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Valentina

Sono Valentina, avvocato di 38 anni, sposata da 18 e devo dire che obiettivamente nonostante non sono più una giovanissima resto una donna molto attraente, abbastanza formosa nelle mie forme ed anche oserei dire anche parecchio simpatica e brillante. –
Sono infatti una bella brunetta di 170 cm con un corpo snello e affusolato, un bel culo tondo ed un seno abbondante e sodo, indosso una taglia 42 ed una terza di seno, una massa di capelli neri che mi arrivano alle spalle, occhi neri e labbra piene e sensuali, una splendida carnagione olivastra; mi piace essere vestita sempre in modo elegante ma anche sexy , e ciò sia sul lavoro che nella vita di tutti i giorni. –
Nella mia vita coniugale sono sempre stata irreprensibile, Non che manchino i corteggiatori anche abbastanza insistenti, e soprattutto i miei colleghi avvocati che non si perdevano occasione per provarci, ma in effetto io ero sempre riuscita a tenerli abbastanza a distanza, anche perché effettivamente ero parecchio soddisfatta del mio uomo sia sotto l’aspetto caratteriale che sotto l’aspetto sessuale, infatti Marco oltre ad essere parecchio dotato in quanto a dimensioni, aveva anche un’ottima carica erotica e sessuale. –
Era piena estate ed una bella mattina di venerdì ero libera da impegni e mi scocciava scendere a mare da sola, decisi quindi di andare ad un mercatino rionale vicino alla casa al mare, dove abitavo per il periodo estivo, a fare un giro per le bancarelle; indossavo un vestitino molto corto e scollato color fucsia che mi fasciava molto e metteva in evidenza le mie forme. –
Rimasi un paio d’ore a gironzolare senza meta in mezzo alle bancarelle senza trovare nulla di interessante fin quando i miei occhi si posarono su una bancarella di un ragazzo di colore che aveva in esposizione delle borse, tutte imitazioni di firme prestigiose, ma avvicinandomi mi accorsi che per essere delle imitazioni erano davvero perfette. –
Rivoltami all’uomo chiesi quali altri modelli avesse disponibili, lui con fare molto circospetto mi spiegò che non poteva tenere in esposizione tutta la merce che aveva per evitare controlli, e mi invitò ad avvicinarmi alla sua macchina dove avrebbe potuto farmi vedere parecchia altra merce invitandomi a seguirlo. –
Ci spostammo di pochi metri, ma il fare circospetto dell’uomo mise anche a me un po’ di nervosismo, vidi che sulla macchina aveva tantissime cose molto belle, ma quella situazione non mi piaceva per nulla anche perché avvertivo la strana situazione di essere osservata per chi cercai di svicolare, ma lui insistette e mi disse che se volevo potevo andare al suo magazzino dove avrei potuto scegliere con la calma necessaria, gli sorrisi e gli dissi che non se parlava nemmeno, allora lui capendo la mia perplessità mi precisò che era un bravo ragazzo e non aveva brutte intenzioni ma che comunque potevo andare con mio marito; però continuavo a guardare le sue borse e notai che ne aveva alcuni modelli davvero belli, chiesi allora quando avrebbe potuto venire a casa mia, entusiasta mi rispose che sarebbe venuto quando avessi voluto io, gli risposi che nel pomeriggio dopo le 15 poteva venire quando c’era mio marito e i miei figli, gli spiegai dove abitavo e mi rispose che alle 15 sarebbe stato puntualissimo, mi chiese anche se volessi vedere anche dei vestiti, risposi di portare tutto quello che aveva. –
Mi allontanai e rientrai verso casa erano quasi le 12. 30, passai allora dalla banca ove ritirai 2000 Euro, pensai infatti che mi sarebbero serviti nel pomeriggio per comprare parecchie cose, considerai che aveva parecchie cose che mi interessavano. –
Arrivata a casa trovai Marco che era già rientrato e rimasi meravigliata perché prima delle 14. 00 non era mai in casa, gli chiesi se fosse successo qualcosa e mi rispose che nel pomeriggio doveva partire per un giorno per un improvvisi impegno di lavoro, sarebbe rientrato l’indomani sera, quasi nello stesso momento squillò il telefono, risposi e all’altro capo i miei figli mi stavano avvertendo che sarebbero rimasti fuori fino alla sera tardi perché avrebbero fatto una gita in barca con degli amici. –
