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copertina racconto erotico

L’iniezione

C’era ancora parecchia luce per essere le sei di sera, le giornate si stavano allungando, era iniziata la primavera, dopo un inverno passato in compagnia del freddo e dell’ombrello. Faceva caldo in macchina ma essendo in coda verso casa evitavo di tenere abbassato il finestrino della macchina, lo smog era come sempre a livelli altissimi qui in città. Notai con curiosità che quando cambia la stagione cambiano anche i ritmi delle persone, infatti d’inverno finito il lavoro tutti corrono in fretta verso le loro calde abitazioni mentre con l’arrivo delle belle giornate tutti se la prendono con più calma si soffermano sulle vetrine dei negozi, o si fermano nei barettini all’aperto per un aperitivo con i colleghi. Anche a me sarebbe piaciuto fermarmi a bere una birretta, magari in compagnia di qualche mia bella e giovane collega, ma quella sera dovevo fare in fretta, avevo un appuntamento, che in futuro molto vicino avrei scoperto cambiare la mia vita (in meglio…).

Appena arrivato! a casa, corsi in bagno, feci una doccia veloce, mi cambiai gli abiti, presi la borsa degli allenamenti ed uscii……… direzione casa della mia zietta preferita. Infatti i miei genitori erano al mare insieme a miei zii per festeggiare il compleanno di mia nonna, che abita in Liguria e si sarebbero assentati per qualche giorno, io non sono potuto andare (con mio grande sollievo……) per motivi di lavoro, mentre la mia zietta perché appena dimessa dall’ospedale dopo una forte bronchite. Io e la mia zietta Roberta avevamo deciso di aiutarci a vicenda in questi giorni di “solitudine” in quanto lei aveva bisogno di qualcuno che gli facesse le iniezione prescrittegli dal medico dell’ospedale, mentre io avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse con le faccende domestiche, e mi preparasse almeno una cena decente, in quanto sono capace a malapena di farmi la pasta. Dopo dieci minuti di macchina arrivai a casa della zia Roby, così la chiamo, parcheggiai, fuori dalla sua villetta a schiera, ! e suonai il campanello. Dopo pochi attimi sentii il cancellato scattare, la zia sapeva che ero io e mi aprì senza chiedere chi ero.

Mentre mi avviavo sul vialetto di fronte alle villetta vidi la porta aprirsi e mia zia che con un cenno della mano mi salutava con un sorriso sulle labbra, prontamente ricambiato dal mio. Giunto sulla porta mi diede i soliti bacini di saluto e preceduto dalla zia entrai in casa.

Ora devo fare una confessione sono molto contento che mia zia mi inviti a cena tutte le sera prima di tutto perché è un’ottima cuoca e poi io sono sempre stato attratto dalla mia zietta fin dall’età adolescenziale. Mi sembra giusto descrivere mia zia, è una splendida signora di 49 anni portati a dir poco stupendamente, alta più o meno un metro e settanta, in carne, occhi neri e capelli neri; ma la cosa che mi ha sempre attratto sono i suoi seni. Porta una quarta da urlo per la sua età. Un altro aspetto che mi ha sempre colpito è il suo modo di fare molto libertino e inpudico. Nonostante 24 anni di matrimonio alle spalle due figli e un marito un po’ “sfigato”, fratello di mia madre, è ancora una donna capace di attirare lo sguardo di molti uomini e di mandarli su di giri. Eravamo rimasti che ero in casa di mia zia per la cena, era la prima sera che mi ospitava, perché dimessa il giorno precedente dall’ospedale. Una volta entrati in casa mi accomodai sul divano mentre zia Roby accendeva l’acqua della pasta. Quando mi raggiunse sul divano le chiesi come stava e se aveva preso tutto l’occorrente per l’iniezione di antibiotici che le dovevo fare, lei rispose di sì e mi disse che dovevamo farla dopo mangiato, perché doveva tenere lo stesso orario ogni giorno, cioè le otto di sera. Quella sera avevo il mio solito allenamento di calcietto alle nove.

