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Marisa

Marisa rientrò dal lavoro molto più presto del solito, andò subito in camera da letto gettando la borsa sul letto e poi in bagno, aprendo i rubinetti della vasca e regolando la temperatura dell’acqua.
Mentre la vasca si riempiva tornò in camera iniziando a spogliarsi e litigò a lungo con i ganci del reggiseno che non volevano saperne di aprirsi.
“Sei proprio una stupida… ” pensò accorgendosi di essere spaventata ed eccitata come una ragazzina al suo primo appuntamento.

E Marisa non poteva certo definirsi una ragazzina, aveva da poco superato i quarant’anni e nel suo lavoro era esperta ed autoritaria, ma non altrettanto con gli uomini, non lo era mai stata, ma era peggiorata dopo la morte del marito.
Erano ormai passati 6 anni da quel terribile giorno in cui le avevano comunicato dell’incidente ed in quei lunghi anni non aveva avuto nemmeno una relazione.
L’appuntamento di quella sera era il primo, Franco aveva dovuto faticare moltissimo prima di convincerla ad uscire a cena con lui, ma dopo aver accettato, Marisa aveva scoperto di desiderare di fare all’amore con lui e questo l’aveva sconvolta gettandola nel panico tipico delle ragazzine.

Cercò di darsi un contegno, respirò forte, si concentrò tentando di controllare i propri movimenti, ed i ganci del reggiseno si aprirono docilmente, poco dopo si ritrovò nuda e prese l’accappatoio avviandosi verso il bagno.
Entrando diede un’occhiata allo specchio esaminando attentamente il suo corpo. Recriminò come sempre sui seni che giudicava troppo piccoli
“Se fossi un’altra donna mi farei un bel seno finto come le dive della televisione….. ” ridacchiò tra di se, si consolò osservando la soda curva della natiche con solo minimi accenni di cellulite e proseguendo lungo le gambe.
Si erano un poco ingrossate, ma erano ancora molto belle, poteva continuare ad esserne orgogliosa.

Si riscosse ed appeso l’accappatoio, s’immerse nella vasca cercando di rilassarsi incominciò a sentirsi meglio e rimase a lungo immersa nell’acqua che lentamente si raffreddava.
La scelta del vestito ed il trucco le riportarono l’ansia e la paura, ma alla fine pur cercando di criticarsi, dovette riconoscere che il risultato era più che buono.
Si ravvivò i riccioli dei morbidi capelli castani, abbassò un poco la gonna che ora le pareva troppo corta e si aggiustò le calze, poi prese la borsetta uscendo di casa.

Non aveva voluto che lui venisse a casa a prenderla, amava la privacy ed a quell’ora il condominio era un continuo via vai, il luogo dell’appuntamento non era molto distante e lei era in anticipo, s’incamminò senza fretta allungando un poco il percorso, mentre la luce della sera andava scemando.

Stava guardando una vetrina di abiti, quando all’improvviso sentì un fortissimo strattone alla borsa, capì subito cosa stava accadendo e vi si afferrò con tutte le sue forze con l’unico effetto di rotolare rovinosamente a terra quando il manico della borsa si ruppe di schianto.

Da terra guardò il giovane che l’aveva scippata e si mise ad urlare, ma nella strada non c’era nessuno.
Il ragazzo si guardò intorno e se ne accorse ed interruppe la corsa voltandosi a guardarla.
Marisa giaceva a terra tutta scomposta, la corta gonna era risalita e lasciava interamente scoperte le belle gambe mostrando persino il reggicalze e le delicate mutandine di seta.
L’urlo di Marisa le morì in gola quando vide il giovane tornare sui suoi passi ed avvicinarsi a lei.

Il giovane si abbassò accanto a lei sogghignando
“Forse anziché scipparti la borsa avrei dovuto scipparti questa…… sei veramente una gran fica tesoro…. ” disse, mentre la sua mano risaliva lungo le cosce di lei raggiungendo il pube e premendo con decisione sulla vagina.
Marisa avrebbe voluto urlare, ma non ci riusciva, se ne stava immobile con il viso stravolto dal terrore, mentre le dita di lui scostavano le mutandine e si spingevano con arroganza nella sua intimità.

All’improvviso il giovane sentì un rumore di passi e si alzò di scatto
“Sarà per un’altra volta….. ” disse, poi d’impeto si portò la mano al viso ed aspirò il profumo di donna che l’impregnava
“Un profumo stupendo bellezza…. ” sghignazzò, poi si voltò e fuggì a rapide falcate.

