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La signora Carla

Alle 19. 30, ed in perfetto orario arrivai davanti casa del mio capo.
Dopo qualche istante arrivò la signora Carla, si accomodò in auto e partimmo alla volta dell’aeroporto. Infatti, alle 20. 45 sarebbe arrivato il marito proveniente da Milano.
Avrei dovuto accompagnare i due ad una cena, una di quelle cene di lavoro.
Arrivati in aeroporto, parcheggiai l’auto lasciando la signora e andai verso il terminal degli arrivi.
Con sorpresa notai che sul tabellone appariva la scritta che il volo proveniente da Milano era stato cancellato per nebbia.
Un’attimo dopo trillava il cellulare, era il mio capo che mi avvisava che sarebbe arrivato il giorno seguente in treno, di avvisare la moglie e che ci saremmo visti in stazione il giorno seguente.
Tornai sui miei passi ed informai di tutto la signora Carla, lei dapprima farfugliò qualche parola e si sentiva dal tono essere un po’ seccata.
Lungo la strada, rientrando in città mi disse che non aveva poi tutta questa voglia di andare a quella cena da sola poichè si sarebbe annoiata mortalmente.
Io a tratti annuivo col capo dicendo solo qualche parola dovendo stare attento a guidare.
Ad un tratto lei girandosi verso di me disse: …….. che ne direbbe Francesco di farmi da cavaliere questa sera?
Dopo aver pensato per qualche attimo risposi che sarei stato contento, anche per il fatto che l’avrei accompagnata dopo cena a casa sua.
Detto questo ci avviammo al ristorante.
Arrivammo per primi, entrammo e, al cameriere che ci venne incontro la signora disse che di li a poco sarebbero arrivati gli altri ospiti.
Chiese al cameriere di vedere la sistemazione del tavolo, lei controllò minuziosamente ogni particolare, poi, mi indicò il posto dove mi sarei dovuto mettere io.
Alla spicciolata iniziarono ad arrivare gli ospiti, io me ne stavo un po’ in disparte.
In una saletta a fianco avevano preparato l’aperitivo, e il brusio delle persone aveva di colpo rotto il silenzio che c’era stato fino a quel momento.
La signora stava molto attenta affinché gli ospiti venissero serviti a puntino.
Dopo circa una mezz’ora il cameriere disse che se volevamo potevamo pure accomodarci per la cena.
Pian piano le persone iniziarono a defluire andando a prendere posto. Io mi tenni indietro, attesi che tutti presero posto, poi i miei occhi si incontrarono con quelli della signora Carla che mi fece cenno di prendere posto accanto a lei.
Ero praticamente un’illustre sconosciuto, lei aveva pensato bene di non presentarmi nessuno.
Ero seduto alla destra della signora Carla e a mia volta mi era capitata come vicina un’altra signora.
Iniziarono le portate e, visto che non conoscevo nessuno, mi guardavo attorno, guardavo il comportamento delle persone, cercavo di afferrare le frasi di quelli che mi stavano più lontano, insomma cercavo di comportarmi nel modo più spigliato possibile.
La mia vicina iniziò a parlarmi, le solite cose di cosa mi occupavo ecc. io rispondevo vagamente, e per distoglierla le versai del vino che accettò di buon grado.
Anche alla signora Carla ne versai, lei, girandosi, ammiccò un leggero sorriso toccandomi velocemente la gamba.
Presi quel gesto come qualcosa di molto familiare, ma non ci diedi peso.
La cena continuava e tra una portata e un’altra c’era anche un via vai di bottiglie di vino.
A metà cena gli animi erano già molto allegri, si era passati da un formalismo iniziale ad una vera e propria cena goliardica, le signore che poco prima siedevano in tavola tutte compunte ora, vuoi per l’effetto del vino, vuoi per la confidenza raggiunta iniziarono in sonore risate.
Gli uomini cercavano di mantenere, a fatica, un certo contegno.
La signora Carla era allegrissima, aveva una battuta per tutti me compreso.
Erano passate da poco le 2 quando alcuni commensali passarono ai saluti.
La signora Carla salutò un ad uno tutti gli ospiti, poi, si allontanò un attimo per andare alla toilette, io ne approfittai per fare un goccio.
Il bagno degli uomini confinava con quello delle donne e potei sentire distintamente il soave canto della bernarda, infatti la signora Carla si fece una pisciata lunga una trentina di secondi.
Uscii prima di lei e l’attesi all’ingresso, quando fu fuori mi cercò con lo sguardo, mi vide e avvicinandomi mi prese sotto braccio dicendomi: ……. vogliamo andare?
Prego le risposi e ci avviammo verso l’auto.
Le aprii la portiera per farla accomodare e nel salire non si preoccupò più di tanto, allargò visibilmente le gambe al punto che potei vedere gli slip e le calze autoreggenti.
Pensai dentro di me, che nonostante i suoi quasi 60 anni aveva un paio di cosce notevoli.
Partimmo, la strada da fare era abbastanza lunga, ci mettemmo una diecina di minuti prima di imboccare la statale.
Lei si teneva con una mano sulla maniglia, guardava distrattamente la strada, io ogni tanto davo una sbirciatina alle sue gambe, lei deve esserne accorta, poggiò la testa sul sedile sembrava stesse dormendo.