Chiacchierammo del più e del meno finchè non fu pronto da mangiare. Mentre chiacchieravo con la mia zietta sul divano mi venirono in mente tutte le volte che mi ero masturbato nel suo bagno da adolescente stringendo il mio membro in una mano e la sua biancheria nell’altra. Mi ricordo ancora quando dicevo di avere il mal di pancia e mi chiudevo in bagno, prendevo i suoi collant o le sue autoreggenti e me le legavo intorno al mio adolescenziale pisello, quando prendevo le sue mutandine sporche le portavo al naso e sentivo il profumo della passerina della mia zia preferita; alcune volte mi lanciavo anche in cose più ardite e che rischiavano di mettermi nei guai, infatti inondavo di sperma le sue mutande i suoi reggiseni le sue calze e pensando a quando se li sarebbe indossati godevo come non mai, per quel nostro contatto a distanza. Non voglio esagerare ma in quegli anni della mia adolescenza e dei miei primi pruriti mi sarò masturbato duecento volte pensando a lei, di cui un centinaio nel suo bagno e sulla sua biancheria intima. Torniamo a quella sera; arrivò il momento di mangiare, mi accomodai al tavolo mentre mia zia mi portò un enorme piatto di pasta al ragù, come solo ! lei sa fare, per me è quasi una visione mistica veder avanzare mia zia ingabbiata dalla sua tutona di casa con davanti un succulento piatto di spaghetti, la fisso e proprio bella , devo essere sincero il mio uccello è già barzotto, sento che pulsa nelle mutande, si è svegliato alla visione della mia zia tanto desiderata……… avrei voglia di correre in bagno e di masturbarlo come qualche anno fa. Non riuscii a mangiare di gusto perché avevo in mente e negli occhi una sola cosa, il corpo di mia zia. Per quella sera m i accontentai solo di una piatto di pasta perché come già detto sarei dovuto andare all’allenamento. Durante la cena parlammo un po’ di tutto, poi guardai l’orologio e vidi che mancavano pochi minuti alle otto, dissi a mia zia di darmi tutto l’occorrente per la puntura e preparai l’antibiotico nella siringa, mia zia mi chiamo dalla camera da letto, quando entrai in camera la vidi sdraiata prona sul lettone con i pantaloni della tuta abbassati e il suo magnifico culo! all’aria, devo dire che quella visione mi lasciò a bocca aperta e con il mio pisello che gridava vendetta perché imprigionato nei boxer aderenti, si gonfiò subito a dismisura, cominciai a sudare.

Devo dire che mia zia nonostante l’età aveva ancoro il sedere in forma smagliante, era sodo e pieno, rimasi imbambolato a guardarlo, era fantastico, solo dopo notai lo splendido tanga di seta bordeaux, che non fece altre che eccitarmi ancora di più. Non riuscivo a muovermi ero come estasiato ed eccitato allo stesso tempo, in quegli attimi devo aver avuto proprio la faccio di un deficiente, mi scosse la voce di mia zia che disse su Simone togliamoci il pensiero fammi questa iniezione mi raccomando cerca di essere delicato, il mio sedere non ne può gia più delle iniezioni. Mi avvicinai al letto con un turbinio di pensieri, non proprio puliti, in testa. Notai che per l’emozione la mano mi tremava e non è proprio il massimo che la mano che deve infilzare un ago sia tremolante, cercai d! i ricompormi, e il più delicatamente ma fermamente possibile infilai l’ago in quel meraviglioso culo tanto sognato. Spinsi la pompetta della siringa in modo costante e lento finche tutto il suo contenuto non fu nel corpo di zia Roby, poi con un colpo secco la estrassi dal sedere, nell’altra mano era pronto il batuffolo di cotone per comprimere e massaggiare il punto in cui era penetrato l’ago, anche se pensai che avrei voluto penetrare la mia zietta non con la siringa ma con il mio matterello, e li mi accorsi che era ancoro più duro fra le mie gambe. Appoggiai il cotone sulla natica destra e massaggiai dolcemente, e la zia mi fece subito i complimenti, Simone hai proprio le mani di fata sei meglio delle infermiere che avevo in ospedale. Intanto non riuscivo a togliere la mano col batuffolo dal suo posteriore, finchè lei non si girò di scatto, e solo a quel momento le tolsi la mano, lei mi guardo con un sorriso e mi ringraziò ancora mentre tirava su i pantaloni. Iniziai a sentirmi in imbarazzo prima perché fino a quel momento non l’avevo guardato negli occhi poi perché pensando al mio coso duro e in vista sotto la tuta, potesse essere notato dalla zia Roby.

