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Cena di lavoro

Come già saprà chi ha letto più di un mio racconto, io e la mia amica Paola lavoriamo come segretarie in un ufficio di periti agrari. Sia io che lei, sul lavoro cerchiamo sempre di non far trasparire nulla della nostra doppia vita da troie incallite. Le volte che abbiamo avuto delle avventure in ufficio, si contano sulla punta delle dita di una mano, perché è bene separare le due cose. Entrambe sul lavoro veniamo considerate in gamba ed assolutamente professionali; ci presentiamo sempre impeccabilmente vestite, con dei tailleur giacca e gonna a mezza coscia o con dei pantaloni, scarpe non altissime che ci danno un aspetto elegante ma senza nulla concedere al sesso. Personalmente, in ufficio ho avuto soltanto un paio di avventure erotiche, la prima volta con 4 periti agrari nel maggio scorso, e l’altra poco più di una settimana fa con il ragazzetto nero che vende i CD in zona; in entrambe le occasioni, ovviamente, il nostro capo era assente. Ma adesso arriviamo all’altra sera, la sera di martedì 2 luglio: il consiglio nazionale del nostro ordine ha organizzato una cena a cui partecipano tutti i Dirigenti ed i periti agrari sparsi per tutta Italia, con relative segretarie. La cena è stata organizzata in un grande e lussuoso albergo del quartiere Trionfale a Roma. Verso le sei di pomeriggio sono a casa che inizio a prepararmi.
Quando esco dalla doccia, ecco che rientra a casa mio marito, ed io, nel pallone perché non so assolutamente come sia meglio che mi vesta, chiedo consiglio a lui su cosa dovrei indossare: l’occasione non è certo quella per un tailleur, ma gli abiti da sera che ho sono obiettivamente un po’ troppo sexy. Alex mi dice che è ora che anche nel mio mondo di lavoro si accorgano di che fica si ritrovano nell’ufficio romano, ed alla fine mi consiglia un abito lungo nero, che mi fascia molto il corpo, con una profonda scollatura sulla schiena, quindi da portare senza reggiseno, ed un lungo spacco laterale. Mentre apro il cassetto dell’armadio per scegliere un perizoma od un tanga nero, mio marito mi dice che mi sentirei molto più a mio agio se non indossassi nulla sotto il vestito. Lo guardo pensando che stia scherzando, ma lui insiste, così mi rigiro ed infilo il vestito sulla pelle nuda; il tocco finale sono dei sandali aperti, a zoccoletto, con solo una fascetta sul davanti che lasciano il piede completamente nudo e libero, dal tacco non molto alto per me, ossia 13 cm! Mi guardo allo specchio ed esclamo: “Però! Sembro proprio una troia! . ” Alex ridendo, mi risponde che lo sono per davvero, ed in questo momento sento di essere gia eccitata all’idea di quello che penseranno di me gli uomini partecipanti alla cena. Esco verso le 7, 30 e mi dirigo direttamente all’albergo. è lontano da casa nostra, impiegherò circa tre quarti d’ora per arrivare e con Paola ci vedremo direttamente lì.
