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Il negozio di abbigliamento intimo

Ciao,
chi non ha mai pensato almeno una volta quanto potrebbe essere interessante per un uomo lavorare in un negozio di intimo femminile?
Io credo tutti una volta nella loro vita, io ho anche pensato di agire, è ormai 3 anni che lavoro di intimo femminile, prima di iniziare pensavo, chissà quante scopate mi sarei fatto.. invece in 3 anni ci sono state solo poche storie nate nel camerino… ma in compenso ho scoperto di essere un guardone.. eh si… ho spiato ogni singola cliente.. dalle ragazze alle donne.. anche di una certa età, scoprendo quanto sono vanitose le donne davanti ad uno specchio.
Ma quello che vi voglio raccontare qui.. non è la mia passione da guardone.. ma una delle avventure.. più sensazionali che mi sia capitata.
Il negozio era frequentato principalmente da donne manager, vestite di classe.. sempre perfette generalmente venivano a comprare la biancheria il venerdì pomeriggio, preventivando chissà cosa per il week-end in arrivo.
Tutto accadde un venerdì dei primi di giugno, era il periodo più caldo… molta gente, molte scatole da tirare fuori, e donne isteriche a destra e manca…. ma stranamente questo venerdì era veramente povero, si erano viste poche clienti, ed io mi ero dedicato ad oziare, sfogliando un catalogo di biancheria con delle novità.. e sinceramente approfittando di stropicciarmi un po’ l’uccello. Come detto il pomeriggio passo tranquillo… verso le 17. 30 ormai stavo iniziando a preparare la chiusura per le 18, avevo iniziato a fare le pulizie, quando sento dire:
– “Buonasera, è ancora aperto! ” – quella voce mi scosse, un voce calda e sensuale, mai sentite prima.
– “Si è ancora aperto, prego! ” – dicendo cosi mi voltai… rimasi esterrefatto, davanti vidi una donna di circa 36 anni, con un fisico imponente, una folta capigliatura riccia e degli occhi profondi, indossava dei sandali pitonati, con una gonna bianca lunga e sufficientemente trasparente, ed una magliettina sempre bianche che ben faceva notare il suo seno, il bianco gli donava veramente molto in quanto dava un giusto contrasto con la sua pelle d’orata.
Lo ammetto, ne ho viste di donne, ma questa mi a turbato, sarà sta la sua voce sensuale e decisa, di una donna che sa quello che vuole.. comunque cercai di rilassarmi e mettere a tacere gli ormoni.
– “Mi dica, come posso aiutarla? ”
– “Uhmm non saprei, vorrei farmi un regalo, ma non so cosa? ” – mi disse sorridendo.
– “Hai qualche tema in mente, oppure non sa proprio? ” – le dissi dirigendovi dietro il bancone.
– “Mah, ero indecisa su qualcosa di sexy e sensuale o qualcosa di trasgressivo è perchè no che piaccia anche a voi maschietti” – sulle ultime parole della sua frase, il suo sguardo luccico… e guardandomi mi fece un sorriso.
– “Allora a davanti la persona giusta se lei mi permette sarò felice di darle anche un parere di maschietto” – le dissi con un pizzico di orgoglio. Ed aggiunsi:
– “Mi scusi un attimo, è quasi ora di chiusura, dovrei abbassare a meta la serranda. ”
-“Non si preoccupi faccia pure”. – mi disse. Allora pigia il bottone del quadro elettrico ed abbassa a meta la serranda, e subito dopo esclama:
– “Eccomi, adesso vediamo di trovare il suo regalo! ” – e voltandomi verso di lei, che stava a sbirciare nel negozio aggiunsi:
– “Preferisce, completini con il reggicalze oppure per gli autoreggenti? ”
– “Reggicalze, gli autoreggenti mi costringono le coscie! ” – mi disse ridendo sotto i baffi.
Iniziai a cercare le scatole giuste, e dopo 5 minuti di lavoro, mi ripresentai a lei con 3 scatole di completini:
– “Eccomi, mi scusi per il ritardo.. ma quello che ho scelto per lei, dovrebbe ricompensare l’attesa”
Inizia con la prima scatola, la aprii e tirai fuori un completino: reggiseno, perizoma, calze e autoreggenti blu notte brillante, tirai fuori i pezzi e li poggia sul bancone per farglieli vedere meglio:
– “Guardi, sono veramente belli, adatti per sedurre con classe, e poi senta il tessuto sotto le mani, trasmette dei brividi alla schiena” e dicendo questo allungai la mano porgendogli il tanga che stavo strofinando davanti, dove voi donne tenete la micina : ). Aggiunsi anche:
– ” E poi guardi questi rifinimenti di pizzo, sono veramente belli”
La donna guardo la biancheria con molta cura, ispezionando ogni singolo dettaglio, la vidi soffermarsi selle calze passandosele diverse volte sulle mani ed anche sul viso per sentire la delicatezza del tessuto.
– “Molto bello, ma le altre scatole cosa nascondono? ” – disse lei guardandole con un pizzico di curiosità
Io sapevo cosa nascondevano le altre scatole.. era roba molto più sexy, ultimi arrivi… credo che noi eravamo l’unico store ad averli.