Fui presa dal panico pensai a come svincolarmi da quell’impegno, non volevo trovarmi sola in casa con quell’uomo di colore, potevo tornare al mercatino a cercarlo ma capii che ormai era troppo tardi e non lo avrei certamente trovato, riflettendo però mi dissi che una volta giunto lì gli avrei detto chiaramente che ero sola e dovevamo rimandare, mi rilassai quindi ed aiutai Marco a preparare le valigie, subito dopo preparai il pranzo e ci sedemmo a tavola, ma nel giro di mezz’ora Marco si alzò da tavola e mi baciò per salutarmi. –
Andai in bagno a sistemarmi e misi un costume perché avevo intenzione di prendere un po’ di sole appena mi fossi liberata e nell’attesa mi accomodai in salotto a guardare un po’ di TV fin quando sentii il suono del citofono, guardai l’orologio e notai che erano le 14. 40, era in anticipo, un po’ scocciata andai al cancello e lo trovai tutto trafelato e accaldato, gli dissi che non potevo farlo entrare perché ero sola, notai la delusione dipinta sul suo volto, protestò timidamente dicendomi che non aveva pranzato per caricare tutto e per essere puntuale, mi pregò di farlo entrare anche in giardino almeno per non perdere il viaggio. –
Mi sembrò male lasciarlo lì e poi aveva un viso da bravo ragazzo, presi quindi coraggio e gli dissi di entrare, da come mi ringraziò rispettosamente mi fece tanta tenerezza, scaricò il furgone e portò tutto dentro, mi trovai in men che non si dica con il salotto pieno di merce, ero confusa e non sapevo da dove cominciare, scelsi comunque rapidamente 4 borse di Vuitton e due di Gucci e mentre continuava a farmi guardare la sua merce mi disse di essere di Capo Verde, di avere 34 anni, aveva moglie ed un figlio al suo paese, il suo nome era Simon.
Mi accorsi che ogni volta che mi abbassavo per guardare qualcosa, il mio vestitino, molto corto e molto scollato, lasciava vedere tutte le mie intimità e Simon non perdeva occasione per sbirciare, come non perdeva occasione per farmi ripetuti complimenti, lo trovai comunque molto simpatico e carino e avevo iniziato a trattarlo più con confidenza, mentre nel frattempo avevo scelto un paio di borse Prada e gli dissi che non avevo bisogno d’altro, mi chiese allora se non volessi vedere delle scarpe e qualche capo di abbigliamento, gli dissi di farmi vedere quello che aveva, prese quindi a raccogliere tutto le borse che aveva portato dicendomi che le portava sul furgone e avrebbe portato tutto il resto. –
Mentre raccoglieva il tutto gli chiesi se avrebbe gradito un caffè o qualcosa da bere, mi guardò e sorridendo mi disse, scusandosi se poteva sembrarmi sfacciato se potevo offrirgli qualcosa da mangiare dato che non era riuscito a pranzare, fui felice di poter essere gentile con lui e andai in cucina a vedere cosa potevo preparargli, ma non trovando molto optai per preparargli della pasta al pomodoro, misi l’acqua a bollire e tornai in salotto a dirgli di pazientare qualche minuto, non finiva più di ringraziarmi, notai che era madido di sudore e lo invitai di andare in giardino a fare una doccia, cosa che accettò molto volentieri mentre io tornai ai fornelli per buttare giù la pasta, mentre aspettavo la cottura vidi dalla finestra della cucina Simon sotto la doccia mentre si insaponava, era alto slanciato e nerissimo con una muscolatura che sembrava scolpita, non esattamente bello, ma il lucido cranio rasato, le labbra carnose e gli occhi apparentemente sonnolenti lo rendevano attraente e quasi irresistibile, e con un riflesso inconscio guardai in mezzo alle sue gambe non potei fare a meno di notargli un attrezzo di dimensioni eccezionali che poteva tranquillamente essere scambiato per un braccio, si accorse che lo stavo osservando, anche se entrambi facemmo finta di guardare altrove, mi accorsi che la cosa mi aveva parecchio eccitato, sentivo il mio costume bagnarsi, anche perché lui stava volutamente attardandosi a maneggiarselo, con il preciso intento di farmelo notare. –
Mi allontanai dalla finestra e buttai giù la pasta, ero rimasta molto turbata anche se in realtà mi resi conto di avere dentro una voglia matta di scoparmelo, era stato un errore farlo entrare in casa mentre ero sola, apparecchiai la tavola e passai in salotto a chiamarlo, lui con il solito fare ossequioso mi seguì e si accomodò in tavola protestando timidamente che non era il caso che mi disturbassi perché a lui sarebbe bastato anche un panino; vidi che praticamente divorò un abbondantissimo piatto di pasta bevve la birra che gli avevo messo a tavola e si alzò per tornare in salotto, ma con fare gentile lo invitai a starsene seduto comodo perché stava uscendo il caffè, lo avremmo bevuto insieme e poi saremmo tornati nell’altra stanza insieme, mi rispose con un sorrisetto ammiccante, in quel preciso istante capii che avevo troppa voglia di farmi chiavare, saranno stati anche i giochini che facevamo con mio marito che, di tanto in tanto, durante qualche nostro rapporto, quando l’atmosfera si riscaldava più del solito, mi chiedeva di immaginare come avrei scopato con altri uomini, con quelle sue tendenze verso sogni orgiastici ed io devo confessarmi di averle anche incoraggiate, affascinata da quelle fantasticherie con lui spesso immaginavo i protagonisti negri, e forse in questo momento stavo realizzando quelle fantasie. –
