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A.A.A. segretaria cercasi

A. A. A. Ragazza bella presenza cercasi per lavoro di segreteria.
Avevo da poco perso il mio lavoro di commessa presso una boutique ed ero alla ricerca di una nuova occupazione.
L’inserzione sul giornale era una delle tante che avevo cerchiato di rosso ripromettendomi di telefonare per chiedere informazioni.
Chissà, forse sarei stata fortunata.
Telefonai e mi rispose una voce di donna che, con fare molto gentile, mi diede appuntamento per il giorno dopo presso un’agenzia di assicurazioni.
Mi presentai puntuale e una impiegata mi fece accomodare, la titolare dell’agenzia mi avrebbe ricevuto al più presto.
Dopo alcuni minuti fui chiamata e introdotta nello studio della persona con la quale avrei dovuto parlare.
Mi trovai di fronte una donna molto bella, sui 40 anni, elegantissima e dai modi molto raffinati.
Mi accolse con un sorriso molto incoraggiante e mi fece accomodare.
Cominciò a chiedermi notizie sul mio titolo di studio, sulle mie precedenti esperienze professionali e poi parlammo un po’ del più e del meno.
L’intesa che si instaurò fra di noi mi faceva ben sperare sull’esito del colloquio.
La signora sembrava soddisfatta delle mie risposte e mi congedò dandomi appuntamento per il giorno successivo quando avrei dovuto sostenere una prova pratica sui PC in dotazione all’agenzia.
Uscii raggiante di gioia, ero convinta di avere fatto un’ottima impressione e certa che quel posto sarebbe stato mio.
La prova sui PC non mi spaventava, ero abbastanza esperta nel campo. Il giorno dopo mi recai nuovamente presso l’Agenzia.
Mi accolse la solita segretaria che mi disse che la signora era stata trattenuta da improvvisi impegni e che, pertanto, la prova pratica non si sarebbe svolta quel giorno ma successivamente, mi avrebbero telefonato loro per avvisarmi della nuova data.
Andai via molto delusa.
Le mie certezze stavano lasciando il posto ad una profonda delusione, delusione che crebbe sempre più quando, nei giorni successivi, la fatidica telefonata non arrivò.
Poi, finalmente, squillò il telefono.
La solita segretaria mi disse che la signora stava poco bene ma che mi aspettava a casa dove avrei potuto svolgere la prova pratica, così da accelerare i tempi per l’assunzione.
La tristezza svanì immediatamente e lasciò nuovamente il posto alla più grande soddisfazione.
Mi vestii immediatamente cercando nel guardaroba un abitino elegante che potesse essere adeguato alla classe della signora e uscii.
Raggiunsi l’abitazione poco fuori città.
Era una bella casa in collina recintata da un’alta inferriata.
Suonai il campanello del cancello e attesi.
Venne ad aprirmi un uomo molto distinto, i capelli brizzolati lo rendevano ancora più attraente e lo sguardo penetrante non poteva passare inosservato.
Mi fece accomodare e mi condusse nello studio dove poco dopo mi raggiunse la signora.
Mi accolse con il solito sorriso smagliante e mi fece accomodare alla scrivania.
Il PC era acceso ma lo screen saver nascondeva l’immagine che mi apparve non appena toccai il mouse.
L’immagine che mi apparve mi lasciò senza parole: la mia bella signora appariva completamente nuda, inginocchiata davanti all’uomo che mi aveva appena aperto, intenta a fargli un pompino.
Aprii subito un foglio elettronico per togliere dal video quell’immagine.
Lei capì il mio imbarazzo e sorridendo mi chiese se ero rimasta turbata dalla scena.
Balbettai confusamente qualche parola quando lei si avvicinò a me e, senza darmi il tempo di pensare cosa stava accadendo, insinuò una mano dentro la scollatura del mio vestito e iniziò ad accarezzarmi il seno.
Ero impietrita, non sapevo cosa fare, la situazione era per me nuova e nella mia mente si accavallarono una serie di pensieri: alzarsi e andare via, magari sbattendo la porta?
Allontanare con gentilezza ma con fermezza quella mano che mi frugava sempre più audacemente?
Pregare la signora di non fare così perché non apprezzavo quel comportamento?
Accettare quelle avances che, in fondo in fondo mi davano un senso di profondo piacere?
Non ebbi il tempo di scegliere la mia “condotta”.
Quel movimento sempre più intenso mi aveva ormai completamente soggiogato, la mia volontà non rispondeva più alla ragione ma era ormai in balia dei miei sensi.
La signora, intanto, abbassatemi le spalline del vestito, scostato il reggiseno a balconcino che evidenziava ancor più le fattezze del mio seno, mi strinse i capezzoli ormai turgidi.
Emisi un miagolio di piacere e mi lasciai andare.
La signora, allora, mi spinse su un vicino divano e, cominciò ad accarezzarmi le cosce risalendo sempre più su.
