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A Letizia

Ciao Letizia, ti scrivo questa lettera perché sono disperato, quello che è successo in questi giorni ha segnato la mia vita e forse segnerà la vita anche delle persone che mi vogliono bene e che mi stanno vicine. Mi trovo in un baratro, dal quale spero che tu riesca come sei riuscita altre volte a tirarmi fuori, sei l’unica persona che c’è sempre stata, in qualsiasi momento della mia vita, sia in quelli felici, ma soprattutto in quelli brutti. È grazie a te che ho scoperto molte cose su me stesso, tu sei riuscita a farmi reagire quando tutto aveva perso significato per me. Questa volta il colpo è stato duro, in un primo momento, e ancor più insopportabile alla lunga. Mi sembra di vivere un film, uno di quelli che non avrei mai immaginato possibile, è una situazione nella quale ho creduto che non mi sarei mai trovato.
Da quando ci siamo spostai io e Simona, le cose tra noi sono sempre andate bene, si potrebbe dire anche meglio di quando eravamo solo conviventi, i nostri lavori per fortuna ci hanno lasciato sempre lo spazio per vederci, se non con calma tutti i giorni, almeno nei week-end. Ultimamente io sono stato, in effetti, più impegnato del solito, ma sai bene anche tu che un po’ di spazio per Simona l’ho sempre trovato. Non so, in effetti, cosa sia cambiato tra noi, cosa le sia mancato, ma non posso non cercare di trovare in me, in qualcosa che io le abbia fatto mancare, la colpa di tutto quello che è successo. Mi è caduto il mondo addosso, tutto in un attimo, in una sera che avrebbe dovuto essere un normale mercoledì sera.
È ora di cena quando la chiama un suo amico al telefono, le propone di andare a ballare con lui e altre persone, una compagnia che conosco, ma che non ho mai frequentato più di tanto. Simona è uscita spesso con loro, tra queste persone c’è anche il suo ex, ma a me la cosa non ha mai creato problemi. L’unico cosa che mi ha sempre un dato fastidio è che lei non mi ha mai invitato ad uscire con queste persone e che spesso quando usciva con loro rientrava ben più tardi dell’ora alla quale mi aveva detto che avrebbe fatto rientro a casa. Non me ne sono mai preoccupato, sapevo che le piaceva ballare e comunque non ho mai sospettato niente, almeno fino a mercoledì appunto.
Quando sono le dieci Simona esce di casa, mi dice che andrà a bere qualcosa al Sarcofago e poi a ballare allo Zoolig:
“Torno a casa alle due, Giacomo, ma non serve che mi aspetti per andare a letto. ”
“Va bene amore, divertiti. ”
Sono già disteso sul divano e sento che il mio corpo sta cedendo alla stanchezza, il torpore sale dai piedi e arriva fino alla base del collo, suona il telefono, rispondo troppo tardi e parte anche la segreteria telefonica:
“Aspetta non capisco niente, un attimo. ”
La spengo e finalmente riesco a capire che dall’altra parte del cavo c’è Carlo.
“Allora come va? ”
“Bene, tutto bene. Tu come stai? Che fai di bello, sei in giro? ”
“Si, anche a me va tutto bene. Senti, ti andrebbe di uscire a bere qualcosa con me? Forse dopo ci raggiungono anche Lara e Luca. ”
“Si dai, anche Simona è uscita, e poi ho voglia di fare due chiacchiere. Ci vediamo all’Approdo tra venti minuti, ciao. ”
Mi bagno la faccia con dell’acqua per svegliarmi, mi sorrido allo specchio, la telefonata di Carlo non era attesa e mi ha fatto molto piacere, con Lara e Luca abbiamo passato gli anni più divertenti dell’università e adesso è un po’ che non li vedo.
Indosso un paio di pantaloni, una polo e con la moto raggiungo il ritrovo, Carlo è già lì e ha già ordinato quattro havana-cola.