Mi voltai e con passo svelto andai in cucina con la scusa di buttare la siringa. Per fortuna quando mia zia mi raggiunse in cucina i miei bollenti spiriti si erano un po’ raffreddati. Mia zia mi diede un bacino inaspettato sulla guancia e mi ringraziò di nuovo, allora per togliermi ancora dall’imbarazzo e dalla voglia di saltarle addosso la salutai in fretta e furia dicendogli che ero in ritardo per gli allenamenti, corsi fuori in macchina, con mia zia che dalla porta di casa mi salutava e rinnovava l’appuntamento per la sera successiva. Salito in macchina tirai un sospiro di sollievo pensando che la zia non si fosse accorta del mio indugiare sul suo posteriore e del rigonfiamento dei miei pantaloni. Ero ancora eccitato comunque non facevo altro che pensare a mia zia e al suo sedere, mi avvia! i verso la palestra ma a metà strada decisi di tornarmene a casa, dovevo liberare i miei ormoni, telefonai al dirigente della società sportiva dove militavo e con una scusa dissi che non sarei potuto andare agli allenamenti.

Giunto a casa corsi subito nella mia camera apri il mio cassetto segreto ed estrassi un vecchio tanga nero di mia zia che gli avevo rubato qualche anno fa e conservato con cura per potermi sparare seghe memorabili sentendo l’odore della passera della ziettina anche a casa mia. Mi presi subito in mano l’uccello e quella sera mi faci tre seghe pensando e “annusando” la mia cara zia Roby. Non riuscii molto a dormire quella notte pensavo troppo a quello splendido culetto. Il sabato passò tranquillo in giro con gli amici a fare shopping, poi al bar a bere l’aperitivo, ma l’unico pensiero che mi passava per la testa era mia zia, e sapevo che fra poche ore avrei rivisto quel culetto sodo, e solo il pensiero me lo fece tornare duro. Arrivò in fretta la sera e al! le sette in punto mi presentai a casa sua per la cena, ma soprattutto per il dopo cena. Entrando in casa mi accorsi subito che la mia cara zia non aveva addosso il solito tutone da casa ma un abitino molto intrigante rosso fuoco sbracciato che arrivava poco sopra al ginocchio, e indossava delle calze nera molto velate, rimasi a bocca aperta mentre mi salutava con i suoi soliti due bacini, ed involontariamente gli feci i complimenti per come era vestita e le chiesi in modo scherzoso se dopo la cena doveva uscire con un amante, lei si mise a ridere a mi assicurò che dovevano venire solo delle sue amiche per farle un po’ di compagnia.

Come al solito mi accomodai sul suo divano mentre lei si affaccendava in cucina per prepararmi una cenetta super, a base di pasta con le vongole e mega bistecca al sangue come piace a me. Mentre ero sul divano il mio “signorino” diede i primi segni di risveglio, mentre parlavo da una stanza all’altra della casa con la zia mi venne duro in pochi minuti, e formò la famosa tenda con i miei pantaloni…… dovevo sfogarmi prima che la zia Roby mi vedesse in quelle condizioni, e che posto migliore se non il bagno…… Appena entrato, non ci pensai due volte e aprii il cesto della biancheria, spostai la tutona, ecco dov’era finita, e mi ritrovai nelle mani il tanga bordeaux della zia, mi ritornò in mente subito la sera precedente. Mi abbassai i pantaloni e i boxer, e il mio uccello, prese subito il volo, era già durissimo e sull’attenti, portai il tanga verso il mio viso e annusai, fui subito inondato dal profumo della calda passerina di mia zia, e con grande stupore mi accorsi che era stato impregnato dagli umori della cara zietta.

