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Marianna la puttana

Una sera, stavo andando in motorino in un paese vicino al mio per la sagra.
A metà strada tra i due paesi incontrai Marianna, una mia amica.
Mi avvicinai, lei sembrava molto nervosa nel vedermi.
Gli chiesi:
“Come mai sei qua? Stai aspettando qualcuno? “.
Dopo un attimo, lei mi rispose:
“Veramente sto lavorando… “.
Capendo subito che tipo di lavoro faceva, non persi tempo per scherzarla:
“Non dirmi che Marianna l’angioletto fa la puttana! ” e poi con un tono più serio gli chiesi:
“Quanto vuoi? “.
“15000 per un ditalino, 25000 per un bocchino, 80000 all’ora per il sesso”.
“Per oggi mi basta un bocchino. Per il sesso passerò un altro giorno. Andiamo”. Marianna mi seguì.
Mi fermai dietro una siepe.
La sua mano sganciò nervosamente la cintura e lo tirò fuori in un attimo.
Avevo una grande voglia di scopare e mi feci coraggio e presa la sua mano me la portai li, fu bellissimo sentire la sua mano sul mio cazzo, lei mi disse:
“Hei! Ma hai proprio un bel cazzo! Il più bello che abbia mai visto”
Io intanto mi godevo un pompino misto ad una spagnola per la quale Marianna era particolarmente portata grazie anche ai suoi seni generosi.
La sua lingua prese a giocare con il glande.
Se lo sentiva entrare ed uscire dalla bocca, e quando lo portava dentro lo faceva infilare fin quasi alla gola.
Era brava in queste cose.
Poi lei si staccò e mi succhiò le palle, mentre mi masturbava con mano esperta.
Le sue mani mi accarezzavano dolcemente i coglioni, il glande giunse a sbattere contro il suo palato ma venne abilmente dirottato verso la gola dove riprese ad avanzare inesorabile, sino a che non fui completamente scomparso in lei.
Marianna mi riservava sempre nuove sorprese, e si rivelò una fantastica pompinara.
Volevo che me lo succhiasse, che lo leccasse fino a farmi venire sul suo viso, sul suo seno.
Lei era tutta sudata, sbavante, ma non sembrava stanca!
Ormai stavo per esplodere anche se non osavo parlare temendo di rompere l’incantesimo.
Ma Marianna se ne accorse, e rapida risalì, le labbra circondarono nuovamente il glande, la lingua riprese il suo gioco, mentre la piccola mano scorreva veloce sull’asta, e poco dopo esplosi e gemendo le scaricai un torrente di sperma in bocca.
Marianna sollevò lo sguardo a fissarmi mentre incominciava a bere per far spazio ai nuovi schizzi che scaricavo nella sua bocca.
Esausto mi abbandonai fra l’erba, cercando di riprendermi dalla sorpresa, ma la bocca avida di Marianna non si staccò ed impedì al mio membro di ammosciarsi.
Quando finalmente si staccò, la pagai e me ne andai con la promessa di ritornare. Infatti, dopo soli 3 giorni e 3 notti passate a pensare a Marianna, presi il motorino e andai da lei.
Non sembrò sorpresa nel vedermi:
“Credevo che non venivi più, ti faccio uno sconto: se mi farai godere come nessun altro ti scoperò gratis”.
La feci salire sul motorino.
Potevo sentire benissimo le sue tette sulla mia schiena.
Per aggrapparsi, mise una mano nei miei pantaloni: il mio uccello diventò duro come una spranga di ferro.
Marianna mi indicò una specie di grotta segreta dove di solito portava i suoi clienti.
Anche se non me lo diceva me ne sarei accorto da solo.
Alle pareti c’erano appese le mutande delle sue “vittime” e, su degli scaffali, si trovavano i vasetti che contenevano lo sperma di chi voleva lasciarle un ricordo.
“Quando ho sete ne approfitto… ” è propria una gran troia.
