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A letto con i gemelli

L’ultima settimana di settembre si stava rivelando parecchio fredda. Avevo indossato un maglione pesante ma non copriva abbastanza evidentemente. Arrivai a casa e mi chiusi la porta dietro le spalle tirando quasi un sospiro di sollievo per l’essere scampata a quel freddo gelido. Posai le buste della spesa senza nemmeno disfarle e mi diressi in bagno.
Mi spogliai in fretta e furia trovandomi ben presto nuda. Riempii la vasca da bagno di acqua calda e schiuma profumata e mi immersi con un sospiro di soddisfazione. Fare il bagno era diventato ormai il mio passatempo preferito visto che da almeno un anno non facevo sesso. Nemmeno mi toccavo più. Mi concentrai sull’effetto che l’acqua provocava al mio corpo. La sentivo calda e insinuante. Riusciva ad arrivare in punti inesplorati ormai da tempo. La tristezza mi pervase.
Come mai a 43 anni avevo già rinunciato ai cosiddetti “piaceri della carne”? Una bella donna lo ero da sempre stata, a detta di molti e non è per presunzione, bellissima. Lo dimostra il fatto che a 17 anni rimasi incinta. Mi sposai con il padre della creatura che portavo in grembo nonostante non lo amassi. Era stato l’avventura di una notte, nemmeno tanto bravo a dir la verità, ma per un’oretta era quasi riuscito a colmare il vuoto che avevo dentro da quando ero rimasta orfana due anni prima. Usavo il sesso per non pensare, come molti fanno con la bottiglia o con la droga..
Io invece, già dai precoci 15 anni praticavo almeno una volta al giorno. Forse nemmeno mi piaceva davvero il sesso, ma era assolutamente eccezionale concentrarsi sul corpo di una persona ignara di chi sei, dargli piacere e assoggettarla ad un sottile potere mentale e fisico. Mi faceva sentire bene sapere che per un momento, ero importante per qualcuno, ero assolutamente unica per una persona al mondo.
Come dicevo, rimasi ingenuamente incinta e presto scoprii che aspettavo due gemelli. Per una appena diciassettenne questa notizia era sconvolgente. Mio marito, un essere privo di carattere e volontà oltre che d’intelligenza, era tanto se mi dava da mangiare. Un giorno semplicemente si stufò di passarmi anche quelle poche lire e non lo vidi più ritornare.
Ero al sesto mese di gravidanza, nessuna dava lavoro ad una donna nel mio stato e così iniziai a far sesso per denaro. Scoprii che ci sono molti uomini che adorano entrare nel corpo di una giovane ragazza gravida, e quindi riuscii a mantenermi bene. Dopo il parto decisi che volevo diventare potente ed importante ma non solo per il mio corpo. Voglio dire, volevo assoggettare ancora uomini, ma non più farlo con tutti e non solo col corpo. Così cominciai a lavorare in un’agenzia pubblicitaria. All’inizio come centralinista, poi come aiuto segretaria, poi alcune delle mie idee piacquero ai dirigenti e cominciai a diventare abbastanza importante all’interno della società. Ammetto che, specialmente all’inizio, dovetti usare il sesso per i miei piccoli avanzamenti di carriera ma in fondo lo facevo per arrivare ad una condizione in cui non avrei dovuto utilizzarlo più.
I miei figli, Nicolas e Cristian, crescevano a vista d’occhio ed erano forti, coraggiosi, intelligenti e vivaci. Erano uomini in gamba, carismatici e con un certo potere nello sguardo che dava loro la possibilità di raggiungere ogni obbiettivo. Ora avevano 26 anni, entrambi laureati anche se uno in giurisprudenza come avvocato e l’altro in ingegneria. Non vivevano più con me ed io sentivo spesso la loro mancanza. Erano due uomini ora, non avevano più bisogno di me.
Io oramai, pensavo solamente al lavoro. L’amore non esisteva, e se comunque a volte ci pensavo e davo il beneficio del dubbio sulla sua esistenza, evidentemente era ovvio che non era mio destino incontrarlo. Il sesso l’avevo praticato per anni, ma non ne avevo mai veramente tratto piacere, lo avevo usato e basta.
L’acqua calda era un toccasana per i miei mali, per i miei pensieri.