Portai il caffè e mi sedetti di traverso mettendogli in bella mostra le mie cosce e lui senza neanche nascondersi mi guardò dentro fino al costume, poi sfacciatamente mi disse che gli piaceva moltissimo il colore del mio costume, mi sentii avvampare e mi ricomposi un po’, ma subito Simon mise una mano in mezzo alle gambe accarezzandomele e sfiorandomi insistentemente il sesso con il suo pollice pur da sopra al costume e mi chiese se ero mai stata a letto con un uomo di colore, rimasi immobile lasciandolo fare e risposi di no, gli chiesi il perché mi avesse fatto quella domanda; mi disse che mai aveva trovato una donna tanto gentile con lui ma anzi generalmente noi bianche abbiamo un atteggiamento troppo distaccato con loro uomini di colore, aveva quindi ritenuto che fossi abituata ad avere rapporti con dei neri, si scusò se mi aveva offesa; gli sorrisi dicendogli che non ero affatto offesa e lo invitai a tornare di là che avevo voglia di spendere altri soldi. –
Scelsi tre vestiti molto belli, tutti firmati, Simon mi garantì che erano davvero originali oltre a due paia di scarpe decolletè e tre paia di stivali, tutte le scarpe avevano il tacco molto alto e mi slanciavano; gli chiesi quindi di farmi la somma di tutto, mi fece un conto di 920 Euro, andai alla mia borsa gli presi mille euro e glieli diedi dicendogli che non volevo resto, quasi si offese e mi disse che allora mi avrebbe regalato qualcosa, si alzò e prese un vestitino ed un paio di scarpe chiedendomi di provarli, lo guardai dicendogli che era un vestito troppo corto e non lo avrei mai usato, insistette dicendomi di provarlo almeno per lui , anche solo per fargli piacere. –
Andai in bagno a metterlo, era strettissimo e cortissimo, tolsi il reggiseno perchè usciva dalla scollatura e tornai da lui cercando di muovermi in maniera sensuale, mi chiese di guardarmi allo specchio che voleva aggiustarmelo addosso e di mettere le scarpe, gli feci notare che era troppo corto per me, ma lui non desistette dicendomi che lo avrei messo qualche volta per mio marito, mi avviai verso la mia camera, dove avevo la specchiera, ero molto imbarazzata a farlo entrare nella mia camera da letto, ma non mi sembrò giusto contraddirlo, e poi perché non dire che avevo dentro un’eccitazione che mai avevo provato, non so cosa mi avesse fino a quel momento trattenuta dal saltargli addosso. –
Davanti allo specchio mi fece notare quanto stessi bene e si abbassò per mettermi le scarpe, erano dei decolletè alte con la fibbia alla caviglia, me le sistemò con cura e alzandosi con fare indifferente, come per aggrapparsi mi entro una mano sotto il vestito e mi toccò fino al sedere, ebbi un sussulto, ma Simon si scusò immediatamente, si piazzò alle mie spalle e con la scusa di sistemarmi il vestito iniziò a palparmi il seno, mi guardai allo specchio, ero paonazza, i miei capezzoli stavano bucando il vestito, subito le mani si Simon si posarono sui miei glutei sempre con la scusa di dovermi meglio sistemare il vestito, mentre lui si strusciava con il bacino, per farmi sentire la sua imponente erezione, istintivamente risposi al suo movimento spingendo il mio sedere all’indietro in modo da aderire meglio, ma lui mantenendo un fare professionale mi faceva notare che attraverso il vestitino che era molto aderente si vedeva l’elastico del costume e non andava molto bene; per stare al suo gioco e per spingerlo anche oltre gli chiesi con tono ironico se non fosse meglio che mi togliesse del tutto la mutandina del costume, subito sentii alzarsi il vestito e le mani di Simon che mi abbassarono il costume, emisi un gemito come di liberazione, sentii la sua lingua intrufolarsi fra le mie grandi labbra, appoggiai le mani allo specchio mi piegai in avanti ed allargai le gambe per lasciarlo fare, sentivo la fica gonfia e già madida di umori ed anche Simon lo notò facendo apprezzamenti su quanto fossi eccitata e troia. –
