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A volte si può essere anche felici

Oggi 04 giugno é il mio compleanno e non ho intenzione ne di andare a lavorare, e tanto meno di alzarmi dal letto. Oggi compio 29 anni, e se devo fare un riassunto della mia vita devo quasi ritenermi un fallito sono un single per decisione (non mia ma delle altre).
Molti si chiederanno che se a 29 anni si ritiene un fallito a 40 che succederà? Per poter immedesimarsi nel mio problema devo tornare indietro nel tempo, sin da quando frequentavo le elementari, mentre tutti gli altri miei compagnetti potevano portare i pantaloncini corti io no, volete sapere il motivo? La natura nei miei confronti è stata molto generosa, e mi ha fornito di un attrezzo dalle dimensioni super e pertanto non portavo i pantaloncini corti mi usciva da sotto. Per i miei genitori era un vantarsene a non finire, in particolar modo le amiche di mia madre che mi mettevano a paragone con i loro mariti, per loro era un piacere guardarmi. Fatte le elementari, alle scuole medie ebbi due ragazze che appena sentirono le dimensioni del mio attrezzo mi lasciarono, e nessuna voleva essere la mia ragazza, la notizia si era diffusa tra le ragazze, e qualcuna di loro, cercava di stare con me solamente per vedere le reali dimensioni del mio attrezzo o se era frutto di fantasia di qualche ragazza. Stanco di questo non partecipavo neppure alle feste che si facevano a scuola o a casa di qualche compagno. Così finirono anche le medie e andai ad iscrivermi all’Istituto di Ragioneria, anche li le cose non andarono meglio, avevo la ragazza ma sesso niente.
Qualche volta ci ho anche provato con qualche prostituta, ma addirittura mi buttò letteralmente fuori da casa sua. L’unico modo per soddisfare i miei desideri sessuali, non mi rimaneva che la masturbazione, e tra me e me non facevo altro che pensare che chi l’aveva piccolo lo desiderava super io desideravo essere normale. arrivato anche al diploma con il massimo dei voti, fui chiamato in banca per un colloquio di lavoro, e visto che ero stato esonerato dal servizio militare fui assunto il 1° settembre dello stesso anno, a 19 anni ero dipendente di una banca che è presente su tutto il territorio nazionale, ma mi ritenevo un uomo infelice molte donne alla vista del mio arresesi rifiutavano di avere rapporti con me. poi cominciai a navigare su internet in cerca di quelle coppie o di quelle donne che cercano un terzo da inserire tra di loro ma quasi tutte le volte tornavo sconfitto, qualcuna ci voleva provare anche se adoperavo le ciambelle non riuscivo a entrare più della cappella.
Anche la settimana scorsa ebbi un approccio con una coppia di Firenze, mi avrebbe fatto sapere se avessero accettato, e sarebbero venuti a trovarmi visto che io potevo ospitare, suppongo che anche voi dopo tutto questo parlare vi chiederete ma quanto diavolo l’ha questo tizio? ebbene voglio soddisfare la vostra curiosità le sue dimensioni sono 34×19 e credetemi vi rende la vita infelice, e posso assicurarvi che una donna che l’accettasse ancora non l’ho trovata. mentre sono sdraiato sul letto con la mia mazza in mano, squilla il telefono, sono indeciso se rispondere visto che sul display mi spunta anonimo, sono ancora indeciso ma ripensandoci rispondo una voce femminile mi chiede se sono Sergio, alla mia affermazione mi risponde che lei era Laura, stavano per arrivare a Orte, e mi avrebbe passato il marito per concordare un appuntamento per poterci incontrare se non ci avevo ripensato, le dissi che io, ero a casa e che non mi sarei tirato indietro, quello che io avevo detto per telefono era la realtà dei fatti, ma mi aspettavo che mi avessero contattato almeno in mattinata in maniera da mettere in ordine la casa, comunque se a loro andava bene saremmo andati a pranzo fuori e dopo avremmo deciso il da fare, appena chiusi la loro conversazione, chiamai la donna che viene ad ore la pregai di venire se poteva a dare un po’ d’ordine alla casa mentre io ero fuori, mi disse di si e di lasciare le chiavi di casa nella cassetta della posta che lei al massimo tra dieci minuti sarebbe arrivata, saltai dal letto e mi infilai sotto la doccia, mi lavai e mi vestii più in fretta possibile, tante che la donna dei sevizi mi trovo sull’uscio della porta che stavo andando via, le raccomandai di cambiare le lenzuola e mettere quelle pulite, lei mi guardo con un sorriso di quello che ti dice ho capito tutto. raggiunsi Laura e suo marito al casello dell’autostrada, ci presentammo e ci avviammo verso casa mia per poter posteggiare la loro macchina e camminare assieme con la mia, Laura si sedette dietro e suo marito che di nome fa Nicola, si sedette accanto a me. Chiesi loro se avessero delle preferenze risposero di no quindi mi recai in una trattoria, dove si cucina ancora alla vecchia maniera, carni locali, e pasta fatta in casa e vino di quello pestato con i piedi, arrivati cercammo un tavolo dove potevamo stare un po’ più appartati, Laura si sedette e mi chiese di sedermi fronte a lei. Cosi feci Nicola invece si sedette a capo tavola.