Il salone della cena è molto elegante. A tavola, oltre a me e Paola, ci sono due segretarie di due sezioni dell’alta Italia e quattro periti, di cui uno è una donna. Dei tre uomini invece, due, Davide e Giulio, sono di Milano ed io e Paola già li conosciamo, essendo venuti nel nostro ufficio svariate volte, e tra l’altro abbiamo sempre pensato che fossero proprio due bei tipi. Ad un altro tavolo ci sono anche Fabio, Francesco, Mauro e Silvano, i 4 periti con cui ho avuto l’avventura in ufficio circa un mese e mezzo fa (su cui ho scritto anche un racconto: IN UFFICIO). I quattro mi fanno sorrisini complici e maliziosi, nella speranza di ripetere l’esperienza. Al nostro tavolo, dopo un po’ di vino, i discorsi si sono fatti decisamente stuzzicanti, e poi l’essere nuda sotto il vestito mi eccita, per cui sto molto al gioco, soprattutto con i due ragazzi che già conosco e che sono seduti alla mia destra. La sala ha un numero di tavoli apparecchiati tale da lasciare la metà dello spazio vuoto, così da creare anche un’improvvisata pista da ballo con la musica che arriva dalle note degli strumenti di due ragazzi che suonano dal vivo. Dopo il dolce, uno dei due tipi che conosciamo, Davide, mi invita a ballare. Sulle note di un lento, mi stringe a lui e sento già una scossa, perché sento chiaramente il suo uccello premermi contro il ventre, e devo dire che mi sembra già abbastanza duro e piuttosto grande. Si sa, non bisogna mai stuzzicar la troia che dorme, così decido di divertirmi e di non allontanarmi, ma anzi di cominciare a strusciarmi un po’ a lui per provocarlo. Lui mi fa molti complimenti, “Sei molto bella e sexy stasera, sai? Ti avevo sempre vista in versione lavorativa, vestita elegante, ma invece così sei proprio una bomba! ” Lo ringrazio strusciando il ventre addosso al suo paletto, e lui intanto si fa più audace, con la sua mano che dalla schiena scende a toccarmi il culo, ed io lo lascio fare. Sempre più audace, Davide mi chiede se indosso un perizoma, visto che non sente le mutandine attraverso il vestito. Io, già eccitata e sentendomi la fica bagnata, gli rispondo che sotto non indosso nulla. Allora lui si avvicina al mio orecchio e mi dice che non mi faceva così audace, maliziosa e spregiudicata, e che sarebbe proprio curioso di conoscermi meglio, magari su nella sua stanza che ha preso per la notte. “Con piacere! ” gli dico, e lui mi prende subito per mano e mi porta fuori dalla sala. Entriamo in ascensore, lui pigia il 5 piano e come le porte si chiudono iniziamo a baciarci selvaggiamente. Sento la sua lingua nella mia bocca, che mulina e si aggroviglia alla mia; poi sento la sua mano che si infila nello spacco del vestito e sale su, fino ad arrivare alle labbra della mia fica umida di piacere, poi mi infila due dita dentro ed un gemito mi esce spontaneo dalla bocca, mentre alzo una gamba all’altezza della sua vita per facilitarlo nella penetrazione. L’ascensore si ferma al piano, un paio di secondi che le porte si aprono, giusto il tempo necessario per ricomporci appena, anche se non c’è nessuno nel corridoio. Apre la porta della stanza con la carta elettronica, ed appena entriamo ricominciamo a baciarci con la stessa furia di prima, mentre lui intanto mi sfila il vestito, lasciandomi solo con le scarpe. Inizio anch’io a spogliarlo, mentre seguitiamo a baciarci. La giacca, poi la cravatta, la camicia, quindi apro la cinta ed i pantaloni, tirandoli giù. Lui si sfila le scarpe ed i pantaloni, poi ci gettiamo sul letto, mentre lui si toglie i calzini ed io gli sfilo i boxer. Davanti a me c’è un cazzo di notevoli dimensioni, bello e grosso, che prendo in mano scappellandolo. Ad occhio e croce sarà almeno 25 cm. , largo come il mio avambraccio. Un cazzo ragguardevole! Mi fa inginocchiare sul letto, mi prende la testa e mi indirizza verso il suo uccello, che io prendo subito in bocca. Riesco a prenderne un po’ più di metà per quanto è lungo e largo, e sono così eccitata che mi metto a succhiare come una troia. Poi mi rigira, facendomi allargare le cosce ed inizia a leccarmela infilando dentro la lingua. Godo come una vacca ed a questo punto non ne posso più, così gli chiedo di mettermi il cazzo dentro: lui sale sopra di me ed inizia a strusciare la cappella sulle labbra della mia fichetta, poi, con un colpo secco, me lo sbatte dentro! Per un attimo mi manca il respiro, raramente mi sono sentita così sfondata. Lui comincia a scoparmi, prima lentamente, poi sempre più forte, dandomi dei colpi che mi spaccano in due, e con questo palo nella fica, godo ancora urlando tutta la mia goduria, facendola probabilmente sentire a qualche vicino di stanza! Dopo aver avuto un paio di orgasmi, lo sento aumentare il ritmo e diventare ancora più grosso, fino a che sfila in fretta il suo cazzo dalla mia fica e mi sale a cavalcioni sopra le tette, sborrandomi in faccia; io apro la bocca e riesco ad ingoiarne un bel po’! Poi prendo con tutte e due le mani il suo uccello e me lo infilo in bocca per ripulirlo tutto. A questo punto, esausti, riprendiamo fiato sul letto tutti e due, poi, dopo qualche minuto, vado nel mega-bagno della stanza a ripulirmi. Quando riesco dal bagno, trovo Davide sul letto a fumare una sigaretta, io mi stendo vicino a lui e, scherzosamente, gli accarezzo il cazzo, che anche se non in tiro fa davvero impressione per le dimensioni. è in quest’istante che sentiamo bussare alla porta: io mi domando chi potrà essere e lui mi dice di non preoccuparmi, perché probabilmente è il suo amico Giulio, cioè l’altro perito dei due che io e Paola già conosciamo e che era prima seduto vicino a me a cena. “Io non mi preoccupo affatto, anzi! ” dico a Davide mentre si alza per andare ad aprire. Lui mi chiede se per me ci sarebbero problemi al fatto che Giulio ci trovi così e se non mi dispiacesse la cosa che anche lui si unisca a noi.
