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Tutta colpa della cameriera

Tutto iniziò la scorsa primavera.
Mi chiamo Francesco figlio unico di anni 20, è vivo in una famiglia di media borghesia composta da mio padre Vittorio 50 anni imprenditore e mia madre Manuela 48 anni ben portati mora.
Nella nostra casa vive da circa 15 anni, anche Stefania una donna somala di 45 anni che è la nostra collaboratrice familiare, la quale mi ha visto nascere e che simpaticamente mi chiama signorino.
Una calda notte di primavera ebbe inizio la storia che sto per raccontarvi, all’inizio fu del normale sesso con la propria cameriera ma poi ……
Era una calda notte di primavera e non riuscivo a dormire, era passata mezzanotte e decisi di recarmi in cucina per bere qualcosa di fresco nella speranza di avere un effetto sonnifero.
Nel recarmi nella cucina passai davanti alla camera dei miei genitori e fui attratto da strani rumori , la porta era socchiusa e dalla finestra filtrava la luce della luna, mi incuriosii e mi accostai alla porta.
Mi ritrovai una scena curiosissima mio padre era steso a pancia all’aria e mia madre era accovacciata sul suo pisello e gli stava facendo un gustosissimo pompino dando le spalle alla porta.
In un primo momento cercai di rispettare la loro intimità ma poi fui attratto dall’enorme culo di mia madre che accompagnava i lenti movimenti della testa nel su e giù del pompino.
Rimasi imbambolato non avevo mai immaginato i mie genitori come si comportassero sessualmente e oltre tutto non avevo mai pensato a mia madre come una donna capace di fare quelle pratiche sessuali.
Istintivamente, e eccitato dalla scena, iniziai a toccare il mio pisello che gradatamente prendeva consistenza nel pigiama e in men che non si dica mi ritrovai con il cazzo turgido tra le mani a menarlo, fissando il culo di mia madre, che in quel momento dandomi le spalle sembrava una qualsiasi donna in un qualsiasi film a luci rosse.
Preso dallo stato di estasi non mi accorsi che si era svegliata anche Stefania ed era giunta anch’essa.
Fui preso da un grosso spavento sia per la sua presenza improvvisa e sia perché mi aveva beccato in atteggiamenti inequivocabili fuori la camera dei miei.
Cercai di coprirmi rinfilando a fatica l’enorme pisello nel pigiama e cercai di giustificarmi, lei dal canto suo, capita la situazione, mi fece il classico segno del silenzio per non disturbare i miei e sotto voce mi disse di ritornare a letto anzi si propose di accompagnarmi.
Una volta giunti in camera mia cercai di giustificarmi ma lei come le più comprensive delle governanti mi disse ««Signorino non deve giustificarsi… alla sua età è normale fare certe cose»»
Mi sentii rasserenato e per la prima volta (o forse era la grossa eccitazione che comunque mi era rimasta addosso) vidi Stefania come una donna e non come solo la nostra cameriera asessuata.
Aveva una vestaglia bianca lunga che andava in contrasto con il colore mulatto della sua pelle, i capelli ricci neri su un volto da donna matura, notai pure i grossi seni (quasi una quinta) che anche se liberi da reggiseno erano turgidi e sodi su cui si erigevano due capezzoli enormi e duri.
Il mio stato di eccitazione invece che placarsi aumentò vertiginosamente e crebbe in me una voglia matta di scoparmi la bella Stefania.
Mi sedetti sul mio letto e feci accomodare Stefania al mio fianco e le misi una mano sulla spalla dicendole «« sai Stefy è la prima volta che ho visto i miei fare del sesso. E fare quel tipo di pratica …….. bhe hai capito.. »»
Lei sorridendo disse ««su signorino è normale sono marito e moglie non c’è nulla di male a fare certe cose»»
Spinto dalla grossa eccitazione cercai di baciarla dicendo «« e tu le hai mia fatte certe cose? ? »»
««ma cosa fa signorino………… «« le sue parole furono interrotte dalla mia bocca che ebbe pieno possesso della sua.
La baciai e con la mano iniziai a palpeggiarla afferrando il suo seno e giocherellando con il capezzolo che subito si era inturgidito.