La sua lingua si muoveva con una velocità ed una perizia mai vista, adesso stava leccandomi il buchetto e ad ogni sua slinguata trasalivo dal piacere, continuò a leccarmi per un tempo che mi sembrava infinito mi sentivo già pronta a godere e non vedevo l’ora che iniziasse a scoparmi, cosa che gli chiesi anche ripetute volte, poi si alzò e mi fece girare, mi sfilò il vestito e mi fece appoggiare al muro iniziando a baciarmi, a leccarmi il collo e le orecchie. –
Mentre mi baciava sussurrando mi chiese fino a che ora sarei rimasta sola in casa, gli dissi di stare tranquillo che mio marito non sarebbe rientrato fino all’indomani ed i miei figli sarebbero rientrati dopo mezzanotte, ma in ogni caso non sarebbero mai venuti in camera mia, allora mi disse che aveva più di cinque ore per farmi godere come mai avevo goduto. –
Mi prese le mani e le guidò sulla mia fica, voleva che mi toccassi mentre mi leccava i capezzoli, ero infoiata, mi fece inginocchiare davanti a lui, gli aprii la patta dei pantaloni e mi ritrovai in mano il suo pene guizzante, lo tirai fuori e mi trovai davanti quella bestia enorme, presi a segarlo a leccarlo e a succhiarlo con foga, sembrava un bastone di acciaio, tanto era duro, era magnifico maneggiare quell’imponente attrezzo, ero terrorizzata all’idea di prenderlo dentro ma contemporaneamente non riuscivo a pensare ad altro; mi fece alzare e mi sollevò da terra ed appoggiandomi al muro, sempre tenendomi sollevata; aprii bene le gambe e lo cinsi abbracciandolo contemporaneamente con le braccia, fu come se il suo cazzo fosse andato da solo all’imbocco della mia vagina, diedi una leggera spinta in avanti e lo sentii entrare, gridai per il dolore e per il piacere che stavo provando, sentii tutto il mio utero aprirsi, mi mancava il respiro, mi tirai di più in avanti con la forza delle gambe, Simon non aveva ancora spinto, restò immobile anche se si notava che anche lui provava piacere, si abbassò e mi baciò con molta passione, sentivo la sua lingua esplorare la mia bocca mentre cercavo di rispondergli, e mentre mi baciava iniziò a spingere con forza, ad ogni colpo che dava sentivo il suo cazzo che mi squartava, stavo godendo come una vacca e la sua lingua continuava a rotearmi dentro intrecciandosi con la mia, venni quasi subito sentendomi come liberata, mi accorsi che anche lui stava per venire, mi fece scendere e si sdraiò sul letto portandomi sempre in braccio, mi prese la testa e la guidò sul suo cazzo, realizzai che voleva venirmi in bocca, ebbi un attimo di esitazione ma poi mi ci gettai sopra a capofitto, appena iniziai a succhiarlo arrivò subito il primo schizzo di sborra caldissima sul mio palato, si fermò qualche secondo emise un grugnito quasi animalesco e riprese subito a spruzzare non so quanta sborra, rimasi ferma, piegata su di lui aspettando che finisse, mai vista tanta sborra tutta insieme, quando finì avevo la bocca completamente piena, ed anche il sapore mi sembrò migliore del solito, più dolciastro, mi tenne la testa su di lui, voleva vedermela ingoiare, anche se non mi era mai piaciuto farlo lo feci forse per impressionarlo, e comunque ebbi molto piacere a farlo. –
Mi abbandonai con la faccia su suo ventre baciandogli il cazzone nero, vidi che aveva perso vigore e ne fui delusa, alzai la testa ci guardammo e gli dissi:
Hai un cazzo da favola, ma avevi promesso 5 ore di sesso e me ne hai dato nemmeno 15 minuti? ;
Tesoro – rispose – hai avuto soltanto un piccolo assaggio!!!
Gli sorrisi, mi avvicinai a lui e mi misi sopra a cavalcioni, presi a baciargli il petto, completamente liscio e senza peli e presa da una strana foga iniziai una strana danza strusciando avanti e indietro con il mio clitoride sul suo cazzo che immediatamente riprese vigore.
Lo sentii diventare anche più duro di prima, allungai una mano ed accompagnai il cazzo di Simon sino alla fica e lo misi di nuovo dentro sistemandomi in posizione eretta per sentirlo dentro fino in fondo e per godermi quella fantastica penetrazione, le pareti del mio utero si stavano adattando a quella dimensione mai provata, sentivo i miei umori scendere che sembravo una fontana, con le mani mi massaggiai i seni e mi torturavo i capezzoli dritti e duri, lui mi avvicinò una mano alla bocca e mi infilò le dita e simulai un pompino, sospirai, non credevo a me stessa di quanto mi stava piacendo fare la porca con quello sconosciuto!!!!