La seconda scatola che decisi di aprire conteneva, un babydoll trasparente all’altezza dei seni, che poi scendeva giù diventando più scuro fino a coprire il perizoma, anch’esso semi trasparente, entrambi i capi presentavano delle rose rosse ricamate, sui bordi, per il babydoll sopra dei seni, per il perizoma, sul bordo superiore, inoltre il perizoma era ad allaccio laterale.
Gli mostrai i capi, e vidi subito che l’interesse della donna era salito di molto, prese il baby-doll portandolo davanti a se, per misurare le lunghezze, accarezza come nel capo precedente il tessuto per vedere le sensazioni che trasmetteva, subito mi disse:
– “Questo lo metta da parte, poi lo vorrei provare, c’è un camerino? ”
– “S certo il camerino e li dietro” – dissi io
– “Senta” – mi disse con un po’ di imbarazzo – “Avrebbe anche qualcosa di particolare? Di trasgressivo? ”
– “Si certo, è la terza scatola.. la vuole vedere adesso, o prima si vuole provare questo capo? ” – le chiesi.
– “No vediamo anche quest’altro” – mi disse, ma notai che il suo tono di voce era cambiato, aveva perso un po’ in decisione, mah pensai magari è in imbarazzo per la richiesta che mi ha fatto… anche perché aveva le guance arrossate, cosi cercai di metterla a suo agio
– “Non si imbarazzi, la sua richiesta non è strana, molte donne fanno acquisti del genere. ” – un sorriso apparve sulle sue labbra, un sorriso furbetto.. mah cosa gli passera per la testa a questa donna.
Mi apprestavo per aprire la terza scatola, che conteneva un completino piccante, tutto in lattice, la particolarità di questo completino è che presentava due aperture, la prima lasciava scoperti i capezzoli, foderando ugualmente i seni, la stessa cosa per gli slip che avevo uno spacco centrale che lasciava fuori la fighetta.
Appena misi il completino sul banco, la donna ebbe un espressione di meraviglia, ma subito fu interessa dal capo, e prendendoli in mano ispeziono con accuratezza le aperture, magari immaginando come sarebbe apparto il suo corpo all’interno di quel completino.
– “Uhmm, bene.. vorrei provare questi ultimi due” – mi disse con la sua voce che aveva acquistato il tono originario… ma con le guance arrossate più di prima.
– “Prego mi segua, è da questa parte” ed uscendo dal bancone mi diressi verso l’interno del negozio dove c’era il camerino.
– “Ecco, faccia con comodo, io torno di la a mettere a posto delle cose, se ha bisogno di me mi chiami”
– “Si grazie! ” – mi disse, entrando nel camerino.
Io mi incamminai verso il bancone, ma mentre andavo avevo un dubbio ma non riuscivo a rintracciare di cosa si trattasse… quando come un filmine a col sereno capii cosa era che mi assillava… tornando indietro non avevo sentito il tic della porta del camerino, preso dalla curiosità e dalla mia mania di guardone, tornai indietro con un passo felpato, arrivato vicino al camerino.. il mio dubbio era fondato… la porta non era chiusa ma c’era uno spiraglio aperto, mi avvicina meglio è subito mi accorsi che da quel piccolo spiraglio potevo vedere la donna riflessa nello specchio.
Era li, ancora non aveva iniziato a spogliarsi, si stava guardando allo specchio dandosi un’aggiustatina ai capelli. Dopo neanche un minuto, inizio a spogliarsi, per prima cosa tiro via i sandali, rimanendo a piedi nudi, e vedendoli senza sandali erano ancora più belli; dopodiché lentamente inizio a togliersi la magliettina… rimanendo solo in reggiseno, si avvicino allo specchio e guardandosi con orgoglio prese il gancetto davanti del reggiseno e lo apri di scatto, i sui seni sobbalzarono fuori violentemente, ondularono per un paio di secondo per poi fermarsi, certo gli stavano su bene nonostante l’età il capezzolo e l’aureola erano ben proporzionati per il suo seno. Si stava guardando allo specchio soppesando prima una tetta poi l’altra, davanti a quella scena il mio pacco inizio a gonfiarsi violentemente, quella donna si soppesava i seni veramente con delle mosse sensuali, prima di iniziare a tirar giù la gonna si passo tra le dita prima un capezzolo e poi l’altro… giurerei che a quel tocco i suoi capezzoli siano diventato come due pietre!
Portandosi la mano sul fianco tiro giù la cerniera della gonna, che appena fu aperta completamente cadde a terra, lasciando scoperto un tanga bianco, circondando da una montagna di carne d’orata.. aveva un abbronzatura perfetta, il suo culo era molto grande.. non un culone.. ma uno di quei culi che quando te li vedi davanti ti diventa duro all’istante… era li davanti allo specchio ad ammirarsi.. ed a sua insaputa a farsi ammirare da me, si accarezzava tutto il suo corpo, in lungo e in largo, fermandosi con insistenza sui suoi capezzoli… gli doveva piacere, dopo un paio di minuti delle sue carezze, si volto con il culo verso lo specchio ed inizio a tirar giu il tuo perizoma, vedevo il filo staccarsi dal solco delle natiche con fatica (eh anche io mi sarei staccato da quel solco con fatica) poi si abbasso mettendo in mostra una passera veramente grossa.. e depilata.. vedendo il suo culo da questa prospettiva non potei resistere e mi avvicinai un pochino di piu.. ma la mia eccitazione mi aveva reso maldestro, cosi avvicinandomi feci un po di rumore…. nella mia mente passo subito l’idea di essere stato scoperto… la sua reazione dall’interno fu solo quella di girarsi di scatto, e guardare nello specchio… notai un suo sorrisetto furbo… ma dal momento che non era uscita a prendermi a sberle forse non se ne era accorta.
