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La ragazza da svezzare

Credevo che F. , la ragazza di G. , fosse una delle persone più porche che io conoscessi, il problema era che, a sentir lei, non aveva mai avuto un rapporto completo e questo mi procurava ogni volta che la vedevo uno stato di eccitazione maggiore: dovevo essere io il primo!
L’occasione si presentò quando F. doveva dare un esame per l’università a Torino e, poiché non sapeva dove andare, mi chiese se avrebbe potuto venire a stare da me per un paio di giorni.
La risposta fu chiaramente positiva e già pregustavo il momento in cui avrei potuto dare sfogo ai miei desideri. sera si presentò a casa mia e dopo una breve chiacchierata e la cena ritenni più opportuno andare a dormire.
Passai la notte in bianco, con l’uccello costantemente in tiro e cercavo di ascoltare ogni minimo rumore che proveniva dall’altra stanza.
La mattina seguente fui svegliato dallo scroscio dell’acqua della doccia.
L’occasione non poteva essere sprecata: sapevo che non aveva un accappatoio e che quindi sarebbe uscita nuda dal bagno.
Aspettai il momento opportuno e pochi istanti dopo che il rumore dell’acqua finì mi precipitai in corridoio.
Uscii esattamente mentre lei usciva dal bagno e, come sospettavo, era completamente nuda con solo delle ciabatte ai piedi.
Era bellissima, i peli della passera completamente biondi, due tette enormi e al tempo stesso molto sode, non ci volle molto perchè il mio uccello si irrigidisse come non mai.
Feci finta di nulla e dissi:
“Buongiorno F. già sveglia”.
Mi accorsi solo allora che il suo sguardo era fisso sulle mie mutande, in contemplazione del mio arnese, senza alzare lo sguardo mi rispose:
“Si, vedo che anche tu sei ben sveglio, in particolare in certe zone”
Risposi che era normale a quella vista e decisi di avvicinarmi.
Senza distogliere lo sguardo lei provò ad allontanarmi ma per farlo mi mise le mani sulle mutande e involontariamente, forse, fece uscire tutto ciò che contenevano.
Si ritrovò con il mio uccello, grosso come non mai, in mano e istintivamente io portai la mia mano sulla sua e comincia a muoverla.
Vedevo che non aveva più reazioni negative e quindi avvicinai la mia mano a quel cespuglio di peli.
Era completamente fradicio, sentivo il calore del suo corpo più alto che mai e dopo alcune carezze la presi in braccio e la portai sul letto.
Sapevo che non potevo andare subito al dunque, cominciai a passare la lingua su tutto il suo corpo, dalle orecchie ai capezzoli per scendere al piedi, risalire fino all’inguine e poi buttandomi su labbra e clitoride.
Lei cominciava ad ansimare sempre più forte e mi pregava di andare avanti.
Sotto i colpi di lingua, che usavo come un piccolo vibratore stava per raggiungere un orgasmo pazzesco, mi fermai e passai a leccarle il culo, non disdegnava affatto, anzi.
Ritornai poi sulle cosce e risalii nuovamente, decisi di metterle un dito dentro, la reazione fu molto positiva, entrai con semplicità e trovai un fiume di umori, introdussi anche il secondo dito, ormai lei era in preda ad un orgasmo furioso e prese a leccarmi l’uccello.
Decisi di ripagarla di ciò, dopo una breve ricerca riuscii a stimolarle il famoso punto G, ci sono voluti diversi anni per imparare dove fosse, però ciò paga.
Dopo alcuni istanti che la stimolavo in quel punto comincio a urlare come una disperata, e poi mi inondò la mano con i suoi liquidi.
Mi chiese allora di prenderla completamente, ancora sconvolta per l’orgasmo, cosicché, dopo un breve sessantanove la rigirai e con molta delicatezza, vista la situazione, glielo misi dentro.
Dopo un breve istante per abituarla alla nuova sensazione e per far passare il dolore cominciai a muovermi e ciò p0rovocò in lei una serie di sussulti.
Cominciava a partecipare attivamente ed era talmente stretta che provavo sensazioni stupende anch’io.
Per finire mi fece un favoloso pompino al termine del quale mi ringraziò animatamente e mi disse che, una volta finito l’esame, avrebbe voluto migliorare le sue doti amatoriali.
Passammo tre giorni indimenticabili, di cui due passati a letto, e ancora oggi, quando ci è possibile, ci rivediamo.
Effettivamente non mi ero sbagliato, era una gran porca occorreva solo svezzarla FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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