Continuai quella favolosa cavalcata per parecchio tempo alternando un saliscendi ad un forsennato strusciarmi sul pube di Simon con il cazzo dentro, venni due volte quasi consecutivamente in maniera violenta, sentivo la mia fica che grondava copiosamente, dovetti fermarmi ero stanca e tutta sudata, mi adagiai sul suo petto ma dopo pochi secondi mi fece sdraiare al suo fianco e mi baciò con molto trasporto;
Già stanca? ? ? – Mi chiese Simon –
Fammi solo riprendere fiato – gli risposi –
Come ti senti? – chiese ancora –
Mi sento femmina, mi sento troia e mi sento benissimo; sto bene con te! -risposi –
Riprese a baciarmi mettendomi una mano in mezzo alle gambe a massaggiarmi la fica, mi abbandonai ai suoi baci, l’eccitazione animalesca aveva ripreso il sopravvento su di me, mi accorsi che la sua mano era passata al buchetto posteriore e le sue dita lo stavano forzando, sentii un po’ di dolore e mi irrigidii;
Non sarai vergine lì? – chiese
No che non lo sono – risposi – ma spero che tu non pensi di scoparmi dietro con quel bestione? ?
L’idea è proprio quella – mi precisò –
No ti prego !!! mi farei troppo male e mi rovineresti! -Dissi terrorizzata-
Tranquilla – disse lui con tono pacato – se ti fai troppo male non ti forzo. –
Mi venne sopra, gli aprii le gambe e mi penetrò ancora, la mia fica ormai slargata questa volta lo accolsi facilmente, iniziò a trombarmi con una foga bestiale, sentivo ad ogni colpo il suo pube sbattere violentemente contro il mio, e ad ogni affondo mi sembrava di essere pervasa da una scossa elettrica, sentii che stava arrivando un nuovo orgasmo, e capii che anche lui stava venendo, alzai le gambe e lo cinsi con tutta la forza di cui disponevo; iniziai a sentire a sentire il suo cazzo che mi pulsava dentro proprio mentre il mio cervello recepiva i fortissimi stimoli del violentissimo orgasmo che arrivava; godemmo insieme e fu bellissimo, fui inondata da una marea di sperma, riuscii a sentire i fiotti che mi arrivavano dentro, chiusi gli occhi per godermi quel momento mentre Simon si spostò, sdraiandosi accanto a me, i nostri respiri affannati si confondevano, rimasi così, immobile e con gli occhi chiusi, assaporavo quel torpore causato dai molteplici orgasmi avuti, mi sentivo stanca, ma avevo una carica bestiale dentro, ero eccitata come un bimbo che ha appena fatto una marachella, impaurito ed eccitato; l’essere nel letto che divido con mio marito insieme ad un perfetto sconosciuto, nero per giunta!!!! Ma nello stesso tempo per nulla pentita, anzi molto soddisfatta per il piacere che quell’uomo mi aveva regalato . –
Simon si voltò verso di me, mi mise una mano in mezzo alle gambe e mi toccò la fica impiastricciata di sperma portandola poi alla mia bocca, rimanendo con gli occhi chiusi, mugolai e leccai avidamente quella crema che mi stava offrendo come fosse un prelibato nettare, ripetè l’operazione più volte e dopo mi avvicinò il suo cazzo per farsi spompinare ancora, con meraviglia notai che era di nuovo in tiro, cominciai la leccarlo a giocare con la lingua sul glande e poi lo ingoiai, mi si posizionò sopra, mettendomi il cazzo fra i seni, li strinsi con le mani e cominciai una spagnola, senza perdere occasione di leccarglielo, visto che mi arrivava tranquillamente a portata di lingua ;
Ti voglio – gli dissi – scopami ancora ti prego!!!!
Girati – mi rispose –
Mi voltai sdraiandomi sulla pancia, Simon mi venne sopra e mi leccò partendo dal collo e scendendo molto lentamente per tutta la schiena sino al sedere, lì si soffermò sul buchetto, mi inarcai per offrirmi meglio a lui e per sentire di più la sua lingua, avevo ripreso a sbrodolare copiosamente, lo vidi posizionarsi dietro di me preparandosi a penetrarmi ancora, ed infatti puntualmente mi afferrò per i fianchi penetrandomi con forza, avvertii ancora una volta la sensazione di essere totalmente riempita, iniziai a gridare implorandolo a metterci più forza, a sfondarmi tutta, un qualcosa di animalesco mi aveva preso, con le mani mi allargò le natiche e mi sodomizzò con i due pollici, capii che di lì a poco mi avrebbe rotto il culo, lo sentii sputarmi sul sedere mentre con i pollici continuava ad allargarmi il buchetto;
Vuoi che smetta? ? ? – chiese –
Nooooo – risposi – continua te ne prego!!!!
