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Sandra non era una brutta ragazza

Sandra non era una brutta ragazza, non era bellissima, ma il suo fascino sensuale la poneva al di sopra di tante sue amiche veramente più belle, aveva fatto per due anni la Scuola Alberghiera, poi l’aveva lasciata per problemi di famiglia, avendo perduto il padre, non poteva rimanere fuori dalla famiglia e lasciare la madre sola con altri due fratelli un maschio e una femmina, di 10 anni lui e 15 lei, e così si era ritrovata a 23 anni a dover dare una mano economica alla casa, nella cittadina in provincia di Firenze dove abitava, c’era un Architetto (grosso costruttore) che aveva bisogno di una donna per la propria casa, avendo licenziato (per limiti di età) la donna che per 30 anni aveva avuto in casa, Sandra (raccomandata dal Parroco che la conosceva bene) si era presentata ed era stata assunta immediatamente, la villa era molto bella, lo stipendio pattuito con l’Architetto era veramente interessate, e lei aveva cominciato a lavorare con entusiasmo in questa villa, la Signora la trattava bene, l’Architetto per quel poco che era in casa la chiamava solo per un caffè, la loro figlia era a Londra a specializzarsi con l’Inglese, il maschio Luigi, stava quasi tutto il giorno nella sua stanza a studiare, stava finendo la tesi di Laurea in Ingegneria Meccanica, nella villa c’era la cuoca e la donna delle pulizie, il lavoro di Sandra era quello di sistemare la casa, rifare le camere, spolverare, per i lavori pesanti c’era appunto l’altra donna, fin dal primo giorno entrando nella camera di Luigi si era trovata quasi a disagio, vedere questo ragazzo di 26 anni alto 1, 90, moro, con due occhi di un’azzurro mare che la sconvolgevano, due spalle possenti, (frutto di anni di palestra) ogni volta che lo vedeva ne rimaneva affascinata, perdeva la sua naturalità nel parlare e spesso balbettava, una mattina dopo aver bussato alla porta, era entrata nella camera di Luigi, lui come al solito era alla sua scrivania a studiare, e lei dopo aver tolto le lenzuola al letto ne rimetteva di pulite, Luigi faceva l’indifferente, ma controllava tutti i movimenti di Sandra, infatti lei nel chinarsi per mettere sotto le lenzuola, aveva dato modo al ragazzo di farle vedere le sue grazie, a Luigi non era sfuggito quel minuscolo tanga nero che aveva visto, una strisciolina di stoffa in mezzo alle chiappe dove uscivano generosi un mucchio di peli neri, e sotto aveva visto il pacco della fica davvero notevole.

Per il ragazzo l’erezione era stata immediata, lo spettacolo che involontariamente le aveva offerto Sandra era unico, facendo il vago Luigi le disse, ma oggi che è Giovedì dove vai di bello? e Sandra le rispose che usciva con il ragazzo, era quasi un’anno e mezzo che si conoscevano, però Luigi trovò un tono di insoddisfazione nella risposta di Sandra, allora cominciò ad incalzare con le domande, per capire che cosa era che non andava, in effetti l’insoddisfazione di Sandra era una cosa seria, sotto l’incalzare delle domande alla fine si lasciò andare ad una confessione, era più di un’anno che lei faceva l’amore con il ragazzo, ma la maggior parte delle volte, quando erano soli, lui si faceva fare un bocchino, mentre lei le succhiava il cazzo lui al massimo le toccava il culo o il seno, e lei immancabilmente rimaneva insoddisfatta, facendole capire che dopo lei ovviava alla mancanza con un ditalino, a quel punto Luigi faceva l’intenerito, si avvicinava a Sandra e le prendeva il viso con ambo le mani e le dava un bacio in fronte, sentendo quelle mani enormi sul proprio viso lei si sentì bagnare la fica, era un fuoco, vicino a questo ragazzo possente gentile e premuroso, sentiva i caporelli ormai durissimi, la fica che le colava umori in quantità, il ragazzo con molta delicatezza, (ormai era il suo piano) le disse che trattare una bella donna come lei in questo modo è da criminali, io proseguì, se tu fossi la mia ragazza prima di godere dei tuoi favori ti farei venire almeno tre, quattro volte, molto sorpresa Sandra le rispose, ma tu faresti questo perchè ti ho detto così o perchè è un tuo modo di fare? al che lui rispose, ma come il mio modo di fare? la mia donna deve godere più di me altrimenti non ci proverei gusto, a quel punto la prese per i fianchi e se la strinse a se, iniziò a baciarla sul collo, sotto le orecchie, e nel contempo le faceva sentire il bastone che batteva imperioso sotto il pigiama, per Sandra l’orgasmo la prese improvvisamente, non capiva cosa le stava succedendo, Luigi le aveva messo la lingua nella bocca e la scandagliava come un trattore, lei rispose a quel bacio con un mugolio, sentiva che se continuava cosi lei avrebbe sborrato di nuovo, era carica, con una voglia arretrata che la portava a bagnarsi in continuazione, intanto Luigi le aveva messo la mano sulla fica, continuava a baciarla, ma sentiva questa ragazza che aveva un monte di venere eccezionale.

