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Menomale si cambia

Ricordavo gli zii come due persone severissime e scortesi, il figlio, al nostro primo incontro 17enne lo reputavo un completo imbecille, mentre la figlia 10enne era una di quelle racchie saccenti che a tutti i costi vogliono avere ragione.
I parenti venivano da noi per un paio di giorni perché mia zia e la figlia facevano parte di una squadra di pallavolo femminile militante in B1: la prima era allenatrice, la seconda ormai 19enne schiacciatrice. Dovevano disputare un’amichevole a proprie spese e così si rivolsero a noi che abitavamo nella città della loro squadra avversaria.
Al loro arrivo io ero ancora in fase di preparazione al mio dovere che era quello di accogliere i due fratelli; con mio grande piacere sentì dal piano sottostante, dove stavano parlando, che Gigi non “aveva voluto disturbare”, queste le parole della zia e così dovevo accudire solo la cuginetta.
Dopo un po’ mi decisi a scendere e con la faccia più allegra che potessi fare in quel momento salutai i miei zii chinandomi per non farli alzare dalla poltronache mi sembrarono un po’ più “normali” di quanto mi aspettassi, poi girandomi …….. il miracolo, la racchia ora era una sventola pazzesca: aveva degli occhi azzurri splendidi, avendo sostituito gli occhiali con delle lenti a contatto, un corpo perfetto modellato, credo, dall’allenamento , ma soprattutto ciò che mi risaltarono più agli occhi, grazie a quel suo meraviglioso vestitino estivo, furono le sue tette; doveva portare almeno una 4a e i seni mi sembravano ben sodi.
Forse mio padre si accorse della mia leggera distrazione e mi diede un invisibile (agli altri…. ) pizzicotto.
Subito le feci vedere la sua camera scappando dai ricordi che elencavano tra loro i rispettivi genitori, gli era stata assegnata la camera vicino alla mia, che non veniva usata da un bel po’ e che fu pulita a fondo per l’occasione, la vicinanza che avremmo avuto in quella notte mi fece iniziare a scivolare nella testa pensieri perversi………, comunque gli mostrai la camera e chinandomi per posarle le valige non potè fare a meno di guardale le gambe per intero fino ad arrivare ad un po’ del sedere che il vento aveva scoperto ………. subito senza batter ciglio feci qualche osservazione scema sul vento
più forte del solito e chiusi la finestra.
Devo ammettere che non potei resistere ed andai in bagno per masturbarmi, ad un certo punto mi ricordai del buco fatto con i miei compagni nel muro del bagno per vedere le nostre amiche e che ora era coperto da un gancio, lo tolsi con un forza e così ora, se si fosse accorta del buco, anche lei avrebbe potuto vedermi mentre godevo pensandola . Dallo specchio vidi il suo occhio dietro di me, e quindi finsi di volermi guardare di profilo allo specchio , in verità volevo che lei potesse essere convinta di vedermi a mia insaputa……..
Prima di raggiungere l’orgasmo dissi a voce media il suo nome, Valeria, e lei comportandosi con sangue freddo, ma allora mi sembrò solo un comportamento da troia, mi disse: “cosa c’è Marco? ” ed io rimasi lì in silenzio riuscendo a dire, in quegli istanti di ripresa solo un “nulla” striminzito.
Quando uscì ci fu la mia vera sorpresa, infatti trovai lei che mi disse “ora è il mio turno di farmi………. una rinfrescata! ”
La sera passò normale, ma la notte i sogni non mi lasciavano tregua, avevano tutti come soggetto principale Valeria ed era sempre vestita solo per poco tempo, prima che riuscissi a spogliarla.
Il giorno dopo, il giorno della partita Valeria accusò un forte mal di pancia e, nonostante tutte le preghiere della madre, rinunciò alla partita.
Sperando non so cosa mi offrì per farle compagnia.
Circa un’ora dopo che tutti furono usciti Valeria dall’altra stanza mi chiese un bicchiere d’acqua; quando glielo portai quasi lo feci cadere a terra, perché lei ere sul letto supina solo con reggiseno e slip, entrambi neri e con delle piccole trasparenze, mi avvicinai e mi disse con voce maliziosa “fa caldo, vero? ” ………. io provai a resistere rispondendole che era l’estate che si faceva sentire, ma lei aveva già una risposta pronta e girandosi mi disse “mi spalmi questa crema sulla schiena? “, una volta che la ebbi accontentata lei, sempre distesa, girandosi mi disse: “mi fa male il pancino mi spalmi anche qui la pomata? “, anche questa volta l’accontentai, ma oramai la forma del mio pene eretto si iniziavano a intravedere dal pantalone del pigiama, alla fine non ressi più quando togliendosi il reggiseno mi disse “cas’hai sotto il pigiama? ” e ancora con aria di sfida e accarezzandosi le tette disse “spalmamelo anche qui! ”
“Ma allora Lo vuoi! ” dissi ormai al culmine dell’arrapamento e mi abbassai il pigiama, lei da vera troia subito alzò il suo addome dandomi l’opportunità di toglierle gli slip, la penetrai con molta forza e ebbi la prima mia conferma, Valeria non era vergine…….. , la penetrai molte volte nella fica, che era tutta bagnata, poi mettendola a pecorella mi aggrappai alle tette e la inculai, e intanto lei non rontolava altro che un’eccitantissimo
“si, ancora, così, spingi……….. ” la presi in tutte le posizioni che conoscevo, ed anche in altre, poi decisi di venire lì dove non avevo ancora agito , così praticammo un 69 in cui entrambi succhiammo avidamente, alla fine le sborrai tutto in bocca e lei ingoiò tutto senza nemmeno una goccia di sperma………… dopo 5 minuti di “ricarica” fu lei a muoversi per prima e si fece doccia, ma mettendosi in modo che io potessi vederla dal buco del bagno………
Al ritorno dei nostri genitori, io ero sul divano a leggere e Valeria era nella sua stanza, qualcuno mi chiese “come stà Valeria? “, io risposi distrattamente “non lo so…… gli ho portato solo alcune cose da bere”……. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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