La mia autorizzazione gli diede maggior forza, infatti sentivo il mio buchetto essere forzato sempre di più, mentre imperterrito continuava a pomparmi nella fica, provavo un piacere strano ma intenso, avevo dolore ma non vedevo l’ora nello stesso tempo di provare quella innaturale sodomizzazione , e infatti dopo un po’, come previsto, mi sfilò il cazzo dalla fica e lo puntò sul buchetto, diede una lieve spinta inserendomi la cappella e si fermò,
Spingi tu quando vuoi – disse –
Obbediente, cercando di vincere il forte dolore che provavo, sentivo le mie carni dilatarsi, diedi una leggera spinta indietro, ma l’enormità di quel cazzo non mi consentì di dare una giusta spinta, per lunghi attimi i miei sensi si dividono tra piacere intenso e dolore acuto. Ed è tale lo sforzo dello sfintere nel contenere il membro di Simon che qualunque movimento facessi era seguito da fitte acutissime, il dolore era terribile, era come se un incendio mi stesse divampando nelle viscere,
Dai troiona !!!! – mi incitò Simon – che ci sei quasi riuscita ….
Insistetti dando ancora un colpetto mentre avvertivo il dolore scemare un po’, e proprio mentre Simon cominciava, molto lentamente, a pomparmi; adesso ero veramente completamente aperta, gridavo per il dolore, gridavo dal piacere che provavo, più che grida in effetti sembravano i muggiti di una vacca, tale mi sentivo in quell’istante, e più aumentava il ritmo dei colpi di Simon più gridavo, improvvisamente continuando a tenermelo sempre dentro mi cinse all’altezza della pancia e mi girò, rimasi a gambe in aria mentre il suo cazzo, in quella posizione, mi entrò dentro in culo fino alla radice, piantai mani e piedi sul letto cercando di sospendermi un po’, ma non feci altro che un saliscendi che iniziai a ritmare per un po’, ebbi un altro violentissimo orgasmo, non credevo a me stessa di aver goduto con una penetrazione anale, non mi era mai successo e non credevo fosse possibile, poco dopo la stanchezza mi vinse e mi abbandonai su un fianco. –
Lo sentii uscire ed alzarsi, passare dall’altro lato e lo vidi venirmi davanti con il cazzo in mano, lo avvicinò alla mia bocca e volle essere spompinato, provai ancora molto piacere a fargli quel pompino cercavo, senza riuscirvi, di ingoiarlo tutto, dopo pochissimo però si ritrasse e cominciò a spruzzarmi sperma sul viso, sulle tette e sulla pancia, per poi passarmi sopra la mano per spalmarlo, lo guardai negli occhi e vidi che mi sorrideva. –
Ti è piaciuto? – mi chiese –
Mi hai fatto molto male – gli risposi – ma mi è piaciuto moltissimo lo stesso. –
Ero tutta sporca, sentivo che colavo liquidi da ogni dove e mi alzai per andare in bagno, mi guardai allo specchio, sembravo una maschera di carnevale, ero piena di sperma raggrumato dappertutto, e sentivo anche le cosce piene di liquidi che fuoriuscivano dai miei orifizi, mi sedetti sul water e proprio mentre stavo facendo pipì entrò anche Simon, mi si piazzò di fronte col pene in mano dicendomi:
Devo pisciare!!!!!
Capite le sue intenzioni cercai di protestare dicendo di no ma lui come nulla fosse cominciò ad orinarmi addosso, il potente getto mi colpì sul seno e sul viso, rimasi immobile in attesa che finisse mentre tutta quella urina calda mi stava facendo una vera e propria doccia, mi stava usando come cesso, la sua orina mi arrivava addosso per poi scorrere tra i miei seni e fino in mezzo alle gambe per poi finire ordinatamente nel water, appena finito pretese di asciugarsi il pisello sulle mie labbra; non so nemmeno perché lo lasciai fare, ero sorpresa, non mi era mai successa una cosa del genere, ma, in tutta sincerità, anche in quell’attimo avevo provato un certo piacere;
Che porca che mi aveva fatto diventare!!!!
Appena uscì dal bagno mi fiondai sotto la doccia, puazzavo da fare schifo con tutta quella urina addosso. –
L’acqua mi tonificò e uscii rinfrancata, tornai in camera da letto e lo trovai sdraiato mi guardò con quel suo sguardo quasi sonnolente, mi sorrise, mi prese per una mano e mi tirò verso di lui facendomi sdraiare, si alzò e cominciò a torturarmi i capezzoli con la lingua;
Che vuoi fare ancora? – gli chiesi –
Voglio scoparti! – rispose –
Ma sei già venuto tre volte? ? ? – incalzai io –
è un problema per te? – mi disse –
Assolutamente no – dissi io – un’altra sbattuta me la farei dare volentieri, solo che non osavo sperare tanto!!!