Un’uomo la raggiunse e la soccorse, sotto shock, Marisa si lasciò accompagnare alla più vicina stazione di polizia, dove sporse denuncia per lo scippo e lo smarrimento dei documenti.
Poi si fece chiamare un Taxi ed accompagnare a casa e con fatica ridiscese a pagare la corsa dopo essere salita a prendere i soldi.

Quando rientrò in casa, tremava come una foglia, prese un paio di tranquillanti e si mise subito a letto cercando di scacciare dalla mente il ricordo di quanto accaduto.
I tranquillanti fecero effetto e si addormentò, ma venne svegliata poco dopo dal furioso trillare del telefono.
Rispose “Finalmente, ero preoccupatissimo, temevo ti fosse successo qualche cosa… ” disse Franco
“Scusami, ma mi hanno scippata…. sai la confusione, lo spavento …. la denuncia…. mi sono dimenticata di avvisarti… ” rispose meccanicamente Marisa
“Non ti preoccupare…. piuttosto tu stai bene. Maledetti bastardi… ” imprecò Franco lei lo tranquillizzò
“Adesso però ho bisogno di riposare …. scusami…. ”
“Certo…. riposa, e domani non venire in ufficio, avviso io…. ” le disse lui.

Nei giorni successivi Marisa si accorse che le conseguenze di quello scippo erano più gravi di quanto avesse previsto, continuava ad avere bisogno dei tranquillanti per dormire, non riusciva ad uscire di casa senza essere terrorizzata, non sopportava gli sguardi degli uomini e nemmeno le attenzioni di Franco che sempre più sconcertato, si allontanò gradatamente.

Solo Luisella, la sua collega riuscì ad aiutarla, nei giorni peggiori, quando assalita dalle paure rimaneva barricata in casa, Luisella le telefonava e passava a portarle le cose di cui aveva bisogno, fermandosi spesso a farle compagnia.
A Marisa piaceva Luisella, era giovane, le mancava poco ai trent’anni, molto carina spigliata ed anche sicura di se.
Restando con lei la tranquillizzava e le dava coraggio ed anche se non appena andata via, le paure tornavano ad assalirla, Marisa almeno godeva di qualche ora di tregua.

Durante una di quelle visite, Luisella le domandò
“Hai un videoregistratore ? ? ? ” e Marisa annuì indicandolo
“Voglio farti vedere un filmato….. vedrai ti piacerà… ” ridacchiò la biondina e poi andò a sedersi accanto a lei e presale la mano, con il telecomando avviò il nastro.

Una giovane donna, Luisella, si aggirava nei locali di quella che sembrava essere una palestra indossando un body molto aderente, Marisa non poté non ammirare le fattezze della giovane, stava per dire
“La ginnastica ti fa bene … ” quando all’improvviso s’irrigidì mentre la bocca si spalancava per urlare dal terrore senza riuscirci.

Sullo schermo era comparso un uomo incappucciato, grosso e robusto che si era avventato sulla giovane afferrandola per un braccio
“Brutta puttanella, t’insegnerò io cosa succede a provocare i maschietti” urlava l’energumeno strattonando Luisella.
La mano di Marisa strinse con la forza del panico quella della biondina.
All’improvviso la scena sullo schermo cambiò e la giovane, con mosse aggraziate che sembravano una danza, si divincolò dalla presa dell’uomo.
Mantenendo la presa sul braccio del violentatore Luisella lo sbilanciò, l’uomo barcollò e la ragazza lo colpì con un calcio alla coscia che lo fece cadere in ginocchio, l’uomo appariva sorpreso e frastornato e con gli occhi seguiva l’agile evoluzione di Luisella che gli girava attorno.
Lo colpì di nuovo con un calcio, e l’uomo stramazzò a terra. La giovane gli fu sopra e prese a colpirlo in viso con colpi velocissimi.

La scena si arrestò di colpo, la giovane si alzò e magicamente anche l’aggressore, togliendosi il cappuccio e complimentandosi con Luisella.
La biondina spense il videoregistratore.
Marisa si voltò a guardarla ancora tesa e bianca in volto.
“Scusa, ma pensavo che tu avessi bisogno di una scossa…. non puoi continuare così…. ” disse Luisella, poi riprese
“Tu hai paura ed hai ragione …… ma devi reagire e credo che questo potrebbe essere un buon modo per reagire……. assalgono le donne perché generalmente sono indifese ed è facile avere la meglio….. ma se tu sei preparata, la loro sicurezza si ritorce contro di loro e come hai visto è facile avere la meglio……. ”

Marisa non parlava e continuava a fissarla stupita, alla fine si scosse
“Ma tu…. come hai fatto…. era così grosso e tu tanto fragile….. ” balbettò, Luisella sorrise trionfante,
“Sono stata brava vero ? ? ? ? da due anni frequento una palestra dove insegnano tecniche di autodifesa….. Karate, Judo ed altre tecniche, esistono corsi specifici per le ragazze che insegnano le tecniche più adatte sono molto bravi…. ” poi assumendo un’aria complice, si chinò verso Marisa e le sussurrò
“E poi il maestro è un tale figo…… ” e scoppiò in una risatina.