“Problemi io? Il problema forse sarà il vostro che dovrete saziarmi! ” gli rispondo mentre Giulio è già nella stanza sorridente. Mi saluta come se non fosse affatto sorpreso di vedermi nuda con i soli tacchi a spillo, e si siede ai piedi del letto. Davide invece si avvicina a me e, chiacchierando, inizia ad accarezzarmi le tette. Loro forse, sono un pochino imbarazzati, quantomeno sorpresi dal fatto che per me fare sesso con due uomini insieme sia la cosa più naturale del mondo. In più il cazzone di Davide sta ricominciando ad ingrossarsi, e non resisto alla voglia di prenderglielo in mano e smanettarlo dolcemente. Davide inizia ad elogiare le mie doti sessuali al suo amico Giulio ed a questo punto la mia fica è di nuovo un lago. Davide allora mi spinge la testa sul suo uccello ormai duro, ed io non posso fare a meno di ricominciare a leccarglielo, per tutta la lunghezza. Nello stesso momento sento le mani di Giulio che mi toccano il culo e le sue dita che vanno ad infilarsi nella mia fichetta. Poi Giulio si alza dal letto ed inizia a spogliarsi. Quando rimane nudo, posso ammirare anche il suo cazzo. è lungo più o meno come quello di Davide, ma sicuramente meno largo di circonferenza, . Allora, sempre con l’uccello di Davide in bocca, mi metto alla pecorina, spingendo indietro il culo per mettere bene in mostra la fica.
Giulio me lo infila subito, iniziando a pompare. Mi sento in paradiso! Giulio mi sbatte un bel po’ mentre io succhio il cazzo a Davide, fino a che quest’ultimo mi prende per le braccia e mi tira su, facendo combaciare il suo cazzo con la mia fica, da cui è appena uscito l’uccello di Giulio. Mi fa impalare la fica sul suo cazzo, mentre sento la lingua di Giulio che mi sta bagnando il buchetto dietro, per poi infilarci un dito, quindi due e poi tre. “Lo sai che mi piace essere inculata? ” chiedo, con voce da porca, a Giulio, e subito dopo sento la sua cappella appoggiarsi sul culo ed iniziare a spingere. Piano piano entra tutto! Davide smette un attimo di pompare fino a che Giulio non è tutto dentro. Poi iniziano a muoversi insieme, sempre più velocemente. Sono sincronizzati perfettamente, Davide e Giulio mi fanno sentire piena, appagata, puttana! Continuo ad avere un orgasmo dietro l’altro, ed oramai potrebbero farmi di tutto. Vorrei avere anche qualche altro cazzo da succhiare e da prendere in mano! Vorrei che ci fosse anche mio marito a vedere la sua mogliettina farsi sfondare! Mi scopano sempre più forte. Mi chiamano puttana, vacca, troia, succhiacazzi, ed io godo sempre di più. Ad un certo punto escono dai miei buchi di colpo. Mi fanno rigirare sul letto e mi fanno inginocchiare di fronte ai loro cazzi. Loro si mettono in piedi sul letto davanti a me e mi mettono i cazzi davanti alla bocca. Li prendo con le mani ed inizio a menarli ed a succhiarli alternativamente. Giulio sborra per primo, spruzzando il suo succo sulla mia faccia e sui capelli. Una sborrata colossale! Continua a schizzarmi sulla lingua, e mentre mi gusto la sborra, anche Davide inizia a venire. Il primo schizzo mi finisce sulla faccia, ma lui mi prende subito la testa e mi infila il cazzo in bocca, spingendolo in fondo! Lo sento arrivare in gola, sento la sua sborra che mi riempie. La bevo tutta, senza perderne nemmeno una goccia! Dopo esserci ripresi un po’, guardo l’ora e noto che si è fatto tardissimo; tra l’altro non vedo l’ora di tornare a casa da mio marito Alex per raccontargli tutto.