Dopo qualche momento venne il padrone del locale e ci chiese se volessimo ordinare noi e avrebbe pensato lui a tutto, chiesi a Laura se avesse delle preferenze, disse di no lo stesso feci con Nicola che rispose alla stessa maniera, mi alzai e mi avvicinai al proprietario e gli dissi di pensare per tutti lui, e non avrei voluto fare brutta figura con i miei ospiti.
Porto del vino frizzantino, e dell’acqua, del pane casereccio.
Si allontanò per dopo portare alcuni piatti che contenevano degli antipasti, e tra un boccone e l’altro iniziammo a conoscerci meglio, facendo qualche battuta, diminuire la tensione, a contribuire a fare ciò. Ci aiutò anche il buon vino. Finimmo il primo e dopo che ci avevano servito il secondo, Laura guardandomi negli occhi mi chiese se ero davvero dotato o ero come moti altri che in realtà erano dei normali, le risposi che le avrei dato possibilità di verificare di persona dopo pranzo, se lei era ancora disponibile, ma lei mi rispose in una maniera stupenda, guardando in faccia Nicola, mi disse di andare in bagno che mi avrebbe seguito. Lasciai passare qualche attimo e mi alzai e mi diressi verso il bagno, Laura mi segui mentre Nicola rimase seduto al tavolo in attesa che servissero il secondo, aprii la porta del bagno e mi avviai verso la porta che indicava uomini ma subito dietro mi seguiva Laura, che si appresto ad entrare e chiuse la porta, si avvicino a me e ci demmo un bacio sulla bocca la mia lingua non incontro alcun ostacolo per cercare la sua, le mie mani scesero sul suo seno che scoprii duro e gonfio, lei non perse tempo e con la sua mano scese verso la patta dei miei pantaloni, e non appena incontro il mio arnese che con la mano lo percorse in tutta la sua lunghezza ebbe un sussulto, si stacco dalle mie labbra, e mi disse che un affare del genere non l’aveva mai sentito, la sua eccitazione era alle stelle, le chiesi se lei fosse sicura di volerlo provare, era come inebetita, la sua risposta, fu che avrebbe dovuto farlo vedere a Nicola per decidere come fare, lei ad un arnese del genere non avrebbe potuto rinunciare, voleva che lo uscissi fuori per poterlo carezzare, ma sentimmo aprire la porta e ci zittimmo per non dare sospetti, si trattava sicuramente di una signora che era entrata nel bagno delle donne, dissi sottovoce a Laura di uscire, in maniera che anch’io tornassi al tavolo, per non dare sospetti al proprietario che mi conosceva.
Laura usci, lasciai passare qualche secondo, e aprii la mia porta, mi avviai verso il lavandino per lavarmi le mani, sentii che si apriva l’altra porta, e ne usciva una signora davvero bella, si avvicinò al lavandino adiacente, per lavarsi anche lei le mani, presi una salviettina per asciugarmi e uscii fuori, Laura, era intenta a parlare con Nicola, e non si rese conto del mio arrivo, e dopo che mi sedetti, mi disse che aveva parlato con Nicola, e che erano decisissimi a provare, e ne avremmo parlato per strada mentre ci recavamo in albergo, dissi loro che erano miei ospiti, e pertanto se non avessero nulla in contrario saremmo andati a casa mia, la mia proposta fu accettata con entusiasmo, finito di mangiare, mentre io pagavo il conto diedi le chiavi della macchina in maniera che potessero sedersi e non aspettarmi in piedi fuori. Trovai loro seduti in macchina questa volta i posti si erano invertiti, Nicola si sedette dietro, quando mi sedetti chiesi se avessero delle esigenze particolari, Laura rispose che aveva bisogno di una doccia, la replicai che anch’io ne avevo di bisogno, a causa del caldo, misi in moto e mi avviai verso casa.