Con gli occhi chiusi mi lasciavo andare completamente senza più essere in contatto con il mondo reale. La donna che ero diventata mi piaceva. Ancora molto giovane, all’apparenza trentenne, fisico snello ma con curve sinuose. Capelli lunghi, folti, neri ed ondulati senza nemmeno un filo bianco. Seno ancora sodo e ben sostenuto che riempiva bene una terza. Due gambe lunghe da far paura, che esaltavo sempre fasciandole con pantaloni aderenti o gonne da spacchi vertiginosi ma sempre con classe. Mi piaceva vestirmi in modo sexy. Mi dava quasi potere.
Sapere di essere in ufficio con quasi esclusivamente uomini. Essere sempre osservata. Una specie di dea che nessuno avrebbe potuto toccare. Indossavo in continuazione biancheria eccitante, calze autoreggenti, magliette scollate e camicette sottili e trasparenti. SEMPRE. Ero sempre perfetta, ricercavo questa perfezione estetica anche nel privato della mia solitudine. Non so perché.
Forse un po’ vanitosa lo sono davvero o forse mantenermi in questo stato di eterno controllo estetico-fisico contribuiva a farmi sentire una donna di potere. Non sentii le voci che mi chiamavano. Però il brivido di freddo provocato da uno spostamento di aria sulla mia pelle bagnata lo sentii. Aprii gli occhi. La porta del bagno era socchiusa e distinsi le figure dei miei due figli. Stavo per urlar loro qualcosa ma mi trattenni quando vidi che si chinavano a terra.
Ricordai che nello spogliarmi avevo disseminato i miei indumenti sul pavimento. Vidi uno dei due fare un cenno silenzioso all’altro e sollevare il mio reggiseno.
Era uno dei miei preferiti, nero, completamente di pizzo e pieno di ricami. Molto scollato e ridotto, e morbido. Colui che lo aveva in mano, credo mio figlio Nicolas, se lo portò al naso e cominciò ad annusarlo. Io arrossii: che stava facendo? ?
Poi lo passò a Cristian e continuò ad esplorare gli indumenti sparsi sul pavimento. Trovo ben presto le mutandine. Essendo un completino vi lascio immaginare come fossero. Essenziali, ridotte e minuscole, completamente trasparenti. Sentii che Nicolas sussurrava al suo gemello : “Guarda questo perizoma Cris”. Decisi di fermarli.
“C’è qualcuno? ” urlai fingendo di non sapere che erano loro.
“Sì mamma” rispose prontamente Cristian. “Dove sei? ”
“Sono in bagno, ma sono nella vasca aspettate qualche secondo che mi metto l’accappatoio e poi verrò a salutarvi”
Mi alzai decisa, un po’ dispiaciuta di dover interrompere il mio bagno rilassante. Aspettai qualche secondo di sgocciolare l’acqua che avevo addosso. La porta si aprì. Mi ritrovai di fronte i miei due figli. Io ero nuda, in piedi nella vasca, bagnata e incredula.
Istintivamente mi portai le mani sul pube e sul seno, cercando di non lasciare scoperte le mie grazie, cosa peraltro difficile.
Ritrovai la parola: “Scusate ma devo ancora vestirmi” ero molto imbarazzata.
Loro non fecero un passo e non risposero. Continuarono a tenere fissi i loro occhi su di me.
“C’è qualcosa che non va? ” Giunsi a chiedere.
“Sei bellissima mamma lo sai? ” Mi chiese Cristian.
Arrossii nuovamente. “Ti ringrazio” risposi solo.
“Non ti vergognerai dei tuoi figli spero. ” Asserì Nicolas vedendo che continuavo a coprirmi.
Si avvicinò lentamente a me e mi porse la mano per aiutarmi ad uscire dalla vasca. Io esitai, ma come ipnotizzata allungai la mia e nel far questo mi scoprii.
Ero nuda, completamente senza alcuna protezione davanti ai loro occhi. A pensare bene non avrebbe forse dovuto sconvolgermi tanto visto che molte volte avevo fatto il bagno con loro da piccoli. Però ora era diverso. Era nuda davanti sì ai miei due figli, però uomini, e anche molto affascinanti devo ammettere. Con sgomento mi resi conto che ero eccitata.