Si sedette su una roccia e divaricò le gambe.
Non portava le mutande!
Ho sempre sognato di trovarmi davanti una Sharon Stone.
Anche se lei, soprattutto per le tette, assomiglia di più a Natalia Estrada.
Mi inginocchiai mentre dalle sue labbra uscirono i primi mugolii soffocati di piacere, misi la testa sotto la sua gonna.
Lei appoggiò la coscia sinistra sulla mia spalla; le accarezzai le gambe velate dalle auto reggenti e le baciai le cosce.
Leccai le labbra della sua fessura, la mia lingua entrò in lei per poi uscire ed andare ancora alla ricerca della clitoride.
Notai che i mugolii di Marianna si erano fatti molto lunghi e profondi e all’improvviso, spinta la mia testa contro la sua zona pubica, raggiunse l’orgasmo dicendo:
“… oh mio Diooooo….. vengooooo…. “.
Poi allontanò la figa dalla mia bocca tutta sbrodolata dalla sua abbondante emissione vaginale. Si alzò in piedi e mi tirò giù i pantaloni e le mutande.
Poi mi fece stendere sul letto e salì sopra di me, infilò il mio membro nella sua fessura e cominciò a cavalcarmi accarezzandosi e seni e il ventre.
Mentre lei aumentava oramai senza controllo sempre più il ritmo dei movimenti del suo bacino, lo stretto abbraccio delle sue labbra vaginali attorno al mio pene stava portandomi inesorabilmente verso l’orgasmo del quale all’ultimo momento cercai di avvertirla, ma fu troppo tardi.
Un tremendo urlo annunciò il suo esplosivo orgasmo, strinse ancora di più le mie mani sul suo seno e rovesciò la testa all’indietro all’apice del piacere.
Si sfilò la maglietta.
Non aveva nulla sotto e così scoprii un seno più grande di quello che mi aspettavo, molto bello, rotondo ed alto.
Mi avventai su un seno cominciando a succhiare delicatamente il capezzolo, come erano belle, che piacere ciucciarle. Io continuavo a palpare, leccare e mordicchiare sempre più energicamente le tettone di Marianna mentre lei mi palpava il cazzo più che mai in tiro e, ad un certo punto, messasi carponi davanti a me col culo bene in mostra, disse:
“Ora mettimelo dentro, dai, vieni. Voglio che mi inculi. Dai, inculami, voglio che me lo faccia uscire dalla gola il tuo splendido cazzone. Dai, vieni, non resisto, dammelo”.
Mi spostai, il mio cazzo si appoggiò tra le sode natiche, spinsi con decisione e vidi l’ano dilatarsi ed accoglierlo, con incredibile facilità, continuai a spingere affondando sempre di più, mentre lei gemeva eccitata e mi incitava.
Il mio cazzone scomparve completamente in lei e gemetti al contatto con le sue stupende natiche.
Non mi controllai più ed il mio pube prese a muoversi impazzito, rimbalzando sulle elastiche carni di Marianna, le mie mani palpavano i seni, solleticavano il clitoride, la mia bocca la baciava sul collo. Infine mi svuotai in lei, conficcato sino all’elsa nelle sue terga rotonde, dopo averla posseduta piantato nel suo stretto canale.
Lo sentii pulsare in lei, poi, lentamente, scivolò fuori lasciandola spossata.
Le regalai le mutande (con il cazzo così in tiro non ce l’avrei mai fatta a mettermele) e mi fece un pompino per mettere il mio sperma in un vasetto sul quale scrisse (4-4-1998, la più bella esperienza che abbia mai avuto.
Goduto come una cagna. Il cazzone me l’ha lacerata).
Da quel giorno, ogni 2-3 giorni, me la scopo. La faccio godere talmente bene che non pago nemmeno.
A volte viene anche a casa mia, quando non ci sono i miei.
Ma per me resterà sempre la bella e dolce
“Marianna la puttana”. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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