“Ne ho presi direttamente quattro, tanto se vengono Lara e Luca ci pensano loro e se no, ci pensiamo noi. ”
Con questa filosofia ci siamo ubriacati un infinità di volte, siamo arrivati al punto di dover aspettare, seduti sulle sedie all’esterno dei bar ormai chiusi, che ci passasse la sbornia per poter risalire sulla moto e tornare a casa.
Verso mezzanotte, dopo aver bevuto altri tre havana-cola, arriva Luca, si siede con noi; è stato con Lara fino a quel momento, sono andati al cinema; lei ha preferito tornare a casa perché non stava molto bene.
Verso l’una e mezzo l’Approdo chiude, ma abbiamo ancora voglia di stare insieme, così decidiamo di andare allo Zoolig.
Quando arrivo mi guardo in giro per vedere se Simona è ancora lì, non le ho lasciato nessun biglietto a casa e non vorrei che si preoccupasse non trovandomi a letto.
La vedo solo quando sta scendendo le scale che portano all’uscita, tento di raggiungerla, ma Luca mi trascina in pista a ballare.
Passiamo ancora un’oretta a fare i ragazzi in libera uscita, la discoteca è piena di ragazze universitarie che ci guardano vogliose. Ho sempre invidiato i ragazzi trentenni che erano guardati così dalle mie compagne di università, loro avrebbero fatto di tutto pur di finire a letto col trentenne di turno, e io avrei dato qualsiasi cosa per trovarmi al posto del trentenne.
Quando esco dallo Zoolig provo a chiamare Simona sul cellulare, da libero, ma non risponde, provo a casa e non risponde neanche li, sono un po’ preoccupato, non vorrei che le fosse successo qualcosa, avrebbe sicuramente risposto al telefono di casa se fosse stata lì.
Saluto Carlo e Luca, prendo la moto e vado verso casa, passando in Via Roma vedo la macchina di Simona parcheggiata, è proprio sotto casa del suo ex. Mi fermo, non so cosa fare e incominciano a ronzarmi in testa mille pensieri. Provo a chiamarla sul cellulare, ma anche questa volta non risponde, spengo il cellulare e lo metto nella giacca.
Il cancello della casa è socchiuso, senza fare rumore mi introduco nel giardino e mi nascondo dietro un albero, la casa sembra vuota, non riesco a vedere nessuna luce provenire dalle finestre. Vado sul retro e finalmente scorgo una luce, mi avvicino alla finestra, è quella della cucina. Davanti al frigo aperto c’è Simona, è vestita, sta versando della Coca-cola in un bicchiere, quando chiude la porta del frigo la casa ritorna buia, seguo la sagoma di Simona, esce dalla cucina e mi sembra che salga le scale che portano al piano superiore. Sento una fitta al petto, sono agitato, voglio fidarmi, credere che Simona sia venuta qua solo a parlare con il suo ex, ma ho paura di aver mal riposto la mia fiducia, ho paura di avere a che fare con una persona che mi ha ingannato. Non resisto, guardo in alto e vedo che da una porta che dà su un balcone proviene della luce. Mi assicuro che la porta sia chiusa, altrimenti mi potrebbero sentire e salgo sul balcone utilizzando il tubo di scarico dell’acqua piovana. Potrei essere scambiato per un ladro, ma non mi interessa più niente, sarebbe il minore dei mali.
Quando finalmente riesco a guardare nella stanza, mi tranquillizzo, Simona non è sola con il suo ex Adriano, ma con loro ci sono altri ragazzi che conosco, rimango ad osservarli per un po’, sembra che stiano parlando tranquillamente, ma ad un certo punto vedo uscire da una porta un altro ragazzo completamente nudo. Adesso nella camera sono in cinque, quattro uomini e Simona.