Leggermente mentre continuava a baciarla, con un dito le scansò il tanga, e nello scendere sentiva quel mucchio di peli fitti che incontrava, con il medio trovò l’inizio delle labbra della fica, scese ancora e sentì la clitoride che si ergeva durissima, eccitante e trovò un lago di umori, continuando a baciarla la adagiò sul letto, le allargò le gambe e finalmente con il medio entrò dentro quel forno che continuava a emettere umori, come era dentro Sandra ebbe un’altro orgasmo, allora Luigi le sfilò il tanga, cominciò a scendere baciandole il seno, lei si era aperta il grembiulino, lui le baciava la pancia ma continuava a scendere, le arrivò sul monte di venere, cominciò a giocare con i peli folti che le incorniciavano la fica, baciava e leccava l’inguine, prima a destra e poi a sinistra, a quel punto Sandra non resse più, le prese la testa e se la portò in mezzo alla fica, aveva spalancato le gambe al massimo, colava come una fontana, stava quasi per gridare dal godimento e dalla voglia, allora Luigi le prese con le labbra la clitoride che come senti la sua bocca sborrò, lui iniziò a leccarla sotto, le aveva preso le gambe e le teneva alte, le leccava il culo, con la lingua a punta le entrava dentro, poi ripercorreva tutta la fica fino alla clitoride e ritornava indietro rifermandosi nel culo, subendo questo trattamento Sandra non reggeva e sborrava di nuovo, ormai era una fonte inesauribile di umori, sul letto aveva fatto un lago, allora Luigi l’aveva girata come una bambola, l’aveva posizionata a pecorina, e mentre le leccava il buco del cuolo con la mano le faceva un ditalino, dopo diversi lamenti Sandra era esplosa di nuovo in un orgasmo devastante per lei, si era letteralmente afflosciata sul letto preda di un tremore dovuto all’ennesimo orgasmo, Luigi intanto si era tolto il pigiama, e mostrava orgoglioso una mazza da più di 20 cm. ma la cosa che sorprese Sandra era la grossezza, era più grosso del suo polso, lei intanto lo aveva abbracciato e lo baciava, voleva in qualche modo essere riconoscente con questo ragazzo bellissimo delicato e dolcissimo, allora le diceva dimmi che vuoi e ti soddisferò, ma non sapeva che a Luigi gli piaceva il culo in un modo incredibile.

