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Vacanze in collina

Era un poco di tempo che non vedevo mia zia Veronica, la sorella più piccola di mia madre, sempre mi era piaciuto il suo modo di fare, era molto affettuosa e sempre mi dava consigli e mi appoggiava su tutto quello che facevo.

Lei abitava in una bella villa con piscina nella periferia residenziale su di una bella collina da dove si poteva vedere tutta la città, per le vacanze estive i miei decisero di fare una crociera nel mediterraneo ed io sarei rimasta a casa di zia durante le vacanze. Ero contenta di poter avere la libertà che sicuramente veronica mi avrebbe dato, anche perché con i miei 18 anni sempre avevo problemi di orario.

Veronica è una donna giovane, di 29 anni, bionda con occhi verdi, ama portare i capelli un po’ arruffati che le davano un’aria molto naturale, convive con un bel uomo di 35 anni di nome Franco, che sembrava più maturo di quello che realmente fosse, sempre mi era sembrato una persona riservata che non dava confidenza a nessuno, quando parlava però ciò che diceva sembravano più sentenze che qualche altra cosa. Era comunque un uomo misterioso ed affascinante.

La giornata era molto calda ed io decisi di andare ad approfittare della piscina, mi infilai un bikini che a causa del mio rapido sviluppo già non mi andava in modo perfetto e risaltava le mie forme non più da bambina.

Franco usci dalla sala e disse a voce alta:

– Vero hai vista la nostra nipotina che bellezza è diventata…

Il suo sguardo mi faceva arrossire, e mi sconvolgeva, mai una persona grande mi aveva così apprezzato ciò nonostante mi dava anche una certa contentezza.

La zia Vero disse:

– è solo una bambina

– Si una bimba con tutto al suo posto.

La coppia entrò nella casa e si mise sulla grande poltrona, io mi ero messa al sole e non vedevo bene che stavano facendo.

Loro intanto si erano immersi in un profondo bacio e lo zio accarezzava Vero in tutto il corpo, i due erano eccitati e anche la zia aveva infilato una mano nei boxer di Franco. Io mi alzai dalla mia postazione per andare in cucina e li sorpresi nelle loro manovre, loro si ricomposero senza molta fretta:

Lo zio mi disse:

– Vieni, siediti con noi, raccontaci di te.

– Non so cosa vuoi sapere?

– Dimmi hai il fidanzato, una bella ragazza come te lo deve avere per forza.

– No, non ho il tempo, e poi non mi piace nessuno dei miei compagni.

Rivolgendosi a Veronica disse:

– Ti rendi conto la bimba non sa ancora dei piaceri della vita.

– Si, Franco me ne ero resa conto, beh noi possiamo aiutarla e insegnarle qualcosa se lei vuole. Che dici amore della zia?

Io un poco stupita e incuriosita non sapevo cosa rispondere, dissi allora in modo timido:

– Non so

– Non ti preoccupare che ti piacerà… poi noi… siamo o non, i tuoi zii preferiti? Vieni e siediti vicino alla zia.

Franco intanto non faceva altro che sorridermi.

Veronica iniziò a accarezzarmi i capelli in modo dolce, io mi rilassai sulla poltrona, poi il mio viso, le spalle e i seni, accarezzava con leggerezza i miei seni che sono di una terza misura.

Lei disse rivolta al convivente:

– Hai visto che seno duro, guarda i capezzoli sono turgidi e molto eccitanti

– Si sono molto belli non vedo l’ora di provarli.

Lo zio che fino a questo momento non aveva fatto niente mi baciò un capezzolo. Io sentivo di stare in estasi non avevo provato mai sensazioni così forti.

Intanto Vero era scesa e mi stava abbassando lo slip, la mia fighetta con pochissimi peli era a sua disposizione, lei iniziò a stuzzicarla con la lingua… ero felicissima.

Oramai la zia mi stava penetrando con la lingua e io venni in un orgasmo dolcissimo.