Si era voltata ed aveva ripreso ad accarezzare il suo corpo, ma adesso le sue mani si posavano con insistenza sulla sua micina, mentre odorava i suoi slip appena tolti, una micina veramente belle, tutta depilata, con delle grandi labbra molto vistose, aveva preso a far scorrere le sue dita sulle grandi labbra.. e si vedeva il suo tocco gi dava delle strizze di piacere. Ad un tratto riapri gli occhi di scatto, come a tornare nel mondo reale, e prese il primo completino, ed inizio ad indossarlo, prese il perizoma e se lo lego ai fianchi, stretto a fasciargli ogni singolo millimetro, in questo perizoma la forma della sua micina era ben distinta e il tessuto si era messo tra le grandi labbra separandole ancora di più, si gira per prendere il babydoll, ma maldestramente lo fa cadere atterra, cosi la vedo di nuovo piegarsi a pecorina per raccoglierlo da terra, ma questa volta è fasciata da questo perizoma semi trasparente che la rende veramente arrapante, inoltre noto il suo seno penzolante, che sballottando fa sbattere tetta contro tetta… raccoglie il capo da terra, e rialzandosi inizia lo indossa.
Adesso e davanti allo specchi ad ammirarsi con il nuovo capo addosso, e li che si ammira e riammira, accarezzando il suo corpo, i suoi capezzoli duri spiccano prepotentemente nella trasparenza del babydoll, ad un tratto di volta, piegandosi a novanta e guardando lo specchio con la testa girata con una mano sposta il filo del perizoma mostrando il suo orifizio nello specchio, dopo esserselo pressato con un dito di riaddrizza…. E mi chiama…. sentendo gridare il mio nome a momenti muoio di crepacuore…. non rispondo altrimenti capirebbe che sono li dietro a spiarla, e dopo un po’ busso e chiedo:
– “Mi dica? ” – con il tono della mia voce che non nascondeva per niente la mia eccitazione, e se mi avrebbe visto sarebbe stato ancora più evidente dato che il mio pacco.
– “Senta, se non la imbarazza troppo potrebbe entrare e darmi un parere su come mi sta? ” – cazzo, mi ha invitato ad entrare nel camerino a vederla in intimità, dopo tutta la scena che ho visto, dovrò fare i salti mortali per non violentarla.
– “Si ok, posso.. ” – e cosi dicendo inizia ad aprire la porta, lei era dietro, e per vederla dovetti entrare dentro, appenda dentro un suo piede chiuse la porta, nel camerino l’aria era caldissima ed un forte odore acre di donna penetrava nelle mie narici.
Lei alzandosi dallo sgabello su cui si era seduta mi dice:
– “Allora cosa ne pensa? ” – vederla da vicino era ancora più eccitante, non riuscivo a parlare.. solo a balbettare qualcosa.. e lei incalzando la situazione fa:
– “Non le piaccio, è cosi e meglio? ” dicendo cosi si gira piegandosi leggermente e tirando su un po’ il babydoll mette in mostra il suo culo, ma che cazzo vuole questa, se non la smette va a finire che la violento, questo era quello che la mia mente diceva, e poi aggiungeva forse vuole essere violentata… la parola sembro tornare e riuscì a dire:
– “No sta benissimo, e veramente sexy, sarebbe capace di convertire un gay” – le dissi aggiungendo un sorriso, a questo punto lei si volto e guardandomi mi disse:
– “Non ci credo, lo dice per farmi comprare la biancheria! ”
– “No e vero.. e veramente arrapante” – ribattei
– “Me lo provi” – mi disse lei incalzando, involontariamente a questa sua frase il mio sguardo fuggi verso il mio inguine, lei che non staccava un attimo i suoi occhi dai miei, capii dove avevo guardato.
– “Ma cosa abbiamo qui giù” – e dicendo questo si avvicina a me, tanto da poter sentire il suo respiro sulle mie labbra, e mi tocca il pacco, sulla sua faccia di dipinge un espressione di stupore, per le dimensioni, sinceramente sono anche io stupito.. non lo avevo mai avuto cosi duro, aveva fatto veramente un buon lavoro.
