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Ad Amsterdam con tuo marito e te

Vi ricorderete che avevo lasciato Anna (cfr. In aereo con Anna) al terminal dell’Aeroporto di Amsterdam promettendole che ci saremmo rivisti, assieme a suo marito, l’indomani. In realtà le cose andarono in maniera differente. Non riuscii a contattarli e passai tutta la mia settimana di corsi altrove. Il venerdì mi accinsi a partire, dirigendomi prima via treno ad Amsterdam e poi prendendo l’aereo. Il corso fine però un po’ prima del previsto, lasciandomi tutto il pomeriggio a disposizione per un’ulteriore visita nella capitale olandese.
Appena vi giunsi mi venne in mente di chiamare comunque Anna (hai visto mai? ) anche se le probabilità di trovarla li erano veramente scarse, in quanto sarebbero dovuti ripartire la domenica prima.
Trovai una cabina in centro, infilai la tessera e composi il numero trepidante. Mi rispose un uomo che garbatamente mi chiese chi fossi.
“Sono P. cerco Anna” fu la mia risposta.
“Gliela passo subito”
“Si chi parla” disse Anna.
“Sono P. , ciao. ”
“Ciao, come stai? ”
“Bene, mi chiedevo se voi aveste prolungato la vacanza… ”
“Sei fortunato”
“Vuoi dire che…
“Si, siamo in piazza ******”
“Vengo subito!!!! ”
Prima di passare dalla piazza ******, passai da un fioraio e le acquistai un mazzo di rose rosse, per testimoniarle i miei sentimenti di passione. Mi precipitai quindi al luogo convenuto ansioso di conoscere il marito di Anna e, soprattutto di rivederla e di ….
“Piacere sono Paolo, Anna mi ha parlato molto di te” furono le parole con cui esordì Paolo, il marito di Anna. Era un signore distinto, sulla cinquantina, simpatico e cortese nei modi. Anna, manco a dirlo, restò molto colpita dai fiori e mi schioccò un sonoro bacio sulle guance, mentre io l’attiravo a me e, discretamente coperto dal suo lungo cappotto, riprendevo posizione sul suo formoso deretano.
“Piacere sono P. , io e tua moglie ci siamo …. ”
“So tutto. Mia moglie non ha segreti con me”
“Allora sai senz’altro che abbiamo lasciato un discorso a metà”
“So anche questo, ma credo che basti avere un po’ di pazienza”.
Ci accordammo per partire assieme l’indomani, mentre per la sera sarei stato gradito ospite in camera loro (che serata si prospettava… ).
Disponemmo Anna al centro, a braccetto di entrambi e partimmo per un giretto in Amsterdam. Il braccetto che mi dava Anna mi consentiva un discreto palpeggio delle sue mammelle procaci. Conversavamo abilmente del più e del meno, quando decisi di movimentare la giornata:
“Perché non andiamo al quartiere a luci rosse? ”
La risposta fu entusiasticamente affermativa e ci dirigemmo immediatamente verso quella zona della città. Quando vi arrivammo notammo una serie di vetrine con delle donne in bella mostra con un bel po’ di porno shop. Decidemmo, tanto per scaldarci, di entrare in uno di questi ultimi. L’ambiente era piccolo ed affollato ed Anna era praticamente l’unica donna. La sua entrata non passò quindi inosservata e fece la felicita di più di una mano e di più di un pacco, con le sue rotondità. Si aggirava rapita da uno scaffale all’altro, mentre gli altri avventori avevano fatto gruppone attorno a lei e, facendo finta di farlo distrattamente, cominciavano a brancicare le sue carni. Tutto però avveniva nella massima correttezza e, oserei dire, freddezza di nordica tradizione. Io ed il marito eravamo però entrambi eccitati da questo show, anche se non ne parlavamo. Alla fine tutti comprammo qualcosa che ci fu discretamente impacchettato e ci avviammo all’esterno.
Passeggiando tra le vetrine con le donne in mostra, commentavamo le differenti bellezze delle razze rappresentate e ci eccitavamo ancora di più. Io non perdevo occasione di fare dei complimenti sempre più spinti sulle giunoniche forme della signora, che sentivo che si stava eccitando. Paolo si limitava ad assentire, divertito o più probabilmente eccitato, dalle mie avances.