Giunti a casa, Nicola dalla sua macchina prese un borsone, e dopo ci avviammo su, aprii la porta e li feci accomodare, dissi loro di fare come se fossero a casa loro, feci vedere il bagno e la camera da letto, la cucina, li feci accomodare in salotto, chiesi se avevano voglia di bere qualcosa, avrebbero potuto scegliere loro, il ghiaccio era in frigo, Laura si congedo da noi dicendo che andava a farsi una doccia, per rompere il ghiaccio con Nicola dissi se avesse voluto vedere qualche filmino, sulla libreria ve ne erano alcuni, poteva scegliere quello di suo gradimento, mi rispose che qualunque andasse bene, anzi se io non avevo nulla in contrario anche lui andava a farsi la doccia, dissi di fare con comodo, presi una cassetta di un films anche se vecchio ma molto bello da vedere(gola profonda)lo inserii e poggiai il telecomando sul tavolino del salotto, e aspettai che uscissero dalla doccia, la prima ad uscire fu Laura, che si venne a sedere accanto a me sul divano, prese il bicchiere che avevo in mano, e bevve, mi chiese se avessi di bisogno di lavarmi la schiena, le risposi che se fosse stato di suo gradimento l’avrei accettato con molto piacere, non ebbi il tempo di finire di parlare quando lei mi stampò un bacio sulle labbra, esprimendo la sua felicità, io cercavo di non entusiasmarmi troppo, per le precedenti esperienze, l’unico cosa che ero sempre riuscito ad ottenere era sempre un pompino, ma il mio arnese dentro la fica mai la paura li vinceva sempre.
Appena Nicola usci dalla doccia vi entrai io, e Laura disse lui che mi dava una mano, e lo avrebbe raggiunto, vidi Nicola un po’ turbato, ero pronto per ennesima delusione, mi svestii e feci per entrare nella doccia, Laura appena lo vide ebbe un sobbalzo, mi chiese se poteva prenderlo in mano, e stringerlo un po’, se lo avvicino al viso e gli poggiò sopra la guancia e carezzava tutto quello che le rimaneva fuori, lo lisciava come se fosse qualcosa di irreale che si era presentato ai suoi occhi, la sollevai e gli spiegai in poche parole le mie vicissitudini sessuali, quindi ero pronto anche alla loro rinuncia, mi infilai dentro il box e aprii l’acqua, e mi cosparsi il corpo con del bagno schiuma, e mi sciaqquai, indossai l’accappatoio e mi diressi verso il salotto, Laura mi diede il bicchiere che aveva appena riempito di liquore, mi sedetti sul divano e chiesi se erano disposti a vedere quel film, ambedue, fecero cenno di si con la testa, e iniziammo a vedere le scene di quel film, in tutta sincerità il mio sguardo si posava sempre su Laura che aveva iniziato ad allargare il suo accappatoio, e Nicola, aveva iniziato a palparla, io ancora non mi muovevo dalla mia posizione aspettavo un cenno di Nicola che mi desse l’ok a partecipare, Laura vedendo la scena della protagonista che si ingoiava quella mazza, si scivolo sul divano, aprendo le gambe, e avvicinando il suo sesso al marito, cerco di avvicinarmi a lei e aprendomi l’accappatoio prese il mio arnese e se lo portò alla bocca e inizio a succhiarlo anche se incontrava molte difficoltà per poter mettere tutta la cappella dentro la sua bocca. Vedevo come si inarcava per dare ancora di più il suo sesso nella bocca del marito, e vedevo come lui guardasse il mio e vedeva che sua moglie oramai era in delirio per l’arnese che teneva in mano, nei suoi occhi vedevo una luce strana, ad un tratto Laura si fermò e mi chiese se anche suo marito poteva godere di quell’obelisco, dissi di si quindi lei invitò anche Nicola, a prenderlo in bocca e leccarlo assieme a lei. Quella di avere due lingue che mi leccassero il mio fallo non mi era mai successo che un uomo e una donna lo lappassero in quella maniera, il viso di Nicola era più rilassato, quando ad un tratto si stacco dalla mia asta e mi chiese di provare a penetrare Laura, gli dissi che andavo a prendere le ciambelle per provare lui mi rispose di no non occorrevano al posto delle ciambelle avrebbe adoperato le sue mani in maniera che fosse stato lui a limitare la penetrazione, lui si sdraio sul divano e fece mettere Laura come per un 69però lui era più sceso rispetto alla moglie, dopo mi chiese di provare, lui con le sue due