Allora Vero rivolta a Franco disse:

-è ora di farle vedere il tuo arnese, ciò che le darà tanto piacere.

Franco si abbasso i pantaloncini corti e lasciò alla vista un pene enorme con una cappella rosso fuoco, la sua forma era molto tozza.

Mi dissero di baciarlo di metterlo in bocca e di leccarlo come un gelato, all’inizio mi faceva schifo ma poi passò questa sensazione. Il cazzo entrava con difficoltà nella mia boccuccia, Franco con le sue mani bloccava la mia testa e dava il ritmo della penetrazione.

– Che pompino che mi sta facendo, è bellissimo, la bimba è una bocchinara nata, muovi la lingua…. OOOHHHH, SUCHIAAA…. CHE TROIETTA… SBORRO….. INGOIA TUTTO FINO ALL’ULTIMA GOCCIA….

Lo zio iniziò a sborrare nella mia bocca una quantità esagerata di un liquido che era di sapore amaro ma che mi piaceva… non potetti fare niente altro che ingoiare tutto anche se con una certa difficoltà.

Disse la zia

– Brava la mia bambina… sarai una bella puttanella, passeremo delle vacanze stupende assieme.

Intanto lo zio aveva ancora il cazzo duro… scese tra le mie cosce e iniziò ad accarezzare con il suo grande glande la fessura della mia fighetta.

Diceva:

– Che bella fighetta che hai, adesso te la apro tutta, così ti faccio imparare cos’è una bella chiavata;

– Zio ma non può entrare è troppo grande

– Non ti preoccupare ti piacerà.

Il suo cazzo si faceva strada lentamente e con difficoltà nella mia verginità, il suo cazzo era troppo grande, ad un punto si fermò, credevo che desistesse a causa della differenza di dimensione… poi con una forte e disumana spinta mi lacerò tutta ed entrò dentro di me. Io guardavo preoccupata quel grande pezzo di carne che mi stava dilatando e che faceva troppo male, non credevo che quel mostro potesse possedermi. Il dolore era lacerante, le lacrime iniziarono a solcare il mio viso, stavo svenendo dal dolore. Adesso lo zio era fermo… a un punto il dolore iniziò a diminuire, e Franco inizia a muoverlo avanti ed indietro prima con lentezza e poi aumentando sempre di più la velocità:

– Si, vedi come ti faccio godere… è bellissimo… ti trapano la figa… te la apro in due, impara quello che è una vera chiavata… prendilo mia troietta… da oggi in poi sei mia e ti fotterò ogni volta che voglio:

– Si, sono tua… dammelo tutto che bello è…. siiiiiiiiiii, mi piace.

Mi trapanava la figa con forza… mi sentivo sballottare…. i miei seni il mio corpo e tutti i miei sensi erano squassati… ad un punto venni in un intensissimo orgasmo.

Lo zio non accennava a fermarsi mi fotteva con forza e mi piaceva, ero passato dal dolore al godimento più intenso, intanto Veronica mi succhiava e martoriava con le dita i capezzoli che erano eretti ed arrossati.

Franco quasi arrivando al climax estrae il suo arnese dalla mia topina e me lo mette in bocca giusto a tempo per non perdere nemmeno un poco della sua sborra che mi riempie:

– brava la mia troietta ingoia tutto e puliscimi il cazzo fino alle palle…. vero hai visto che troia avevamo in casa e non lo avevamo ancora capito?

– Si, è proprio brava.

– Mi voglio proprio divertire… da oggi in poi sarai la nostra schiavetta e farai tutto quello che ti dico.

Io, ancora con il pene in bocca assentii guardando i miei bravi zietti.

Franco mi disse che quando mi chiamava dovevo correre e fare tutto quello che voleva lui.

Durante la giornata più volte dovetti sottostare alle sue voglie, lo spompinai in cucina, nel bagno e a letto… il mio compito era di farlo godere ero completamente sua. FINE

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