Home / Adolescenti / La Zingara
copertina racconto erotico

La Zingara

Erano diversi giorni che passando in quella via la vedevo ferma al semaforo, una Zingarella, a piedi nudi, vestita di abiti usati e lisi, capelli corvini legati a coda che superavano le piccole spalle, un viso bellissimo, due occhi scuri immensi, le labbra carnose e sensuali, il seno si notava superbo sotto molti panni senza una logica per l’eleganza, ne portava diversi uno sopra l’altro, ma credo che era solo per coprirsi dal freddo, e come si avvicinava alla mia macchina le regalavo un euro.

La mattina successiva la trovavo sempre al solito posto, ma questa volta la vedevo che piangeva quasi disperata, si era avvicinata alla mia macchina, gli chiedevo il motivo di quel pianto e ricominciava a singhiozzare, piangeva veramente da stringermi il cuore, scendevo dall’auto e avvicinatomi a lei la prendevo per mano, volevo farla salire per calmarla e cercare di rimediare a questa disperazione, ma lei guardando al di la della strada mi diceva no non posso, vedevo che stava guardando un brutto ceffo che si stava avvicinando, lei la facevo salire in macchina e chiudevo lo sportello, e io andavo incontro a questo bel tipo intenzionato a menare le mani, ma il tipo si bloccava vedendo la mia reazione, e faceva retro marcia senza dire nulla, su questo debbo ringraziare i miei genitori, sono alto 1, 90 e molto ben piazzato, e questo grazie allo sport che mi hanno fatto fare i miei, infatti sono una cintura nera di Judo, e poi il nuoto che ho praticato per anni hanno sviluppato ulteriormente il mio corpo, risalivo in auto e partivo per andare dalle mie parti dove abito, non molto lontano da casa mia, ho un appartamento tutto arredato lascito del mio dolcissimo e rimpianto nonno, e quando ho una ragazza è il mio rifugio preferito, comodo e lontano da occhi indiscreti, in auto le avevo spiegato che l’avrei portata in una casa dove poteva stare tranquilla, e non c’erano problemi di tempo, la poteva occupare per quanto tempo voleva.