L’uomo nudo si ferma davanti al divano sul quale sono seduti gli altri, Adriano si alza e si spoglia poi si abbassa e inizia a baciare le gambe dell’uomo nudo, risale lungo le gambe e prende in bocca il suo membro, sono ipnotizzato da questa visione e mi accorgo solo in un secondo tempo che Simona sta osservando tutto, anzi, comprendo dai suoi gesti che sta indicando ad Antonio cosa fare.
Gli altri due ragazzi sono seduti sul divano uno a destra e l’altro a sinistra di Simona, lei appoggia le sue mani sulle loro cosce, le massaggia e loro ricambiano il trattamento. Simona allarga sempre più le gambe, la gonna risale e scopre il boro della calza, i due ragazzi allungano le mani, ma Simona balza in piedi e si libera dalla presa. Sbottona la camicia, apre la cerniera della gonna e la lascia cadere a terra, rimane con le autoreggenti, il perizoma e il reggiseno, si riavvicina al divano e l’uomo più basso la denuda completamente.
Simona si mette carponi sul tappeto e raggiunge con la bocca il membro di Adriano, che sta ancora succhiando il sesso del suo amico. Bastano pochi tocchi della sua lingua e Simona si ritrova la bocca colma. I due uomini che erano rimasti fermi a guardare fino a quel momento si alzano dal divano, si spogliano e vanno verso Simona, la fanno girare, in modo che la schiena appoggi sul tappeto, poi ognuno prende una gamba. Adriano interrompe il suo rapporto e si getta tra le gambe di Simona, senza alcuna difficoltà la penetra e comincia a muoversi per farla godere. Intanto i due uomini tengono le gambe ben divaricate e l’altro ragazzo tocca i seni di Simona, che sembra godere del fatto di essere al centro dell’attenzione.
Vedo mia moglie godere, la sua bocca si allarga e cerca il membro dell’uomo che le tocca i seni, lo fa suo, sembra volerlo divorare per la foga che mette nel succhiare il duro pezzo di carne. Con le mani raggiunge i membri dei due ragazzi che le tengono le gambe e incomincia a masturbarli in modo scomposto. Adriano si muove piano adesso, sembra che stia cercando di portare Simona all’orgasmo lentamente, i due ragazzi lasciano le gambe di Simona e si portano ai lati della faccia di Simona, ora si masturbano a vicenda e invitano anche il ragazzo che si sta facendo succhiare il membro a masturbarsi. Tutti e tre passano i loro membri sulle guance di Simona, e dopo poco tempo vengono bagnandole i seni. Simona sparge il liquido seminale su tutto il busto, io mi sento mancare, mi sembra una visione pazzesca quella che ho avuto, non posso continuare a guardare. Scendo dal balcone e corro verso la moto, la accendo e fuggo verso casa ignorando i semafori. Salendo le scale mi accorgo che il viso è bagnato dalle lacrime, il buco che sento dentro si fa voragine quando mi spoglio e mi infilo sotto le coperte. Solitamente dormo nudo, ma questa sera non riesco a levarmi i boxer e la maglietta, anche se fa caldo, mi sento vulnerabile, indifeso.
Sono le quattro quando sento Simona rientrare, si spoglia e come se niente fosse si infila sotto le coperte, mi bacia e si mette a dormire. Il letto è gelido, sento il freddo che mi prende dentro, parte dal cuore, dal cervello, dai polmoni e blocca le braccia e le gambe, sono immobilizzato, ma nonostante tutto non riesco a dormire. La stanchezza mi fa crollare solo quando sono le sei, alle sette mia moglie mi sveglia baciandomi. Mi da fastidio sentire la sua mano che mi sfiora, ma la lascio fare, non so ancora come comportarmi, vorrei sapere se era la prima volta che faceva una cosa del genere, se è stata costretta, vorrei sapere veramente con chi ho a che fare, chi ho sposato.