Ci salutiamo, promettendoci che ci rivedremo. Scendo nella sala e vedo che Paola non c’è più. Chissà se anche lei ha trovato qualcuno da cui farsi scopare oppure se se ne è andata a casa. Mentre esco e salgo in macchina, le telefono sul cellulare. “Ehi, ma che fine hai fatto? ” mi chiede subito lei.
“Sono stata una gran troia anche stasera amore! Sono salita in stanza da Davide e mi sono fatta scopare. Prima siamo stati io e lui, poi si è aggregato anche il suo amico Giulio! ” le racconto mentre inizio a percorrere la strada di casa. Chiacchiero ancora un po’ con Paola, poi ci salutiamo e ci diamo appuntamento per domani mattina in ufficio, poi, ancora eccitata e bagnata per la serata, mentre guido lentamente inizio a sgrillettarmi, senza però riuscire a venire, anche perché voglio arrivare a casa da mio marito ancora calda. Alex non immagina certamente che la mia cena di lavoro sia andata a finire in questa maniera e quando rientro, ormai quasi alle 3 di mattina, lui non mi sente neanche rientrare. è a letto, completamente nudo. Io entro in camera, mi tolgo scarpe e vestito e mi infilo a letto. Gli sussurro all’orecchio “Dormi? ” mentre faccio scendere la mano fino ad impugnare l’uccello.
“Si, ma per te mi sveglio sempre amore! ” mi risponde lui, mentre il suo cazzo inizia a crescere nella mia mano. “Ehi! – gli dico – vedo che ti sono mancata! Scommetto che ti sei fatto una sega prima di addormentarti! Pensavi forse alla tua mogliettina che zoccoleggiava ad una cena di lavoro? ” Lui, mentre mi bacia, mi risponde: “Pensavo a te che te ne stavi tra tanta gente con la tua fichetta nuda sotto il vestito, senza che gli altri se ne accorgessero”. “Ehm! Ehm! Veramente qualcuno se ne è accorto! ” A questa frase sento il cazzo di Alex che per poco non mi esplode in mano, e mi chiede allora di raccontargli nei dettagli cosa mi è successo. “Ok amore, ma promettimi di scoparmi nel frattempo, perché sono ancora arrapatissima! “.
“Promesso! “. Mentre gli racconto l’accaduto nella stanza di Davide, sono a cavalcioni sopra mio marito e con la mano guido il suo cazzo nella mia fica; mi muovo lentamente per non farlo sborrare subito, perché sento che è durissimo e gonfissimo nella mia fica e capisco che non gli manca molto. Seguito a raccontare ed a danzare sul suo cazzo, mentre lui ascolta, mi stringe le tette e inarca la schiena verso l’alto per affondarmelo meglio dentro. Sto quasi per goder anch’io ed ho anche finito il racconto della serata ad Alex, quindi, porca più che mai, gli chiedo: “La tua mogliettina è stata abbastanza troia? ” Alex mi risponde: “Oh si, amore, sei stata proprio una grandissima puttana! “. “è questo che pensi di tua moglie? Non ti da fastidio quindi che la tua mogliettina sia una grandissima puttana? ” gli chiedo. “Oh no, amore mio, anzi penso proprio di essere l’uomo più fortunato del mondo perché ho una moglie che è una gran puttana! ” mi risponde lui. “Ed io sono la donna più fortunata del mondo ad avere un uomo come te! Ti amo sempre di più amore mio! E adesso riempi di sborra la tua puttana! ” FINE

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