Una volta arrivati a casa mia, lei ci entrava timorosa e guardinga, cercavo di spiegarle che adesso poteva stare tranquilla qui dentro, e che nessuno, io per primo, le avrebbe fatto del male, le mostravo tutta la casa e ne rimaneva meravigliata, non aveva mai visto una casa così grande per una persona, eppure sono solo tre camere e doppi servizi, era affascinata dai due bagni, uno con la doccia e uno con la vasca, e infatti la prima cosa che le dicevo era di farsi un bel bagno, ne aveva veramente bisogno, gli facevo vedere quale era la sua camera, e come era dentro cominciava a spogliarsi, io mi allontanavo per una sorta di rispetto nei suoi riguardi, ma invece lei mi tratteneva dicendomi, io non provo vergogna per te che sei molto buono, e mi dava la mano dicendomi, mi chiamo Greta e tu? Alberto le rispondevo stringendogli la piccola mano, e iniziava a spogliarsi, era incredibilmente piena di abiti sudici e maleodoranti, si toglieva tre maglie e una camicetta, poi le gonne, ne portava due una sull’altra, adesso che era in mutande e reggiseno si rivelava una meravigliosa ragazza, e poi quando si toglieva il reggiseno, notavo che era perfettamente inutile che lo indossasse, era un seno favolosamente dritto e bellissimo, misurava quasi senz’altro oltre la terza misura, con due rose che contornavano i capezzoli dritti e sporgenti, forse a causa del freddo della stanza, e poi si sfilava le mutandine che erano da uomo, mi apparse improvvisamente una fica nera come il carbone, con due labbra sporgenti e paffute bellissime, mi ero eccitato come un ragazzino nel vederla così nuda e fantastica, lei mi guardava sorridente dicendomi, credo che a vedermi così ti faccia effetto è vero?. Sei bellissima le rispondevo, anche tu lo sei, e poi hai gli occhi che non mentono, e dicono che sei una brava e buona persona, la prendevo per una mano e la portavo ne bagno con la doccia, la facevo entrare e le aprivo l’acqua calda, era a temperatura ottimale, infatti avendo il miscelatore automatico e non c’è pericolo di scottarsi, con il telefono le indirizzavo il getto prima sui piedi che erano neri, e poi lo passavo per tutto il corpo, infine porgendogli la spugna ci versavo sopra un’abbondante dose di bagnoschiuma, se la passava per tutto il corpo, era entusiasta sia del caldo che del profumo del sapone da bagno, una volta che si era lavata e tolta tutta la schiuma, la portavo nel bagno con la vasca. Si immergeva dentro felicissima di esserci, gli aggiungevo dei Sali e le davo di nuovo la spugna, ma questa volta era lei che mi diceva, dai passamela tu questa volta, immagino che ti piacerebbe farlo, mi toglievo il maglione e la camicia e prendevo la spugna, per prima cosa la passavo sulla schiena, poi le spalle, e infine sul suo da me desiderato e stupendo seno, le sentivo attraverso la spugna, aveva due zinne dure come il marmo, a questo punto si alzava in piedi e metteva un piede sul bordo vasca, poi mi guardava sorridente e mi diceva, se vuoi lavarmi anche sotto fallo che mi piace, e poi vedremo, con te non ho paura di niente, e se posso essere carina lo faccio volentieri, prima le passavo la spugna sulla fica, e poi ci ripassavo con la mano, la prima cosa che sentivo era la clitoride dura e dritta, come ci passavo sopra il dito la sentivo che si contorceva dal piacere, dopo aver passato la mano per tutta la lunghezza della fica, arrivavo a sentire il buchetto del culo. Lei aveva un altro brivido a questo contatto, e quando ritornavo sulla clitoride faceva una sborrata immensa, mi aveva preso le spalle per reggersi, altrimenti sarebbe caduta, si avvicinava con il suo viso e mi baciava sulla bocca, una volta asciugata ritornava in camera da letto dicendomi, dai sdraiati che ti debbo ringraziare a modo mio, io ero ancora con i pantaloni, una volta sdraiato, mi veniva sopra e mi baciava con trasporto e tanta delicatezza, in quel bacio c’era gratitudine, affetto, amore e riconoscenza, poi delicatamente come usava lei fare, mi slacciava i pantaloni e me li sfilava, faceva la stessa cosa con le mutande, e si meravigliava per le misure del mio pisello, poi con la mano lo stringeva delicatamente e lo scappellava, infine lo prendeva con la bocca e iniziava a farmi uno dei più bei bocchini della mia vita, mi leccava tutta la cappella e poi se lo mandava in fondo alla gola, poi ritornava su di nuovo e ricominciava, e mentre faceva tutto questo con l’altra mano mi massaggiava le palle, in effetti con quel trattamento duravo veramente molto poco, e poco dopo l’avvertivo che stavo per sborrare, ma lei continuava imperterrita fino a che il primo getto potente di sperma non la colpiva in gola, continuava nella sua opera celestiale fino a che l’ultima goccia mi usciva dal cazzo, e poi sorridente mentre si leccava le labbra ritornava a baciarmi. Dopo un lunghissimo bacio, la giravo e cominciavo a leccarle quel delizioso giardino nero, mi allargava le cosce e iniziava a lamentarsi, ma come le arrivavo alla clitoride mi regalava un getto di umori abbondante e saporito, appena aveva sborrato le infilavo la lingua nella fica facendole un ditalino, le piaceva molto la mia lingua, ricominciava a lamentarsi sempre più forte, e poi le arrivavo al buchetto del culo, anche qui faticavo molto per infilarle la lingua dentro, ma un pochino ci riuscivo, si allargava le chiappe con le mani per facilitarmi in questa operazione, le piaceva molto perché poco dopo si riproduceva in un’altra sborrata lunga e potente, mi sono fermato e stavo per scoparmela. Ma lei mi fermava dicendomi che non poteva perlomeno in quel momento, che motivo hai per non voler fare l’amore con me le chiedevo, il motivo è che io sono vergine mi rispondeva, ancora non ho mai fatto l’amore, io ero fidanzata prima che quello stronzo che hai visto al semaforo mi prendesse, è un mese che mi costringe a chiedere soldi per lui, e la mia fortuna è stata che quello è frocio, altrimenti adesso già mi avrebbe fatto chissà cosa e mi portava a battere, ma con il fatto che sono carina e le trovavo 200 Euro al giorno le andava bene così, i primi giorni mi picchiava per i pochi soldi che trovavo, ma adesso mi ero specializzata e riuscivo a trovarne tanti, e io con il mio ragazzo non ho mai fatto l’amore, però quello che ho fatto a te lo so fare molto bene, e credo che un regalo in più te lo farò quanto prima, ma fammi arrivare con le idee chiare, e vedrai che non te ne pentirai, vederla così nuda su letto era un visione paradisiaca, bellissima e perfetta nel fisico, e poi non avevo ancora visto il culetto, era un monumento al buco del culo, bello e abbondante, con due chiappe meravigliose e staccate, si vedevano le labbra della fica e tutto il suo boschetto che lo contornava.

