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Morena

Morena cammina lentamente lungo le vetrine del centro commerciale di quella piccola cittadina e ammira con occhi luccicanti di cupidigia i bei vestitini sgargianti, le eleganti confezioni variopinte di profumi e prodotti di bellezza esposti a tentare le ragazze in bolletta come lei.
Meno male che quel fustaccio baffuto le scondinzola dietro da un bel po’ e sembra molto interessato allo scodinzolare impertinente delle sue chiappette sporgenti.
Morena è stata allevata con sani principi e non le va molto di farsi dare dei soldi dagli uomini, ma che fare, di fronte a tutte quelle tentazioni che la sollecitano dalle vetrine?
Un’occhiata alle sue spalle la rassicura: il maschio arrapato conti nua a mangiarsela con gli occhi, e Morena accenna un sorrisetto di incoraggiamento. Dopotutto, quel rigonfio che gli sforma i jeans, lascia indovinare un cazzo favoloso che non desidera altro che stru sciarsi addosso e infilarsi in ogni buco disponibile. Morena si sente già tutta bagnata ta le gambe, perchè a lei l’uccello piace proprio tanto e se ha degli scrupoli nel farsi dare dei soldi, è perchè le sembra di derubarli, gli uomini, visto che chi ci gode di più, è sicuramente lei.
Ma, se i maschi sono contenti di farle un regalino, perchè non accettarlo, per accontentare, una volta soddisfatte le voglie di figa, anche il desiderio di un bel vestitino e di qualche profumo che le dia una mano a far girare la testa e tirare l’uccello ai machos? ? Il sorriso ha raggiunto lo scopo e quel bel fustaccio è già al suo fianco, e subito si trovano d’accordo, su quello che succederà.
Ti piacerebbe che ti regalassi quell’abito? ? Le mormora lui con voce suadente.
Ti piacerebbe che io ti succhiassi quel bell’uccello che hai tra le gambe? ? Risponde lei con lo stesso tono.
E, col pacco del vestito sotto il braccio, Morena segue l’uomo, eccitata e felice, verso il camioncino parcheggiato poco lontano. Non ci vuole molto a raggiungere un posto solitario dove la ragazza, fatta scorrere la zip dei jeans del maschio, si trova davanti un cazzone, teso e scappellato, che dondola inalberato, esibendo un glande lucido e roseo, grosso come una susina. Morena sente la bocca che si riempie di saliva, di fronte a quel monumento di fava che oscilla, minacciosa e invitante al tempo stesso.
Uggiola come una cagna in calore, quando se ne colma la bocca, avida mente, superando il contatto istintivo che le provoca la cappella nell’urtare contro l’ugola. Morena è una ragazza all’antica e non conosce le raffinatezze del “gola profonda”, perciò rinuncia a soddisfare l’intimo desiderio di ingoiarselo tutto, e ritrae la testa quanto basta per mantenere in bocca la cappella. La sua lingua turbi na attorno al cazzo e le sue guance si incavano nel succhiare. L’uomo rantola, stravolto dalla goduria e, finalmente, si inarca e si svuota nella gola della ragazza con getti potenti e copiosi. Morena inghiotte quello che può e lappa il resto che cola lungo il grosso fusto di carne ancora rigido.
Vieni, portami in un motel! Implora con voce tremante di libidine.
Ma non ho più soldi!! Potrei pagare appena la camera! Confessa lui vergognandosi della sua bolletta.
Non importa! è questo che voglio!! Ansima la ragazza, illibidinita stringendo nel pugno l’uccellone ancora duro e strusciandoselo sul viso.
L’ambiente non è certo quello dei più raffinati, ma Morena e il suo maschione sono gente alla buona, che bada al sodo, come dimostra l’attenzione che lui rivolge alle chiappe lisce e sode della ragazza che, senza bisogno di essere sollecitata, se le scosta con le mani perchè lui possa percorrere con la lingua tutto il solco e fermarsi a dardeggiarle il buco del culo che si sporge e si ritrae spasmodica mente come a chiedere qualcosa di più sostanzioso.
La voglia è irresistibile e Morena non aspetta nemmeno di essersi spogliata del tutto per scavalcare l’uomo e infilarsi nella passera allagata la bega tanto desiderata.
La ragazza parte al piccolo trotto, per farsi riempire per bene fino in fondo, ma dopo una prima goduta che le torce le budella, passa ad un galoppo sfrenato che la lascia ansante e spossata, ancora gemente per un orgasmo violento e tanto lungo che continua a sconquassarle i fianchi mentre l’uomo la spoglia completamente.
Morena, però, è una goditrice di razza e recupera in fretta, per quanto possa essere estenuante il piacere che le ha strizzato la figa, e non dimentica quella lingua che, appena sul letto, le ha stuz zicato la rosetta fra le natiche in modo tanto perverso ed efficace, da farle venire una voglia pazza di sentirselo nel culo.
Il bell’uomo baffuto non chiede di meglio e, arrapato come un toro, glielo sbatte tra le chiappe e comincia un lavoro di spinte come nemmeno farebbe un martello pneumatico.
Ohhhhh!! Mi sfondi!!! .. Mi uccidi.. Oddio, che bello.. Continua.. Ancora ancora.. Siiii grida la ragazza in preda ad una forte eccitazione. E poi si agita, rispondendo colpo su colpo, cercando di farlo entrare ancora di più, e ogni volta che quel pistone di carne le scorre tra le pareti del retto, è un gemito acuto di piacere intenso, sofferto. Un clistere di sborra bollente, risveglia di colpo nella ragazza il demonio dell’orgasmo e sono rantoli e grida, ad accompagnare il convulso agitarsi dei due corpi.
Ma è col sapore del suo maschio in bocca, che Morena vuol chiudere la giornata e, stanca ma beata, si gode l’ultima sborrata. Ed ecco infatti un gettito di lava calda, densa, che ingoia con avidità, sfregandosela sulle cosce, sui seni e poi sulla pancia…
La scopata è finita, i due si lavano e poi si salutano e chissà se si potranno mai rivedere… FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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