Dopo qualche esitazione Stefania pose la sua mano sulla mia patta, e dopo aver menato un po’ il pisello da sopra il pigiama lo liberò e vi piegò la testa sopra.
Sentii prima il fiato sulla mia cappella e poi una sensazione strana prima dei piccoli baci, poi sentii avvolgermi la cappella da un calore umido, mi stava iniziando un pompino memorabile.
La sua bocca con movimenti lenti ma decisi faceva ora sparire e ora riapparire la mia verga che pulsava dal piacere.
Io intanto mi davo da fare con le mani nell’esplorazione del suo corpo, scesi lungo la schiena e le carezzai le natiche poi proseguii fino al lembo inferiore della sua vestaglia.
Iniziai a carezzargli le gambe e a tirare su l’abito da sonno, lei mi agevolò e così tirai fuori il suo fantastico culo avvolto in paio di mutandine chiare in netto contrasto con il colore olivastro della sua pelle.
La palpeggiavo e le infilai la mano sotto gli slip seguendo il solco divisorio delle natiche arrivai alla fica che fradicia di umori si contraeva alle sollecitazioni delle mie dita, la penetravo con il dito medio ed ad ogni incursione lei mollava il pisello con la bocca per manifestare tutta la sua soddisfazione sessuale.
Mollò la presa e si mise in piedi davanti al mio cospetto e con un gesto quasi naturale si liberò della vestaglia e delle mutandine ormai inzuppate dal suo piacere, rimanendo completamente nuda.
Con mia enorme meraviglia mi accorsi che nonostante i 45 anni suonati aveva ancora un corpo magnifico esaltato dal colore olivastro della pelle, i seni erano sodi ed abbondanti con due aureole marrone scuro, su cui si erigevano due capezzoli turgidi che davano all’insieme l’aspetto di un enorme succhiotto per bambini, i fianchi tondeggianti esaltavano sia la pelosissima fica nera mogano che l’enorme culo.
Lei capendo la mia eccitazione per tanta meraviglia mi sussurrò ««Signorino si stenda ora le farò provare qualcosa di nuovo»»
Obbedendo ai suoi consigli mi stesi, lei mi montò sopra e una volta impugnata la mia verga turgida la diresse con delicatezza verso l’ingresso della sua caverna del sesso facendola scivolare dentro lentamente in un auto immolata. Fu una sensazione piacevolissima sentii un dolce calore prendere possesso della mio grande e man mano avvolgere tutta l’asta.
««Signorino non mi immaginavo che fosse così dotato………. Era un bel po’ che non le facevo più il bagno»»
««Stefania sei caldissima …….. hai un corpo da sballo ««
iniziò a cavalcami prima lentamente e poi aumentando i colpi quali a voler fare entrare anche le palle, i sui seni ballavano e io con le mani provavo a tenerli fermi e a giocarci contemporaneamente.
Dopo un po’ che cavalcava gli stritolai i capezzoli inarcando la schiena e dicendole ««…. hoooo Stefy stai attenda sto……. Vene….. ndooooo………. »»
««ho signorino anch’io sto venendo non si preoccupi ho avuto le mie cose ……. e non ci sono problemi……. Che bello godo…….. »»
riversai tanta di quella sborra nella fica della colf, la quale continuò ancora per un paio di minuti prima di cadere sfinita al mio fianco.
Eravamo sudati e sfiniti per la lunga cavalcata ed in silenzio lei mi carezzava il petto.
««sai Stefania è stato meraviglioso …… non ho mai goduto così intensamente….. sei una donna eccezionale»»
««Signorino anche lei è stato grande……….. e poi con l’affare che si ritrova….. ««
««Trovi che sia grande? ? »»
««bhe Signorino a vent’anni avere un pisello delle sue dimensioni non è sicuramente normale…… beate le donne che avranno il piacere di incontrarlo……… »»
Per la prima volta mi resi conto che la dotazione di piacere era un tantino fuori norma, non mi ero mai soffermato a misurarlo ma ora mi rendevo conto che in piena erezione era oltre i 21 cm e spesso da non far toccale il medio con il pollice nel toccarmelo.