Ma adesso il problema era un altro, lei non aveva vestiti da indossare e dovevo rimediare a questo, telefonavo ad una mia amica che era proprietaria di un negozio di confezioni femminili, e prendendo le misure con un metro di stoffa come me le indicava lei, gli chiedevo di portarmi almeno cinque o sei completi anche abbinati per vestirla, dopo circa un’ora si presentava con pacco di vestiti confezionati, e mentre Greta felicissima li indossava provandoli tutti, chiedevo alla mia amica negoziante di trovarle per favore anche tre o quattro paia di scarpe, lei da persona intelligente, le faceva provare le sue per regolarsi sulla misura, e dal momento che erano uguali andava a prenderle, quando finalmente aveva indossato tutto, ci si accorgeva che non avevamo pensato nessuno al suo intimo, ma Greta felicissima di quello che aveva mi diceva, per il reggiseno non ho problemi perché ho un seno che ancora rimane su da solo, e per le mutandine tu solo sai che non le ho, e dal momento che ora ho un appetito incredibile. Che dici se andiamo a mangiare qualcosa e poi le prendiamo? E mi baciava di nuovo dolcemente sulle labbra, e poi guardandomi i pantaloni mi diceva, credo proprio che quando ritorniamo a casa ti voglio fare un regalo, ma ricordati sempre una cosa, se io dopo sarò con te non sarà per riconoscenza, ma soltanto perché mi piaci, e questo non dimenticarlo mai, perché ci tieni a puntualizzare questo le chiedevo. Lo puntualizzo solo per il fatto che se ti dicessi, adesso ti faccio un regalo e basta, mi sembrerebbe di prostituirmi per tutte le cose che mi hai regalato, mentre io non ti ho chiesto mai niente, le davo un bacio e uscivamo da casa, la portavo in un negozio di intimo femminile, e pregavo la commessa di darle quello che le piaceva e sei di tutto, una volta che gli incartava le cose pagavo e uscivamo, la meta era il ristorante, dove vado frequentemente, cucinano molto bene sia la carne che il pesce, e in quel momento venivo a sapere che Greta andava pazza per il pesce. Era lei che ordinava quello che le piaceva, e mangiava tutto con vero appetito, uscivamo e dopo un buonissimo caffé ritornavamo a casa mia, una volta in casa le davo le chiavi della stessa dicendole, ecco adesso puoi considerarti la padrona di questo appartamento, e puoi uscire ed entrare a tuo piacimento, il frigo è pieno di molte cose, ma se ne vuoi altre questi sono i numeri dei miei fornitori, devi solo telefonare e loro ti portano quello che desideri, a proposito ma tu sai cucinare? Anche molto bene mi rispondeva, e se vuoi questa sera ti farò assaggiare le mie specialità, dal momento che avevamo mangiato veramente bene, dicevo a Greta, adesso mi faccio un pisolino, e poi quando ci svegliamo mi farai vedere questo tuo regalo, ci sdraiavamo a letto e io mi addormentavo subito, dopo circa un paio d’ore, mi svegliavo perché mi sentivo toccare nelle parti basse. Era la mia dolcissima Greta che mi stava leccando la cappella, era in ginocchio di fianco a me, forse sarà stata una posizione studiata, ma era talmente vicina e quasi pronta, che me la tiravo a me mettendomela sopra a 69, la fica che gia conoscevo mi sembrava di nuovo una fica mai vista e bellissima, iniziavo quasi timidamente a leccarla come la cosa più preziosa che potessi gustare, mi regalava di nuovo i suoi umori che crescevano di intensità sotto le mie languide leccate, la clitoride mi faceva capolino tra le labbra gonfie e turgide come un monumento al piacere, adesso mi aveva imboccato tutto il cazzo facendolo strusciare nella sua gola, poi ritornava sopra e mi regalava delle leccate al prepuzio di una dolcezza incredibile, ma la sentivo che si agitava sempre di più sopra di me. Stava per godere di nuovo, la mia lingua la faceva impazzire, e poi dopo un lieve allargamento delle gambe, mi regalava una sborrata intensa e abbondante, bevevo il tutto con ingordigia e piacere, e adesso sentivo che toccava a me il massimo del piacere, infatti iniziavo a schizzarle una dose copiosa di sperma nella sua gola, lei se lo ingoiava avida e ingorda come se fosse la cosa più buona del mondo, e quasi alla fine del mio godimento, mi ripeteva una scolata di umori intensa e copiosa come la precedente, poi si rialzava da come era e mi si sdraiava vicino baciandomi con trasporto, ci scambiavamo i nostri sapori con le lingue con un lunghissimo bacio. Poi Greta guardandomi negli occhi mi disse, come me la lecchi tu la fica mi fa impazzire, è un piacere che mi arriva al cervello lo sai? questo è un complimento che volevo farti io a te le rispondevo, nessuna mi ha mai fatto un bocchino così fantastico come ci riesci tu, io per solito duro molto tempo, con te non mi riesce mi fai godere moltissimo