Preferisco non fare niente, voglio vedere quali sono le sue mosse. Mi nego, l’ho fatto poche volte da quando stiamo insieme ed ho sempre dato delle motivazioni plausibili. Questa volta mi nego e basta, faccio in modo che Simona non abbia possibilità di cercarmi per fare l’amore, la sento alzarsi, come tutte le mattine entra nella doccia e mi dà l’occasione per fuggire.
Mi vesto in fretta, non mi faccio la barba e appena arrivo in ufficio mi do una lavata per levare la stanchezza della notte passata quasi completamente in bianco. Per fortuna oggi non ho impegni particolari, il cellulare l’ho lasciato a casa di proposito, voglio chiamare Luca e parlare con lui di quello che ho visto ieri sera. Nel tragitto da casa all’ufficio ho rischiato due incidenti, mi sembrava di essere in uno di quei videogiochi che simulano le corse in macchina, tutto irreale, le solite tre vite da giocarsi prima del “GAME OVER”.
Mando una mail a Luca che in breve mi risponde dandomi appuntamento alle dodici. La mattina sembra eterna continuo a rivedere le scene di ieri sera e continuo a domandarmi cosa sarebbe successo se non mi fossi arrampicato su quel poggiolo e se non fossi uscito anch’io ieri sera.
Finalmente arriva mezzogiorno, Luca mi raggiunge alla pizzeria da asporto dove ci incontravamo sempre quando facevamo l’università, prendiamo una pizza e ci sediamo su una panchina del giardino pubblico a mangiare.
“Come va, mi sembri distrutto? ”
“Lo sono, mi è crollato addosso il mondo Luca questa notte…” gli racconto quello che è successo dopo che ci siamo lasciati, senza tralasciare il minimo particolare.
“Posso chiederti come andavano le cose tra te e Simona ultimamente? Sotto tutti i punti di vista intendo! ”
“Mi sto chiedendo la stessa cosa, a me sembrava che andasse tutto bene, lo sai abbiamo avuto mille problemi e mille dubbi all’inizio del nostro rapporto, ma una volta risolti quelli tutto è filato liscio fino al punto di decidere di sposarci. Anche dopo il matrimonio le cose sono sempre andate benone, non abbiamo mai avuto discussioni e sono abbastanza sicuro del fatto che il nostro rapporto non sia diventato noioso, questo Simona lo ha sempre riconosciuto. ”
“Dal punto di vista sesso? ”
“So che ci faccio la figura dell’illuso ora, ma credo che Simona mi apprezzi molto come amante. ”
“Giacomo sono spaventato tanto quanto te da quello che mi hai raccontato e sono allibito, io e Simona siamo sempre stati amici e lei è sempre stata entusiasta di te, non capisco come possa esserle venuto in mente di fare una simile stronzata. Sei sicuro che non l’abbiano drogata? Costretta? ”
“Non mi sembrava né drogata né costretta. Cosa pensi che dovrei fare? parlarle? Chiederle spiegazioni? Tu sapevi niente di questo? ”
“Io penso che tu debba parlarle, dirle che hai visto tutto e chiederle spiegazioni. Devi risolvere i tuoi dubbi o pensi di riuscire a vivere in questa situazione, magari chiudendo gli occhi e facendo finta di niente? ”
“Non credo di poter sopportare neanche l’idea, non so più chi è mia moglie, mentre dovrebbe essere la persona che più conosco e che più mi conosce. Vivo con un’estranea e ho anche pensato che potesse essere la madre dei miei figli. Le parlerò questa sera appena la rivedrò a casa. ”
“Secondo me è la cosa giusta da fare, se hai bisogno di qualsiasi cosa questa sera fatti vivo, mi trovi sul cellulare a qualsiasi ora, non fare cazzate Giacomo. ”
“Grazie, Luca. ”
Torno verso l’ufficio, parlare con Luca mi ha riagganciato alla realtà, mi sento più deciso e fermo nei miei pensieri, non posso sopportare questa situazione e voglio sapere tutta la verità.