Marisa aveva superato lo shock e si unì alla risata
“L’uomo del filmato in fondo non sbagliava…. sei veramente un’incorreggibile puttanella….. ” rispose e Luisella finse di mostrarsi scandalizzata
“Sei di vedute tropo ristrette Marisa, solo perché nella mia collezione di ragazzi ho superato la cinquantina non significa che io sia una ragazza facile….. ” e di nuovo risero assieme.

Luisella la incalzò
“Che ne pensi ? ? ? Ti va la mia idea, verrai alla palestra ? ? ? ” la sola idea di uscire per andare in palestra la terrorizzò e Marisa scosse la testa confusa
“Non saprei…. vorrebbe dire andarci dopo il lavoro e fare tardi…. ” ma Luisella si era preparata
“Non ti preoccupare, ci andremo assieme e ti riaccompagnerò sino a casa …. e tu hai visto cosa sono capace di fare…. “.

Ci vollero ancora un paio di giorni prima che Marisa si decidesse, ma alla fine Luisella riuscì a trascinarla alla palestra ed ad iscriverla ai corsi, ma bastò una settimana perché Marisa si sentisse meglio.
Si accorse ben presto che non era così difficile apprendere le tecniche di base e che non era necessario essere dei grandi atleti per riuscire a difendersi e questo unitamente alla presenza di Luisella, le dava sicurezza.

L’ambiente della palestra poi le piaceva, erano tutti molto simpatici e vi erano anche molte donne come lei ed anche più anziane.
L’istruttore era simpatico e, Marisa era stata obbligata da Luisella ad ammetterlo, era veramente un bellissimo ragazzo.
Alto oltre un metro ed ottanta, aveva un fisico imponente, quasi da culturista, un viso regolare e molto bello dagli stupendi e lunghissimi capelli biondi.

Una sera mentre la riaccompagnava a casa, Luisella le confidò
“Sai ho avuto precedenti esperienze con ragazzi che facevano culturismo e ti assicuro sono sempre stati una delusione….. o per vederlo dovevo infilare gli occhiali o non gli funzionava…. ” ridacchiò. Marisa rimaneva sempre scioccata dalle uscite di Luisella in campo sessuale, non riusciva a comprendere come lei potesse parlarne con tanta naturalezza.
Si voltò guardando fuori dal finestrino per non mostrare all’amica che era arrossita.

Intanto Luisella continuava
“Invece Roberto è diverso…. anche li è una potenza della natura…. io non mi stanco facilmente sai… ma con lui…. “, arrivarono sotto casa sua e Marisa trasse un sospiro di sollievo, al pensiero di sottrarsi alla vena confidenziale di Luisella.
Ma quella sera si accorse che le parole di lei l’avevano turbata ed ebbe grosse difficoltà ad addormentarsi.
Per un’attimo pensò di telefonare a Franco e di cercare di riallacciare ciò che era naufragato a causa dello scippo, ma scartò l’idea e con l’aiuto di un paio di tranquillanti si addormentò.

Una sera, arrivarono tardi alla palestra, trattenute da impegni di lavoro Roberto le rimproverò bonariamente, e le costrinse a fermarsi oltre la fine della lezione per completare il programma.
Al termine Marisa e Luisella andarono a fare la doccia, Marisa aveva fretta e si lavò rapidamente, ed allontanandosi cercò di smuovere anche Luisella che restava a godersi il tiepido getto che le pioveva sulla pelle.
“Dai, è tardissimo…. ” le disse
“Va bene…. ancora un minuto e vengo, tu incomincia a prepararti, sai che io sono più veloce…. ” rispose la biondina.

Marisa ritornò nello spogliatoio, asciugandosi ed iniziando a rivestirsi, era quasi pronta, ma Luisella non arrivava ancora.
Pensò di chiamarla, ma le venne in mento che da sotto la doccia lei non avrebbe certamente udito, così decise di raggiungerla.
S’incamminò verso le docce imprecando verso l’amica ritardataria, ma quando sbucò nel locale docce, s’arrestò voltandosi precipitosamente e ritornando sui suoi passi.

Temeva di aver sbagliato, dal momento che aveva visto un uomo nudo sotto la doccia, ma ben presto si accorse di non essersi sbagliata, era andata proprio alla doccia femminile…. eppure…..
La curiosità la spinse a ritornare ed a sbirciare e quello che vide la sconvolse.
Il corpo di Roberto, completamente nudo, si stagliava netto contro la parete di bianche piastrelle, l’acqua della doccia che gli pioveva addosso lo rendeva lucido accentuando le curve dei suoi muscoli possenti.