«« be tu il piacere l’hai avuto…….. non trovi……. »»
lei sorrise e continuò a carezzarmi il petto.
Io intanto, non so perché, ripensai alla scena vista in camera dei miei genitori, avevo davanti a gli occhi quel culo che accompagnava il su e giù del pompino e la cosa mi eccitava.
Il mia pisello ritornò turgido e marmoreo.
Ero assorto come in trance con lo sguardo verso il soffitto e il pennone eretto, Stefy mi guadò e mi riporto nel mondo reale chiedendomi ««signorino a cosa sta pensando….. ? ? »»
««bhe stefy a …… nulla»» ma lei quasi a leggermi nel pensiero mi stuzzicò toccandomi il pisello «« su via Signorino non abbi vergogna, dica la verità …… sta pensando al quello che ha visto prima nella camera dei suoi genitori»»
Io sentendomi scoperto diventai rosso dalla vergogna e cercai istintivamente di coprirmi l’erezione e giustificandomi dissi ««ma no Stefy ……… non stavo pensando a …………. mia madre ….. »»
Ma lei quasi a rincuorarmi «« su via Signorino la smetta e normale eccitarsi guardando una scena del genere, e poi sua madre le dava le spalle ….. ansi il culo e che gran culo, »»
««non si preoccupi signorino so tenere un segreto……. »» e con molta delicatezza iniziò a menarmelo.
Rifacemmo sesso e la scopai alla pecorina palpeggiando gli enormi seni sborrando sulle tonde chiappe, poi sfinito mi addormentai mentre lei, una volta rivestita usci dalla mia stanza.
Il mattino seguente mi svegliai come al solito verso le 8. 30 e mi recai in cucina per fare la mia solita colazione, mio padre era già uscito e mia madre era intenta a fare la sua di colazione ancora in vestaglia.
Salutai e mi sedetti a tavola, Stefania mi servì subito il latte e caffè con una doppia dose di biscotti sorridendomi con aria maliziosa.
Mentre facevo colazione e discutevo con mia madre delle solite banalità non potevo fare a meno che pensare alla notte precedente sia a quello che avevo visto che quello che avevo fatto con la Colf Stefania.
Mia madre finì per prima la colazione si alzò dal tavolo e si recò in camera sua, io con lo sguardo la seguii e non potetti fare a meno di rivedere la scena della sera prima immaginando il suo culo privo di indumenti.
Stefy notò la cosa e mi richiamo alla realtà apostrofandomi maliziosamente, così finii la mia colazione e mi recai in camera mia a studiare.
Verso le 11 mi recai in cucina per fare una fugace merenda e la mia attenzione fu richiamata da Stefy che nel bagno di servizio era china a lavare dei panni a mano nel lavatoio.
In quella posizione china in avanti mi risvegliò la mia fame di sesso, così assicuratomi che non c’era nessuno in giro, e mia madre era in giardino, mi intrufolai nel bagno e accostando la porta misi una mano sotto la gonna e carezzai le chiappe della colf.
««ma…. Signorino cosa fa……… potrebbe arrivare qualcuno….. »»
««dai Stefy…. Sono troppo arrapato… e non ti preoccupare … non verrà nessuno»»
e così dicendo alzai la gonna e con mia grande soddisfazione ci accorsi che Stefania portava un paio di slip bianchi molto sgambati, quasi a perizoma, che esaltavano in modo incredibile il suo enorme culo mogano.
La palpeggiai e una volta scostato il file dello slip dalle chiappe tirai fuori il mio pisello e cominciai a penetrarla alla pecorina.
Lei ansimava ad ogni colpo ed io mi riempivo le mani ora con le sue tette ora con l’estremità delle chiappe stesse.
Spinto dalla grossa eccitazione le dicevo ««ho Stefania che culo eccezionale……… sembri una vacca………. che bel culo … che culone ……. mi sembri ……… »»
Stefania girandosi e guardandomi con aria godereccia mi anticipò la conclusione ««tua madre….. ti sembra il culo di Manuela ….. spingi ««
a queste parole e con il ricordo che mi riapparse davanti a gli occhi «« si che gran culo…. ho sborro mammaaaaaaaaa»» e venni da sembrare un fiume in piena.