Cancello l’unico appuntamento di lavoro che avevo programmato per il pomeriggio, e faccio un giro per le vie del centro, ripasso anche davanti alla casa di Adriano, risale in me la sensazione di impotenza, guardo il cielo terso, per un attimo mi calmo, ma devo scappare per non scoppiare a piangere. Non sono sicuro di aver vissuto una vita che esista veramente fino ad ora, forse era solo quella che mi ero creato nella mia testa.
Rientro a casa prima di Simona, lei arriverà solo alle otto. Entro nel guardaroba, apro le scatole nelle quali nasconde qualche giocattolo che ogni tanto usiamo per fare l’amore, c’è anche qualche videocassetta, alcune le abbiamo girate noi, altre sono film a luci rosse che ci piace guardare ogni tanto. Su una cassetta c’è un’etichetta diversa dalle altre, la prendo e la inserisco nel video. È un video amatoriale, ma non l’ho mai visto, due uomini fanno l’amore, ci impiego un po’, ma riconosco Adriano; dopo qualche minuto entra in scena anche Simona, si intromette nel rapporto, succhia il membro di tutti e due e li porta fino all’orgasmo, la data impressa sul nastro dalla telecamera è quella di una settimana fa. Anche la settimana scorsa Simona era uscita coi suoi amici, questa è la dimostrazione che quello che ho visto ieri sera non era il primo incontro, non era il primo tradimento di Simona.
Lascio correre il nastro e dopo uno spazio vuoto Simona riappare, completamente nuda, con un fallo di plastica in mano. Per mezzo di una ventosa lo attacca al pavimento, una voce fuori campo le ordina di sedersi e di farsi penetrare dal membro, lei esegue gli ordini, si appoggia alla punta del pene, si passa la mano tra le labbra, tocca il clitoride, lo massaggia e poi si lascia penetrare lentamente. Si muove per godere in fretta fino a quando Adriano non le ordina di penetrasi l’ano. Simona si alza, va a prendere della crema, e si ripresenta davanti alla telecamera di spalle questa volta. Spalma la crema sulle natiche, si avvicina allo sfintere e allarga le gambe per mostrarsi completamente aperta. Si abbassa e con violenza si lascia penetrare dal fallo, rimane bloccata per un attimo e poi riprende a muoversi.
Sento la chiave entrare nella toppa della porta, spengo il video e la TV. Ho il tempo per arrivare in bagno, mi spoglio ed entro nella doccia. Quando esco dal bagno e rientro in camera da letto per vestirmi trovo Simona seduta sul bordo del letto. È bella, forse ancor più bella del solito, è una stupenda donna di ventinove anni, i suoi occhi dicono che ha il mondo nelle sue mani.
“Giacomo devi lasciarmi fare qualcosa per questa situazione! ”
mi sembra impossibile che si sia accorta di tutto e che stia cercando di trovare una soluzione al problema:
“Cosa avresti intenzione di fare? ”
“In qualche modo devo farti passare quella spaventosa erezione che hai, potresti essere scambiato per un maniaco! ”
Il mio membro si è fatto strada nell’accappatoio ed è completamente esposto, lei si avvicina carponi e lo prende in mano, dopo pochi secondi la mia erezione sparisce.