Luisella era inginocchiata ai suoi piedi e Marisa impiegò alcuni secondi per capire che cosa stesse facendo e quello che vide la sconvolse ancora di più.
La mano della bionda circondava un membro che a Marisa parve di proporzioni smisurate.
Scorreva lungo l’asta accarezzandola mentre la punta del membro si perdeva tra le labbra della donna.
Marisa ne aveva sentito parlare ma non lo aveva mai fatto ne mai visto fare e fissò incredula l’amica che spompinava l’istruttore alternando succhiate e leccate.

Poi Vide Roberto che fece alzare Luisella, la sollevò come un fuscello appoggiandola alla parete, lei gli passò le cosce intorno alla vita e lo abbracciò con passione mentre lui si muoveva.
Un gemito inequivocabile accompagnò del membro di Roberto nel corpo della bionda.
Marisa incapace di muoversi rimase a fissare il ritmico movimento del sedere di Roberto, fu scossa unicamente dai gemiti di Luisella in preda alla furia dell’orgasmo che la devastava.
Furiosa con se stessa e con l’amica Marisa trovò la forza di allontanarsi e di tornare allo spogliatoio.
Meno di un minuto dopo Luisella compariva sfoderando un sorriso beato
“Nulla di meglio di una bella doccia per sentirsi rigenerata…. ” ridacchiò, Marisa non commentò.

Ma in macchina, scrutando nervosamente l’orologio non seppe trattenersi “Cazzo Luisella, guarda che ore sono….. dovevi scopartelo proprio stasera che siamo così in ritardo…. ”
L’amica sorrise, per nulla sconvolta dalla rivelazione
“Ci hai visti ? ? ? ? ? ” disse con un sorriso, ma non attese la risposta di Marisa ed aggiunse
“Sono contenta….. così avrai capito che non mentivo…. quell’uomo è un’autentico portento…. ”

Quella notte Marisa non riuscì a prendere sonno ed i rari momenti d’assopimento erano costellati delle oscene immagini che aveva visto alla palestra.
Cercò disperatamente di calmare i suoi sensi in subbuglio ma alla fine si arrese e si diede piacere accarezzandosi furiosamente, come non le accadeva da moltissimi anni.

Avrebbe voluto che tutto fosse rapidamente dimenticato, ma Luisella non pareva essere di quel parere, non perdeva occasione per riparlarne, anzi ogni volta che aveva nuovi incontri con Roberto glieli raccontava minuziosamente.
Esasperata Marisa un giorno esplose e con violenza le urlò “Basta Luisella, non hai ancora capito che non m’interessano le tue avventure con Roberto ? ? ? ? “.

Luisella si limitò a sorridere ed a scuotere la testa
“Io non credo che non t’interessino anzi credo che non ti dispiacerebbe essere al mio posto….. ” rispose tranquillamente. Irritata dalla risposta irriverente, Marisa assunse un’espressione altera e replicò
“Perché mai dovrei voler scopare il tuo ragazzo…… sei solo una sciocca…. ”

Ancora una volta Luisella non si scompose
“Se posso essere sincera… per un sacco di motivi…. ” fece una breve pausa e continuò
“Per prima cosa perché sai benissimo che non è il mio ragazzo, scopiamo solo di tanto in tanto. Seconda cosa perché Roberto è un figo impossibile, non conosco nessuna a cui non si bagnino le mutandine solo a guardarlo…. e tu l’hai visto scopare… ”

Marisa fissava l’amica incredula e scandalizzata, Luisella sembrava addirittura divertita dalle sue espressioni inorridite
“Terzo perché mia cara, non ne sono certa ma ci scommetterei, tu non scopi da troppi anni ed anzi credo che tu in realtà non abbia mai scopato veramente….. nemmeno con tuo marito…. ”

Dopo qullo scontro non si parlarono per quasi una settimana, o meglio Marisa non rivolse la parola a Luisella.
Ma l’amica continuò a comportarsi con normalità, lasciò che la rabbia di lei sbollisse e che fosse la stessa Marisa ad avvicinarsi.
L’incontro liberatorio che ne seguì diede a Marisa un tale sollievo che alla fine candidamente confessò all’amica
“Sai mi sono arrabbiata tanto perché probabilmente hai ragione….. in cuor mio vorrei scopare con Roberto…. ”

Luisella esultò
“Finalmente….. era ora che tu lo ammettessi anche a te stessa….. non disperare… alla prima occasione metterò una buona parola con Roberto….. ” Marisa la fulminò con uno sguardo
“Non fare cazzate…. se lo fai t’ammazzo… ” sibilò, ma Luisella non le diede retta, ridacchiò e se ne andò dicendo
“Lascia fare a me…. discrezione è il mio motto”.
Marisa si lasciò cadere su di una seggiola maledicendosi per essersi confessata con quella pazza.

