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L’attico

Tornati dal nostro viaggio in Kenia, la vita è ripresa normale come prima, salvo che ora, Francesca mi concedeva qualcosa di più, ma delle nostre esperienze, neanche un accenno.
A settembre siamo andati a fare un week-end nella nostra casa al mare; un bell’attico in centro città.
Era una splendida giornata e appena arrivati, il tempo di una doccia ed eravamo sulla terrazza a prendere un po’ di sole.
La nostra terrazza confina con un’altra, ed è divisa per metà da un muretto e per l’altra metà, da una specie di grata in legno, ricoperta da rampicanti sempreverdi.
I nostri vicini sono una famiglia residente, composta da padre madre
pensionati e un figlio che avrà 35 anni.
Data la posizione, era per noi possibile prenderlo integralmente, senza sguardi indiscreti, ma ciò nonostante, Francesca non si era mai spogliata, mentre io, solitamente stavo nudo.
L’unica accortezza, era di stare un pochino indietro rispetto alla terrazza, , altrimenti i nostri vicini, avrebbero potuto vederci.
eravamo stesi da poco, quando lei mi chiese se potevo mettergli un po’ di crema sulla schiena; presi il tubetto e cominciai a spalmargliela; il suo costume era uno di quelli integrali e le dissi: toglilo, così riesco a passarti meglio la crema; no dai, rispose, ci vedono tutti.
Ma tutti chi, risposi, per vederci devono usare un binocolo e dai vicini siamo riparati.
Convinta, si tolse il costume e continuai a ungerla.
Prima dietro e poi davanti; ero inginocchiato di fianco a lei e continuavo a massaggiarla, ogni tanto la stuzzicavo, toccandogli il seno e indugiando sul suo sesso, facendo ogni tanto scivolare un dito sul culo, ed essendo le dita ben unte, scivolavo facilmente col medio dentro, ma prontamente lo ritraevo.
Ero eccitato, e avvicinai il mio cazzo al suo viso per vedere la sua reazione e sorpresa, lo imboccò senza farsi pregare, e iniziammo un 69 fantastico.
Sentii un rumore dalla terrazza a fianco, ma non mi preoccupai, perchè per vederci, nella posizione in cui eravamo, dovevano salire su una scaletta e guardarci da sopra il muretto.
Venni nella sua bocca e lei godette, soffocando un po’ il suo piacere per non farsi sentire.
Rimanemmo a prendere il sole un’oretta, poi le chiesi se veniva al mare a fare un bagno ma rispose che preferiva stare a prendere il sole lì.
La salutai e dissi che sarei stato in spiaggia un po’ e uscii.
Andai al mare, ma rinunciai al bagno perchè quel giorno l’acqua era decisamente sporca e quindi tornai a casa.
Francesca era ancora in terrazza, ma aveva cambiato posizione; non era più riparata come prima, ma era praticamente davanti alla siepe, e pareva non preoccuparsi dei nostri vicini.
Dal cucinotto dove ero, vedevo solo lei che stava distesa con le gambe un po’ allargate.
Era molto eccitante vederla così e sapere che i vicini potevano godere della visione del suo corpo.
Suonò il campanello e Francesca, avvolgendosi il corpo con l’asciugamano andò alla porta; era il nostro vicino e sentii che parlottavano e poco dopo entrarono ed andarono sulla terrazza; Francesca spostò il materassino un pochino più indietro, più o meno nel posto dove prima era con me, e si sedette! invitando l’uomo a sedersi vicino a lei.
Parlavano ma non sentivo quello che dicevano; qualche minuto e la vidi stendersi a pancia in giù, togliersi l’asciugamano e l’uomo prese la crema solare, e cominciò a spalmarla; vidi che si apriva i pantaloni e fece uscire il suo cazzo già eccitato; era una scena già vista; continuava a ungerla insistendo sul fondoschiena; lei si girò, aprì gli occhi e si trovò il membro dell’uomo a portata di mano e lo prese, iniziando a masturbarlo; venne quasi subito, schizzando dappertutto e lei alla fine se lo mise in bocca leccando le ultime gocce.
L’uomo si rialzò, si ricompose, salutò e se ne andò, lasciandola un po’ delusa ed eccitata, difatti iniziò a masturbarsi con le dita; a quel punto, mi spogliai e la raggiunsi; fu felice di vedermi già pronto e facemmo l’amore come raramente ci era capitato; la presi davanti, dietro e dopo averla fatta godere più volte, le venni in bocca e bevve tutto.
Era decisamente un’altra donna. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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