Mi eccitavano i loro sguardi, mi eccitavano i loro occhi che percorrevano il mio corpo come se lo stessero toccando, accarezzando.
“Non mi aspettavo di vedervi oggi” Può sembrare una frase ridicola detta in quella situazione ma vi assicuro che non me ne uscì nessun’altra.
“Aspettavi qualcuno? ” Indagò Nicolas.
“Ma non dire sciocchezze, chi dovevo aspettare? ”
“Un uomo” ribattè con semplicità.
Risi. “Macchè uomo. Figuratevi. ”
Cristian sembrava sorpreso. “Perché? Non ci sarebbe nulla di male infondo. Sei una donna davvero molto bella e… provocante” Si avvicinò ulteriormente “Hai un corpo mozzafiato, con delle curve fantastiche, posso solo stupirmi del fatto che un uomo non ti stia attaccato alla gonnella 24 ore al giorno”
“Evidentemente non sono così eccitante come dici. ” Sospirai. Stavo civettando con mio figlio? ?
“Fidati di noi” rispose lui allungando la mano e accarezzandomi il viso.
Tremavo, non so perché. “Hai freddo mamma? ”
Colsi l’occasione che mi avevano offerto per dire “Sì, è meglio che mi vesta”
L’avevo detto con convinzione? Non lo so, non sembrarono credermi. Anche perché io esitavo e non mi muovevo. La mia vagina si era bagnata. Dopo tanto tempo.
I loro occhi…le loro labbra…Nicolas si avvicinò ancora e le sue dita sfiorarono i miei fianchi.
“Hai una pelle davvero liscia e vellutata” asserì. “Ma non è fredda, anzi”
Le sue labbra si posarono inizialmente sulla mia guancia, e lentamente si avvicinarono alle mie labbra. Non mi stava più toccando con le mani ma le sue labbra ora erano sulle mie.
Ed io non feci niente per opporre resistenza. Anzi, schiusi le labbra per prima, invitandolo a profanare le mie con la sua lingua.
Lui non approfittò subito del mio invito, ma utilizzò la punta della sua lingua per disegnare il contorno delle mie labbra. Sospirai vistosamente.
A quel punto Cristian venne dietro di me, dietro le mie spalle, e con le dita di entrambe le mani disegnò cerchi intorno ai miei capezzoli già inturgiditi.
“Hai due tette perfette mamma, tu sei perfetta” A quel punto Nicolas violò la mia bocca penetrandola con la sua lingua. Io aprii la mia, e corrisposi a quel bacio sensuale.
Cristian continuava nel suo intento, ora baciandomi il collo, ora l’orecchio, sempre con le dita che stuzzicavano i miei capezzoli sensibili. Nicolas intanto, nel furore di quel bacio passionale, mi aveva attirato a se con le mani sui miei fianchi, ed io sentivo il suo sesso duro contro il mio ventre.
Io, bagnatissima, potevo sentire bene il mio corpo, completamente pervaso da brividi.
Nicolas si staccò da me, e mi infilò con delicatezza un dito nella vagina. Entrò subito e senza difficoltà ed io apersi leggermente le gambe gemendo.
Allora anche Cristian si staccò da me ed entrambi i miei figli mi aiutarono a sdraiarmi sul morbido tappeto in terra.
Evidentemente il mio seno era piaciuto a Cris. Appena fui a terra si inginocchiò e, protendendosi verso di me cominciò a ripetere i disegni che prima aveva fatto con le dita, con la lingua.
La punta della sua lingua correva veloce intorno ai miei capezzoli, stordendomi di brividi di piacere. La sua mano correva sul mio ventre liscio e morbido. Io avevo gli occhi chiusi ma sentii le dita di qualcuno, presumibilmente Nicolas, intrufolarsi tra le mie gambe che allora spalancai quasi oscenamente. Non avevo mai provato simili sensazioni MAI. Nick incominciò ad accarezzarmi il monte di venere e fece scorrere le sue dita sul taglio della mia vagina.
“Dimmi che vuoi che te la tocco mamma. Dimmi che vuoi le mie dita dentro di te” mi disse.
Io non parlai, gemendo solamente, e lui capì che forse era troppo presto per una richiesta simile e senza aspettare conferme entrò con un dito. Io mi spalancai maggiormente per accoglierlo in me,
ma lui si limitò a continuare a stuzzicarmi per qualche minuto.