Pochi giorni dopo, seppe con certezza che Luisella aveva parlato con Roberto, lui le si avvicinò come faceva spesso per spiegarle gli esercizi ma per la prima volta accentuò il contatto tra i loro corpi.
Nulla di particolare, ma per Marisa fu un’esperienza sconvolgente, i suoi sensi letteralmente esplosero al contatto con quel corpo sodo e muscoloso.
La mano di lui che scorreva lungo i pantaloni della tuta per far assumere alla gamba la giusta posizione le parve di fuoco mentre sentiva lo stesso fuoco accendersi nel suo corpo, ed irradiarsi.

Nei giorni successivi, lei si fece sempre più timida, e lui sempre più espansivo sino a che una sera, Marisa attese distesa sul lettino dei massaggi che Luisella giungesse per sistemarle un fastidioso crampo al polpaccio.
A sentì i passi ed esclamò
“Finalmente sei arrivata… non ne potevo più fai presto…. “, ma raggelò quando sentì la voce di Roberto che le rispondeva
“Quanta impazienza…. non sapevo che tu fossi tanto calda…. ” e ridacchiò.

Marisa sorpresa si sollevò bruscamente e nel farlo non sollevò l’asciugamani, rimanendo a petto nudo di fronte a Roberto, lui sorrideva
“Fino ad ora l’avevo solo immaginato….. ma ora ho la conferma…. hai un corpo stupendo…. ”
Marisa rimase paralizzata senza sapere che cosa fare. Roberto si avvicinò ulteriormente e disse
“Luisella mi ha detto che hai un crampo al polpaccio…. vediamo che cosa posso fare…. ” e con delicatezza prese a massaggiarla.

Marisa ebbe un fremito e si scosse rendendosi conto di essere a seno nudo di fronte al giovane ed affannosamente si coprì e fece una smorfia mentre la guardava apertamente
“Peccato…. mi piaceva guardare il tuo seno…. “, lei cercò di cambiare argomento
“Non so cosa mi sia successo, forse ho esagerato nell’allenamento ed il polpaccio mi si è indurito ed ha preso a farmi male…. ” Roberto continuò a massaggiarla e poco dopo le chiese
“Va meglio…. ? ” e lei annuì,
“Bene, ma non bisogna trascurarlo, è meglio proseguire ed approfondire il massaggio” continuò Roberto.

Le sue mani risalirono sino al ginocchio, poi andarono oltre massaggiandole la coscia, Marisa incominciava a sentirsi eccitata ed a disagio
“Ma no Roberto non è il caso…. ” cercò di dire e di muoversi per porre fine al suo tormento, ma lui la costrinse a fermarsi
“L’esperto sono io….. ” disse, e per poco Marisa non arrossì cogliendo il sottinteso….

L’inarrestabile salita delle mani di Roberto proseguiva, ora le sue esperte dita scorrevano a pochi centimetri dall’inguine di Marisa
“Non credo sia il caso di proseguire…. ” tentò un’ultima volta lei, ma di scatto Roberto si spostò chinandosi su di lei e baciandola.
Lei dapprima rimase passiva, poi cedette e ricambiò.
Quando le loro labbra si staccarono lui sussurrò
“Volevo farlo da molto tempo…. e volevo fare anche questo…. ”
Senza darle replica si chinò e scostò l’asciugamano e la sua bocca si posò su capezzoli già turgidi di Marsia mentre la mano superava i pochi centimetri che la separavano dal pube della donna iniziando ad accarezzarla.
“No Roberto…. no…. ” disse flebilmente Marisa in un’ultimo disperato tentativo di difesa.
Subito dopo si abbandonò al piacere di sentire nuovamente le mani e la bocca di un uomo sul suo corpo….

Dopo qualche minuto, Marisa si ritrovò nuda, distesa sul lettino dei massaggio con Roberto che perlustrava ogni millimetro del suo corpo usando le mani e la bocca e strappandole ininterrotti gemiti di piacere, istintivamente lei allungò la mano alla ricerca del sesso di lui, Roberto la facilitò, abbassando i pantaloncini e sfoderando il suo smisurato sesso.
Marisa incominciò ad accarezzarlo assaporandone l’incredibile potenza e l’immane calore che emanava.
Mentre lo accarezzava lo fissava spaventata.