La mia mano era già all’opera, anche se mi vergogno a dirlo, sono venuto quasi subito, la voglia in me era troppa. Il tempo di ricompormi ed entrare in salotto che fu pronta la cena. Ci accomodammo, e iniziammo la cena, tra chiacchere e cibo, arrivarono le otto……… l’ora che stavo attendendo. Fu mia zia che mi invitò a preparare l’iniezione, mentre lei si recava in stanza, quando fu tutto pronto mi chiamò ed io la raggiunsi. Appena entrato in stanza credevo di svenire, fu una scena memorabile, la mia cara zia Roby, era distesa sul letto, senza l’abitino, con addosso solo un paio di autoreggenti nere velatissime, un mini tanga abbinato ad un reggiseno nero. Sentivo ormai che il mio uccello mi puntava sotto la gola, non avevo mai avuto una erezione tanto veloce e tanto maestosa.

Mi bloccai……… mia zia restando sempre prona e intuendo il mio imbarazzo mi disse, spero di non darti fastidio con questo mio abbigliamento ma se mi stendevo con il vestitino l’avrei spiegazzato tutto. Riuscii solo a biascicare un zia non preoccuparti, poi mi accostai al letto, con la siringa in una mano e il cotone nell’altra……… ero estasiato dalle sue forme, mi venne in mente un pensiero molto osceno in testa, volevo possedere o stuprare quel corpo, volevo stuprare mia zia……… rimasi ancora due minuti che sembrarono ore a rimirare quella pelle vellutata, quel culo sodo……… fu di nuovo mia zia a ridestarmi da questo stato, con un …… su forza togliamoci il pensiero, sono pronta……… all’inizio interpretai quelle parole a mio modo, cioè sfondami, ma poi mi ripresi e iniziai a massaggiare con il batuffolo il punto in cui avrei fatto penetrare l’ago sulla chiappa sinistra della zia. Presi la mira e……… centro l’ago era entrato nel suo corpo in un colpo veloce ma dolce, mi dicevano tutti che avevo la mano delicata……

Alla fine tolsi la siringa e disinfettai……… mentre mia zia mi rinnovava i complimenti della sera precedente sulla mia delicatezza. In quel momento si girò di scatto e dalla visione del suo posteriore, passai a quella dei suoi seni, erano ancora magnifici come me li ricordavo, sodi e grossi, fasciati da un reggiseno di pizzo che poco lasciava all’immaginazione……… non verrei ripetermi ma restai a bocca aperta guardando quelle enormi poppe, non riuscivo a togliere lo sgua! rdo……… fu zia Roby che parlò per prima, anche lei imbarazzata anche per la visione del mio membro duro ed eretto nei pantaloni, disse con voce un po’ tremante ed un po’ provocatoria, ti ho forse turbato con questo completino intimo? …… non riuscii a rispondere altro che zia sei stupenda, hai un corpo perfetto……… pentendomi subito per quello che avevo detto. Gli chiesi subito scusa ma lei disse, non hai detto niente di male, anzi mi fa piacere che un ragazzo giovane come te trovi ancore attraente questa vecchiettina…… macche vecchiettina, le risposi, hai un corpo da pin-up zia cara…… e lei, dai così mi fai arrossire. Eravamo li imbambolati a guardarci, poi fu mia zia a sdrammatizzare la situazione con una grande risata, e dicendo…… pensa se ci vedessero mio marito e i tuoi genitori chissà cosa penserebbero…… anch’io risi per togliermi dall’imbarazzo, e andai in cucina a buttare nella spazzatura la siringa. Volevo farmi una sega…… avevo visto il mio sogno erotico in un completino! sexy dal vivo, vi immaginate come doveva stare il mio cazzo………

