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Vicini di casa

Torno a casa volentieri, sono stanco ed ho voglia di rilassarmi, mi fermo in rosticceria a prendere qualcosa per la cena e appena chiusa la porta mi tuffo sotto la doccia con piacere. Ceno in accappatoio e mi allungo sul divano senza badare alla televisione, sprofondato in un piacevole dormiveglia che mi rilassa i muscoli ed i nervi. Invece devo essermi addormentato perché il campanello della porta mi sembra un suono lontano e ovattato, ci metto diversi secondi a realizzare che qualcuno sta suonando, mi alzo e assonnato vado a vedere che cosa succede, sono le undici passate, ma chi può suonare a quest’ora? Guardo dallo spioncino e vedo sul ballatoio due ragazzi giovani, un uomo ed una donna, ci metto un po’ a riconoscere la coppia che abita di fronte, ma che cosa vorranno mai? Mi rendo conto di essere in accappatoio, me lo stringo addosso alla meglio e apro la porta con aria interrogativa. Entrambi sono sorridenti e con l’aria desolata, lui mi dice tutto d’un fiato.

— Ci scusi, abbiamo visto che c’era ancora luce, meno male, così ci siamo permessi di disturbarla, ci scusi per favore. Rispondo con un gesto amichevole e li guardo con aria interrogativa.

— Vede, siamo usciti a cena da amici fuori città e adesso non riusciamo più a trovare la chiave della porta d’ingresso. Abbiamo guardato dappertutto anche sulla macchina ma non c’è niente da fare, siamo chiusi fuori. Dovremmo chiamare qualcuno che ci apra la porta, accidenti, è anche blindata ! Ormai mi sono svegliato e con un sorriso li invito ad entrare.

— è un bel problema perché siamo al quinto piano, niente da fare con le finestre poi trovare uno che vi apra la porta sarà difficile a quest’ora, sicuramente vi costerà una fortuna. Li faccio sedere sul divano, in fondo mi dispiace anche se li conosco poco, lui avrà venticinque anni, lei qualcuno di meno, abitano da un anno nell’appartamento di fronte ma a parte qualche saluto in ascensore non ci siamo mai parlati. Hanno un’aria abbattuta e la signora tiene gli occhi bassi quasi fosse tutta colpa sua, nel complesso è una bella morettina, giovane e fresca come una gazzella, credo che siano sposati da poco, probabilmente da quando sono venuti ad abitare qui. Mi fanno tenerezza e cerco di aiutarli come posso.