Senza dire un altra parola, inizia un lento massaggio da sopra la stoffa dai pantaloni, contro il mio petto sento premere il suo prorompente seno, i suii capezzoli mi perforano il petto, sono duri come chiodi, dopo un po del suo massaggio la mi eccitazione ormai era alle stelle, cosi in queste condizioni ormai le mie mani non stavano ferme, si erano posate sul suo colo e sul suo seno ed in movimenti sincronizzati li tastavo il culo, e il seno, sentivo quella carne prendere sempre più consistenza, le mie dita ora scorrevano sul solco delle natiche, e cercavano di farsi strada mentre il pollice e l’indice dell’altra mano stringevano e tiravano a turno i capezzoli, come pensavo la donna e molto sensibile sui capezzoli, ad ogni mia stretta, la sua espressione si riempie sempre di più di lussuria, me lo fa, anche, capire dalle strette all’uccello che mi da. Adesso la donna aveva preso anche a baciarci sul collo… mi aveva letteralmente strappato la maglietta di dosso, baciando e leccando il mio petto muscoloso (opera di ore di palestra), la sua lingua lo percorreva in lungo è in largo, le mie dita sul suo culo si erano fatte molto più audaci ed adesso lambivano l’inizio delle sue grandi labbra, ogni volta che gli e le sfioravo il suo bacino tremava, il dito non si dedicava solo alle sue labbra, ma giocava anche con il suo sfintere, sotto il tocco del mio dito, era molto arrendevole, e ben presto ogni difesa era stata debellata, ed il mio dito stantuffava dentro e fuori dal suo culo, nel frattempo la donna era scesa in basso e tirandomi via pantaloni e slip, aveva preso in mano il mio membro… lo guardava come una bambina che ha per la prima volta un lecca lecca.. lo toccava, lo ispezionava in ogni suo millimetro, quando con un gesto improvviso mi sputa sulla cappella e subito inizia a stantuffarmelo con violenza, quasi da farmi male, quando vedeva che si asciugava ci sputava ancora con più violenza.. il suo gesto di sputarmi la cappella con tanta volgarità mi provocava delle fitte di piacere, ma non gli bastava il trattamento riservato al mio cazzo, che aprendo le sua bocca, in un sol colpo si affonda tutto il membro in bocca, dopo questa atto violento, che se si sentisse in colpa per avermi fatto del “male”, estrae il membro dalla sua bocca.. e guardandomi con uno sguardo da cucciolona, inizia a baciarmi la cappella come una madre fa con suo figlio, quella donna stava consumando un incesto con il mio membro!!!
Contemporaneamente la donna si dedicava con l’altra mano alle sue grandi labbra, che sembravano ingrossarsi sempre più, ormai il tessuto del perizoma era bagnato, e dei rigoletti del suo piacere le colava lungo le cosce.
La sua bocca, continuava a baciare la mia cappella, e poi giù per tutta l’asta, fino alle palle, che prendeva in bocca, poi più giù leccava, fino a lambire il mio buchetto, ma appena lo sentiva sotto la lingua tornava indietro… ad i baci aveva sostituito la lingua, che faceva roteare su tutta la cappella… era come un guanto di velluto, mi provocava sensazioni straordinarie.. la sua lingua scorreva su tutta la lunghezza del mio cazzo… era il pompino più bello che mi avevano mai fatto, ci sapeva proprio fare… ormai alla lingua aveva anche aggiunto la sua bocca, mi sbocchinava l’uccello mentre si menava la passera, che ormai gocciolava a terra dal piacere.
La sua bocca imboccava prima la cappella… e si fermava.. faceva roteare la cappella, e poi con un succhio violento si scendeva in bocca tutta la mia asta, continuando con una maestria da puttana a mulinare la lingua, lentamente il suo ritmo era aumentato, ed adesso mi stava scopando il cazzo con la bocca… ogni tanto si fermava e prendeva in bocca le palle. Aveva smesso di sbocchinarmi invitandomi a sedermi per terra e tirare indietro le gambe per alzare il culo da terra, dopo che mi ero sistemato.. la donna riprende a sbocchinarmi con più vigore di prima, ma adesso prosegue sotto le palle ed inizia a leccarmi il culetto, sento la sua lingua fare dei cerchi sul mio sfintere, per poi piazzarsi in centro e fare forza come a volermi penetrare con la lingua… ad un tratto la vedo staccarsi e portarsi una mano tra le cosce e dopo essersi ficcata dentro il dito medio inumidendolo abbondantemente, lo porta sul mio ano e lentamente inizia a penetrarmi, non era la prima volta che una donna lo faceva, cosi mi trovo facilmente arrendevole, e ben presto grazie anche alla sua sborra mi finì completamente dentro, ed inizio lentamente a stantuffarmi, contemporaneamente riprese a spompinarmi accompagnando la sua bocca con la mano che mi brandiva l’uccello…. ero in uno stato sublime.. non avevo mai provato tanto piacere in vità mia.. non so quanto sarei resisto a questo doppio trattamento… il trasporto della situazione aveva portato le mie mani sulla sua testa cosi da accompagnare il movimento… la sua testa andava su e giù… su e giù… , e le mie mani le spingevano il mio cazzo sempre più in gola… sentivo la sborra montarmi nelle palle.. ma ancora non volevo venire.. cosi tirandola per i capelli, estrassi il mio cazzo dalla sua bocca, e tenendolo dalla base con l’altra mano iniziai a sbatterlo in faccia, adesso che non aveva la bocca piena di me, aveva iniziato a mugolare di piacere, ad alta voce:
– “Dai bastonami, sono la tua troia, si cosi… più forse, ti piace.. ti sto scopando con un dito… dillo ne vorresti anche un altro”
– “Troia, stai zitta e ingoia” – cosi dicendo gli ficcai con forza il cazzo in bocca, ma poca forza, appena fu tra le sue labbra, lo risucchio dentro, ed inizio a sbocchinarlo.. le sue labbra aderivano perfettamente al mio membro disegnando ogni singolo rilievo, quando lo tirava fuori teneva le labbra strette, e sulla mia cappella sentivo le stesse sensazioni che provavo quando entravo ed uscivo da una figa…
Alla fine stavo per esplodere… le palle erano piene le volevo scaricare tutto in bocca, cosi prendendola per la testa e tenendola ferma iniziai a pomparla con forza.. quando mi sentii venire, mi fermai e tenendola per la testa inizia a scaricarle tutto in bocca, non fece una piega, e guardandomi negli occhi mentre le scaricavo tutto in gola, ingoiava quello che poteva…. ma la sborra era tanta che le uscivano i rigoletti dalle labbra.. quando ebbi finito di scaricare estrassi il mio membro dalla sua bocca ed iniziai a spargergli tutta la sborra che avevo addosso sulla faccia.