Poco dopo mi raggiunse mia zia rivestita, con il suo abito supersexy rosso, mi preparò il caffè, ma in quegli istanti nessuno dei due riuscì a proferir parola. Bevuto il caffè mi congedai dalla zia, anche perché avevano suonato il campanello le sue amiche, e con non poco imbarazzo mi diede due bacini per ringraziarmi e il rinnovo dell’appuntamento per la sera successiva. Uscendo sul vialetto incontrai e salutai le sue amiche, anche loro tutte vestite in modo molto arrapate, per di più due erano veramente grandi gnocche, usai il mio migliore sorriso, e mi accorsi che tra loro spettegolavano già su di me , e come venni in seguito a sapere su me e la zia. Raggiunsi i miei amici al bar per trascorrere il sabato sera, ma i miei pensieri erano rivolti solo a lei, alla mia cara e dolce zia. La serata trascorse tranquilla e me ne andai a casa presto, volevo prendere in mano il vecchio tanga nero e masturbarmi a più non posso pensando alle tette e al culo della zia Roberta. La domenica come al solito andai allo stadio con i miei amici a vedere la partita, poi al bar per l’aperitivo, infine mi congedai, avevo il solito appuntamento, molto importante, l’iniezione alla zia. Alle sette parcheggiavo la mia Golf sotto casa della zia, e ancora prima che suonassi il campanello il cancellato si aprì……… la zia mi stava aspettando alla finestra. Arrivato sulla porta, la trovai ad accogliermi con il suo solito sorriso, capace di farlo venire duro pure ad un cieco……… ricambia prima che mi desse il solito bacio. Peccato questa sera era di nuovo fasciata dal suo tutone, in cuor mio speravo avesse ancora l’abitino della sera precedente.

Quando entrai mi accorsi che era già pronto in tavola, ci sedemmo a mangiare, mi sentivo un po’ in imbarazzo per la sera precedente, per come la zia mi aveva visto in erezione, e per quelle frasi che le avevo detto. Per togliermi dal quella situazione, gli chiesi se si era divertita con le sue amiche la sera precedente, lei fece un cenno affermativo con il capo mentre masticava una forchettata di trenette al pesto……… sentivo l’aria un po’ pesante e per metterla sul ridere dissi che sicuramente con le sue amiche avevano sparlato sicuramente dei mariti e degli uomini in generale, lei rise ma confermò i miei sospetti, poi aggiunse che avevano parlato anche di me, perché le sue amiche vedendomi uscire, le avevano chiesto scherzando, e poi neanche tanto, se io ero il suo amante…… e lei scoppiò a ridere, anch’io risi anche se non mi sarebbe dispiaciuto esserlo, come ovvio questo non glielo dissi. La cena continuò parlando del più e del meno, mentre il mio “amichetto” non faceva altro che indurirsi sempre di più.

Arrivai ad un punto che dovevo o svuotare i coglioni o saltare addosso alla zia, decisa per la prima, quindi mi recai in bagno, e come un copione già scritto, aprii il cesto della biancheria e trovai con mia grande gioia il completino del sabato sera. Presi le autoreggenti e le avvolsi al mio uccello, presi il tanga e lo portai al naso per sentire il profumo della fregna della zia, e mi accorsi che era pieno degli umori della zia……… tra me e me pensai che si fosse sditalinata la sera precedente, che zia porcellina. Presi anche il suo reggipetto e non resistetti dalla tentazione di leccarlo dove i suoi grandi capezzoli erano appoggiati. Venni quasi subito e con il mio sperma sporcai le sue calze, e ripulii io mio passerotto dove la sua figa aveva lasciato le tracce del suo godimento.