— Sentite, vi faccio una proposta, se volete potete arrangiarvi e dormire da me questa notte, domani mattina tutto sarà più facile e risparmierete tempo e denaro. Se vi adattate per me non è un disturbo, davvero. Li vedo perplessi, cercano di fare complimenti ma capisco che l’idea è attraente, rapidamente accettano e finalmente li vedo sorridere, lei sembra molto sollevata e finalmente mi mostra i suoi occhioni scuri, molto, molto vivaci. Il divano in soggiorno si può trasformare in un letto ma c’è posto per uno solo, vado a prendere alcune coperte ed un cuscino, siamo in Luglio ed il problema del freddo non dovrebbe esserci proprio. Dalla cucina ritorno con qualche birra fresca, vedo che l’idea è molto gradita, scambiamo qualche chiacchiera poi ormai è ora di andare a letto. Regolo il condizionatore al minimo e mi avvio in bagno per primo, meno male che ho già fatto la doccia così mi sbrigo in pochi minuti e lo libero per i miei ospiti che sono rimasti seduti sul divano in attesa. Mentre mi ritiro in camera vedo che Maura, così si chiama la signora, si ritira in bagno. Ormai il sonno se ne è andato per cui mi attardo a leggere per un po’, sento che loro usano il bagno poi armeggiano in soggiorno preparando i letti, uno sul divano ed un altro sul tappeto a fianco. Ormai tutto l’appartamento è silenzioso ma prima di addormentarmi mi ricordo di non aver preso con me dell’acqua per la notte, non vorrei svegliarli nel caso mi venisse sete. Per non disturbarli spengo la luce e mi avvicino alla porta chiusa senza fare rumore, apro con circospezione e sto per entrare in soggiorno quando mi accorgo che sul tappeto c’è del movimento, mi fermo di botto e lascio che gli occhi si abituino all’oscurità che non è poi così profonda grazie alla luna piena che brilla fuori dalla finestra. Non c’è dubbio, i due ragazzi stanno scopando, mi sembra più che normale alla loro età e freschi di matrimonio, lui è coricato e lei lo sta cavalcando con buona lena, vedo che si muove facendo roteare il ventre, lo spettacolo è proprio invitante quanto inaspettato. Marta tiene il busto eretto ed è proprio di fronte a me, direi ad un paio di metri di distanza, scuote la testa ma ha gli occhi spalancati, li vedo brillare alla luce della luna, ha due tettine piccole ma sode con i capezzoli dritti e pronunciati. Non può non avermi visto fermo sulla porta, ma continua la sua montata come se io non ci fossi, anzi con lena sempre maggiore, apre la bocca e si morde le labbra, ma i suoi occhi non mi perdono di vista un momento. Io resto fermo e silenzioso, non posso nascondere che lo spettacolo che ho davanti agli occhi non mi provochi una immediata erezione, i calzoni del pigiama non riescono a nasconderla, il ragazzo invece non può vedermi ed in ogni caso sembra completamente coinvolto nell’amplesso. Marta se lo lavora con grande abilità, ormai entrambi non riescono a trattenere i gemiti, quando lui inizia ad eiacularle dentro lei si impala a fondo e si agita con tutto il corpo in preda ad un orgasmo travolgente. Restano fermi ma sento i loro respiri affannosi, io mi ritiro silenziosamente in camera per non turbarli e li sento usare di nuovo il bagno poi dopo pochi minuti il silenzio totale avvolge di nuovo l’appartamento Lascio perdere l’acqua e cerco di addormentarmi, ho la verga in tiro e non è facile prendere sonno che in ogni caso non riesce ad essere profondo e rilassante. Devo aver fatto sogni erotici perché mi sveglio all’alba, cosa inusuale per me, con una mazza durissima tra le gambe ed una voglia di scopare da perdere la testa. Dal soggiorno non viene alcun rumore, decido di andare in cucina a bere qualche cosa, tanto per rilassarmi un poco, mi alzo e noto che il pigiama davvero riesce a nascondere poco della mia erezione, apro la porta con circospezione e attraverso il soggiorno. Lui sta dormendo bocconi sul tappeto mentre Marta è distesa sul divano, deve aver fatto caldo perché entrambi hanno solo gli slip addosso, non posso fare a meno di ammirare i loro fisici giovani e prestanti nella luce dell’alba. In cucina cerco di non fare rumore e bevo un bicchiere d’acqua, il mio problema non si è proprio risolto, anzi, sono più duro e rigido di prima, se voglio riprendere sonno devo masturbarmi e scaricarmi la tensione nel basso ventre. Sempre silenziosamente attraverso di nuovo il soggiorno e mi dirigo verso il bagno dopo essermi soffermato qualche secondo ad ammirare le tettine acerbe ed il ventre piatto di Marta che sembra dormire profondamente. Nel sonno si muove sensualmente ed allarga le gambe, mi trovo a poca distanza e la luce dell’alba mi permette di ammirare lo slippino leggero che sottolinea il clitoride e la fessura che ha sotto. Non staccherei più gli occhi da quello spettacolo ma il mio bisogno è ormai troppo urgente. Entro in bagno e mi siedo sullo sgabello lasciandomi scivolare i calzoni ai piedi, in effetti ho un’asta durissima con la cappella congestionata, comincio ad accarezzarmi con gli occhi socchiusi cercando di rivedere i particolari della ragazza che sta dormendo nella stanza accanto, davvero eccitante, penso che abbia una bella prugnettina stretta e vivace, mi piacerebbe proprio infilarmici dentro sino alle palle. Peccato che ci sia il marito addormentato al suo fianco, peccato davvero. Man mano che accarezzandomi faccio crescere la mia eccitazione riesco a ragionare con fatica e certi scrupoli mi sembrano sempre meno giustificati. Mi sfilo i calzoni e apro la porta del bagno, ho voglia di rivedere Marta, ma non sono in una buona posizione, ho davanti il marito che dorme sul tappeto, accidenti. Con la mano che continua a menarmi l’asta dura esco dal bagno e mi avvicino al divano, lei è sempre distesa con il seno piccolo verso l’alto, ha i capezzoli a punta circondati da una aureola sollevata, mi lecco le labbra e mi avvicino menandomi sempre con piacere, ho paura di svegliare qualcuno ma non resisto alla tentazione di avvicinarmi al divano, ormai sono a pochi centimetri. Con un tuffo al cuore mi accorgo che Marta si sta muovendo nel sonno, allarga le gambe e si infila una mano nelle mutandine, forse un sogno erotico, non so, però questa visione moltiplica la mia voglia, sono come ipnotizzato. Lentamente la sua mano abbassa l’indumento e mette a nudo tutta l’intimità che c’è sotto, con due dita Marta si sta massaggiando il clito poi scende lungo la fessura e la spalanca, io sto perdendo completamente la testa, il bacino si muove lentamente mimando un amplesso dolcissimo, mi sto masturbando come un forsennato davanti a lei senza distogliere gli occhi un momento da Marta distesa davanti a me. Prima un dito, poi due dita spariscono nella grotta calda e bagnata e dai movimenti ormai convulsi mi accorgo che lei sta venendo, mi avvicino di più, ormai le sono sopra con la mia asta in mano che sta per esplodere, mi lascio andare e i primi getti di sperma le arrivano sul ventre, poi sui seni, poi mi abbasso e le allago di seme bianco e denso il cespuglio nero tra le gambe. Mi sembra di non poter smettere più di sborrare, intanto lei ha aperto gli occhi e mi guarda l’asta con occhi fissi mentre con la mano si spalma il mio seme addosso respirando affannosamente, ha i seni lucidi e bagnati ed il ventre coperto dal mio sperma. Restiamo un attimo a fissarci negli occhi poi io mi giro e ritorno in bagno a ripulirmi. Quando esco Marta è ancora distesa sul divano ma appena rientro in camera la sento in bagno che fa scorrere l’acqua. Io mi distendo a letto, sono ancora eccitato e mi rendo conto di aver corso un bel rischio, però Marta con tutta la sua aria timida e discreta riesce a sviluppare una sensualità sconvolgente, il mio arnese non ne vuol sapere di mettersi calmo. Decido di lasciare la porta socchiusa, non riesco a fare a meno di ammirare Marta. Esce dal bagno completamente nuda, ormai c’è il sole in soggiorno, da dove mi trovo riesco a vederla muoversi vicina al divano, non può non accorgersi della porta semi aperta. Invece di coricarsi si rigira in piedi un momento, ho modo di ammirala in tutta la sua freschezza e gioventù, poi si abbassa sul marito, lo fa girare e gli sfila i boxer. Lui probabilmente non si rende conto subito di quello che sta succedendo ma non si oppone, in un momento il suo cazzo si trova risucchiato nella bocca della moglie. Non deve essere una circostanza nuova per lui perché vedo che si gusta il bocchino senza fare alcun gesto di stupore. Marta è accovacciata e mi mostra il sedere, in quella posizione ho davanti il buchetto e tutta la fessura pelosa, immediatamente mi ritrovo duro ed eccitato come prima. La vedo succhiare con foga e gusto, anche lui deve ormai essere completamente eretto, infatti Marta si solleva un attimo, si gira e si impala con la verga rimanendo però rivolta con il viso nella mia direzione. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ginocchia piegate e i capezzoli duri, pompa come un’ossessa mostrando il culo al marito che rimane disteso dietro di lei. Io sono sul letto con la verga in mano e la guardo fissa, ad un certo punto mi fa cenno di avvicinarmi mentre non smette di muoversi. Io abbandono ogni precauzione e in due secondi le sono davanti, ho la verga all’altezza della sua bocca, lei la ingoia e inizia a succhiarmi seguendo lo stesso ritmo che impone al marito. Vedo lui che allunga le mani e le afferra i fianchi, capisco che sta per venire e anch’io non sono in grado di resistere tanto più a lungo. Quando si blocca per ricevere nella vagina la sborrata del marito io mi scarico nella sua bocca che fa fatica a contenere tutto il mio seme. Rimango immobile fino alla fine poi di scatto rientro in camera e chiudo la porta, non so se il marito si è reso conto di quello che è successo veramente. Riesco ad appisolarmi per un’oretta poi sento dei rumori in cucina, mi rivesto con il pigiama ed esco con aria assonnata. Loro sono al tavolo e si stanno preparando un caffè. Marta sembra meno intimidita e mi dice sorridente.