mani mi acchiappò il fallo e lo teneva in maniera che io non superassi neppure la metà della lunghezza e provai a spingere, ma la paura di farle male mi faceva desistere dal forzare quel suo ingresso, quando Nicola tolse una mano dal mio membro e la portò sotto le mie palle e inizio a massaggiarle, con la sua mano scendeva anche oltre, ad un tratto tento di infilarmi un suo dito nel mio didietro mi spinsi in avanti per evitare quella penetrazione, e mi ritrovai la mia cappella che aveva forzato quell’ingresso, sentii un rantolo da parte di Laura che aveva ricevuto solamente una piccola parte del mio organo, ora Nicola mi istigava a entrare dentro di lei in maniera lenta ma inesorabile mi avrebbe controllato lui a farmi fermare, Laura mugugnava era incomprensibile se lo facesse per dolore o per piacere, Nicola mi invito a iniziare a muovermi dentro di lei, lui continuava a chiederle se andasse tutto bene, ad un tratto lei grido come se dentro di lei ci fosse stata un esplosione, gridando chiese a suo marito di toglierle la mano, e a me mi invitava a finire di affondare in lei tutto il mio randello, non sapevo se affondare o ritrarmi da lei a quel punto anche Nicola mi disse di penetrarla sino in fondo ma senza dare dei colpi, mi diceva di affondare dentro di lei dolcemente vedevo le sue mani stringere le caviglie di Nicola, in maniera davvero forte lo sentivo lei stava soffrendo, ma doveva essere tanto il suo desiderio che vinceva anche il dolore, quello che era la sua gioia era il mio godimento ad un tratto lei mi blocco con le sue mani gridava di sentirsi piena sino alla gola mi pregava di non muovermi più si sentiva strapiena, voleva che il suo utero si abituasse a quella nuova presenza e rimasi in quella posizione per alcuni minuti non chiedetemi come ci sia riuscito ma so semplicemente che ce la feci, ora lei iniziava a muoversi in maniera lenta, e si faceva uscire quasi la metta del mio sesso, per poi affondarselo nuovamente dentro di lei quel movimento lento, e stressante logorava anche me non prestavo più attenzione a Nicola che approfittando della situazione mi massaggiava le palle e dopo cedeva il posto alla sua lingua, e la faceva arrivare al io buchetto mi dava delle sensazioni mai provate, dentro di me avevo delle scariche di piacere che Laura percepiva e istigava Nicola ad insistere per il piacere che provava dopo mi disse di muovermi io voleva sentire il mio piacere dentro di lei, ma il mio movimento non mi avrebbe mai portato all’orgasmo perché la mia mente era lontana dall’atto che stavamo consumando e vero ero dentro il suo sesso mi muovevo dentro di lei potevo raggiungere un orgasmo celebrale ma quello fisico era molto più difficile. Avevo paura di perdere il controllo do me stesso e fare male a Laura, non potevo permettermi il lusso di perdere la prima persona che riesce a farmi fare una scopata, anche se con enormi difficoltà ci stavo riuscendo dovevo trovare come muovermi dentro di lei senza farle male possedere Laura sino a riversare dentro di lei tutto il mio piacere, tutti questi pensieri mi stavano tirando un tiro mancino il mio sesso stava perdendo la sua consistenza e on era quel randello di sempre era diventato più mollo e affondare dentro Laura era più difficoltoso, Nicola mi chiese di uscire da dentro di lei in maniera che Laura avesse fatto si che facesse riprendere vitalità alla mia mazza, e così feci, appena fu fuori Laura e Nicola si diedero da fare per portarlo nuovamente allo stato di erezione, per far ciò impiegarono qualche minuto, a quel punto il mio sesso aveva preso la consistenza che lo rendeva differente dagli altri e questa volta Nicola fece sdraiare Laura a pancia in su e mi chiese di prendere le ciambelle, ne misi quattro, e notai che Laura tirando su le gambe si allargava la fessura, e io riuscii a penetrarla, iniziando a pomparla come si doveva, Nicola era insoddisfatto e mi chiese di levare una ciambella, perché quella troia (cosi chiamò sua moglie) la smettesse di cercare delle mazze e stesse tranquilla almeno per un po’ di tempo, tolsi una ciambella e la penetrai la pompavo in maniera che anche io traessi piacere da quella