Nel frattempo che il mio uccello riprendesse vigore la donna era li davanti a me con gli slip alle ginocchia e le gambe oscenamente aperte che si masturbava e contemporaneamente si impastava un seno. Basto un minuto di quella vista perchè il mio cazzo ritornasse in tiro. Appena fui in tiro… gli strappai via il perizoma, e mi buttai tra le sue gambe sostituendo alla sua mano la mia lingua… che inizio ad assaporare il suo miele, era salata e calda, emanava un odore acre che sconbussolava… ero già pronto per venire ancora.. solo sentendo il suo odore… da quella fica usciva un rigoletto di miele, era assurda quanta sborra emanava…. Ad ogni passaggio della mia lingua sulle labbra, il suo bacino si arcuava pressandosi sulla mia faccia… non solo aveva i capezzoli sensibili ma anche la figa, la mia lingua andava su e giù, e contemporaneamente le mie dita le stimolavano il clitoride, per poi leccarglielo, ad ogni passaggio della mia lingua il suo clitoride si irrigidiva sempre di più… le mie dita allargavano sempre più le labbra, e quando ebbi ben in vista il suo orifizio vaginale, iniziali a stimolarlo con la punta della lingua, sotto i miei colpi tremava, quando l’ennesimo rigoletto di piacere inizio a colare da quell’antro, iniziai a penetrarla con un dito… era stretta, avvolgeva le mie due dita come un guanto, ad ogni passaggio i suoi muscoli stringevano sempre di più quasi a non volermi far uscire… stava per venire… ma appena la sentii venire smessi… facendo cosi soffocare il suo orgasmo, la feci girare a pecora e darmi il culo, appena le poggia le labbra, emise un grido di piacere… le allargai le chiappe per mettere ben in evidenza il suo fiorellino anale, appena ben in vista iniziai a leccarglielo, ad ogni passaggio il suo culo sussultava, e il suo sfintere si rilassava.. quando mi parve abbastanza rilassato, iniziai a penetrarla con un dito.. che subito scivolo dentro, dato che era ancora bagnato dalla sua stessa sborra.. la stantuffai per qualche minuto mentre i suoi mugolii si facevano sempre più intensi.. segno che l’orgasmo stava per arrivare, la cado del occhio noto i suoi sandali li vicino, avevano il tacco lungo che da fino diventava sempre più grosso, lo presi e senza pensarci due volte lo presi e tirando via il mio dito gli ficcai il tacco del sandalo nel culo.. emise un grido di dolore per la violenza di allargarli l’ano, ma subito si tramuto in gemiti di piacere.. lasciandogli il sandalo dentro.. ripresi a leccargli la fica… pochi colpi della lingua… che l’orgasmo inizio a farsi strada il lei.. la sua mano si porto sul sandalo che si stantuffava in culo con violenza, il suo bacino inizio ad agitarsi in preda alle convulsioni, e tra le grida iniziò a liberare il suo orgasmo, dalla sua figa uscivano rigoli di sborra che io prontamente leccavo con la lingua, lei gridava, gridava… :
– “Pervertito ti piace vedermi scoparmi con il sandalo inculo… guarda guarda quanto sono vacca.. guarda quanta sborra ti ho fatto bere” – no risposi gli sorrisi e lei si accascio sopra di me sfinita con il respiro affannato… passarono un po’ di minuti, e dopo esserci baciati a lungo… lei si alza per andare ma io prontamente la fermo:
– “Dove stai andando? ”
– “Mi hai fatto godere come non mai, ma ora vado” – ed io trattenendola
– “Non vorrai andare via cosi presto, ancora ti devi provare l’altro completino, il bello deve venire”
– “Brutto maiale, che intenzioni hai” – lei mi disse, non gli risposi sorrisi e la tirai atterra da me, offrendogli di nuovo il cazzo in bocca, lei non si fece pregare ed inizio di nuovo a spompinarmi.
Ma dopo poco la interruppi, non era quello che avevo in mente, alzandomi la tirai con me, appena fui in piedi gli poggia una mano sul culo e ficcandogli il medio nell’ano la portai nel retrobottega, le dissi di portare con se l’altro completino, che adesso gli avrei fatto provare delle nuove ed intense sensazioni.