Roberto lo notò e fraintese
“Lo vuoi succhiare vero…. adesso mi sposto…. ” le disse e fece un passo in modo che l’immenso glande andasse a sfiorare le tumide labbra di lei.
Marisa ebbe un sussulto, non aveva mai succhiato un uomo, non sapeva cosa fare, ma ora le premeva più di ogni cosa non deluderlo.
Cercò di ricordarsi ciò che aveva visto fare da Luisella e dopo lunghi attimi di indecisione, estrasse la lingua ed iniziò a vellicarlo.
Lui approvò con un grugnito di piacere.

Marisa continuò in quel gioco sino a che lui non l’implorò di prenderlo in bocca e lei si sforzò di farlo dilatando quanto più possibile le mascelle.
Goffamente leccò e succhiò sino a che lui non decise che era giunto il momento.
Marisa fu travolta dalla sua energia, la sollevò e voltò con la stessa facilità con cui avrebbe sollevato una bambina, si ritrovò a pancia sotto sul lettino, lo sentì salire poi sentì il glande farsi largo tra le sue cosce e raggiungere le grandi labbra madide di piacere.

S’irrigidì temendo il dolore della penetrazione, ma non venne malgrado quell’enorme muscolo affondasse sempre di più in lei.
Marisa fu invece travolta dal piacere, non riusciva a pensare che al ritmico piacevolissimo scorrere nel suo ventre, alle dolci carezze di Roberto, al doloroso piacere che s’irradiava dai capezzoli turgidi come mai.
Non ricordava nemmeno la potenza devastante dell’orgasmo che la travolse o forse non ne aveva mai provato uno simile.
Il tempo parve fermarsi ed il mondo scomparire mentre il piacere la investiva con travolgenti ondate, si riprese solo sentendolo godere.
Lui aveva estratto il cazzo dal suo ventre ed una furiosa pioggia di calde gocce di sperma le aveva ricoperto le natiche e la schiena.

Roberto si abbandonò su di lei premendo il membro nel solco delle sode natiche di Marisa, le fece voltare la testa e la baciò
“E` stato bellissimo…. la prossima volta però voglio farlo con calma….. ” , la ricoprì e la lasciò distesa, incapace di muoversi e timorosa di spezzare l’incantesimo.

Un po’ imbarazzata, Marisa fece ritorno allo spogliatoio evitando lo sguardo malizioso di Luisella.
Ma in macchina non le fu più possibile evitare il confronto
“Dal momento che questa volta è toccato a me aspettarti un sacco di tempo, almeno potresti dirmi come è stato…… ” la stuzzicò l’amica.
Marisa arrossì violentemente, come una ragazzina scoperta dopo una marachella e tentò una patetica difesa
“Ma guarda che ti sbagli…. Roberto mi ha fatto solo un massaggio…. ” Luisella ridacchiò con l’aria di chi la sa lunga
“Certo….. almeno ti è piaciuto…. ? ” le domandò con un sorrisetto furbo.

Marisa non seppe trattenersi ed assunse un’aria sognate
“Già….. quel ragazzo scopa come un dio….. ” aggiunse Luisella e Marisa capitolò ed annuì
“Non credevo potesse essere così bello….. ” disse con un sussurro.
“Dai retta ad un’esperta….. ce ne sono pochi come lui….. finché ci riuscirai cerca di tenertelo…. a anche se non sarà facile…. ”

Quelle parole fecero trasalire Marisa che si sentì mancare al solo pensiero di non potere più fare all’amore con Roberto, si voltò di scatto verso l’amica e di slancio domandò
“Cosa intendi dire ? ? ? ? ? “, Luisella, la guardò un poco sconsolata e titubante le rispose
“Vedi Marisa…. Roberto non è il tipo di uomo al quale tu sei abituata…. che tu conosci…. scusa il termine, ma lui è nato per scopare….. non per fare il marito. Ha bisogno di un harem non di una sola donna …. ed è molto esigente…… ”

Contrariamente a quanto pensava l’amica, Marisa non era così ingenua, nemmeno per un’istante aveva pensato a Roberto come ad un sostituto del suo defunto marito, ma le ultime parole di Luisella la colpirono ed allarmarono…. anche se non capiva esattamente cosa intendesse.
Cercò di far parlare Luisella, ma non ottenne molto, disperata si rivolse all’amica implorandola
“Luisella …. aiutami… io non ho avuto che Luciano… solo lui non sono esperta come te ma non posso perderlo… non ora…. ”

Marisa non si rese nemmeno conto che erano arrivate e l’amica aveva arrestato la macchina. Rimase ferma a fissare con sguardo implorante l’amica. Luisella le sorrise
“Non fare così….. ti aiuterò stai tranquilla…. ma adesso vai e cerca di non pensare troppo a Roberto… lo rivedrai domani…. ”
Marisa si riscosse e dopo aver salutato l’amica salì nel proprio appartamento….. mai le era parso così vuoto come quella sera….