Rimasi per un attimo interdetto con il pisello ancora nella fica di Stefania, poi lei mi disse «« si ricomponga signorino….. mi dica la verità veramente le piacerebbe fare le stesse cose con la signora Manuela… sua madre»»
Io divenni rosso dalla vergogna e non risposi, dopo alcuni istanti raccolsi le mie cose e sempre in silenzio ritornai in camera mia.
Non diedi più peso alla cosa, e nei giorni seguenti ogni volta che avevo la possibilità scopavo la Colf e ci facevo le maialate più inverosimili.
un pomeriggio mentre studiavo Stefania mi portò per merenda una fetta di dolce da lei preparato e ritornò sul discorso del bagno di servizio.
««signorino non mi ha mai risposto quando le ho chiesto se le piacerebbe fare certe cose con la signora Manuela…. se vuole io potrei …. combinare»»
««ma Stefania sei matta…. cosa vorresti combinare. magari andare vicino a mia madre e dirle: vede Signora suo figlio vorrebbe scoparla, farsi fare un pompino, incularla. e lei magari : ho certo Stefania dica al signorino Francesco di venire in camera mia a pompare»»
««ma dai Stefy smettila…. »»
««be signorino io….. conosco molto bene la Signora anzi Manuela……. e so per certo che non disprezzerebbe l’affare che lei porta tra le gambe…. un pisellone come il suo farebbe gola a chiunque…. »»
««ma Stefy cosa dici…. come le sai certe cose su mia madre? ? ? ? ? »»
««signorino ecco io…. e sua madre….. come dire …. siamo molto….. amiche….. amiche INTIME, non so se rendo l’idea? ? »»
««AMICHE INTIME? NON POSSO CREDERCI!!! »»
«« conosco bene i “gusti” di sua madre, ««
««ma io sono suo figlio. come farai a convincerla? ? ? »»
««non si preoccupi Signorino si fidi di me»» e mi lasciò solo con i miei libri e la mente assalita da dubbi e rimorsi.
la settimana successiva a pranzo, mio padre ci avvisò che il giorno seguente doveva assentarsi per lavoro e stava via almeno 3 giorni.
Stefania mi guardò e con l’occhio mi fece il classico gesto di complicità che la per là io inbterpretai come una maggiore libertà per poter scopare la Colf, ma nel pomeriggio, mentre mi portava la solita merenda, mi spiegò le sue intenzioni.
««Signorino e tutto fatto!! »»
««cosa e tutto fatto? ? »»
««ma come non ricorda? la bella Manuela il suo culo? già dimenticato»»
««COSA? ? ? SEI ANDATA DA MIA MADRE E LE HAI DETTO CHE VOLEVO SCOPARLA? ? ? MA SEI MATTA? ? ? »»
«« si calmi signorino ora le spiego . Come le dicevo l’altra volta io e sua madre siamo molto amiche così gli ho raccontato che ho conosciuto un ragazzo con un affare notevole(Lei) solo che essendo molto timido non voleva farsi riconoscere. Sua madre (golosa di cazzi enormi) incuriosita e caduta nella mia trappola , così gli ho detto che se voleva scoparselo doveva bendarsi e oltre tutto il ragazzo sarebbe rimasto muto»»
««e lei ? ? ? cosa ha risposto? ? »»
««OK – domani alle ore 14. 00 nel capanno degli attrezzi, mentre lei Signorino andrà dal SUO Amico»»
Mi mancò di colpo la parola rimasi impietrito, non capii più nulla. avevo il cuore che batteva a mille e nella mia mente c’era un misto di odio, eccitazione ipocrisia e quanto altro possa esistere.
Passai il resto della giornata, la nottata e mattinata seguente senza avere il coraggio di guardare mia madre, mi ritrovavo coinvolto in una situazione in cui non potevo decidere.
Nel frattempo, Stefania mi avvertì che aveva riferito a mia madre che io sarei stato a pranzo da un fantomatico amico e mi disse di restare chiuso in camera mia fino a sue notizie.