Arrivati nel retrobottega, la donna si trovo d’avanti una stanza essenziale, con al centro un letto con le lenzuola nere, in un angolo un tavolino con delle cose sopra, non visibili perchè c’era poca luce (la stanza era stata allestita per un servizio fotografico di intimo “particolare”), la porta vicino al letto, e la pregai di indossare il completino in lattice, stacco via l’ultimo pezzo del perizoma che lo reggeva, e dopo prendendo dai bordi in basso inizio a tirare via il babydoll, quando supero i seni, ebbero un sobbalzo come a liberarsi da una pressione, quando fu nuda gli passai gli slip in lattice, fece un po’ di fatica a mettersi in quanto erano strettissimi, la foderavano come una seconda pelle, e lo spacco tra le gambe non era abbastanza grande per accogliere la sua figona, poi tocco al reggiseno, anch’esso stretto, dopo averlo indossato.. la guardai era porca, dagli slip neri vedevi uscire una macchia rosa che era la sua passera, e dalla punta del reggiseno uscivano i suoi capezzoli, che sembravano voler esplodere.
La feci sdraiare sul letto, e prendendo delle corde gli legai i polsi al letto, lei ormai era in balia di me, dopo scesi verso il basso e dopo avergli allargate le gambe gli e le legai al letto, era li legata ai quattro angoli del letto, che mi guardava con un sguardo misto di terrore ed eccitazione, non sapeva cosa avevo in mente, forse provava paura, ma nel contempo era eccitata.
Salii sul letto, e facendogli aprire la bocca, gli ficcai il cazzo dentro ed inizia a stantuffarla come se la stessi scopando in figa, la sua guancia si gonfiava e sgonfiava al ritmo della mia cappella che entrava ed usciva, i suoi gemiti soffocati dal mio stantuffare, mi facevano eccitare ancora di più. Quando i fianchi iniziarono farmi male per quando avevo pompato, uscii dalla sua bocca ed inizia a baciarla con foga, per poi scendere giù sul suo petto e baciarla fino ad arrivare hai capezzoli, l’unici punti non coperti dal lattice, dopo avergli dato un paio di lappate, ed averla fatto gridare dal piacere, presi i capezzoli tra pollice e medio e li strinsi tirandoli verso di me, grido dal dolore avemdo uno scatto che ebbe come effetto stringerli ancora di più i polsi e le caviglie alle corde, ora si iniziavano a vedere i segni della corda sui polsi. In poco tempo le grida di dolore si trasformarono i urli di piacere che rimbombavano nella mia testa avendo l’effetto di eccitarmi ancora di più… stendendomi presi delle mollette che avevo li vicino, e gliele attaccai ai capezzoli, fatto questo iniziai a scendere, verso il basso, baciando il suo ventre, e lappando il lattice intorno alla spacco che lasciava fuori la sua figa.. scendevo sempre più in basso, passai per le cosce baciandole e schiaffeggiandole finche non gli divennero rosse, per poi scendere giù fino ai piedi.. il loro odore di sudore mi fece eccitare fino a limiti dell’immaginabile, cosi li presi a baciare e leccare, prendendo in bocca prima uno e poi l’altro alluce e simulando un bocchino… stavo facendo un bocchino al piede di una donna.. ero in estasi… quei piedi erano fantastici, cosi decisi di slegarglieli… e poi gli ordina:
– “Prendimi il cazzo con i piedi e fammi una sega”
Mi guardava in preda all’eccitazione, e senza battere ciglio, appena mi fui sistemato i suoi piedi iniziarono a giocare con il mio sesso, prima il suo alluce ancora umido della mia saliva inizio ad accarezzarmi da sotto i coglioni e a premere leggermente, poi si uni l’altro piede, e prendendo il mio membro tra le piante dei piedi, con non poca goffaggine, inizio a segarmelo, andava su e giù, in alto la mia cappella sbatteva contro i suoi alluci, dopo pochi minuti mi sentivo già venire… ma era presto ancora molte cose l’aspettavano. Cosi mi staccai dalla morsa dei suoi piedi, e gli e li legai di nuovo al letto… mi diressi verso la sua figa ed iniziai a lapparla, lunghe e profonde leccate basso verso l’alto, un su e giù continuo intervallato, da lunghe succhiate al suo clitoride, che sembrava acquistare sempre più dimensioni… ormai la sua figa aveva ripreso a colare piacere come qualche ora prima, tanto che sulle lenzuola di seta nera all’altezza della sua fessurina era comparso un alone… la sua sborra aveva un gusto particolarmente eccitante, volevo godermela a pieno, cosi gli allargai le labbra e mi posizionai con la lingua su suo orifizio vaginale, ed inizia a lappare di nuovo, per poi fermarmi e penetrarla con la lingua… adesso il suo bacino si stava muovendo come una pazza il suo orgasmo stava per arrivare… era il momento di penetrarla.. appena staccai la lingua dalla sua figa.. tra le urla di godimenti mi disse:
– “Brutto bastardo e la seconda volta che ti fermi quando sto per venire.. continua leccami leccami… ohh mio dio quanta voglia ohhhhhh”
– “Troia, lo faccio quando cazzo voglio” – le risposi sistemandomi per penetrarla, e portando la cappella vicino al suo antro gli dissi:
– “Lo vuoi vero, vuoi che questo cazzo ti scopi? ”
