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copertina racconto erotico

Sensuale Katia

Katia era una donna misteriosa, in apparenza felicemente sposata, mamma da appena un mese di una bellissima bambina, abitava nell’appartamento di fianco al mio, stessa palazzina, stesso pianerottolo da circa un anno.
34 anni, fisico perfetto, che il parto non aveva intaccato minimamente, un seno bellissimo, oggetto del mio desiderio più profondo, reso ancora più gonfio dal latte materno, Katia non usciva quasi mai da casa, suo marito, un programmatore informatico, stava fuori città tutta la settimana, rientrava solo per il week end.
Fin dal periodo della gravidanza mi ero offerto di svolgerle quelle piccole mansioni quotidiane, farle la spesa, andare in farmacia etc…, lo facevo molto volentieri, anche perché potevo rimanere a contatto diretto con lei, incrociare il suo sguardo, poter anche se per poco ammirare il suo corpo.
Non ero mai andato oltre il classico…. ciao come va… buon giorno e così via, mai una confidenza, niente, eppure ogni volta che la vedevo il cuore mi palpitava, la desideravo, avevo cominciato a masturbarmi fantasticando su di lei da quando aveva il pancione, era attraente e sensuale e stava diventando un’ossessione per me, la spiavo ogni qualvolta che potevo, mi eccitavo vedendo la sue mutandine di pizzo nero i suoi reggiseni tra la biancheria stesa a pochi metri dal mio balcone, le sue autoreggenti bianche setificate, non facevo altro che pensare a lei, e al desiderio che mi procurava.
Era un giovedì pomeriggio, me lo ricordo benissimo, ero tornato da poco dal lavoro e mi ero appena fatto una doccia, quando il campanello suonò, in accappatoio mentre con l’asciugamano mi stropicciavo i capelli umidi, aprii la porta, era Katia con la piccola Joel in braccio.
Ciao disturbo? ….. no figurati….
scusami ma volevo chiederti un favore…… sai mi si è staccato il cavo dell’antenna della tv….. non so proprio dove mettere le mani…
non preoccuparti m’infilo qualcosa prendo gli attrezzi e arrivo subito, e ringraziandomi rientrò nel suo appartamento, che bella che era, aveva una vestaglietta da casa e avevo notato che non portava il reggiseno, ero euforico ed eccitato al pensiero di poter passare qualche minuto con lei.
Un’altra cosa che mi eccitava di lei era la voce, una voce dolcissima e sensuale, mi faceva sciogliere, a volte provavo ad immaginare che effetto avrebbe avuto su di me nel sussurrarmi parole erotiche, così dopo aver recuperato qualche attrezzo uscii nel pianerottolo e suonai alla porta di Katia.
Mi venne ad aprire sempre con la bimba in braccio, entra e scusami per il disordine ma la bimba mi prende tutto il tempo, mi fece strada nel salotto, e mi spiegò dove stava il problema, mi misi subito al lavoro, che poi consisteva solo nel mettere uno spinotto al cavo tv, roba di pochi minuti, lei nel frattempo si sedette sul divano di fronte a me, parlava e giocava con la bimba, non la conoscevo sotto questo aspetto.
La piccola cominciò a piangere e Katia amorevolmente ….. su piccolina è l’ora della poppata, poppata? Pensai io bloccandomi, rimasi fermo col cacciavite in mano, poi mi girai lentamente, si era slacciata la vestaglia tirandosi fuori il seno, grande, enorme con i capezzoli turgidi e grossi, subito la piccola Joel si attaccò al capezzolo ciucciandolo voracemente, era una scena bellissima, la mamma che allatta la bimba, ma mi provocava un folle turbamento.
Katia si accorse che avevo cambiato espressione, c’è qualcosa che non va ? disse, no, no è che hai due tette bellissime, la frase mi uscì così spontaneamente che non sapevo neanche io come, lei mi fissò stupita, ma reagì con un sorriso disarmante che mi rese ancora più intraprendente, posai il cacciavite e mi avvicinai al divano, posso guardare mentre allatti?
Non aspettai neanche la risposta che mi ero seduto accanto a lei mentre la bimba continuava la sua poppata,
presi coraggio e cominciai a parlarle di come fin da quando aveva il pancione facevo dei pensieri erotici su di lei, e in particolare di come fantasticavo sul suo seno, lei mi ascoltava stupita, non si sarebbe mai aspettata una confessione del genere, era tranquilla, anche perché il mio tono era molto cordiale, e poi sembrava compiaciuta da tanto interesse nei suoi confronti, parlammo per dieci minuti, il tempo della poppata, poi lei stacco la piccola si riassestò la vestaglia coprendosi il seno dicendomi ridendo che era spiacente ma lo spettacolo era finito.
Si alzò per mettere la piccolina nel lettino per farla addormentare, io feci per tornare ad armeggiare sul cavo tv, ero convinto di essermi giocato il bonus, pensavo che dopo essermi rivelato a lei in questa maniera non avrebbe più avuto quella considerazione e quella fiducia dimostrata nei miei confronti, fu in quel momento che squillò il telefono, Katia sollevò la cornetta per rispondere,
era Alberto, suo marito, lei era in piedi, mi dava le spalle, non so cosa mi successe in quel momento, ebbi un’impulso fortissimo, furtivamente fui dietro di lei, le sollevai la vestaglia e premetti il mio sesso voglioso sulle natiche, lei era come paralizzata dalla sorpresa, stava parlando al telefono con suo marito e non poteva reagire, cercava di allontanarmi con delle spinte, ma io la tenevo ferma per i fianchi, cercando di scostarle le mutandine, baciandole il collo, aprii la vestaglia liberandole le tette, che presi a palpare, lei ebbe uno scatto, e con una scusa riuscì ad interrompere la comunicazione, ma cosa fai…. sei matto… smettila ti prego….