Sentii che apriva le labbra della mia vagina con le dita ed allora apersi gli occhi alzando la testa. Vidi che si avvicinava a me e infilava la sua testa tra le mie gambe. Da lì a poco sentii la sua lingua che cominciava ad accarezzarmi il clitoride.
Non avrei mai immaginato che un giorno avrei vissuto qualcosa di simile. I miei due figli stesi accanto a me che mi leccavano tutto il corpo.
Cristian stanco di leccare, prese in bocca il capezzolo e cominciò a succhiarlo e a moridicchiarlo palpando l’altro. Nicolas mi leccava la figa spalancata. La sua testa era immersa in mezzo alle mie gambe aperte, la sua lingua sembrava frugarmi in ogni angolo, sfregava il clitoride sensibile, era vellutata come una spugna, leccava senza mai stancarsi, entrava dentro di me e poi riprendeva a tormentare il clitoride. Non connettevo più, sentivo solo piacere, e l’orgasmo mi travolse, forse il primo vero orgasmo della mia vita, procuratomi dai miei figli.
Forse non me lo gustai nemmeno tanto perché subito dopo aver urlato dal piacere, subito dopo essere venuta, mi resi conto della situazione.
Ero stesa per terra in bagno, come una puttana, davanti ai miei due gemelli, usciti dal mio grembo.
La loro madre si era fatta toccare e leccare da loro, come avrei potuto guardarli in faccia?
MI alzai di scatto barcollando. Quasi scappai. Loro mi guardavano confusi, senza capire il perché del mio cambiamento di rotta. Cristian in un attimo afferrò al volo la situazione e disse “Mamma sei fantastica. Ti amiamo”
Io scoppiai in lacrime. “Ma che dite? Non potete amarmi, sono vostra madre. E per di più mi sono comportata come l’ultima delle puttane”
Scappai in camera da letto e feci per chiudere la porta ma mi seguirono e riuscirono ad entrare.
“Ti amiamo invece. Sei bellissima, sei fantastica, è da quando ragioniamo che ti amiamo, che ti vogliamo, è da quando siamo adulti che ti desideriamo. Sei la protagonista di ogni nostro sogno, sei l’unica donna a cui pensiamo quando scopiamo con le altre” mi disse Cristian.
Cercai di non farmi prendere dalle loro parole. “Non si può, com’è potuto accadere? Non potrà comunque accadere mai più! ” conclusi.
“Vuoi dire che non ti è piaciuto? ” Mi chiese Nicolas sorridendo.
“Questo non centra affatto” tagliai corto per non confessare i miei sentimenti.
“Io direi che centra molto invece. Devi lasciarti andare. Fidati di noi mamma. Lasciati andare, lasciati amare. Lascia che il tuo corpo goda al contatto delle nostre mani e delle nostre lingue”
Non risposi, la voce mi si perse nella gola.
Nicolas mi baciò quasi con violenza. All’inizio opposi resistenza ma poi il suo bacio mi travolse e risposi con la stessa passione. Mi trovai sul letto tutto ad un tratto.
Lui continuava a baciarmi, le nostre lingue continuavano a leccarsi avidamente. Bruscamente si interruppe e mi guardò fisso negli occhi.
“Allora sei ancora convinta di smettere? ”
Non risposi troppo imbarazzata. Il bacio aveva ancora svegliato i miei sensi. Inutile negarlo.
“Questa volta non posso accontentarmi del tuo silenzio. Devi rispondermi, se ci vuoi, se vuoi fare l’amore con noi, se vuoi che entriamo dentro di te e ci diamo piacere e ti diamo piacere. ”
Passò qualche secondo di silenzio e allora acconsentii.
“Fatemi vostra, questo gioco è andato troppo avanti per poter retrocedere. Toccatemi, baciatemi, fatemi godere” Non se lo fecero ripetere due volte.
Cristian mi prese la mano e l’appoggiò sulla patta dei suoi pantaloni. Istintivamente la apersi e liberai il suo cazzo che era talmente grosso e duro da sbalordirmi.
Nicolas si spogliò da solo e attirò completamente la mia attenzione, avvinghiandosi a me. Sentii per la prima volta i nostri due corpi completamente nudi a contatto. Il suo cazzo duro e voglioso contro di me. Mi mise a pancia in giù e mi posizionò con le gambe leggermente aperte. Poi mi inflò due dita nella figa bagnata e cominciò ad allargarmela.