– “Ohhhhh ahhhhhh ghhhhh… si scopami.. spaccamiii…. voglio godereee.. dai riempimi con quel cazzoo! ” – a queste sue parole gli e lo poggia la punta sull’antro.. la sua reazione fu quella di tirare avanti il bacino per ficcarselo dentro, ma non poté… era legata e più di quello non poteva venire avanti…
– “Cosa fai troia? Ti vuoi impalare da sola? ”
– “Cristo santo… scopami.. scopamiii… ” – mi rispose, inizia a passargli la cappella su e giù per lo spacco, era una sensazione stupenda accarezzare con il cazzo il sesso completamente depilato di quella donna, poi gli e lo sfregavo sul monte di venere… e qui sentivo dei piccoli formicolii dovuti ai peli che iniziavano a ricrescere…
– “Bastardooo scopami ti pregoooo… ti supplicooo ficcami il cazzo nella figa… fallo ora… ti darò anche il culo se lo vuoi.. ma scopami oraaaa” – era il momento di scoparla, cosi posizionando il cazzo sull’entrata con un poderoso colpo di reni gli entrai dentro, cosi forte, che lo sbattere delle mie passe sul suo culo provoco un suono sordo, quasi di un oggetto che cade a terra non solo la forza la sposto dal letto tirandola indietro.. cosi che le corde che aveva ai piedi la stringevo facendogli provare dolore… GRIDO… in preda al dolore e al godimento del mio cazzo…. inizia a pomparla con vigore, il mio cazzo sembrava quasi risucchiato dentro provocando un rumore acquoso dovuto alla quantità di sborra che produceva.. la sua figa mi avvolgeva quasi con ingordigia.. i suoi muscoli si stringevano attorno alla mia asta ad ogni passaggio sempre di più.. la scopavo come un forsennato… stavo per venire, e quando sentii i muscoli vaginali stringermi ancora di più e lei muoversi in preda alle convulsioni capii che stava per godere, cosi aumentai il ritmo… e gli scaricai tutta la mia sborra in figa… appena uscii il primo schizzo la donna inizio a gridare come una pazza e a godere… ad ogni contrazione della sua vagina il mio cazzo espelleva sborra, e misimo tanti di quella sborra entrambi che la piccola chiazza sul letto.. ora era diventata una laguna, mi accasciai sopra di lei, dopo avergli tolto le mollette dai capezzoli.. ed appena si fu ripresa la bacia.
– “Ti e bastato porco? ” – mi disse lei, con un tono che sembrava che non bastasse a lei non a me…
– “Ti sei dimenticata? Mi hai promesso il culo… e per me ogni promessa e debito” – gli risposi con un sorrisetto.
Mi alzai e mi diressi verso il tavolino, in angolo.. ma passando vicino alla porta mi accorsi di una qualcosa… la aprii dietro c’erano 5 miei amici, che erano passati a prendermi, mi ero dimenticato che dovevamo andare ad un concerto, ma ormai del concerto non me ne fregava niente, cosi indicandogli di fare silenzio li feci entrare e mettersi in un angolo nascosto agli occhi di lei, ma comunque loro potevano vedere tutto quello che sarebbe accaduto, dopo mi diressi di nuovo verso il tavolino, e prendendo un fallo tornai da lei, mi vedeva arrivare a fatica, dato che non poteva muoversi bene, ma appena fui abbastanza vicino capii cosa avevo in mano, strabuzzo gli occhi e mi disse:
– “Che intenzioni hai? ”
– “Adesso vedrai” – gli risposi avvicinandomi per slegargli una mano, e dopo poggiandogli il fallo tra i seni mi andai a disporre davanti a lei, ed aggiunsi:
– “Scopati con il vibratore, e fammi tornare duro! ”
Anche se con un po’ di titubanza, prese quel cazzo di plastica in mano, e se lo abbasso sulla vagina… inizio a strofinarselo sul clitoride, prima su e giù, per poi fare dei movimenti circolari… ben presto inizio a spingere il suo bacino verso il fallo… certo che era veramente una gran porca… non gli bastava mai il cazzo, quando lo ebbe ben bagnato con tutti gli umori che gli uscivano dalla figa, se lo ficco dentro in un sol colpo iniziando a stantuffarsi come una forsennata… non ci misi troppo a tornare duro, e appena fui pronto iniziai a menarmelo lentamente, ma dal fondo da dove c’erano i miei amici giunse una voce:
– “Guarda quella troia come si fotte con il vibratore” – disse uno dei miei amici, e gli altri in coro aggiunsero
– “Chissà come gli piacerebbe scoparsi due cazzi in una volta”
Quando quella donna sentii le voci dei miei amici, si fermo, con il fallo nella figa, e cerco di muoversi per vedere chi c’era, ma non poté, perchè loro erano in una posizione nascosta ai suoi occhi… e di nuovo da fondo giunsero altri suoni:
– “Ma perchè invece di menarcelo qui in solitario, non andiamo li e ce la scopiamo tutti e 5 insieme? ” – quando la donna senti, 5 ebbe un attimo di interdizione, e mi guardo negli occhi… io gli dissi:
– “Tranquilla è ancora presto… ” -ed aggiunsi: “Voi rimanete la… ! ”
Si tranquillizzo, e riprese a fottersi con il fallo, mentre lei si fotteva, sai alla sua bocca e gli offrii il mio cazzo di nuovo tornato duro, gli e lo feci spompinare un po’.. e quando fu abbastanza umido gli dissi:
– “Ed ora ti facciamo il culo” – dal fondo giungevano i commenti dei miei amici:
– “Si spaccagli il culo – Che troia – Magari mia moglie fosse cosi – Guarda che tette che ha, ed i capezzoli sono dei piccoli cazzetti” – ed anche – “Troia fottuta, ti fai scopare come una cagna” – e molti altri insulti ed incitamenti.