Effettivamente guardai il suo bel cazzone nero e con grande sorpresa e piacere lo trovai di nuovo in piedi, tornai a cavalcioni su di lui che mi afferrò con forza dai fianchi e mi mise di nuovo sul suo cazzo e lo affondò di nuovo dentro, tornai con la bocca verso di lui mentre lo cavalcavo, volevo di nuovo sentirne il sapore della lingua, presi a baciarlo e cavalcarlo con tutta la libidine che mi era rimasta dentro, quella scopata fu fantastica, alternammo per oltre mezz’ora una miriade di posizioni, con naturalmente delle meravigliose inculate, visto che ormai il mio buchetto già perfettamente dilatato riusciva ad accoglierlo benissimo, Simon non voleva saperne di venire, mentre la sottoscritta sembrava una fontana aperta, continuavo ad avere orgasmi ripetuti e sempre più violenti, finalmente emise una serie di grugniti animaleschi, e mi scaricò di nuovo tutto dentro l’utero. –
Rimasi per un po’ sul letto a riprendere fiato e credo di essermi anche addormentata per qualche minuto, poi mi alzai rimisi la mutandina del costume e tornai in salotto, andai allo stereo e misi un po’ di musica prima di stravaccarmi sul divano, ero distrutta!!!!!
Che trombata!!!!!!
Se qualcuno mi avesse raccontato una cosa del genere non ci avrei creduto che un uomo potesse farne quattro quasi di fila poteva sembrare inverosimile, una cosa che qualsiasi donna si sogna la notte. –
Proprio mentre pensavo queste cose arrivò Simon che mi chiese se non avessi qualcosa d’altro da mangiare per lui, gli chiesi se volesse una bistecca, ed alla sua risposta affermativa corsi in cucina a preparargliela. –
Mi raggiunse lì quasi subito e mi abbracciò da dietro accarezzandomi i seni nudi e chiedendomi se avrei avuto voglia di rivederlo, gli risposi che proprio non lo sapevo, e che volevo pensarci, facendomi girare mi guardò dicendomi:
Non mi dire che non ti è piaciuto?
Sei fuori strada – risposi – il problema invece è che mi è piaciuto anche troppo!!!
Posso comunque lasciarti il mio numero?
Quello te lo avrei chiesto io – conclusi –
Mentre stavo tirando via la bistecca mi sentii afferrare dai fianchi e baciare sul collo e sull’orecchio;
Ti prego basta, mi hai sfiancata, e poi se mi fai eccitare di nuovo io che faccio? – gli dissi –
Perché non possiamo scopare ancora? – Disse Simon –
Lo guardai sorridendo, senza capire se stesse parlando sul serio, misi la bistecca nel piatto e la portai in tavola che era ancora apparecchiata, mi sedetti accanto a lui guardandolo mangiare, certo che aveva un suo fascino, aveva l’atteggiamento di quelli che sono convinti che tutto il mondo giri intorno a loro; mi sembrava di vivere una situazione surreale, assurda forse, l’avevo appena conosciuto eppure mi ero fatta sbattere come la peggiore delle troie, dovevo però ammettere che era stato favoloso. –
Mi alzai dicendogli che mi sarei seduta sul divano e passai nel salotto dove lo stereo diffondeva le note di Shakira, mi resi conto di essere ancora eccitata, ne avrei voluto ancora…. Da non credere!!!
Guardai l’ora erano quasi le 19, presi il telefono e telefonai ai miei figli per sapere dove fossero, mi rassicurai a sentirli, mi informai sull’orario del loro rientro, ma mi fu detto che sarebbero rientrati a notte fonda, volendo potevo stare ancora tranquilla, chiamai mio marito, era già a destinazione mi disse che sarebbe rientrato l’indomani sera tardi, divertiti mi disse…. E cosa avevo fatto fino a quel momento? ? ? ? ?
Arrivò Simon, si sedette accanto a me, e mi passò una mano dietro le spalle, stringendomi a lui, mi girai su me stessa in modo da venirgli di fronte gettandomi su di lui, lo baciai, questa volta era la mia lingua a cercare la sua, avevo voglia di essere trattata da femmina e di coccolarmi quell’uomo così formidabile.
Vuoi fare ancora l’amore? ? ? – gli chiesi – ci riesci? ?