Accennando ad una resistenza neanche troppo convinta, proteste inutili, l’avevo sollevata di forza la stesi sul divano, la baciai cercando di infilare la lingua nella bocca, dopo una breve resistenza cedette schiudendo le labbra accogliendo la mia lingua vorticosa, le mie mani frugavano le sue cosce, mi staccai dalla sua bocca, volevo succhiarle le tette, quelle tette che avevo sempre sognato, cominciai a leccargliele, ebbe un sussulto mi disse di fare piano perché avendo il latte era molto sensibile, appoggiai le labbra al capezzolo e diedi una tenera poppata, sentii un liquido dal sapore amarognolo uscire dal capezzolo, glielo strinsi e schizzi bianchi colarono sul seno, era una libidine pazzesca, mi liberai degl’indumenti, e gli fui sopra, strofinavo il cazzo sul ventre, sulle mutandine, non accennava più nessuna resistenza, si stava lasciando fare, le dissi che ero pazzo di lei, e avevo sempre desiderato questo momento, non poteva ancora avere rapporti per via del parto, volevo toccarla, baciarla e accarezzarla, godermela tutta.
Squillò nuovamente il telefono, era ancora suo marito che preoccupato dall’interruzione precedente aveva richiamato, katia rispose mettendosi a sedere sul divano, disse, che aveva riattaccato perché la bimba si era svegliata, nel frattempo con il cazzo strofinavo le sue labbra, mentre parlava al telefono, era un gioco eccitantissimo passavo la cappella tra la cornetta e le sue labbra, a lei piaceva, cercavo di infilarglielo in bocca nei momenti di pausa in cui non parlava, la toccavo dappertutto, mi stava salendo l’orgasmo, la feci sistemare alla pecorina e premetti strofinando il cazzo ormai al massimo dell’eccitazione, sentivo che la sborrata era imminente, mi portai davanti a lei e cominciai a menarmelo, venni sborrandole copiosamente sul viso, sulla bocca, sul mento, salutò il marito e riagganciò, aveva la faccia grondante di sperma, mi prese in bocca l’uccello ancora gocciolante e cominciò a succhiarlo, era fantastica, si era liberata delle sue paure ed era pronta ad offrirmi tutto, le dissi che volevo vederla stringersi i capezzoli per vedere il latte schizzare fuori,
con movimenti delicati esaudì la mia richiesta, spruzzi di latte molto sottili le imbiancarono il seno, non avevo mai visto niente di più eccitante in vita mia, ero nuovamente duro, volevo penetrarla, le dissi timidamente che volevo prenderla da dietro, ero sicuro della sua risposta negativa, ma con mia sorpresa e senza esitazione acconsentì, anche perché con suo marito in questo periodo aveva solo rapporti anali, non mi sembrava vero, stavo accingendomi ad incularla, ma volevo farlo dal davanti e non nella classica posizione supina, la tirai avanti con le gambe, e dopo averle sfilato le mutandine gliele divaricai, era tutta depilata, il clitoride era molto pronunciato e si ergeva, l’istinto di stringerlo fra le dita era fortissimo, appena lo sfiorai Katia ebbe un sussulto e cominciò a gemere, avvicinai l’asta vibrante alla sua bocca per farmelo bagnare, scesi nuovamente a sfregarglielo sulla fica depilata, poi lo puntai con decisione nel buchetto posteriore, entrai senza difficoltà.
Katia lanciò un urlo, seguito da un gemito, affondavo i colpi freneticamente mentre con le mani le tenevo le cosce aperte, e mi godevo la vista del suo splendido seno e le smorfie del suo viso, da quella posizione riuscivo a vedere il cazzo che scompariva e riappariva sotto i miei colpi, vedevo le contrazioni della vagina, e tutto questo contribuiva a far salire l’eccitazione, raggiunse l’orgasmo subito, affondando le unghie nella mia schiena e gemendo di piacere, io venni subito dopo, sfilando il cazzo dall’ano e schizzando sulle sue tette un mare di sperma
Era stato fantastico, mai e poi mai avrei immaginato un epilogo del genere, la mia intraprendenza era stata premiata sicuramente se la sua reazione fosse stata diversa, mi sarei preso anche un bello schiaffone, ma fortunatamente il mio istinto ancora una volta aveva vinto.
Da quel giorno, ebbe inizio un rapporto bellissimo con Katia, passavo buona parte del mio tempo in casa sua, facevamo ogni tipo di gioco erotico, questo per circa tre mesi, poi suo marito dovette trasferirsi all’estero per lavoro, e lei lo seguì.
Ora Katia è in Canada, ci sentiamo a volte per telefono, non mi ha dimenticato, ed io non ho dimenticato i momenti passati con lei, il suo culo, il suo seno fantastico, la sua calda bocca, e quel rigagnolo bianco che schizzava fuori dai suoi capezzoli. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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