scopata vedendo che Laura assorbiva bene la mia penetrazione Nicola mi invitò ad uscire a togliere un altra ciambella e penetrarla nuovamente cosi feci ma i miei affondi non erano gli stessi vedevo Laura stringere i denti, si mordeva le labbra, si sentiva piena ora cercava il suo orgasmo voleva godere, quando dalla sua bocca iniziarono ad uscire dei mugolii di piacere, e iniziò a dire che ne voleva ancora lo voleva sentire arrivare sino in pancia, la mia meraviglia fu immensa, guardai in faccia a Nicola e con gli occhi gli chiesi cosa fare, la sua risposta fu quella di pompare quella troia e fargli sentire la mia sborra calda che riempisse la sua voragine, per una troia come lei non sarebbe bastato neppure il palo che serve per tenere i fili, Nicola iniziò ad insultarla con parole sempre più volgari, sino a quando lasciatomi prendere dalla foga dalla situazione, e dall’abbandono del pensiero che potessi farle del male mi liberai in un orgasmo di quelli che ti lasciano spossati e non hai neppure le forze per alzarti. Non so per quanto tempo rimasi dentro di lei avevo scopato la donna e ancora non eravamo che all’inizio della battaglia. Nicola, aspetto che tirassi fuori dal sesso di Laura il mio manganello, la girò su se stessa, e le allargò le chiappe e la penetro in un sol colpo e inizio pompare nel suo culo come un ossesso, lei gemeva dal piacere, mi chiamo per nome e mi disse di avvicinarmi a lei voleva succhiarmi per farmi tornare in tiro in maniera che la sborra di suo marito servisse come lubrificante ora lo voleva nel culo, voleva essere nuovamente impalata, che donna, una come questa quando si trova si deve saper domare altrimenti ti lascia spossato per terra e va in cerca di qualcun altro che continui l’opera, Nicola la pompava sempre e vedendo che il mio manganello cominciava a prendere consistenza Laura riusciva a tenerlo in bocca a malapena, le sue mandibole faticavano moltissimo per rimanere spalancate, e tenere la cappella in bocca, io tenendolo a due mani, la aiutavo a completare l’opera, quando i suoi movimenti divennero convulsi a causa di Nicola che stava per venirle nel culo, mi allontanai da lei quel tanto per permettere a Nicola di affondare in lei senza alcuna preoccupazione, e infatti non tardo molto a esplodere dentro di lei tutto il suo orgasmo, io intanto mi stavo masturbando diedi a Nicola il tempo di uscire da dentro di lei e la puntai con il mio manganello e iniziai a spingere con l’aiuto delle mani e lei gia mugolava, dal piacere, il suo culo mi stava accettando senza troppi problemi, e continuai ad affondare dentro di lei Nicola ad un tratto mi disse di fermarmi le aveva visto gli occhi di fuori per il dolore eppure non sembrava non avevo trovato quella resistenza che avevo immaginato mi fermai e chiesi a Laura di dirmi se potevo iniziare a muovermi dentro di lei o se me lo avesse chiesto lo avrei uscito per tutta risposta mi diede del folle mi chiese di aspettar qualche attimo ma voleva che gli facessi sentire le palle che sbattevano contro la sua fica.
Dopo mi disse di continuare ad entrare dentro di lei sino a quando non fosse stato del tutto dentro di lei, e devo confessarvi che ci riuscii davvero, Laura comando Nicola di leccarla mentre io la pompavo, Nicola non si limitava a leccare Laura mi leccava e cercava di succhiarmi le palle che sensazione era qualcosa di veramente stupendo io davo piacere a Laura Nicola dava doppio piacere a me con un massaggio del genere non durai molto e scaricai dentro di lei tutto il mio piacere con degli spruzzi interminabili, e lentamente uscivo da dentro Laura e lei ansimava e gridava ad ogni fiotto di sperma che le versavo dentro, sino a quando esaurii tutto il mio orgasmo e mi stesi un po’ sul divano, e vidi che Nicola aveva steso Laura per terra sul tappeto e continuava a leccarla alternando la sua lingua tra il buchetto posteriore che iniziava a restringersi e la sua passera, continuammo sino a sera dopo andammo a letto per riposarci.
Il giorno successivo, ci salutammo con la promessa che la prossima volta sarei andato io a trovare loro. FINE

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