Mi accorsi di essere stato in bagno un po’ troppo, in quel momento sentii bussare alla porta mentre mia zia mi chiedeva se stavo bene……… le risposi di sì, che avevo solo avuto un leggero problema di stomaco. Quando uscii dal bagno la trovai di fuori ad aspettarmi, aveva uno strano sorrisetto e gli occhi avevano una luce strana, non ci feci troppo caso. Mi disse che avrebbe fatto una doccia veloce, mentre preparavo la siringa, e entrò lei in bagno……… come potete immaginare fui colto da una grande paura, e pensai adesso scopre la sua biancheria sporca del mio sperma ancora! liquido, e parte la seconda guerra mondiale…… che figura di merda che ci faccio……… 24 anni e ancora segaiolo.

Dopo circa 15 minuti, sento che mi chiama, Simone io sono pronta, sono in camera. Un po’ impaurito mi dirigo verso la stanza, e quando entro per poco non svengo……… davanti a me una scena che ricorderò fino alla tomba, dopo la doccia la zia sì è sdraiata sul letto ancora bagnata e completamente nuda……… il mio uccello, stanco per la sega, in meno di due secondi è già sull’attenti, inizio a tremare, la gola si secca mentre guardo il corpo lucido di mia zia……… allora lei mi sprona su Simone fammi l’iniezione che dopo mi devo vestire comincio ad avere freddo, non dirmi che ti sei impressionato a vedermi nuda? ……… non dico niente mi avvicino e preparo quel magnifico culo per la puntura……… ecco fatto!!! Le dico quando estraggo l’ago……… mentre faccio per andarmene, la sua voce mi richiama e dice……… Simone mi trovi eccitante come donna…biascico un sì… ma il mio cazzo vorrebbe urlargli vengo sempre e solo pensando a te……… allora la zia si gira e vedo il suo seno nudo, non resisto più o me ne vado o gli salto addosso, faccio per girarmi, e lei con uno scatto mi blocca il braccio e dice…… e no non puoi lasciarmi qui con la passera bagnata senza fare niente…non credo a quelle parole rimango sbigottito…il sogno che si trasforma in realtà…… e lei continua…… Simone so tutto, so che prima ti sei sparato una sega con il mio tanga e miei collant, ho visto i tuoi rigonfiamenti di patta in questi giorni e quando eri più piccolo, so di tutte le seghe che ti sei fatto nel mio bagno…… mi vergogno da morire, vorrei sprofondare…… ma lei imperterrita continua…… so anche del mio tanga nero che mi hai rubato, mi accorgevo quando sei venuto al mare con noi che mi guardavi mentre facevo la doccia e ti facevi le seghe, quando cercavi contatti casuali per toccarmi le tette e il culo…… mi sentivo sempre peggio, stavo sprofondando del tutto, riuscii solo a dirgli scusa zia, ma! tu sei così bella, ma lei disse una cosa che cambiò la mia vita e in quel momento la vergogna che provavo…… disse cosa credi, io facevo lo stesso con te mi sditalinavo pensando che ero il tuo desiderio sessuale, ad ogni donna piace sapere di essere bella e sognata dagli uomini soprattutto se più giovani…… sgranai gli occhi mentre diceva queste parole…continuò…… caro Simone prima eri troppo piccolo, ma adesso ti voglio, mi piaci, mi piaci come mi guardi, mi piace sapere che ti eccito, e questa sera proverai la tua zietta…… mi ripresi dallo sbigottimento e dissi…… zia oggi è il giorno più bello della mia vita, sei meravigliosa, hai reso felice il tuo nipotino………

Notai che le sue gambe si allargavano sempre di più e non potei crederci era tutta bagnata…… mi spronò con un…… vieni la tua calda zia ti sta aspettando!!! Poi aggiunse lo faresti un spogliarello per la zia Roby…… non esitai neanche due secondi e con un fare molto scenografico a ritmo di una musica che non c’era inizia a! spogliarmi, mentre la porca iniziò a trastullarsela con il dito medio mentre i suoi umori iniziavano già a colore sull’interno coscia……