Alle 14 venne a chiamarmi io la seguii, stando in silenzio così come lei mi aveva avvisato.
Arrivammo al capanno degli attrezzi ed entrammo, il cuore mi arrivò al cervello. Al centro della stanza c’era mia madre vestita con una gonna chiara e una camicia bianca da cui traspariva un reggiseno merlettato anch’esso bianco, era bendata con un paio di occhiali di quelli che usano i fabbri per saldare il ferro su cui era stata applicata della carta gommata nera.
Stefania fece le presentazioni al buio, chiamando mia madre per il suo vero nome, mentre a me appiccicò un fantomatico “ragazzo”.
Ero impacciato ed emozionato, quando Manuela mi stese la mano io tremavo e le gambe non mi reggevano, il mio stato d’animo era confuso e in me cresceva una voglia matta di scappare, ma Stefania afferrò il mio braccio e fece sì che la mia mano stringesse quella di Manuela.
Poi ci fece accostare uno di fronte all’altro e c’invitò a fare conoscenza con il tatto, mia madre prese l’iniziativa e mi carezzo le spalle, apprezzando molto il mio fisico atletico, le sue mani mi sfioravano le spalle e le braccia.
Poi Manuela mi esortò a fare lo stesso, così iniziai a toccare le spalle e le braccia, poi con po’ di tentennamento scesi dalle spalle e poggiai delicatamente le mani sui suoi seni.
Mi accorsi che portava una buona quinta misura ed ogni tetta riempiva abbondantemente la mano, erano soffici ma sode allo stesso tempo con il capezzolo che iniziava a contrarsi ed irrigidirsi a giustificazione dell’effetto che le carezze procuravano.
Il mio stato d’animo inizio a cambiare e passò da un imbarazzo iniziale, ad una strana eccitazione, toccare le tette alla propria madre fa un gusto di proibito ed aumenta l’eccitazione.
Sentii la mano di Manuela appoggiarsi sulla mia patta, e con gesti delicati massaggiarmi l’uccello che stimolato dalle attenzioni stava prendendo dimensioni, contemporaneamente avvicinai le mie labbra a quelle di mia madre, che al contatto subito risposero e in men che non si dica le nostre lingue si unirono in un limonare stupendo.
abbracciai Manuela e con le mani le carezzavo la schiena scendendo fino ai fianchi, tastai ripetutamente l’enorme culo prima al di sopra della gonna poi sollevandola, con enorme piacere mi accorsi che portava un paio di mutandine molto sgambate che evidenziavano ancora di più le rotondità del fondo schiena.
la mia eccitazione era alle stelle, e avevo una voglia matta di vedergli la fica, così mi staccai inginocchiandomi e cominciai a sollevargli la gonna.
Davanti ai miei occhi apparve quello che forse avevo sempre sognato. la fica nera di mia madre coperta solo dal paio di mutandine chiare da cui ai lati fuoriuscivano dei ciuffettini di peluzzi mogano.
Mi tuffai con il volto contro e iniziai a lappare e succhiare la fica attraverso il tessuto mentre con le mani continuavo ad esplorare l’enorme culo, spostai lo slip e con la lingua mi intrufolai verso l’entrata della sua caverna sentendo il gusto acro e salato di una donna che ormai era un lago dall’eccitazione
Lei mi carezzava i capelli incitandomi a continuare e agevolandomi l’operazione allargando le gambe.
Ad un tratto le mi scosto e mi disse di alzarmi perché era arrivato il suo momento di darmi piacere, così mi alzai e mia madre s’inginocchiò e iniziò ad armeggiare con la cintura dei miei pantaloni e con la relativa zip.
Mi tirò giù i pantaloni e con un gesto veloce liberò il mio uccello che ormai aveva raggiunto dimensioni enormi dall’eccitazione, con gli occhi sempre bendati lo carezzò e si complimentò per le dimensioni, poi iniziò a darci dei piccoli baci prima sulla capocchia violacea e poi sull’asta.
Non mi sembrava vero, Manuela che mi baciava il cazzo anche se con gli occhi bendati, era sempre mia madre.