Intanto avevo iniziato a posizionarmi per fargli il culo… l’avevo sollevato un po’, e mi ero messo sotto di lei tra il letto e lei, avvicinai la cappella al suo sfintere.. e senza mezzi termini gli e lo ficcai dentro… mi sembra di averla rotta, il suo sfintere pulsava ad un ritmo tremendo.. stringendo il mio membro… lei gridava per il forte dolore che gli avevo dato entrandogli cosi a brucia pelo… mi ferma per un po’ cosi che si possa rilassare… appena il suo sfintere sembro calmarsi.. inizia a scoparla, sbattendoglielo in culo con forza, mentre lei si scopava in figa con il vibratore e le mie dita strizzavano i suoi capezzoli… la scopavo con vigore, mentre sentivo i miei amici nel fondo della stanza menarsi i randelli con foga… ormai era completamente dilatata.. non trovavo nessuna resistenza nel suo culo.. ogni tanto uscivo fuori e poi rientravo solo con la cappella.. e infine affondavo il colpo… gli umori che colavano dalla sua figa lubrificavano il suo culo, permettendomi cosi di scoparla senza sosta, dopo 10 minuti che il mio cazzo pompava nel suo culo.. sentii la donna sul orlo del terzo orgasmo… ben presto riprese a muoversi come una pazza.. con pochi ma ben assestati colpi nel suo culo… la donna inizio a gridare ancora di più delle volte precedenti il suo orgasmo, piantandosi violentemente il fallo in figa, gridava e si dimenava cosi tanto che sulla mano ancora legata, e sulle caviglie nel punto in cui era legata gli iniziava a uscire sangue… io continua anche durante il suo orgasmo a scoparla.. e mi fermai solamente quando si accascio per riprendere respiro…. e mi disse:
– “Grazie, mi hai reso la donna più felice del mondo” – non gli risposi, mi staccai da sotto di lei, e piazzandomi davanti iniziai a menarmelo, e solo ora aggiunsi:
– “Adesso il finale” – e cosi dicendo feci cenno ad i miei amici di avvicinarsi…. ora per la prima volta quella donna vide chi erano, guardo tutti mordendosi le labbra.. e senza smettere un attimo di stantuffarsi con il vibratore.
Eravamo tutti li, io sul letto davanti e lei ed i miei amici tutti intorno, dissi:
– “Riempiamo questa troia di sborra, facciamole vedere quanto ci ha eccitati” – i miei amici sorrisero, ed iniziarono a menarsi con più vigore il loro uccello. Pochi minuti ed iniziammo a sborrare, litri e litri di sborra gli caddero addosso, il suo viso colava di sborra.. i capelli erano pieni, la mia sborra insieme a quella di altri due miei amici l’avevano inondato tutto il ventre, e il seno… quella calore.. mentre lei continuava ancora a menarsi con il fallo… Quando fummo sfiniti lei guardandoci ad uno ad uno inizio a spalancarsi la sborra sul corpo, e a leccare quella che gli colava vicino alla bocca.. offrimmo a turno il nostro cazzo per farglielo pulire..
Ma ad un certo punto un mio amico disse:
– “Perchè non la riempiamo di pisco? ” – la richiesta mi sembro abbastanza strampalata, ma visto che lei non disse niente, accettammo tutti, e piazzandoci di nuovo in circolo, iniziamo a riempirla di pisco, il nostro piscio lavava via tutta la sborra prima riversata addosso facendo brillare il colore della sua pelle, il calore della nostra piscia la fece eccitare di nuovo.. cosi che si libero in un quarto orgasmo.. quando finimmo di pisciare, lei tiro fuori il vibratore dalla figa, e ci imito pisciando come una fontanella, ormai il etto era un lago di sborra, sudore e pisco… la lascia li ed andai ad accompagnare i miei amici fuori… tornai li dopo un 20 minuti trovandola addormentata ancora con il fallo in figa.
La svegliai baciandola e sfilandogli il cazzo finto dalla figa… la slegai, e l’aiutai a rivestirsi, lasciandogli come biancheria quella in lattice, e regalandogli quell’altra…
Ando via, senza dirmi niente di se.
Passo del tempo ed io ogni senza alle 17. 30 guardavo la porta sperando di vederla arrivare… ma non accadde ciò…. Peccato sarebbe stato bello ripetere quella giornata con lei.. e stata la più bella dei miei primi 20 anni di vita… e dato che adesso ne faro 21.. la mia vità la vedo vuota senza di lei.
Il racconto e di pura fantasia, riferimenti a cose, fatti o persone, realmente esistite e/o esistenti e puramente casuale. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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