Approfittai del suo torpore e accostai l’auto, un bisogno impellente mi costrinse a fermarmi, scesi lasciai l’auto in moto coi fari accesi, andai dalla parte posteriore dell’auto, sbottonai i pantaloni e iniziai in una pisciata liberatoria, tornai verso l’auto e vidi la signora Carla che era scesa dall’auto, capii che anche lei aveva un bisogno impellente, mi sedetti la posto di guida, sbirciai dallo specchietto laterale e vidi la signora in posizione accosciata, con una mano si poggiava al cofano dell’auto, mentre con l’altra teneva gli slip scostati da un lato ed iniziò a zampillare, c’era appena la luce sufficiente che mi permettè di vedere la scena, ad un tratto sentiì un certo fremere tra i pantaloni, ma abbandonai subito l’idea di fare qualsiasi cosa.
La signora dopo un attimo risali in auto dicendo: …… possiamo andare. Si erano fatte quasi le 3.
A quel punto lei iniziò a parlare del più e del meno, il sonno le era passato forse quella boccata d’aria fresca era bastata a svegliarla dal torpore iniziale.
Ad un tratto lei disse: ……… ma pensi Francesco se prima fosse passato qualcuno sai che figura! le risposi che a quell’ora di notte e in quella strada passava davvero pochissima gente, anzi non era difficile trovare ai bordi qualche coppia intenta a fare l’amore, davvero disse, certo le risposi, e lei ancora, lo sa che io non l’ho mai fatto in strada o in macchina! risposi che ognuno aveva i propri gusti e che poteva essere veramente eccitante.
D’un tratto cambiò espressione, mi guardava con più interesse ed iniziò a passarsi le mani tra le cosce, io zitto, facevo finta di nulla, quando mi intimò di accostare l’auto.
Feci ancora qualche centinaio di metri, giunto in una rientranza della strada accostai.
Ecco qui va bene disse.
Senza battere ciglio si fece verso di me poggiandomi la mano sulla patta iniziando a massaggiare, ma signora Carla cosa fà?
Ma dai assecondami o credi che sia troppo vecchia per te?
No le risposi, ma sa a quest’ora di notte!
Be non l’hai detto tu forse che non passa nessuno?
Senza aggiungere altro scese dall’auto, chiuse lo sportello e si portò sul lato anteriore, mi fece cenno di scendere, scesi avvicinandomi a lei, prese ancora a toccarmi, intanto avevo raggiunto una bella erezione, sentivo il cazzo costretto nei pantaloni, ad un tratto tirò giù la lampo, ficcò la mano dentro i boxer, prese il cazzo e iniziò a menarlo, stringeva la cappella tutta nella mano contribuendo cosi a farla gonfiare ancora di più, poi, lasciata la presa, si tirò su la gonna fino in vita, si appoggiò con una mano sul parafango piegandosi tutta in avanti, nel frattempo con l’altra mano si era spostata gli slip di lato mostrandomi un culo veramente bello, accidenti che culo! mi son detto dentro di me, dai prendimi aggiunse, presi il cazzo con una mano mentre con l’altra le tenevo gli slip, strofinai la cappella in modo da poter far spazio tra le grandi labbra, era completamente bagnata, sentii il buco della fica e feci per entrare, a quel punto tolse una mano dall’auto e poggiando con l’altra mi prese il cazzo e lo puntò sullo sfintere dicendomi: ……… ti voglio qui nel culo.
Rimasi un attimo fermo, poi, una libidine si impossessò di me, scappellai completamente il cazzo, lo puntai sullo sfintere e diedi un leggero colpo, in un attimo la cappella entrò, un leggero mugolio usci dalla sua bocca, spingi dai fino in fondo.
Lasciai gli slip e dopo averla afferrata per i fianchi diedi una bella spinta, a quel punto il cazzo fu tutto dentro di lei. Iniziai uno spettacolare su e giù, lei non faceva un
lamento anzi muoveva quel culo in maniera forsennata ed in senso rotatorio, La porca si godeva quell’inculata più di me.
La stantuffai per buoni 10 minuti, vedevo il mio cazzo entrare ed uscire da quel culo e la cosa mi eccitava da morire, sentii un subbuglio dentro i coglioni, ormai l’orgasmo era vicino, portai la mia mano sul davanti alla ricerca del clitoride, volevo darle una sditalinata, lei mi scostò la mano dicendo: …….. no li no fammi bene solo il culo.
Ripresi il ritmo forsennato pensavo di spaccarla in due, ad un tratto sentii l’orgasmo salire su per l’asta, affondai un colpo feroce piantandomi in fondo al suo culo, di colpo una enorme sborrata le riempi la pancia di calda sborra.
Mi tremavano le gambe, ero completamente appagato, mai mi era capitata una cosa cosi in vita mia, eppure ne avevo portata tanta di gente,
Sfilai il mio cazzo ancora gocciolante dal culo, aprii lo sportello dell’auto presi un klinex e pulii ben bene la cappella, rimettendo tutto a posto, la stessa cosa fece lei.
Risalimmo in auto, dopo circa 10 minuti arrivammo davanti casa, mi fermai, scesi e le aprii la portiera facendola scendere, l’accompagnai davanti al portone augurandole la buona notte. FINE

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