Cristian intanto, era di fronte a me, con il cazzo davanti alle mie labbra, e io allora glielo presi in bocca. Era un piacere sentire quanto era grosso, sentirlo duro sotto la mia lingua, quasi mi spaccava le labbra. Nicolas intanto, mentre spompinavo suo fratello, muoveva a ritmo le dita dentro di me, stuzzicandomi il clitoride con il pollice.
Sentivo il cazzo di Cristian che si ingrossava, sarebbe venuto presto. Allora si scostò e si posizionò proprio sotto di me col cazzo duro e dritto. Nicolas mi aperse ancora le gambe e smise di fare pressione con le dita sulla mia figa. “Scopatemi” dissi allora vogliosa di godere.
“Era questo che aspettavamo di sentirti dire bella puttanella…è da secoli che abbiamo voglia di chiamarti selvaggiamente fino allo sfinimento. Questa volta non ci scapperai ma sembra che ti faccia molto piacere questa cosa”.
Dal di dietro Nicolas mi aperse la figa con due dita e avvicinò l’imboccatura del mio sesso al pene del fratello. “Ora infilatelo tu dentro mamma”
Non me lo feci ripetere due volte e lo presi dentro tutto di un colpo, urlando dalla soddisfazione.
Cominciai a cavalcare mio figlio che mi guardava negli occhi e di tanto in tanto, quando la posizione lo permetteva mi succhiava le tette.
“Ti piace? ” mi chiese allora Nicolas.
“Sììììì” oramai avevo perso ogni freno, ogni minima inibizione. Sentivo un cazzo duro che mi spaccava la figa e muovevo i fianchi per sentirlo sempre più dentro.
Cristian cominciò a muoversi sotto di me a sua volta, aumentando le spinte ed io fremevo di piacere. “Sentii la mia voce roca dapprima sussurrare e poi gridare ansimando: “Scopami amore, figlio mio, sfondami la figa, fammi godere, fai godere quella troietta della tua mammina”
Lui a volte rallentava per resistere alla tentazione di lasciarsi andare ad un orgasmo.
Nicolas, intanto, sfregava la punta del suo cazzo sul mio sedere e diceva: “Fammi sentire quanto ti piace”. Non c’era bisogno che mi incoraggiasse, ansimavo e urlavo spontaneamente per l’immenso piacere che i miei figli mi stavano procurando. Non potevo fare a meno di cercare le spinte, di provocare il figlio che avevo sotto di me, leccandomi le labbra con la lingua, toccandolo, movendo il bacino gemendogli frase sconnesse: “Ancora, chiavami, fammi sentire la tua sborra che mi riempie… Fammi godere Cristian”. Lui però non si decideva, sembrava farlo apposta di rallentare poco prima del punto di non ritorno.
Sentii indistintamente le dita di Nicolas che mi sfioravano l’ano e capii le sue intenzioni. Così lo incitaii: “Riempimi anche da dietro, inculami Nick, fa vedere a tuo fratello come si fa a far godere la tua mammina” Stavo implorando.
“Ti accontento subito bella coniglietta” e lubrificando il mio ano con i miei umori, mi penetrò dapprima con qualche difficoltà, poi fino in fondo il culo. Sentire due cazzi che mi sfondavano contemporaneamente mi fece urlare.
“Ti avevo detto Cristian che non poteva esistere una donna più arrapante di quella figa della nostra mammina”. Queste parole, unite alla doppia penetrazione dei miei figlia, alla lingua di Cristian che leccava la mia, alle dita di Nicolas che mi strofinavano continuamente i capezzoli, mi eccitarono a dismisura. Ma volevo TUTTO. “Sborratemi dentro vi prego” Entrambi accelerarono il movimento delle loro anche prima Nicolas e poi Cristian, liberarono il loro seme che cominciò a riempirmi ovunque. Mi lasciai andare completamente e la mia vagina si contrasse freneticamente, in un orgasmo che sembrava infinito.
Ma finì, ed ognuno di noi, stremato si adagiò sul lettone. Ci addormentammo abbracciati chiedendoci quando avremmo potuto ripetere l’esperienza. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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