In un attimo mi ritrovai nudo, con il cazzo ritto e la bocca di mia zia che iniziava in modo lento ma ritmato a lapparlo di gusto, ero in estasi completa, devo dire che ci sapeva fare e notai che ne era molto golosa. Si staccò per un momento per chiedermi di toccarle le tette, era sode fantastiche e sotto i miei tocchi i capezzoli si ersero duri come il pisello che stava succhiando tanto avidamente. Erano dei capezzoli grossissimi non vedevo l’ora di poterli succhiare e mordere, ma ogni cosa a suo tempo…… ebbi un momento in cui pensavo al mio zietto cornuto ma fu solo pochi secondi…… perché ormai dopo le lappate di lingua la mano che mi masturbavo il cazzo era dentro a quella bocca tanto accogliente quanto calda…… sentivo la sua saliva sull’asta sul glande, mentre la mano mi stringeva le palle come due olive, ed il succo non ci mise tanto ad! uscire copioso dalla mia cappella inondandogli la bocca, devo dire che non ne sciupò neanche una goccia, ed infine mi disse che aveva già provato il mio sperma quando lo spalmavo sulla sua biancheria…… che porca, ma non posso fare a meno di amarla (anche per questo.. !!! )…!!! Dopo che ebbe ripulito per benino il mio uccello disse…… fino adesso abbiamo giocato, ora si fa sul serio, voglio sentirti mio, voglio sentirti dentro……… qui saltò fuori la mia vera natura e le risposi…… zia prima di infilzarti devo fare una cosa che ho sempre sognato voglio leccarti tutta, fino adesso mi sono accontentato delle tue mutande sporche, adesso voglio il tuo nettare caldo in bocca…… mia zia solo con queste parole ebbe un orgasmo, ed io mi affrettai a succhiarle la figa calda ed umida con grande ingordigia, e già perché io adoro leccare e devo dire che ho avuto molto complimenti per questo…… iniziai piano piano con la mia lingua che assaporava le parti intime di zia Roby che estasiata non faceva ! altro che ringraziarmi e gemere di piacere……… la mia lingua assaporò tutto il suo corpo dalle orecchie ai piedi, volevo farla impazzire renderla schiava di questo gioco…… gridava, si dimenava, non ce la faceva più continuava a sbrodolare e dovunque fossi quando vedevo che il suo brodo usciva correvo a leccarlo……… non sto scherzando la leccai per un’ora, era distrutta…… ad un certo punto mi disse con le lacrime per il piacere negli occhi di scoparla, di prenderla, di possederla …… mi pregò quasi, ma io non avevo ancora finito dovevo leccare un altro punto lasciato apposta per ultimo…il suo secondo buchino… appena mi avvicinai con la lingua ebbe un sussulto, non se lo aspettava, ma mi accorsi che le piaceva molto, e mi confessò che era la prima volta che un uomo la leccava in quel buco…… tutto ciò non fece altro che arraparla di più e mi supplicò di penetrarla, anche il mio uccello aveva voglia, e quindi con una mano preparai il suo ingresso, che devo dire fu trionfale, la zia inarcò la schiena e gridò con le lacrime agli occhi, il tempo di tre pompate ed era già all’orgasmo, e come biasimarla dopo un’ora di leccata……… continuai senza sosta per almeno quindici minuti, la scopavo prima dolcemente poi acceleravo poi rallentavo mentre le nostre bocche si univano in baci appassionati e le mie mani gli stuzzicavano le tette, ero pronto per venire, e gli chiesi…… zia dove vuoi che venga il tuo nipotino, e lei grido dentro dentro dentro……… l’accontentai sentivo la cappella esplodere…e riversai tutta la mia mascolinità in quella passera dolce e calda della porca zia Roby…… gridò anche lei insieme a me , mi accorsi che il mio “gigiotto” non aveva intenzione di scendere allora continuo come un animale a stantuffare la zia che poco dopo ebbe il quinto orgasmo della serata……