“C’è qualcosa che non va vero Giacomo? Non è mai successa una cosa simile da quando le cose tra noi hanno preso una piega seria. ”
“Si, c’è che so dove sei stata ieri sera e anche la settimana scorsa. C’è che non so chi sei e che non voglio vivere la mia vita a fianco a una sconosciuta. C’è che odio le persone che omettono cose che sanno essere importanti. C’è che io sono fedele e lo sono sempre stato, mentre tu… Tu lo sei stata? Per quanto tempo? Quante volte mi hai tradito, perché? ”
Simona mi prende per le mani, non ho abbastanza forza per sgusciare via. Mi lascio accompagnare sul letto, ci sediamo:
“Vuoi che ti racconti tutto? ”
“Certo, vorrei sapere tutto quello che mi sono perso, vorrei capire chi sei veramente e come ho fatto a sposare una persona che neanche so chi sia realmente. ”
“Tu lo sai benissimo chi sono, sono la persona che ami. ”
“Non penso di poter amare nessuno che mi dica delle bugie, neanche se queste fossero insignificanti. ”
“Ti ho mentito è vero, a cosa serve spiegarti tutto, ti farebbe stare più male e basta. ”
“A me non interessa quanto sto male ora, interessa sapere chi sei cosa hai fatto cosa mi nascondi. Ti piacerebbe venire a sapere che una fila di cosa che ti ho raccontato non sono vere? E vorresti sapere quale è la verità? Quante volte è successo oltre a ieri sera e alla settimana scorsa? ”
“Crederai a quello che ti dico? ”
“Non penso, ma meglio avere dei dubbi su quella che dovrebbe essere la verità piuttosto che avere solo certezze sulle menzogne. ”
“Ti ho tradito altre due volte oltre a quelle due che hai detto tu, ma come fai a sapere di ieri e dell’altro giorno? ”
“Dimmi cosa hai fatto ieri sera! Con chi sei stata? ”
“Con due persone. ”
“O erano quattro? ”
“Chi ti ha fatto vedere le fotografie? ”
“Nessuno, per tua sfortuna ho visto tutto con i miei occhi, anzi, non so se ho visto tutto, perché quando non riuscivo più a guardare me ne sono andato e chissà cosa è successo dopo. Vedi di dirmi tutta la verità, il fatto che fossero due quattro o venti non cambia molto la cosa, te ne rendi conto? ”
“Un giorno ho incontrato Adriano e mi ha chiesto se volevo passare da lui, tu eri via per lavoro da due settimane cosi mi sono fermata a cena. Più’ tardi sono arrivati due suoi amici, avevamo bevuto tutti un po’ troppo, io stavo impazzendo, avevo una voglia immensa di fare l’amore con te, i due amici di Adriano mi hanno palpata per tutta la sera e alla fine tra uno scherzo e l’altro ci siamo trovati a fare l’amore. Quella sera ho scoperto che Adriano era bisex. ”
“Lo sapevo, me lo aveva detto una tipa che era stata con lui prima di te. ”
“Perché non me lo hai mai detto? ”
“Non lo ritenevo importante, ho fatto gli esami per vedere se ero stato contagiato dall’HIV, ma era tutto OK, sapevo che tu non eri malata e la cosa non avrebbe dovuto cambiare né la mia né la tua vita. ”
“Hanno fatto delle foto quella sera con la macchina digitale e Adriano mi ha detto che avrei potuto vederle se andavo a casa sua, cosi mi sono recata da lui ancora, questa volta era solo e abbiamo rifatto l’amore per un intero pomeriggio. ”
“Mi sentivo ricattata avevo paura che sarebbe venuto a dirti tutto se avessi detto no alle sue richieste. E poi partecipare ad un’orgia è sempre stato tra i miei desideri. ”
“Ma ieri eri tu che dirigevi le operazioni, non potevi limitarti a guardare se la cosa ti eccitava? Non potevi solo masturbarti? Dovevi proprio farti scopare? ”
Simona scoppia a piangere, mi abbraccia:
“Scusami, ti amo e non voglio perderti. ”
Mi alzo e mi vesto esco, e vado a casa di Luca.
È da qua che ti sto scrivendo questa mail, ormai è una settimana che sto da Luca, passo per casa a prendermi i vestiti e vedo Simona solo in quelle occasioni. Sembra che non soffra per la mia assenza, non so se si vede sempre con Adriano.
Sto male Letizia, le ho dato tutto e lei mi ha ripagato in questo modo, non so cosa fare, la amo ancora, ma non posso vivere con una persona della quale non mi fido. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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