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Mariarosa

Mi chiamo Roberto ho 32 anni e lavoro per un’azienda di computer e precisamente mi occupo di assistenza e manutenzione.
Una mattina passando, come di consueto, per l’ufficio la segretaria mi piazza in mano l’elenco dei clienti da visitare durante giornata.
Il primo della lista è un corriere/spedizioniere e il biglietto dice
“Guasto P. C. sistema documentazione addebiti, chiedere di Mariarosa”.
Alle 10 parcheggio dal cliente ed entro, alla reception chiedo di questa Mariarosa e mi indicano un ufficio. Busso ed entro, l’ufficio è grande è c’è molta gente indaffarata che non si accorge della mia presenza.
“Chiedo scusa, sono il tecnico della …, chi è Mariarosa? ”
Dal fondo dell’ufficio si alza una donna che mi viene incontro sorridendo.
La osservo avvicinarsi: sulla quarantina, alta, mora con i capelli corti, ha un fisico leggermente abbondante senza sembrare grassa, indossa una minigonna, una giacca, ha un viso molto giovanile, occhi verdi che mi osservano dietro occhiali
con montatura di corno che le conferiscono un aria da professoressa.
“Salve Mariarosa sono io, il P. C. che si è guastato è al piano seminterrato se mi vuole seguire”
Ci avviamo, scendiamo le scale e lei apre la porta di uno stanzino molto piccolo e caldo.
“Questo è il computer che utilizziamo per ricavare i dati di tassazione delle telefonate fatte ai nostri clienti, da ieri non registra più niente”.
Comincio le operazioni che mi portano alla diagnosi e dopo un po’ dichiaro:
“Il P. C. si impiantato su una subroutine strana dovrò ricaricare il programma”.
Eseguo il lavoro e alla fine tutto funziona, prima di andarmene lascio il numero del cellulare a Mariarosa in modo che se il computer dovesse avere qualche problema lei può rintracciarmi, saluto e mene vado.
La mattina seguente suona il cellulare
“Salve sono Mariarosa temo che il P. C. abbia di nuovo problemi”.
“Sono per strada appena posso passo di lì” rispondo e riattacco.
Riesco a liberarmi solo molto tardi e quando arrivo nell’ufficio c’è solo lei.
“Scusi, ma sono stato molto occupato”
“Non si preoccupi venga”.
Torniamo nello stanzino e dopo una rapida occhiata dichiaro:
“Devo formattare l’Hard Disk però mi ci vorrà parecchio tempo. ”
“Non c’è problema, ti terrò compagnia io visto che poi devo chiudere l’ufficio”
dichiara lei e a me non è sfuggito il passaggio al Tu.
Parliamo del più e del meno e entrambe ci accorgiamo di essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda, di essere coinvolti in un alchimia strana di immagini e sensazioni e per me scettico di natura è una sorpresa.
Lei è la prima a sbilanciarsi
“Sai non mi è mai capitato di essere così a mio agio con una persona appena conosciuta” la guardo e dico
“Anche io”.
All’improvviso lei allunga una mano afferra la mia se la porta al seno e dice “senti come batte il mio cuore”.
Il suo seno non è abbondante ma il capezzolo è turgido al punto giusto e stranamente duro
“Si, in effetti, sembri molto agitata” ma intanto non mollo la presa.
Lei ansima al mio tocco e quindi decido di tirarla a me.
Ormai in ufficio non c’è più nessuno, quindi senza parlare le tolgo la giacca e la maglietta
mordicchiandogli i lobi delle orecchie, lei ansima sempre di più, arrivo al reggiseno lo sgancio e scopro il motivo che rende così duri i suoi capezzoli, c’è un piccolo anellino infilato.
Li tiro leggermente con i denti e lei per risposta si libera del resto degli indumenti e mi offre la vista completa del suo corpo nudo, la guardo e non mi sorprende vedere un piccolo anellino d’oro infilato nel suo grilletto.

Comincio a spogliarmi e lei mi guarda maliziosa ma non prende iniziative, quindi mi riavvicino e tento di farla sdraiare sulle casse di imballaggio presente in quell’angusto loculo.
Lei offre resistenza e io la guardo in modo interrogativo
“Scusa ma devo dirti una cosa importante, sai io non riesco a godere facendo l’amore utilizzando la via principale, ma solo utilizzando quella secondaria”
La guardo e le dico “Adesso capisco perché ci sentiamo così affini, io adoro inculare le mie donne anzi do il meglio di me stesso in questa performance”
In tutta risposta lei mi prende in bocca il cazzo e comincia a insalivarlo per bene e quando ritiene che è sufficiente si gira e mi presenta il suo fiore posteriore.
Comincio quindi a leccarlo dolcemente aspirando il suo aroma, lei si contorce, mugola e inarca il sul bel culo.
Ora sono pronto, punto il mio uccello sul suo buco e spingo dolcemente ma lei mi implora
“Devi farmi male, per favore sfondami”
Non me lo faccio ripetere e con un sol colpo penetro nel suo intestino come una lama calda nel burro, si capisce molto bene che è allenata a quel tipo di attenzione!
Comincio a pompare spingendo il mio uccello a fondo e lei mi aiuta sbattendo il suo culo sulla mia pancia.
Intanto armeggia con la borsetta e ne estrae una catenella che aggancia agli anellini nei capezzoli e all’anello sul clitoride poi fa cenno di fermarsi, si gira mi afferra il membro e infila un anello di gomma più grosso intorno alla mia cappella e aggancia anche questo alla catenella che già ha infilato nei capezzoli e nel clitoride.
Si gira e mi porge di nuovo il culo invitandomi a continuare, io guardo la mia cappella e intuisco tutto: infilandogli il cazzo nel culo ad ogni colpo la catena va in tensione tirando gli anelli e provocando una leggera fitta di dolore che indubbiamente la aiuta a farle montare l’orgasmo dentro.
Viene almeno due volte in rapida successione e io ormai non ce la faccio più e sono pronto ad inondargli l’intestino con il mio seme caldo.
Lei intuisce tutto si ferma e si sfila il mio cazzo dal culo lo prende in bocca tirando l’anello di gomma in maniera abbastanza dolorosa ma ormai non ne posso più, lei afferra un bicchierino da cui aveva bevuto il caffè poco prima e raccoglie il primo copioso getto e il resto.
Ancora non capisco cosa voglia farne e rimango in attesa, lei sorride mi afferra una mano e ci versa sopra il mio sperma spalmandolo bene poi mi dice “Adesso me la puoi infilare nel culo” e detto questo si piazza a pecorina e punta la mia mano al suo ano.
Incomincio a spingere lentamente per timore di farle male ma mi accorgo che è allenata bene anche a fare questo, infatti, nonostante la mia mano non sia piccola in breve mi ritrovo completamente in lei
“Fantastico, ora comincia a muoverla lentamente” esclama con un filo di voce e di lì a poco viene un’altra volta.
Dopo questa performance si adagia appagata su di me incomincia un pompino che in breve mi porta sull’orlo del secondo orgasmo e intanto si fa strada verso il mio buco del culo e ci infila un dito, io dimostro di gradire sborrandogli in bocca una grande quantità di sperma che Mariarosa inghiotte prontamente lappandosi le labbra.
Il P. C emette il bip che indica che la formattazione è terminata e lei mi sussurra ad un orecchio
“Se lo vorrai la prossima volta ti inizierò completamente ai piaceri del culo”
Credo proprio che mi lascerò tentare… FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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