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Anna. C’eravamo quasi

C’eravamo quasi, il fatidico momento stava per arrivare e fervevano i preparativi. Erano le nove di sera e di lì a un ora avremo conosciuto Luca. Pochi giorni prima avevamo finalmente ricevuto la mail che aspettavamo, eravamo ancora un po’ increduli, ma Luca, sembrava proprio avere tutto quello che noi due stavamo cercando. Ci aveva mandato tre sue immagini e il messaggio che le accompagnava era gradevole e scritto con cura. Anna si era soffermata a lungo su quelle foto, le aveva osservate scrupolosamente forse nel tentativo di intuire qualcosa di quell’uomo, qualcosa che potesse non andarle a genio. Ma Luca era decisamente un bel tipo, alto, sui trentacinque anni, elegante, viso interessante; le foto mostravano un corpo in gran forma e un bel primo piano metteva in risalto un cazzo imponente, che sebbene a riposo faceva intuire bene le sue notevoli dimensioni. Quando poi Anna lesse quello che aveva scritto i suoi dubbi sparirono lasciando il posto ad un misto di curiosità ed eccitazione verso quell’estraneo. La lasciai sola davanti al monitor a leggere quella lunga lettera in cui Luca descriveva nei dettagli cosa gli sarebbe piaciuto e il trattamento che le avrebbe riservato. Tornai da lei dopo dieci minuti, aveva finito di leggere e sul video campeggiava il primo piano del sesso di Luca. Anna sembrava imbambolata, assorta in chissà quali fantasie; la alzai per i fianchi, le infilai una mano tra le gambe e presi a stuzzicarle il clitoride. Continuava a guardare quell’immagine e a pensare a quello che aveva appena letto. Discutemmo così sul da farsi, io non smettevo di toccarla e le domandavo cosa avesse deciso; volevo sentire dalle sue labbra che desiderava incontrarlo. La risposta che aspettavo me la diede ansimando, forse l’uomo che cercavamo l’avevamo finalmente trovato; l’annuncio in Internet l’avevamo messo con tante speranze, ma con scarsa convinzione che mai ci avrebbe contattato un uomo con tutte le caratteristiche che stavamo cercando: telefonammo a Luca
la stessa domenica che ricevemmo la sua mail. Anna ha 25 anni ed è una di quelle ragazze che ispirano sesso: un viso dolce e provocante, delle magnifiche labbra, un gran bel paio di tette e un corpo armonioso e sensuale. Da quando stiamo insieme diversi ragazzi le sono andati dietro, e da qualcuno si sarebbe anche fatta scopare volentieri, ma come poteva fare? Come avrebbe potuto spiegare che aveva un ragazzo ed era innamorata. Certo non poteva concedersi a un collega, a uno della sua palestra o ad un amico e poi presentarsi tranquillamente accanto a me. La guardavo intenta a prepararsi e pensavo a tutte le volte che avevamo fantasticato insieme. Se ne stava in piedi davanti allo specchio, armeggiava con i trucchi. Un tanga, un paio di autoreggenti velate, una gonna nera che a mala pena nascondeva l’elastico delle calze, una magliettina trasparente che le delineava i seni nudi, un paio di scarpe col tacco… era pronta. Sistemò con calma i trucchi, poi mi si mise davanti chiedendomi se così era abbastanza troia. La guardai un po’, annui sorridendo e le porsi il soprabito.
Durante il tragitto parlammo di tutt’altro, solo mentre stavamo ormai parcheggiando sotto casa di Luca Anna disse che se non le fosse piaciuto ce ne saremo andati con una scusa. Alle dieci suonammo alla sua porta, ci presentammo e dopo i convenevoli Anna si tolse il soprabito; la maglietta esaltava i suoi grossi seni e lasciava vedere distintamente i capezzoli, lei sembrava comunque a suo agio.