Dopo i piccoli baci con fare maestoso, allargò le labbra e fece scivolare nella bocca l’enorme pisello spingendolo con la lingua contro il palato, e iniziando un fantastico pompino, vedevo la mia verga apparire e poi sparire nella bocca di Manuela che lo reggeva con le mani alla base, e si dimenava con il busto accompagnando ogni singola pompata.
Stavo per venire nella bocca di mia madre, così gli tolsi il cazzo dalla bocca e mi stesi anch’io a terra feci salire Manuela a 69, aveva ancora le mutandine e la gonna, gliela sollevai e iniziai a tuffarmi con il viso tra le sue chiappe, lei riprese a farmi il pompino.
Le mangiai la fica, la leccavo e contemporaneamente la masturbavo con le dita ora nella fica ora nell’orifizio anale, ed ad ogni colpo di dita lei lasciava il pisello e si inarcava con la schiena in segno di goduria.
Questa volta non mi trattenni e venni come una fontana nella bocca di Manuela che ingoio tutto ripulendo per bene il pisello con la lingua, senza tralasciare neanche una goccia di sperma.
Ero frastornato non capivo nulla l’eccitazione ara al massimo, ero appena venuto in bocca a mia madre e la cosa mi aveva eccitato da morire, il mio pisello non era per niente stanco anzi, era rimasto rigido come prima di iniziare.
Intanto, Stefania si era goduta lo spettacolo, infatti in silenzio aveva assistito a tutto, si avvicinò e si inginocchiò al nostro fianco, mentre Manuela continuava a strofinarmi il suo culo in faccia e con le mani massaggiava delicatamente la mia asta complimentandosi del fatto che fossi ancora rigida.
««che ti avevo detto, Manuela, il mio amico sa come comportarsi e poi il suo stantuffo regge ancora»»
««hooo, Stefania, ma dove lo hai trovato un così bello stallone? ? »»
««è un segreto, ….. chi sa se regge anche con due affamate»» e così dicendo allungò anche lei una mano sul mio pisello, e contemporaneamente iniziò a baciare Manuela.
In quell’istante capii che c’era una tresca tra loro due e chi sa quante volte si erano date al sesso da sole.
««ora tocca a me godere «« disse mia madre che alzandosi, si posiziono alla pecorina con le mani su un vecchio mobiletto, io la raggiunsi e le tolsi gli slip, che ormai erano bagnati come appena tirati fuori dall’acqua, e posizionai la mia verga sull’entrata della fica, era bollente, come diedi una piccola spinta la mia capocchia fu risucchiata dalla bocca pelosa e mi ritrovai a penetrare completamente Manuela.
««uuuuummmmm che bello ….. che bel pisellone»» esclamo mia madre che non fece altro per aumentare la mia eccitazione, così posate le mani sui fianchi iniziai un lento via vai che era accompagnato dalla roteazione del culo di mia madre che partecipava attivamente alla scopata.
Intanto Stefania si sdraiò sotto mia madre e con la lingua accompagnava l’entrata e l’uscita del mio cazzo dalla fica ormai fradicia di umori.
Dopo un bel po’ di pompate, e sapendo che mia madre faceva uso regolare della pillola, venni senza tirarlo fuori anzi insistendo proprio nel momento dell’orgasmo che fu simultaneo con quello di mia madre.
Successivamente vidi Stefania e mia madre che si lesbicavano tra di loro mentre io riprendevo le mie forze.
Andammo avanti per un bel po’ scopandoci in maniera indiscriminata , quando ero completamente esausto lo feci capire a Stefania che così come ci aveva presentati ci liquidò.
Ripresi la mia roba e in modo frettoloso sparii dalla circolazione.
La sera a tavola mia madre aveva gli occhi rossi sia per le scopate sia per gli occhiali scuri portati per tutto il tempo, io feci finta di nulla e cenammo come tutte le altre sere.
Da quel giorno non chiesi più a Stefania di ripetere l’esperienza, anche se spesso penso a mia madre e al suo bellissimo culo che quel giorno non profanai.
Chi sa che un giorno non riesca ad incularla magari senza quegli occhiali scuri. FINE

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