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L’esperta

Finalmente ero riuscita a convincere la biondina che serviva al bar della discoteca a seguirmi a casa.
Erano le quattro e trenta e viaggiavamo in silenzio consapevoli di cosa sarebbe successo.
Io, Barbara avevo 37 anni appena compiuti e sapevo di essere ancora una bella donna ma la mia preda aveva 16 anni di meno.
Ci avevo provato più volte poiché la biondina, Nicoletta, mi piaceva da impazzire.
Ora ce l’avevo in pugno; la stavo portando a casa per completare il mio sabato notte.
Nella mia mente passavano i desideri più sconvolgenti ma il pensiero più frequente riguardava il fatto che dovevo fare di tutto per non perderla, ora che stava diventando mia.
Era troppo bella anche se troppo giovane.
Nicoletta aveva già detto di non aver avuto esperienze omosessuali e questo mi rincuorava poiché conoscevo bene le mie potenzialità.
Dovevo farla andare via di testa per far si che, anche con un futuro minimo contatto con un uomo, avrei dovuto ritornarle in mente.

Non c’eravamo accorte ma, in poco tempo, eravamo già a letto, nude ma senza toccarci.
Lei tremava ed io non capivo se era in uno stato confusionale o di eccitazione.
Ho cominciato naturalmente senza cose strane coccolandola un po’.
Il mio segreto era altrove.
La mia arma segreta sarebbe arrivata tra poco.
Dopo circa venti minuti mi sono accorta di essere con la testa tra le sue gambe e ricordai che da lì partiva il mio mondo.
Cominciavo a sentirla ………. cominciavo a capire chi era e cosa provava …………. stavo per attuare la mia tecnica segreta.
Oramai Nico si stava avvicinando al suo primo orgasmo ed io la stavo portando con la mia lingua sempre più vicina.
Proprio nel momento del non ritorno, quel momento in cui si ferma il mondo esterno … un momento prima …. mi sono fermata ed ho tolto la mia lingua dal suo sesso.
Nico ha spalancato gli occhi mi ha chiesto tremando di finirla ma io sono rimasta a guardarla per 40 secondi almeno.
Lei si stava arrabbiando perché stava sentendo che il suo piacere scappava.
Proprio in quel momento sono scesa nuovamente tra le sue gambe e lei, al contatto della mia lingua alle sue labbra ha emesso un sospiro di soddisfazione.
Ma oramai l’orgasmo si era allontanato e Nico cercava di riprenderlo.
Dopo altri dieci minuti di lavoro si stava ripetendo la stessa situazione.
Nico si bagnava e si muoveva sempre più.
Poco prima dell’apice mi sono alzata di nuovo e l’ho guardata.
Lei mi ha offeso duramente e si è messa a piangere ma dopo altri 40 secondi sono scesa nuovamente.
Un gioco estenuante che io sapevo sino a dove spingere.
L’ho ripetuto quattro volte e, alla fine, le ho detto che quello che stavo facendo era solo per aumentare l’intensità del suo orgasmo.
Oramai i nervi le saltavano e dovevo farla finire; così è stato.
Nico ha iniziato ad urlare come una assatanata e si capiva che stava sentendo una cosa che in vita sua non aveva mai provato.
Un orgasmo sconvolgente anche per me; una cosa del genere non la ricordava vissuta con nessun’altra amica.
Ma l’arma segreta di cui parlavo prima non era ancora stata usata.
Quando l’orgasmo di Nico stava finendo, ovvero quel momento in cui il corpo inizia a rilassarsi ed abbiamo bisogno di essere coccolate, ho estratto dal cassetto il giochino che mi ero portata a casa dal mio viaggio in India.
Un piccolo stuzzicadenti di plastica con all’estremità due palline di gomma molto morbide.
Nico era ancora in fase di piacere ed io sono scesa nuovamente tra le sue cosce.
Senza che lei si accorgesse di cosa avevo in mano, ho aperto le sue piccole labbra per scoprire la ciliegina oramai viola ed ho iniziato dolcemente ad inserire nel condotto posto sopra clitoride il mio oggettino.
Sapevo cosa avrebbe portato tale operazione e Nico, pur non avendo ancora finito il primo piacere, ha cominciato a muoversi ancora.
Sapevo che stava arrivando un secondo orgasmo e che avrebbe avuto una intensità simile al primo.
E così è stato.
Nico ha finito anche quel suo secondo viaggio, si è stesa vicino a me e si è addormentata.
è passato un anno ed io e Nico stiamo ancora assieme anche se lei vive con i suoi genitori ed ha un ragazzo con cui esce.
Mi giura e rigiura che, quel le faccio provare io, non esiste in nessun altro posto. FINE

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