Alla fine di quel pomeriggio passato simpaticamente eravamo molto stanchi per la lunga passeggiata: ci accordammo per andare in albergo. Paolo signorilmente sistemò le cose in albergo per il pernottamento supplementare (il mio) e salimmo in camera strettamente abbracciati.

Arrivati in camera ci mettemmo in libertà: io ed il marito ci mettemmo in pigiama ed aiutammo Anna a spogliarsi, facendole indossare un eroticissimo neglige. Il marito propose:
“Ho preso un film, perché non ce lo vediamo insieme? ”
Nessuno di noi aveva dubbi sul contenuto della cassetta, ma io ed Anna assentimmo entusiasti. Ci disponemmo sul capace divano con Anna al centro ed iniziammo la visione. Il film non era proprio per educande ed era perdippiu in olandese, cose che riuscivamo a cogliere ben poco della trama, del resto quasi inesistente. Sul televisore cominciò una penetrazione multipla che impegno tutti gli orifizi di una giunonica bionda poco più che ventenne.
Eravamo tutti visibilmente eccitati, i maschi con le verghe in prepotente erezione ed Anna che si accarezzava nervosamente le gambe, scoprendosele e ricoprendosele in continuazione, ma nessuno fiatava. Io mi accarezzai il pene leggermente accostandomi ancora di più ad Anna, mentre notavo che il marito faceva lo stesso.
“Fa caldo, mi tolgo il pigiama” disse infine Paolo, rimanendo con i soli boxer.
Lo imitai anch’io ed invitammo Anna a fare lo stesso, ma non ci fu bisogno di
un’eccessiva opera di convincimento: si tolse il negligé e ci apparve in tutto il suo candido e femminile splendore, messo ancora più in risalto dall’eroticissima biancheria in trasparente pizzo bianco. Per non essere da meno di noi disse:
“Però siamo in democrazia e visto che siete a torso nudo, voglio esserlo anch’io… ” e si sfilò maliziosamente il reggiseno, mettendo in mostra due tette polpose e bianche con cui il tempo era stato clemente. Se le strinse a coppa tra le mani, invitante, ancor più accentuando le sue enormi e brune areole, sormontate da due impertinenti cazzetti. Venne a sedersi e, accostandomi a lei mi baloccai furtivamente con le sue meravigliose poppe.
“Paolo, P. mi sta toccando, sono una signora seria io… ” si schernì lei ridendo.
“Lo capisco a due argomenti cose non si può mica resistere” le rispose il marito strizzandole i capezzoli.
Le toccavamo ormai apertamente il seno e sbirciando furtivo vidi che un po’ alla volta il cazzo di Paolo faceva capolino dal pigiama ed anche il mio si trovava nelle stesse condizioni: notai che il marito cominciava a menarselo e mi sentii autorizzato a farlo a mia volta.
Mi toccai l’arnese, scoprendolo gradatamente. All’improvviso sentii che la mano calda di Anna si sostituiva alla mia: aveva iniziato infatti a menarlo ad entrambi da vera maestra dello sci di fondo quale era…
Poi una bocca calda ed esperta si sostituì alla mano, mentre il marito le sfilava le mutandine e prendeva posto nel suo culo capiente. Dopo due orgasmi di Anna venimmo anche noi nei rispettivi canali.
“Ora voglio che mi riempiate tutta, tu amore sfondami davanti e tu inculami” disse Anna iniziando un sapiente doppio pompino che riportò i nostri cazzi al turgore iniziale. In perfetta sincronia con il film iniziammo un frenetico sandwich, imbottendola come lei aveva richiesto e portandola a due fantastici orgasmi.

Fu una serata di enorme soddisfazione che segnò il mio primo trio con una coppia fantastica.
Ancora adesso continuo a sentirmi con questa coppia fantastica, anche se ci “vediamo” molto di rado, ma il ricordo del corpo morbido ed invitante di Anna e la voglia di prenderla ancora insieme al marito mi è sempre rimasto.
Sogno che altri Paolo ed Anna di Torino o Milano vogliano irrompere nella mia vita, anche solo per giocare insieme o per creare situazioni “interessanti”, con i soliti sistemi che la Rete ci consente e poi… Chissà perché io preferisco le polpose signore sposate di una certa età (40 – 50 – 60… ) quindi l’età non è un problema, anzi…
Esistono coppie cose splendidamente assortite e disponibili, anche alla primissima esperienza? FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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