Nei giorni successivi, la mancanza di avances da parte di Roberto la portò ben presto all’esasperazione, Luisella le fu vicina e non riuscendo a convincerla a farsene una ragione la biondina la consigliò sulle tecniche per tornare a destare l’attenzione di Roberto e ben presto Marisa prese ad indossare abiti che mai avrebbe pubblicamente mostrato solo una settimana prima.

Quando Roberto incominciò a mostrare nuovi segni d’interesse per lei, Marisa fu nuovamente presa dal panico e naturalmente si appoggiò a Luisella
“Ed adesso che cosa faccio, l’altra volta l’ho deluso…. è evidente …. non voglio che succeda ancora…. ma cosa posso fare ? ? ? ” ed alla fine la biondina cedette di fronte a tale disperazione
“Vuoi far colpo su di lui ? ? ? ” le chiese e Marisa annuì con forza
“Allora senti …. Roberto adora i pompini….. “, si fermò di fronte allo sguardo perso di Marisa
“Biancaneve… svegliati… ” la scosse
“Se lo vuoi devi darti da fare…. metti all’opera quella bella bocca… succhiaglielo e leccalo sino a farlo impazzire… ma se proprio vuoi far colpo alla fine devi farlo godere nella tua bocca e bere tutto….. sai lui ne va matto…. ”

L’espressione di stupore di Marisa fu tale che Luisella per poco non scoppiò a ridere
“Cosa .. ? ? ? ? ? ma tu l’hai fatto ? ? ? ” domandò incredula, Luisella scosse le spalle
“Si…. è un po’ perverso ma …. non è tanto male credimi…. anzi…. ” e non seppe trattenersi dallo scandalizzare ulteriormente l’amica leccandosi le labbra ed emettendo un roco UHHHMMM di approvazione.

Marisa si rese finalmente conto della situazione ed alla fine rise dell’ultimo scherzo dell’amica ed a sua volta riuscì persino a scherzare
“Spero che non sia troppo calorico…. non vorrei avere problemi di linea…. alla mia età…. “.
A casa si sentiva elettrizzata ed allo stesso tempo spaventata dall’idea di non essere all’altezza, di non essere abbastanza brava…

Ad un tratto, un lontano ricordo si affacciò alla sua mente e subito si alzò e si mise alla ricerca frugando nelle cose del suo defunto marito, cose che aveva raggruppato e riposto nei mesi successivi alla sua morte.
Ricordava ancora il suo shock quando aveva trovato quella cassetta.
Non aveva mai trovato il coraggio di guardarla e l’aveva riposta nascondendola accuratamente.
Ma quella sera la recuperò e trepidante la inserì nel videoregistratore.

Le immagini incominciarono a scorrere sul televisore e Marisa le fissò stravolta e stupita di fronte alle evoluzioni delle giovanissime ragazze che pure erano pronte a perversioni delle quali lei nemmeno immaginava l’esistenza.
Dopo averla visionata una prima volta lo fece una seconda ed una terza, cercando di concentrarsi su ciò che più le interessava e di apprendere tutti i segreti per donare infinito piacere a Roberto usando la sua bocca.

Il giorno successivo, si vestì in modo particolarmente provocante e per la prima volta si recò in palestra da sola rinunciando alla rassicurante compagnia di Luisella.

Fu un poco contrariata nel notare che Roberto non c’era, ma non si diede per vinta e si mise a cercarlo, ma senza grossi risultati.
Stava quasi per abbandonare le ricerche, quando incuriosita da alcuni rumori che provenivano da un piccolo locale normalmente inutilizzato, con circospezione aprì la porta e guardò.

Il primo istinto fu quello di ritrarsi prontamente, ma come già le era capitato, Marisa non lo fece e rimase a fissare Roberto in compagnia di Sara, una delle tante ventenni maniache che frequentavano la palestra.

Il corpo della giovane era disteso sul pavimento a pancia in sotto, piccolo e fragile se paragonato a quello di Roberto che la sovrastava muovendo ritmicamente il suo enorme membro nel giovane ventre.

Solo il giorno prima Marisa sarebbe fuggita o al più rimasta li a guardare come le era capitato quando aveva visto per la prima volta Roberto con la sua amica Luisella.

Ma quel giorno le tornarono in mente le immagini sconvolgenti della videocassetta che aveva guardato la sera prima.
Quando aveva visto due ragazze ed un uomo scatenarsi in mille impensabili giochi ne era rimasta molto turbata, ma era allo stesso tempo rimasta molto colpita dall’eccitazione che il maschio mostrava per quell’insolita situazione.

