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La prima

Non credo che il vento abbia spazzato via tutte le certezze che la ragazza avesse.
Dopo l’esperienza un gusto amaro ma nello stesso tempo dolce la prendeva e la faceva vibrare solo al semplice ricordo di quella esperienza che si era da poche ore conclusa.
Il cielo sopra la montagna era terso e odore di campo in fiore avvolgeva tutto il suo corpo che disteso contemplava le piccole nuvole che passavano prese da una certa stanchezza come quella che ora provava la ragazza.
Ma che cosa era successo.
Cercare di descrivere l’emozione in alcuni stretti pensieri o codificarla nella parola sembrava a lei un po’ come ridurla o reciderne un parte che per quanto piccola fosse era e rimaneva importante per il tutto.
La sua mente correva al ricordo di un dorso nudo che stava sopra di lei, ne sentiva l’odore e le sue unghie portavano ancora la sensazione di pelle strisciata, quasi incisa.
Ora con la mano ripeteva i gesti e i movimenti di una mano misteriosa che era salita dalle sue ginocchi e fermandosi per un breve attimo sopra le sua mutandine e che lentamente salendo e scendendo provocavano in lei un lento ansimare che accompagnava un vuoto nella mente.
Ma la mano della ragazza per un momento pose stop a questo dolce tortura. Il braccio si ritrasse ma per poi avvolgerla in un abbraccio e scendendo dalla spalla e passando sotto le maniche del vestito andava a solleticare i capezzoli del suo seno.
Ora la mano della ragazza non resisteva ma lasciando cadere le braccia si abbandonava ad altre braccia solide, le cui mano dolci e nodose le sfilavano il suo vestito e discendevano decise verso le sua bianche mutandine.
“Non adesso Non adesso posso fermare questa lava incandescente”.
Era un po’ questo il suo pensiero e le parole che le uscivano dalla bocca si articolavano mescolate a sospiri che via via si facevano più ansiosi quasi accompagnando le mani che libere ora dalla bianca copertura potevano scivolare sopra e sotto la sua peluria.
Il cielo agli occhi della ragazza ruotava e vedeva sopra di lei un folta macchia nera che andavano e venivano illuminando e oscurando l’azzurro.
Non sa come, ma all’improvviso una fitta dolce e violenta e le sue gambe che si divaricano e si chiudono stringendo all’interno un corpo che lentamente si fondeva entrando in lei.
Sogno o realtà poco importa era ormai la senzazione-emozione che aveva preso quel giovane corpo di donna e che lo spingeva a dimenarsi.
Il risveglio fu simile ad un gusto di dolcezza e acidità che si mescolano, non solo tra le sue gambe ma anche nella sua bocca.
Che sia successo ancora la sua mente non l’ha focalizzato. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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