.

Andrea accese la luce un attimo dopo e vide Giada, nuda dalla vita in su, che ansimava e con il viso rossissimo a causa dello spavento. Anche Andrea era spaventato, ma questo non gli impedì di guardare i seni di Giada, resi rossi dal contatto con le lenzuola. Anche lei sembrava fissare qualcosa. Andrea seguì quello sguardo e si accorse che, a causa del movimento brusco e dell’apparizione di un seno stupendo, il suo membro era sgusciato fuori dai boxer e ora si ergeva fiero e gonfio come un cobra che sta per attaccare.

Giada spostò lo sguardo dal pene al volto di Andrea. Non disse nulla, ma i suoi occhi erano eloquenti come un discorso elettorale. Andrea la prese per mano e la condusse fino al letto di lei (il più vicino). Lei lo fece sdraiare e con un bacio sulla bocca lo lasciò solo.

Tornò dopo alcuni istanti, dopo essersi messa un paio di calzettine di cotone traforato azzurre in tinta con le mutandine. Andrea rimase sdraiato e la guardava con il cuore negli occhi. Cominciarono baciandosi con ardore, per poi passare ad un “69” che li portò entrambi pericolosamente vicino all’orgasmo. Senza dire nulla, allora si staccarono e Giada si mise di fronte ad Andrea e, come nella baita, cominciò a fargli una sega con i piedi mentre gli succhiava voracemente la punta della cappella. Poi fu il turno di Andrea, che diede ancora una volta prova di saperci fare con la lingua. Dopo essere arrivati quasi all’orgasmo parecchie volte, entrambi sapevano quale sarebbe stato il passo successivo, ma nessuno aveva il coraggio di compierlo. E alla fine fu Giada a fare quel passo: avvicinò le labbra all’orecchio di Andrea e gli disse in un sussurro:

“Lo voglio fare”. Lui capì subito e in un attimo il suo sangue gli prese a bruciare di desiderio. Non aveva mai sverginato una ragazza, e poterlo fare con la sua Giada, cioè la persona che amava di più in assoluto, gli diede un senso di vertigini. Allora la fece sdraiare e cominciò ad umettare il sesso di lei con la lingua. Poi, quando vide che cominciava a bagnarsi abbondantemente di suo, smise di leccare ed avvicinò il suo membro all’agognata fessura. Si costrinse ad essere dolce e non cedette all’impulso di prenderla di forza. In fondo, anche per lui era (almeno a queste condizioni) la prima volta. Non voleva farle male, ma quando si ruppe l’imene Giada emise un gemito di dolore e strinse le spalle di Andrea. Lui però non si fermò. Sapeva (per sentito dire) che tra breve il piacere avrebbe preso il posto del dolore. Quindi si costrinse a continuare ignorando le lacrime di Giada e i suoi gemiti. Infatti, in pochi istanti cambiò la tonalità dei gemiti e il corpo di Giada si rilassò notevolmente. Prese ad accarezzare la schiena di Andrea e a muoversi al ritmo dei colpi di lui. Infine, incrociò le gambe dietro alla schiena del fratello per aumentare la penetrazione. Intanto, i due si baciavano senza sosta fondendo le lingue in un’unica forma vorticante. Ad un tratto Giada prese la lingua di Andrea tra le labbra e cominciò a succhiarla come se fosse stata un cazzo.

Giada ebbe un orgasmo quando Andrea era ancora lontano, ma non cessò di dimenarsi e di partecipare con foga. Dopo un po’ Giada si staccò e fece coricare Andrea sulla schiena con il cazzo che svettava. Lo leccò abbondantemente, poi vi si sedette sopra e lasciandosi penetrare fino a quando le sue chiappe non arrivarono a contatto con le cosce di lui. Lui poteva vedere il suo fallo che si apriva la strada tra le grandi labbra rese rosse dalla passione dall’attrito e dal sangue della deflorazione appena avvenuta. Allungò le mani per raggiungere i seni di Giada, la quale intuendo il gesto si protese in avanti e cominciò a “cavalcare” Andrea saltando quasi letteralmente. Non volendo venire dentro sua sorella, Andrea ebbe la prontezza di spirito (di cui si meravigliò egli stesso) di uscire dalla passera di Giada prima di eiaculare.

Giada allora lo prese e se lo mise tra le tette cominciando a sfregarlo con impeto. Quando alla fine l’orgasmo arrivò, inondò il collo, i seni ed il volto di Giada di un abbondante getto di sperma caldo. Giada leccò quello attorno alla bocca, ma fu Andrea che si offrì per raccogliere il resto dai seni e dal viso di lei, per poi condividere il succo attraverso un bacio lungo e infuocato. Nonostante l’orgasmo, l’eccitazione era tale che in pochi istanti Andrea era già pronto a ricominciare. Giada da parte sua faceva del suo meglio per eccitarsi ed eccitare suo fratello. Mise ancora la sua fessura vicina al fallo di Andrea, che non si fece pregare e la penetrò nuovamente, stando però attendo a non essere troppo brusco. Questa volta andò decisamente meglio e, quando Andrea stava per estrarre il suo pene sull’orlo dell’esplosione, Giada lo trattenne e fece sì che lui le venisse dentro, proprio mentre anche lei raggiungeva l’orgasmo. Fu una cosa eccezionale per entrambi, che rimasero storditi per alcuni minuti. Poi Giada si accoccolò vicino ad Andrea che le stava accarezzando i capelli. Si addormentarono. FINE

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