dall’inizio alla fine favolosa che mi dai, dopo avermi dato un altro bacio mi diceva, adesso cerca di prepararmi per il regalo che ti voglio fare, pensa che il mio ragazzo per anni mi ha chiesto questo, ma io l’ho sempre rifiutato, ma tu sei dolce gentile e bello e questo te lo voglio dare a te, mi prendeva la mano e dopo che mi aveva scelto il dito medio, se lo portava sul buchetto del culo dicendomi, credo di farti felice facendoti questo dono, da come me lo hai leccato e toccato ho capito che ti piace molto, però ti prego fai il possibile per non farmi soffrire molto, ero felice e imbarazzato, ma la mia erezione mi tradiva alla grande, andavo nella mia camera e prendevo della crema emolliente e oleosa, era quella che usavo proprio se mi inculavo una ragazza. Rientrato nella camera di Greta rimanevo stupito e emozionato, lei gia si era messa a pecorina, vedere quello spettacolo così bello mi emozionava, la fica che si scorgeva bella carnosa e piena di un bosco nero era una visione da sogno, il buchetto piccolo e bellissimo si vedeva molto bene, poggiavo il tubetto sul buco e spingevo dentro una buona dose di crema, poi ci infilavo il dito medio massaggiandole il retto, a lei gia davo delle sensazioni di piacere, poi continuavo con altra crema e ci infilavo due dita, pompavo un bel po’ dentro a quel culetto bellissimo, e infatti lei sborrava per il piacere che provava, poi gli puntavo la cappella strusciandola un po per farla scivolare, e adesso cominciavo a spingere. Greta era con il viso sul cuscino, si era presa le chiappe con le mani e le allargava per favorirmi l’entrata nel suo buchetto fantastico, spingevo adesso sul buco che non voleva cedere, poi molto lentamente le pareti iniziavano ad allargarsi, e la cappella con un tenue tonfo sordo entrava finalmente dentro il culo, lei aveva un moto di dolore e paura, però rimanevo fermo dove mi trovavo, sentivo chiaramente lo sfintere che mi stringeva la cappella con convulsi ritmi di spasmi, ma improvvisamente era Greta che iniziava a venirmi incontro infilandosi da sola il cazzo nel culo, lo faceva soffrendo ma insisteva solo per darmi piacere, quando sentiva che le palle le toccavano le chiappe mi disse, temevo che non finisse mai di entrarmi. Hai un cazzo che oltre a essere grosso è anche lungo, ma adesso riandava avanti per farlo scorrere dentro al culo, poi ricominciava a spingersi contro di me, infine si fermava dicendomi, sto per sborrare, ti prego adesso inculami tu perché voglio godermelo senza sforzo, ritornavo indietro e lo sfilavo, ci mettevo altra crema e lo infilavo di nuovo dentro, adesso gli piaceva molto di più, cominciavo a scorrere in quel budello stretto e bollente veramente bene, Greta faceva la sua prima sborrata con il culo in opera. Ma aveva appena finito che mi diceva quasi implorandomi, ti prego non fermarti mi piace molto continua a incularmi che vengo di nuovo, e rifaceva una bellissima sborrata, io con una mani le prendevo un seno e cominciavo a giocare con il suo capezzolo dritto, e adesso era lei che mi diceva, ecco mi sto facendo un ditalino per te, mi piace tanto sentirmelo nel culo che voglio goderci il più possibile, e sentivo la sua manina che stava strapazzando la clitoride, poi quasi urlando mi diceva, dai vieni adesso che sto per godere, dai sborriamo insieme che è bellissimo. Gli mettevo anche l’altra mano sotto la fica per sentire come se la menava da sola, e poi accadeva la cosa più bella del mondo, cominciavamo a sborrare insieme e copiosamente, io sentivo che le stavo iniettando dentro al retto, una quantità industriale di sperma, e sentivo che la sua fica ormai senza freni sborrava come una fontana, e infine crollavamo esausti e soddisfati uno a fianco all’altra. Dopo diversi minuti necessari per riprenderci, Greta mi si stringeva a lei baciandomi sulle labbra, e dopo avermi accarezzato il volto e guardato fisso negli occhi mi disse, credo proprio che vicino a te vergine ci duro poco, mi piaci molto e sei dolcissimo, non è ne amore e ne riconoscenza, ma pero una cosa te la confesso volentieri, quando mi sei vicino mi ecciti da morire, e poi se ti guardo mi sciolgo e ti darei tutta me stessa, e credo che fra qualche giorno, poi si fermava, e riprendeva il discorso, è meglio che mi alzi e vada in bagno, perché se devo dare retta a me stessa la fica te la darei adesso, si hai capito bene, ricomincerei adesso e per scopare finalmente, ma è meglio che vada in bagno altrimenti lo farei… FINE

About Porno e sesso

I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Sborrata colossale

Mi chiamo Aberto ed ho 17 anni. Ora vi racconterò la mia storia con una …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.