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Venditori di film

Siamo una coppia sposata da quattro anni. Io sono Michela 32 anni mora mentre mio marito si chiama Giovanni ed ha 35 anni. Lavoravamo, io come segretaria e mio marito come venditore in un autosalone, ma a causa di un notevole calo delle vendite l’autosalone è fallito e quindi entrambi siamo stato licenziati. Il benservito ricevuto dal nostro datore di lavoro non ci aveva buttato giù di morale. Giovanni ha subito cominciato a cercare qualcosa che facesse al caso suo ed io decisi che, con i risparmi accumulati, potevo anche permettermi di restare un po’ senza lavorare.
Grazie alle sue doti di venditore, non fu difficile a mio marito trovare quasi subito un impiego e riuscì a trascinarmi con lui in un’attività molto intigrante: piazzista di porno video nei negozi specializzati.
Dimenticavo di dirvi che scriviamo da Pavia ed io e lui abbiamo un invidiabile affiatamento erotico, che non preclude la possibilità di provare situazioni oltre ogni limite.
Uno dei clienti più assidui di mio marito è un cinema a luci rosse che ha una sala video per gay e una per tutte le stranezze del mondo.
“Michela” mi dice un giorno dell’inverno passato Giovanni, “ti andrebbe di accompagnarmi per vedere le reazioni dei clienti ai film che vendiamo? ”
La proposta mi lascia perplessa solo un attimo. Quando realizzo che ci potrei andare travestita da uomo, lascio ogni remora ed accetto. Mi metto un cappello a larghe falde e un paio di occhiali neri su di un completo che usavo a carnevale per travestirmi. Con la chioma raccolta sotto il cappello sono relativamente credibile e alla cassa mi fanno il biglietto senza storie.
Entriamo mentre sullo schermo una ragazza dalla pelle d’ebano sta facendo un pompino ad un uomo chiamato cavallo, i miei occhi che si adattano all’oscurità vedono questo esercito di cazzi fuori dalle patte che, in platea, vengono menati con i ritmi più vari. Chi si prende la cappella con due dita, chi quasi resta senza pantalonim chi è venuto in tuta nera ed ha macchie biancastre ovunque.
Ci sediamo in una fila quasi in fondo alla sala ed il viavai che ci sfiora nei corridoi laterali mi intriga.
Vediamo le tende che proteggono le uscite di sicurezza muoversi ed agitarsi. Decido di andare a controllare.
Ci sono coppie gay dappertutto e le figurazioni, dietro a queste tende, sono le più varie. C’è il vecchietto che fa pompini a cottimo, quelli che si menano il cazzo a vicenda, chi si incula con le dita mettendosi le mani nei pantaloni allargati. In mezzo a questo po’ po’ di sesso omosessuale rimango stupita ed eccitata.
Torno al mio posto e come prima cosa mi butto sui pantaloni di Giovanni con la mia bocca insaziabile. Gli apro la patta e la sua verga dura mi entra in bocca con la delicatezza di una fetta di pane imburrata. Mentre lo pompo sento che si è seduto qualcuno nel posto affianco al mio e mi sta toccando il culo.
Io non lo scoraggio, e quando questo mi mette la mano davanti ai pantaloni e trova nulla, rimane per un attimo fermo, passa a tastarmi il petto e si accorge che sono una donna. Si alza e dopo pochi minuti, proprio mentre la sborra di mio marito mi riempie la bocca, mi accorgo di essere circondata da un nugolo di persone arrapate.
Evidentemente c’è stato un bel passaparola! Non mi scoraggio, le mani che cominciano a toccarmi sono così tante che decido di alzarmi e dirigermi al bagno. Le condizioni igieniche sono pietose e trova già due uomini agli orinatoi che hanno l’uccello fuori senza per questo pisciare: aspettano qualcuno che glielo meni!
Mi guardano fissi ed io, sostenendo il loro sguardo, mi ci metto al fianco e gli prendo in mano gli uccelli per menarglieli. Sono seguita da un gruppo di maschietti che mi viene alle spalle. Il più intraprendente mi appoggia l’uccello al culo e si sborra nei pantaloni.
Che cinema! FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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