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La zia giovane

Mercoledì 7 luglio. Ore 11:30.

Sono eccitatissimo. Mi sono svegliato solo in casa. La zia deve essere uscita per fare la spesa.
Sono andato nella sua camera per vedere eventuali segni della sua tranquilla nottata.
Mi sono caduti gli occhi su un quaderno. La zia tiene un diario e non ha pensato che fosse pericoloso lasciarlo sul letto.
Caro diario, ti riassumo l’ultima pagina, scritta questa notte.
“Sono perduta. Ho invitato mio nipote da me per resistere alle pressioni di Marco.
Immaginavo che le sue pressioni su di me si sarebbero fatte forti durante l’assenza di Giorgio.
Non ho mai tradito mio marito, nonostante i tanti uomini che mi hanno fatto la corte.
Purtroppo Giorgio è troppo preso dal lavoro ultimamente, capisco che la sua carriera è importante, ma a che servono i soldi se la nostra unione si sfalda?
Ho paura di cedere a Marco, sento il fascino che esercita su di me. Speravo di usare Michele come una barriera tra me e lui. Una presenza costante che m’impedisse di frequentare altre persone.
Invece sono caduta dalla padella nella brace. Michele è cresciuto, sembra un’altra persona. Mi turba soprattutto il suo sguardo sicuro di se. Quando ho i suoi occhi addosso mi sento frugata nell’anima, come non riuscissi a nascondere i pensieri. Inoltre mi spoglia con gli occhi, sento il suo sguardo su di me in ogni momento, anche quando sono voltata.
Non sono solo fantasie. Ho colto più volte i suoi occhi intenti a fissarmi il seno e le gambe. Ieri sera mi sono addormentata davanti al televisore. Quando ho aperto gli occhi, lui era di fronte a me e si masturbava attraverso la stoffa dei calzoncini. Stava guardando le mie gambe che, nel sonno, erano rimaste completamente scoperte fino all’inguine. Avrei voluto gridargli di smettere. Invece ho avuto paura. Di cosa? Forse che anche lui ci provasse con me e forse di non essere in grado di dirgli di no. Tenevo gli occhi appena dischiusi, attendendo che smettesse. Il tempo non passava mai e mi sono accorta che la cosa mi turbava. Un uomo, mio nipote, si masturbava eccitandosi per le mie gambe. Guardavo fissamente quella mano che scorreva su quella stoffa gonfia e mi sono scoperta a cercare di immaginarmi il suo sesso nudo, gonfio di eccitazione. Quella notte mi sono masturbata e il pensiero di Michele mi perseguitava. Ho aperto più volte gli occhi, mentre stuzzicavo il mio clitoride, con l’impressione che lui potesse essere lì, nudo con il membro nella mano, agitandolo al ritmo della mia mano. Ho cercato di pensare che è figlio di mia sorella, ma questo pensiero, lungi dal bloccarmi, mi dava nuova eccitazione.
Come se non fosse bastata quella notte infernale, oggi la sfortuna mi ha perseguitato.
Sono andata verso la cabina e stavo per entrare. Mi hanno bloccata i rumori e le parole di un amplesso. Una curiosità morbosa si è impadronita di me. Quella ragazza straniera stava decantando le lodi degli attributi di mio nipote. Subito mi è tornata nella mente l’immagine di quel pacco gonfio ed eccitato per le mie cosce. Ho resistito a stento al desiderio di poggiare l’orecchio e sono fuggita via.
Ma non era ancora finita. Mio nipote si è incontrato con una donna più anziana di me. Erano molto intimi ed io non sono riuscita a controllarmi: quando li ho visti recarsi in cabina li ho seguiti.
Anche lei decantava le dimensioni del suo membro, ma era spaventata. Michele voleva sodomizzarla. Quando lui ha minacciato di non rivederla più lei, per non perderlo si è sottoposta a quella pratica. Ho pensato dentro di me che era una puttana, una donna sposata con le fregole addosso. Poi mi sono resa conto di ciò che stavo facendo, ferma lì, con l’orecchio attaccato alla porta dove chiunque poteva vedere che stavo spiando. Sono fuggita con dentro le orecchie la voce di quella donna che stava godendo. Ho capito che sono più puttana di lei, perché sognavo di essere al suo posto, ma almeno, per lei, non si tratta di suo nipote. Nonostante mi sentissi così ignobile, sono corsa dietro le cabine, in un posto fuori vista, e mi sono masturbata per la seconda volta in poche ore. Mio Dio! Non l’avevo più fatto da quando ero adolescente, ed anche allora l’ho fatto pochissime volte. Inoltre l’ho fatto ancora una volta pensando a mio nipote.
Sono venuta bagnandomi il costume. Quando Michele è tornato con quella donna, il cui volto era stravolto ancora dal godimento, sono dovuta fuggire in acqua. Un poco perché avevo paura che si notasse l’umido sul mio slip, ma anche perché ero gelosa. Me ne rendo conto perché non sopportavo quella donna, le sarei saltata addosso, graffiando quel suo viso serafico.
E la mia tortura non ha fine. Mio nipote sembra inesauribile. In questo momento sta facendo l’amore con una terza donna. Scrivo per non scappare di casa. Sono una puttana. Vorrei giacere col figlio di mia sorella. E non vorrei solo qualche bacio. Vorrei essere la sua puttana. Sentirmi dire che sono la più brava, che le mie labbra sono le migliori, che gli piace sfondarmi il culo.
Immagino di dirgli parole sconce, come quelle che gli dicevano le altre donna.
Ho deciso.
Ho promesso a Michele che domani sera sarei andata in discoteca con lui e altre sue amiche. Ha proprio usato il plurale. Telefonerò a Mario, lo inviterò e mi concederò a lui.
Sono una puttana, lo so, ma non arriverò a toccare il fondo.
È solo strano che mi salverò grazie all’uomo a causa del quale ho invitato Michele.
Ancora più strano è che userò Mario come un oggetto, perché di Mario non me ne frega più niente. ”

Sono esultante. Serve solo qualche piccolo cambiamento al programma iniziale.
Sento che il gioco è fatto.
Sento anche, stranamente, di amare mia zia. Ma sono troppe le angoscianti notti di desiderio trascorse per annullare i miei desideri.
Sento che se l’avessi qui, in questo momento, non esiterei a straziare le sue carni nel modo più volgare, per farle pagare gli anni passati insonni per lei.
Dopo, spossato, può darsi che l’ami e non divenga l’ultimo giocattolo usato.
è una prova necessaria: non riesco ad amare perché c’è solo lei nei miei pensieri, o perché ne sono incapace? E se sono capace di amare, amo lei o lei è il blocco, rimosso il quale posso guardarmi attorno e trovare la donna della mia vita?
Forse sarò uguale a prima, ma senza più desideri, alla ricerca dei sassi su cui poggiare i piedi per attraversare questo fossato che si conduce alla notte senza fine.

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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