Poggiò la borsa su un divanetto in anticamera e si chinò a prendere le sigarette, la gonna le arrivò a metà delle natiche, prese il pacchetto e andammo in salone. Sapevo che stava dissimulando un certo imbarazzo, ma vederla così, disinvolta e un po’ impertinente, era bellissimo. Ci sedemmo ai tre lati del tavolo, con Anna in mezzo. Parlammo per una mezz’ora senza mai entrare in argomento, poi Luca andò in cucina ne tornò con una bottiglia e tre calici. Bevemmo e fumammo qualche sigaretta, Luca le fece dei complimenti e le chiese se le era piaciuto quello che ci aveva scritto. Anna si teneva sul vago, lui la incalzava. Voleva sapere cosa le piaceva, cosa già aveva provato e quale pezzo della lettera l’aveva più colpita. Gli rispondemmo insieme snocciolando gusti, fantasie ed esperienze con un misto di imbarazzo ed eccitazione. Ma Anna tralasciò ogni commento sulla sua lettera, e lui con la massima naturalezza le chiese cosa ne pensasse del pezzo in cui descriveva come l’avrebbe scopata insieme a tre suoi amici. Fino ad allora era stato perfetto, ma pensavo che adesso avesse esagerato…… mi sbagliavo. Anna buttò giù d’un fiato il vino che aveva nel bicchiere e gli disse che l’idea di essere presa da più uomini la eccitava, e continuò:
“Scusa ma non ho ancora scopato neanche con te, e già mi vuoi offrire ai tuoi amici? ” E lui:
“Però ti piacerebbe! ” Lei si alzò e sorridendo gli disse:
“Chiedimelo dopo” Al suono di quelle parole mi venne subito duro. Anna venne da me e mi baciò, poi si avvicinò al tavolo e si accese una sigaretta. Lui le si mise dietro, le accarezzava le braccia e le spalle nude, poi le scostò i
lunghi capelli biondi e cominciò a baciarle la schiena, la base del collo, lei voltò la testa e lo baciò a lungo in bocca prima con dolcezza, poi avidamente; era in piedi, continuava a fumare e intanto si faceva frugare ovunque dalle sue mani. Mi spostai davanti a lei per vederla in viso, fece l’ultimo tiro e spense la sigaretta che già era eccitata. Luca la palpava dappertutto, indugiava sulle cosce e sopra gli slip, le sue mani si insinuavano sotto la stoffa a stringerle i seni, le sue labbra le torturavano il collo. Le sfilò la maglietta dall’alto liberandole i seni, si fermò un attimo e le disse di togliersi le mutande e allargare le gambe. Anna sembrava ipnotizzata, fece tutto automaticamente: si alzò la gonna, sfilò il tanga e divaricò per bene le cosce. Lui le prese le mani e gliele fece posare sul tavolo, le passava le dita in mezzo alle gambe e sul clitoride, delicatamente ma senza sosta; Anna mugolava, gli occhi socchiusi, le labbra appena aperte. La mano sinistra di lui stringeva le sue grosse tette e le tintinnava i capezzoli, poi cominciò ad accarezzarle il viso contratto dall’eccitazione, le passò le dita sulle labbra carnose e le infilò il medio in bocca. Lei prese a succhiarlo e leccarlo, all’improvviso Luca le infilò due dita nella fica, sentii un
“aahhh… ” uscire dalle labbra di lei, vidi i suoi occhi aprirsi un po’ di più; la mano si muoveva dal basso in alto ed ogni andirivieni era accompagnato da gemiti sempre più intensi. Anna allora si voltò, appoggiò il culo sul bordo del tavolo e mentre le dita di lui continuavano a entrarle tra le gambe lo baciò con foga carezzandogli il petto; gli sbottonò la camicia, slacciò i pantaloni, tuffò una mano nelle sue mutande e gli tirò fuori il cazzo. L’aveva in mano, glielo massaggiava dolcemente e intanto gli baciava il collo e il petto strusciandosi su di lui come in calore. Luca si levò i vestiti e la spinse in ginocchio. Era in piedi davanti a lei, le mise quel grosso membro a pochi centimetri dal viso, lepose una mano dietro la nuca e la tirò a se sussurrando un
“Daii.. ” Anna non si fece pregare, schiuse le labbra e le poggiò morbide attorno alla cappella; glielo succhiava delicatamente, la sua lingua scorreva senza sosta su quel cazzo , dalla punta alla base fino a lambire la palle e poi ancora su.
L’uccello di Luca stava prendendo corpo, Anna appoggiò le mani sui suoi fianchi, se lo infilò in bocca e prese a spompinarlo golosamente. Lui con le mani tra i capelli le guidava i movimenti della testa; più lei succhiava più il cazzo si ingrossava allargandole le labbra. Aveva la bocca spalancata e sembrava contenerlo a fatica; era meravigliosa, nuda in ginocchio, con le gambe divaricate e la bocca riempita dal cazzo di uno sconosciuto. Ora Luca le teneva la testa tra le mani e gliela premeva deciso verso il basso, lo sentivo ansimare, aumentava il ritmo, i suoi colpi di reni glielo spingevano fino in gola gonfiandole le guance. La fece alzare, la mise a pecora sul tavolo e le divaricò le gambe.