Lui senza perdere tempo, la riprendeva tra le sue forti braccia e la girava di nuovo, iniziava a leccarle il buco del culo di nuovo, riportandola in breve ad un’eccitazione che se avesse continuato l’avrebbe fatta sborrare nuovamente, nel frattempo aperto il comodino ne prendeva della crema alla vasellina, le spalmava bene il buchetto, ci introduceva prima un dito, poi due, avvertiva le contrazioni dello sfintere, segno di un effettivo piacere provato dalla ragazza, poi ci poggiava la cappella e iniziava a spingere, in quel momento Sandra capiva cosa voleva Luigi, non faceva in tempo a dirle che lei nel culo non lo aveva mai preso, che già la cappella e buona parte del tronco erano già dentro al culo, non era dolore quello che provava per via dell’enorme lubrificazione, e poi l’eccitamento che aveva provato prima per il leccare continuo del suo buco, gli avevano provocato una voglia di godere che non era affatto scemata, infatti quando alla fine era entrato tutto, inizialmente sentiva un po di dolore che poi si mischiava con il piacere mai provato di essere inculata, anche se non le fosse piaciuto, sarebbe stata zitta per l’enorme riconoscenza che aveva per questo ragazzo, che l’aveva fatta godere come non mai, ma piano piano iniziava a provare il vero piacere, e poi mentre si sentiva riempire e pompare il culo, la mano di lui le stava facendo un ditalino che neanche da sola lo avrebbe fatto così bene, sentiva quel grosso cazzone che le scandagliava il retto, lo sentiva entrare e uscire a suo piacimento, l’altra mano che le torturava i capezzoli durissimi, poi improvvisamente la sborrata, forte, calda, immensa, si sentiva riempire il culo ulteriormente, ed è li che anche lei fece una sborrata che la squassò dal cervello fino hai piedi, passando per lo stomaco la fica, il culo, per finire nei piedi l’ultima scossa, ma contrariamente a quello che aveva sempre vissuto, sentì che quel cazzone stupendo che le stava martoriando il retto, non si fermava, e non aveva perso il suo vigore, infatti come preso da una forza nuova Luigi ricominciava ad incularla con rinnovata energia, e le sue mani, sembrava che ne avesse mille, si sentiva toccare i caporelli carezzare i seni, martoriare la clitoride, due dita dentro la fica, era piena di Luigi e delle sue mani, e questo cazzone che continuava come un pistone, ad entrare ed uscirle dal culo, di nuovo l’orgasmo arrivò squassante, sentiva le tempie che battevano forte.

E stava per crollare sfinita, ma quando sentì la sborrata che le riempiva di nuovo il retto, fece un’urlo che aveva poco di umano e stramazzo veramente su se stessa, non capiva più nulla, aveva un tremito che non riusciva a controllare, tanto era stato squassante l’orgasmo appena provato, avvertiva appena che Luigi le stava sfilando quella meraviglia dal culo, infatti dopo si sentiva veramente vuota nel culo, e sentiva le cosce bagnarsi, il colare fra di esse della sua ultima e copiosissima sborrata, e le venne naturale mettersi una mano nel culo, per non sporcare ulteriormente il letto che era divenuto una macchia gigantesca, da come era sdraiata prona con uno sforzo notevole si girò, allungò le braccia tremanti era sfinita dai molteplici orgasmi, ma felicissima di avere avuto una esperienza simile, Luigi per la prima volta l’aveva fatta sentire donna a tutti gli effetti, non avrebbe mai creduto che lei sarebbe riuscita a venire tutte quelle volte, l’abbracciò e lo baciò soddisfatta e riconoscente, e nell’orecchio in un sussurro le disse, quando vuoi e tutto quello che vuoi io sarò sempre pronta a dartelo, Luigi le disse in un’orecchio, la pillola la prendi? e lei le disse no, non l’ho mai presa, ma se vuoi la prenderò, il tempo di farmela prescrivere dal dottore, e allora Luigi allargandole le gambe, aveva la fica spalancata avanti a lui, le infilò il suo cazzone nella micia e mentre la scopava le disse, quando stò per venire te lo riprendi nel culo? e Sandra allargandosi ancora di più le rispose, questa meraviglia me la puoi mettere dove vuoi, però facciamo così, quando prenderò la pillola, prima mi scopi se vuoi, e dopo però lo voglio nel culo, non sapevo che nel mio retto fosse così bello, non lo avrei mai creduto, anzi fai una cosa metticelo subito, non vorrei che magari ti bagni e mi metti in cinta, spero solo che la pillola me la diano il più tardi possibile, e preso il cazzo con la mano lo sfilava dalla fica e se lo rimetteva nel culo, appena in tempo per cacciare un’urlo, stava sborrando di nuovo, ed io con lei, ci accasciamo sfiniti sul letto, e rimasi a pensare a quale fortuna mi era capitata, avere una ragazza che le piaceva di più ad essere inculata che scopata, con tutto che ora che la guardavo bene, aveva una fica che era veramente un monumento alla gnocca. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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