Con una decisione improvvisa entrò nella stanza e richiuse la porta, poi prese ad avanzare verso i due senza più preoccuparsi di essere scoperta. Roberto sentì i suoi passi e si voltò allarmata.

Marisa avanzava verso di lui sbottonandosi la camicietta e sorridendogli complice.
Roberto si arrestò, continuando a fissarla, lei gli giunse accanto e con la mano sfiorò i muscoli della schiena
“Serve aiuto.. ? ? ? ? ” disse con voce roca e si chinò a baciarlo.

Dopo l’iniziale sorpresa Roberto rispose con entusiasmo, quando le loro labbra si staccarono, Roberto si chinò su Sara che nel frattempo non si era accorta di nulla, persa nel piacere infinito che lui le stava donando.

“Sara tesoro…. oggi è un giorno speciale….. sarà ancora più bello del solito…. ” le sussurrò.
La giovane aprì gli occhi con un sorriso beato che le morì sulle labbra non appena vide Marisa.

La mente di Marisa era un vulcano, le emozioni scuotevano il suo corpo con una violenza mai provata, lei era venuta per Roberto e l’aveva trovato con quella troietta….

Agendo nuovamente d’impulso e frugando alla rinfusa nella memoria di quanto visto la sera prima, sorridendo alla giovane si sollevò la gonna sui fianchi e con gesti fluidi si sfilò le mutandine.

Conscia dello sguardo di Roberto che seguiva ogni suo movimento, Marisa avanzò andando a porre il proprio pube proprio di fronte al viso della giovane Sara, la mano accarezzò i corti capelli castani
“Tu hai già Roberto…. non essere egoista…. fai godere un poco anche me…. ” disse e con decisione con la mano attirò la testa della giovane sino a che le labbra non si appoggiarono sul clitoride.

Marisa trasse un gemito di piacere, soprattutto per aver letto negli occhi di Roberto la terribile eccitazione che la scena gli provocava.
Mentre riluttante Sara iniziava a leccare, Marisa scodellò i seni e Roberto si sporse a succhiarle i capezzoli.
Ben Presto Marisa si accorse con stupore che anche la lingua di Sara le donava piacere.

Il controllo del gioco rimase nelle sue mani solo per poco, poi Roberto la sostituì e con Gioia Marisa lo accolse nel suo ventre e quando lui glielo chiese docilmente ricambiò la giovane Sara, e per la prima volta in vita sua leccò e baciò una donna.

Il vigore e la resistenza di Roberto parevano centuplicati, instancabile passava dall’una all’altra dispensando e chiedendo piacere.
I loro corpi si fusero in grovigli apparentemente inestricabili sino a che Marisa e Sara non si ritrovarono a contendersi l’onore di allietare Roberto con le loro bocche.

Per un po’ Marisa accettò il gioco, ma quando si rese conto che Roberto era ormai prossimo all’orgasmo, con autorità s’impossessò dell’immenso membro e se lo affondò in bocca il più possibile.
Poi combinando alla perfezione il movimento delle mani con quello delle labbra e della lingua spinse con decisione il maschio oltre il limite del piacere.

Quando lui incominciò a godere nella sua bocca Marisa credette di Morire ma non si tirò indietro.
Le calde ondate di liquido seminale, si succedevano con una tale rapidità e violenza che lei non riusciva ad ingoiare tutto rischiando di rimanere soffocata.
Trattenne il fiato e continuò a deglutire sperando che la fine giungesse presto.

Ma prima che tutto si esaurisse a sorpresa Marisa venne travolta da un violentissimo orgasmo e perse la cognizione del tempo.
Quando si riprese Roberto era steso al suo fianco e le accarezzava dolcemente il viso
“Sei stata fantastica…. ” le sussurrò e mentre esultante Marisa fissava Sara che lentamente si rivestiva e si preparava ad andarsene lasciandoli soli.
Roberto pareva non avere occhi che per lei, ed a malapena rispose a monosillabi al saluto della ragazzina.

Marisa in quell’istante seppe di averlo conquistato, sarebbe stato suo ogni volta che lei l’avesse desiderano….. ed avrebbe continuato ad esserlo sino a quando lei avesse catturato e soddisfatto la sua fantasia…..

Marisa si sentì esultante …. ma allo stesso tempo spaventata….
“Sarò all’altezza ? ? ? ” si domandò mentre il suo corpo si contraeva sotto la decisa spinta del dito di Roberto che iniziava a penetrare nel suo inviolato sfintere….. non sarebbe stato facile…. FINE

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