Mi accasciai per la stanchezza sul corpo madido di sudore della zia rimanemmo in quella posizione per alcuni minuti continuando a baciarci…… era stupenda la mia zia, come avevo sempre sognato……! Dopo un’oretta passata a letto a coccolarci, mi chiese se volevo fare la doccia con lei, rispose prima il mio uccello che si rizzò sull’attenti, allora la zia disse ………questo equivale ad un sì, vero? …… e senza aspettare una mia risposta baciò il mio cazzo mi prese per mano e mi portò in bagno…… Accese l’acqua, aspetto che fosse abbastanza calda, e mi fece cenno di entrare per primo, dicendo di aspettarla un attimo che doveva farmi una sorpresa……… tornò dopo pochi minuti con la mia sorpresa, cioè lei fasciata da un completino sexy che mi disse aveva comprato qualche anno fa per questa occasione, cioè scoparsi il nipote, e sapendo che per me la biancheria intima è qualcosa di speciale non aveva badato a spese. Il completino era formato da calze autoreggenti bianche candide, le mie preferite, un mini tanga che gli copriva a mala pena un decimo del culo e davanti sulla passera era praticamente trasparente, ed un reggiseno di seta a balconcino che tratteneva le sue tette enormi da! l’esplodere……… notai subito che i capezzoli erano già eccitati, e anche il mio uccellino era tornato al massimo splendore…… Allungai un braccio fuori dalla doccia e presi con forza la zia che ebbe subito un gemito di piacere per quella presa così violenta, capii che voleva essere presa con forza e dovevo essere io a governare la situazione, lei per gioco fece una timida reazione di protesta, ma sapevo che serviva solo ad eccitarla ancora di più……

La feci entrare in doccia con la forza la appoggia alla parete di piastrelle e emise subito un gemito dovuto in parte all’eccitamento ed in parte al contatto contro le piastrelle federe…… inizia a baciarla con veemenza mentre il mio cazzo spingeva sul suo ventre e le mie mani scorrevano insieme all’acqua su tutto il suo corpo bagnato in tutti i sensi……… iniziai a fare la cosa che mi piace di più, a leccarla ovunque, sentivo i suoi gemiti di piacere sentivo le sue unghie conficcate nella mia schiena, era in mio completo possesso. Fu ! la doccia più lunga della mia vita ora che finii di leccarla tutta era già passati trentacinque minuti, e la biancheria era ormai già stata lanciata fuori dalla doccia, in questo tempo lei ebbe altri due orgasmi che io gustai con immenso piacere…era giunto il momento di penetrarla aveva la figa calda, bagnata, spalancata e pronta ad accogliermi, ma io avevo altro per la testa, mi mancava solo una cosa da esplorare di mia zia, volevo che la mia sonda gli entrasse nelle viscere come aveva fatto l’ago della siringa degli antibiotici……… spinsi zia Roby a 90 gradi e con l’acqua che scorreva nella valle naturale che formavano le sue chiappe sode, inizia a trastullargli il culetto con il dito medio, iniziando a penetrarla piano piano, ebbe un piccoli sussulto quando il mio dito supposta entrò…… per il leggero dolore che gli avevo provocato serrava le chiappe, attesi qualche secondo ed iniziai a stantuffarla per preparare la strada al mio membro eretto come non mai…… quando lo sfintere iniziò ad allargarsi appoggia la mia cappella gonfia e iniziai a spingere, gridò per il dolore e per il piacere mentre gli affondavo la spada nel culo…… mi fermai un attimo per fare abituare al suo stretto pertugio il nuovo ospite, quando le sue contrazioni finirono inizia a pomparla con tutta la foga che avevo in corpo mentre con una mano solleticavo il suo clitoride…… dopo alcuni minuti con mio grande piacere esplosi tutto il mio piacere nelle sue viscere, che risucchiarono tutta la mia mascolinità. FINE

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