Quel sorrisetto di mamma

Avevo avuto una colica addominale e il medico di turno, prontamente intervenuto a casa, mi aveva praticato una puntura che aveva alleviato i fortissimi dolori manifestatisi nella tarda mattinata di quella freddissima giornata domenicale.
In serata, però, la situazione peggiorò nuovamente e mia mamma, su consiglio della guardia medica, mi condusse in ospedale.
Qui mi furono somministrati altri farmaci, in particolare dei sedativi, che di lì a poco mi fecero cadere in uno stato di profondo torpore.
Rifiutai, però, la proposta di ricovero avanzata dai medici, che volevano effettuare più approfonditi accertamenti sulle cause del malessere.
Stavo per compiere venti anni ma ero legatissimo a mia mamma e non volevo distaccarmene proprio in quel momento di sofferenza.
Tornati a casa in piena notte, mi misi a letto addormentandomi profondamente.
Mi svegliai l’indomani, dopo mezzogiorno, e lei, premurosa e apprensiva come sempre, si precipitò nella mia stanza per accertarsi delle mie condizioni.
I riscaldamenti erano accesi al massimo, e lei indossava solo una vestaglina corta e trasparente che, oltre a lasciare scoperte le sue prosperose cosce (abbellite da un eccitantissimo reggicalze), faceva maliziosamente intravedere mutandine e reggiseno.
In barba ai suoi 54 anni, è una donna piacente e giovanile e, privo come sono di contatti femminili, non riesco a domare la mia carica libidinosa. Insomma, pur trattandosi di mia mamma ho una vistosa erezione.
Per tutta la giornata non faccio altro che nutrire torbidi pensieri, in cima ai quali c’è lei, il frutto proibito che vorrei tanto gustare.
Arrivo al punto di masturbarmi ma non serve a placare le mie brame.
In serata la situazione ha uno sbocco imprevedibile: l’indomani, di buon’ora, devo tornare in ospedale per una radiografia addominale e per questo mia mamma mi deve fare un clistere.
Assisto così ai preparativi: riempie una pera di gomma con dell’acqua calda, alla quale aggiunge alcune gocce di una sostanza oleosa.
All’idea che deve infilarmela tutta nel culo, mi sento stranamente turbato, provando una vistosa erezione che però mi imbarazza nel momento in cui devo spogliarmi.
Ma lei, forse al corrente delle strane perversioni che spesso si nascondono nei maschi, pensa solo a farmi distendere a pancia in giù sul lettino.
Mi fa divaricare per bene le cosce, mi allarga con due dita il buchino, e dopo averlo lubrificato con della vaselina, vi infila delicatamente la cannula.
L’acqua calda comincia a riempirmi la pancia mentre la mia eccitazione è alle stelle.
Notando in me una certa agitazione, mia mamma mi chiede affettuosamente che cosa mi stia accadendo: domanda alla quale non so rispondere, anche se confesso di non provare disagio alcuno per quanto sta accadendo.
Introdottami in pancia fino all’ultima goccia di quella soluzione fortemente lassativa, (lo stimolo è già impellente), mi toglie la cannula dal culo spingendomi verso il water.
Mi siedo sulla tazza e senza perdere neppure un secondo comincio ad espellere l’acqua introdottami, mista a una incredibile quantità di nauseabondi rifiuti.
Senza imbarazzo, lei assiste a tutta l’operazione.
Svuotato completamente l’intestino, e notando il perdurare della mia erezione, cosa mi combina?
A sorpresa mi impugna saldamente il membro assestandovi un paio di colpettini, rapidi e decisi, in seguito ai quali godo da matti, emettendo una gran quantità di sperma, denso e appiccicoso.
Non fa commenti ma sembra soddisfatta di avermi in qualche modo appagato.
Da quel momento mi guarda con un enigmatico sorrisetto, beffardo e ammiccante.
è disposta a rifarlo? FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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