— Stiamo cercando di organizzarci una piccola colazione, prende il caffè con noi? Sono io la donna di casa oggi e voglio preparare tutto per voi. Accetto volentieri, facciamo colazione insieme ridendo e scherzando, ormai sono le otto passate e bisognerebbe cercare qualcuno che apra la loro porta perché io devo uscire tra non molto.

— Se volete cerco il numero di telefono di qualcuno che vi apra la porta di casa, ormai dovrebbe essere un’ora adatta. Li vedo ridere di gusto e lui mi dice allegro.

— Non è necessario, l’abbiamo ritrovata. Marta ha un buco nella fodera della borsetta e si era infilata sotto, questa mattina l’ha trovata cercando il trucco, meno male, ci sarebbe costata una fortuna. Non sembra prendersela poi tanto con la moglie che sorride divertita, davvero mi ha fatto piacere risvegliarmi con loro per casa, di tanto in tanto una ventata di gioventù e allegria mi fanno piacere. Ci alziamo e li accompagno alla porta, mentre ci salutiamo Marta mi guarda fisso negli occhi e dice tutto d’un fiato.

— Ci scusi per il disturbo che le abbiamo arrecato, ci ha fatto un grosso favore e vorremmo ricambiarlo. Mi piacerebbe averla a cena da noi una delle prossime sere, non mi dica di no, per favore. La loro freschezza e lo sguardo profondo di Marta non mi fanno nemmeno passare per la testa di rifiutare, accetto volentieri per una delle prossime serate. Rimasto solo mi preparo ed esco per andare in ufficio, fa già caldo fuori, non vedo l’ora di raggiungere l’aria condizionata dell’ufficio. FINE

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