Si era chinato a leccarla tra le cosce, le passava la lingua sulla fica e nel solco teso delle natiche, lei mugolava senza ritegno; si alzò e prese a passarle la cappella tra le grandi labbra affondandole contemporaneamente l’indice nel culo. Anna era in un’altra dimensione, si sarebbe fatta fare qualsiasi cosa e io non aspettavo altro che vederla godere trattata come una troia. Iniziai a pensare che la prossima volta l’avrei mandata da lui sola, e che magari avrei io stesso detto a Luca di invitare anche i suoi amici, l’idea di saperla trascinata oltre i limiti mi esaltava; la vista di Luca che si infilava un preservativo mi distolse dai miei viaggi mentali. Anna stese le braccia lungo il tavolo afferrandone i bordi con le mani, lui si sistemò in mezzo alle sue gambe, glielo puntò sulla fica e con un colpo secco le fù dentro. Lei trattenne a stento un urlo di piacere, Luca iniziò a scoparla piano, poi aumentò il ritmo; i suoi colpi si facevano sempre più serrati e profondi, lei ansimava forte accompagnando ogni affondo di quell’ingombrante ospite. Dieci minuti di questo trattamento e Luca si sedette su una sedia e se la mise sopra; Anna si posizionò per bene quel bestione tra le gambe e ci impalò sopra con decisione; teneva le labbra su quelle di lui, le succhiava, le leccava e guardandolo negli occhi muoveva su e giù il culo. Si fermarono e mi si avvicinarono, io ero seduto su un divano, Anna in piedi davanti a me a gambe aperte, lui le stava dietro e le armeggiava sul culo. Allungai una mano mettendogliela sulla fica, era bagnatissima. Cominciai a toccarla, mi avvicinai e vidi da sotto che Luca le aveva infilato due dita completamente nel culo. Anna si mise a quattro zampe con le ginocchia su un tappeto ai miei piedi e i
gomiti sul bordo del divano; estrasse il mio cazzo e iniziò a sbocchinarmi avidamente. Luca si allontanò, andò in un’altra stanza e ritornò con un grande specchio e un tubetto di crema. Posizionò lo specchio esattamente dietro al culo di Anna, si mise in ginocchio e si avvicinò. Anna mi succhiava eccitata, io guardando lo specchio le vedevo bene il culo e la schiena; Luca si mise della crema sulle dita e gliele infilò nel culo, lei ansimava e si contorceva; le dita di lui facevano dei movimenti circolari via via più ampi dilatandole lo sfintere; Luca si alzò in piedi, si mise con le gambe all’altezza dei fianchi di lei, le era sopra e cominciava a piegare le gambe, arrivato a tiro le poggiò la cappella sul buco, le posò le mani sui reni e cominciò a spingerglielo dentro muovendo il bacino dall’alto in basso. Anna strinse le mani sulle mie cosce, ed emise un
“sshh… ” soffocato, guardavo la scena riflessa nello specchio, Luca glielo aveva piazzato nel culo fino a poco sopra la cappella, faceva fatica ad entrare; si scansò, le mise altra crema e si risistemò come prima. Aveva ripreso a spingere piano, faceva avanti e indietro col bacino conquistando via via qualche centimetro in più; ora quel cazzone le scivolava senza fatica nel culo; lei gemeva così intensamente che non riusciva più a succhiarmelo, si inarcò per facilitargli il compito, allora Luca si lasciò cadere infilandoglielo fino alle palle. La sentii urlare, le alzai la testa per i capelli e vidi i suoi occhi sbarrati e lucidi per il piacere. Le spingeva il cazzo dentro e fuori senza remore, il culo di Anna non opponeva più nessuna resistenza; quel grosso sesso le spariva fra le natiche come se affondasse nel burro. La inculò a lungo così, poi lo sfilò, si tolse il preservativo e si pulì il cazzo con un asciugamani. Anna era sudata e stremata, la feci alzare, mi tirai sul bordo del divano e la feci sedere su di me voltata con il busto verso il Luca. Il mio cazzo sparì come risucchiato dalla sua fica, era un lago; le spostai le gambe ai lati delle mie e con entrambe le dita cominciai a toccarle delicatamente il clitoride gonfio. Luca si fece subito sotto, le teneva la testa ferma tra le mani e la scopava in bocca con foga. La sentivo fremere, aveva messo le mani sul culo di lui e se lo spingeva in gola succhiando e ingoiando come un’indemoniata. Sentii i suoi nervi tendersi, continuai a toccarla… venne con un orgasmo lungo e intenso. Con le mani ai fianchi la muovevo su e giù sul mio sesso, il respiro di Luca si era fatto pesante, glielo infilava ritmicamente in bocca con movimenti sempre più veloci, si bloccò di scatto sussurrando
“Godooo… “, Anna serrò istintivamente le labbra umide appena sotto la cappella per accogliere quel primo getto di piacere, la sua mano raggiunse veloce l’asta di Luca e prese a masturbarlo svuotandoselo in bocca. Vidi le guance di Anna tendersi rigonfie dello sperma di Luca, se lo sfilò delicatamente dalla bocca e socchiuse le labbra per contenere tutto quel liquido. Mi bastò sentirla deglutire per venirle violentemente dentro. Mentre la guardavo nuda, stremata raccogliere i vestiti sparsi per quella stanza pensai che la prossima volta l’avrei fatta volentieri andare da sola…….
Ma Luca non lo rivedemmo, forse non lo incontrammo mai, forse ancora aspettiamo quella mail, forse le voglie di Anna resteranno inappagate, o forse le sta appagando mentre leggete.. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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