Certo !!!! – disse – con te non finirei mai …… ma voglio tutto. –
Tutto quello che vuoi – gli sussurrai –
Mi prese la testa e la spinse verso il suo pube, gli abbassai il costume ed il suo attrezzo guizzò fuori, lo tirai fuori e lo accolsi di nuovo nella mia bocca, ci lavorai in po’ con le labbra e con la lingua e gli vidi riprendere vigore, lui mi prese le mani e le condusse alla mia fica, mi toccai, e la trovai di nuovo fradicia di gonfia, continuai a spompinarlo mentre mi toccavo, avevo ricominciato a godere, mai come in quel momento godevo a sentirmi troia, allungai una mano sul tavolo dove avevo un vassoio pieno di quelle uova di onice, ne presi uno e lo diedi a Simon
Dove vuoi mettermelo? – gli dissi –
Lo prese, me lo fece leccare, e me lo mise nel culo, mi fece alzare e mettere di nuovo a cavalcioni sopra di lui, con un colpo violento mi strappò il costume e mi fece impalare sul suo cazzone nero, mentre mi strusciavo su di lui col suo cazzo dentro Simon mi stringeva le natiche e le muoveva per farmi sentire meglio quello che avevo dentro,
Non ne vuoi altri mi disse? – mi chiese –
Mettimi quello che vuoi – risposi –
Presi a cavalcare come una forsennata, non riuscivo a frenarmi, con la sua mazza dentro il mio utero, che sembrava stesse squartandomi, mi faceva come impazzire, nel frattempo Simon ne aveva preso un altro e me lo stava dando da leccare, poche leccate e mi piantò dentro anche quello, gridavo dal piacere che stavo provando, lui riprese a stringermi le natiche, sentivo quei due oggetti muoversi dentro, gli gettai le braccia al collo e mi abbracciai a lui con tutta la forza di cui disponevo, le gambe mi tremavano, ma ugualmente la mia danza sulla sua mazza era diventata frenetica ed irrefrenabile. –
Mentre gli rimanevo abbracciata come una piovra prese un altro ovulo e me lo spinse dentro, mi sembrò di avere un incendio in mezzo alle gambe, sentivo il suo cazzo martellarmi dentro, sentivo di avere anche tutte le mie viscere piene, avrei voluto anche di più, ma senza nemmeno sapere cosa, ero ad un punto di godimento mai raggiunto, ebbi un altro orgasmo ancora più violento degli altri, mi fermai per quanto mi sentivo spossata restando abbarbicata a Simon, avevo il sedere indolenzito con quegli ovuli dentro che lui continuava a spingermi dentro, chiusi gli occhi, avevo il respiro affannato mi sembrava di avere fatto maratona alle olimpiadi. –
Guardai Simon con un sorriso, adesso avrei voluto smettere, non ce la facevo più fisicamente, si avvicinò alle mie labbra baciandomi con molta tenerezza e passione, tra le sue braccia e mi abbandonai a quel bacio mentre anch’io continuai a tenermi stretta abbracciata a lui, ma passarono solo pochi attimi e sentii il trapano di Simon che ricominciava a muoversi dentro di me; sempre stretta a lui ricominciai a gemere ed a godere ancora di quella mazza, ero ormai arrendevole e illanguidita, mentre Simon continuava a trapanarmi con lentezza, ormai non stava possedendo solo il mio sesso, ma era un qualcosa che stava coinvolgendo l’intero mio corpo ed anche il mio cervello. –
Era anche lui pronto, mi alzai tirandolo fuori quasi con dispiacere, andai con la bocca sul suo grande e lo presi fra le mie labbra, volevo di nuovo sentire il suo sapore, il sapore del suo seme, tutto il suo pube era pieno degli umori colatimi fuori, senza indugiare leccai tutto fino ai coglioni, appena però cominciò a pulsarmi tra le mani serrai le labbra attorno alla sua asta e aiutandolo con un massaggio delle mie mani lasciai che tranquillamente mi spruzzasse tutto dentro, per essere la quinta volta che veniva ne aveva ancora in abbondanza, tanto da riempirmi interamente la bocca, ingoiai tutto e succhiai ancora, volevo prendere anche l’ultima goccia, che in effetti arrivò puntuale, la raccolsi con la lingua e, stando ben attenta a che lui mi guardasse, la ingoiai . –
Ne avevo viste di troione – mi disse sorridendo – ma come te mai ancora!
Neanche io mi riconosco! – gli sussurrai all’orecchio – devo riconoscerti comunque che il merito è tutto tuo. –
Adesso però è tardissimo e devo scappare – continuò Simon – spero di rivederti?
Non so, – dissi io – ho paura di te, mi fai fare cose che non avrei mai pensato di poter fare. –
Io ti lascio il mio numero – concluse lui – se vorrai chiamami ne sarò felice. –
Gli annuii con la testa e mi alzai in piedi, mi girava un po’ la testa, tolsi il costume strappato e passai in camera dove misi addosso un vestitino e tornai in salotto, lo trovai che stava raccogliendo le sue cose e lo accompagnai al furgone. –
Rientrata in casa andai a fare una doccia, sistemai un po’ casa guardai un po’ di tv, non avevo fame, forse per lo sfinimento oppure per tutto ciò che avevo già ingerito, verso le 10 mi misi a letto, ero sfinita. – FINE

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