Raggiunte ben presto le mutandine, ormai fradice di umori, le scostò leggermente infilando il dito medio all’interno della mia fessura.
Ero ormai in balia di quelle mani che si muovevano su di me come quelle di un pianista sulla tastiera.
Raggiunsi ben presto un orgasmo che mi fece mugolare di piacere.
La signora allora mi sfilò il vestito lasciandomi completamente nuda, poi si spogliò anch’essa e mi allargò le gambe iniziando a leccarmi la figa mentre con le dita allargava le grandi labbra.
Venni ancora ripetutamente.
Non pensavo che una donna potesse farmi godere in quel modo.
Poi avvicinò la sua figa alla mia bocca.
Senza neppure accorgermene, mi trovai intenta a leccarla con sempre maggiore foga.
Il profumo che emanava mi dava alla testa.
Improvvisamente sentii aprire una porta: la persona che mi aveva aperto il cancello d’ingresso era li, accanto al divano.
Spaventata da quella presenza tentai di alzarmi per andare via ma la signora mi bloccò con le spalle appoggiate al divano: davanti a me si propendeva l’enorme verga dell’uomo.
La signora la prese con una mano e la condusse verso la mia bocca che tenevo chiusa con forza.
Uno schiaffo mi raggiunse in pieno volto, la signora aveva abbandonato quel sorriso tranquillizzante e ora pretendeva da me che prendessi in bocca quel cazzo violaceo per l’eccitazione.
A quella decisa reazione reagii aprendo la bocca e iniziando a pompare quel grosso membro mentre la signora iniziava a penetrarmi con le dita con sempre maggiore foga.
Ero eccitata, quella situazione così nuova mi causava sempre nuovi e più violenti orgasmi.
Ben presto sentii le pulsazioni di quel cazzo aumentare sempre di più fino a quando un enorme fiotto di sborra riempì la mia bocca.
L’uomo, poi, cominciò a leccarmi il seno scendendo sempre più giù mentre la signora, abbandonata la mia figa, cercava di incunearsi in un nuovo piccolo buco ancora inviolato.
Tentai una nuova, debole, reazione ma mi sentivo spossata dagli orgasmi e sempre più eccitata.
La penetrazione era dolorosa ma il dolore ben presto fece posto ad un piacere sempre più intenso.
L’uomo, intanto, aveva iniziato a leccarmi la fica con grande maestria mentre si posizionava nella classica posizione del sessantanove.
Il suo membro era adesso in corrispondenza della mia bocca che lo accolse iniziando a leccarlo dalla base fino alla punta.
L’operazione fece presto effetto e sentii la verga crescere sempre di più divenendo ben presto dura come il marmo.
L’uomo allora uscì dalla mia bocca e mi voltò costringendomi a giacere alla pecorina, poi mi cinse i fianchi e avvicinò il suo cazzo al piccolo buco appoggiandolo e premendo contro di esso.
La preoccupazione del dolore che certamente avrei provato mi spinse a cercare di allontanarlo da me ma la signora mi tenne ferma bloccandomi con il viso sul divano mentre il mio culo si propendeva oscenamente verso l’eccitazione del suo amico.
Ormai non reagivo più, speravo solo che il mio piccolo forellino riuscisse ad accogliere senza troppi sforzi quella grossa presenza.
L’uomo tornò alla carica per tentare nuovamente di farsi strada tra le mie natiche ma la resistenza che trovò lo fece desistere.
La donna allora prese una crema con la quale iniziò a spalmare la zona interessata, poi incitò l’uomo a riprovare con più decisione.
Lui, allora, ritornò alla carica e questa volta, anche aiutato dalla pomata che, intanto, aveva ammorbidito le pareti, con una spinta più decisa entrò completamente dentro di me.
Il dolore fu grande ma non insopportabile, anzi, via via che l’uomo iniziava a pompare, una sensazione di calore prima e di piacere sempre più intenso poi si facevano strada.
La donna, intanto, aveva ripreso a penetrarmi la figa con le dita.
Il piacere di quella doppia penetrazione mi sconvolse.
Tutti i miei sensi godevano ripetutamente e gli orgasmi ormai non si contavano più.
Avvicinai la mia bocca alla fica della signora che, nel frattempo, si era messa davanti alla mia faccia allargando completamente le gambe.
Iniziai a leccare quella figa sempre più avidamente.
Sentii i suoi mugolii di piacere che e l’umore di quella figa sempre crescente mentre l’uomo, aumentava i ritmi del suo pompaggio.
Venimmo insieme contemporaneamente urlando di piacere prima di accasciarci esausti.
Poi la signora si rivestì, si accostò alla scrivania e tirò fuori dal cassetto un foglio di carta.
Mi chiamò affinché potessi leggere e firmare: era la mia assunzione.
La signora mi offriva un contratto eccezionalmente interessante a condizione che prestassi il mio lavoro di “segretaria” a casa sua.
Accettai con piacere.
In fondo in fondo avrei accettato quella nuova “occupazione” anche gratis. FINE

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