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Consulente matrimoniale

Carlo e Roberta erano spostati ormai da dieci anni, e le cose tra di loro non stavano più andando bene. Gli ardori giovanili erano gradatamente sfumati, Carlo era sempre impegnatissimo con il suo lavoro, si vedevano poco e tra loro aveva iniziato a serpeggiare una strana tensione che spesso sfociava in litigi che rovinavano anche le poche ore che passavano assieme.
Lei si sentiva trascurata, mai un’attenzione, un complimento qualche cosa che le dimostrasse che lui la desiderava ancora e del resto la loro vita sessuale era ormai ridotta al lumicino. Anziché reagire, si abbatteva sempre più trascurandosi e cedendo alla tentazione di affogare i suoi dispiaceri nel cibo con il risultato di aver preso qualche chilo che le aveva fatto perdere la bellezza aggressiva di un tempo.

Roberta aveva incominciato ad essere gelosa, a trentacinque anni anche con qualche chilo di troppo era ancora una bella donna, dalle forme armoniose e dai lunghi capelli biondi, e questo le rendeva ancora più difficile spiegare il calo di desiderio del marito. Gli altri uomini la guardavano ancora e lei se ne accorgeva. L’unico che non si accorgeva di lei sembrava essere proprio il marito.
Per un certo periodo l’aveva pure spiato, controllando le giacche, le camice, alla ricerca dell’indizio di un’altra donna, ma non era riuscita a trovare nulla.

Un giorno dopo l’ennesima volta che lui era rientrato tardissimo la sera, gli aveva comunque una scenata di gelosia. Almeno era servito a qualche cosa, per una volta avevano parlato. Lui le aveva assicurato che si sbagliava, che si trattava solo di lavoro. Ma nell’occasione avevano anche approfondito il discorso del loro rapporto che andava lentamente spegnendosi. Entrambi avevano concordato che dovevano fare qualche cosa per cercare di cambiare le cose, di salvare il loro amore, anche se sul momento non erano riusciti a dire cosa.

Ma Roberta non si era arresa, ne aveva parlato con le amiche più fidate e qualcuna le aveva consigliato di rivolgersi ad un consulente matrimoniale. Quando ne aveva parlato con Carlo, lui l’aveva presa male
“Tutte cazzate, non mi va di raccontare i fatti miei agli altri… ” aveva troncato li, ma Roberta aveva insistito, con costanza e determinazione mentre si dava da fare per trovare un consulente che potesse riceverli.

Alla fine aveva preso appuntamento e messo Carlo di fronte al fatto compiuto. Lui aveva protestato e sbraitato ma lei gli aveva replicato
“Hai detto di voler fare qualche cosa per salvare il nostro matrimonio…. Ma forse raccontavi solo balle come quando mi giuri di non avere un’amante… “.

L’atteggiamento di Carlo era subito cambiato
“Hai ragione… non ho fatto nulla… ma ti sbagli non raccontavo palle e non ho un’amante. ” poi aveva abbassato le spalle e rassegnato aveva risposto
“E va be andiamo da questo cazzo di consulente… “.

Erano andati all’appuntamento tesi e nervosi, ma Carlo lo divenne ancora di più dopo che fu entrato nello studio del dottor Arsaghi. Si era preparato mentalmente a trovarsi di fronte il prototipo dello psichiatra pazzo, sulla cinquantina dai lunghi capelli perennemente spettinati, ed invece Natalia Arsaghi era si uno psichiatra ma soprattutto una donna. Una donna giovane e decisamente bella. Non molto alta, con capelli nerissimi, un viso aggraziato ed un corpo favoloso.

Anche per Roberta fu una sorpresa, dal momento che aveva parlato solo con quella che aveva creduto essere la segretaria del dottore, ma per lei la sorpresa era stata piacevole. Le sarebbe stato più facile parlare di certe cose con una donna. La seduta iniziò molto tranquillamente, con Natalia che li fece parlare a lungo del più e del meno solo per far rilassare Carlo. Poi piano piano, incominciarono ad entrare in argomento e la dottoressa fece loro raccontare come si erano conosciuti, del periodo del fidanzamento e solo molto più tardi dei loro problemi.

Carlo tornò ad essere nervoso, quando s’incominciò a parlare di sesso
“Lei è gelosa e non ne ha motivo… ” disse ad un certo punto Carlo come reazione alle accuse di Roberta che raccontava di come si sentisse trascurata e di come mille volte avesse sospettato dell’esistenza di un’amante.
“E non dovrei essere gelosa ? ? Anche quando siamo in giro assieme credi che non veda come sbirci ogni gonnella che passa ? ? ? ” ribattè Roberta. Carlo fece un gesto di noia
“Sempre la solita storia… tu sei pazza… io non guardo proprio nessuno… ” aggiunse.

A quel punto intervenne Natalia
“Mi scusi Carlo, ma nel corso di queste sedute occorre essere il più possibile sinceri. Se veramente vuole trovare una soluzione alla crisi del suo matrimonio deve smettere di mentire. Lei sicuramente guarda le donne che incontra, lo posso dire con sicurezza, dal momento che da quando è qui non ha perso occasione per guardarmi le gambe. Le piacciono le mie gambe Carlo ? ? ? “.

Carlo si sentì sprofondare soprattutto per l’aria trionfante che assunse Roberta. Reagì di forza, quasi con rabbia
“Si ho guardato le sue belle gambe ed allora. Se non volesse farsele guardare non avrebbe che da coprirle con una gonna più lunga. Invece lei porta minigonne perché vuole mostrare la gambe ed io le guardo non c’è niente di male…. ”
Natalia non si scompose
“Giusto, io non ho detto che sia male… è lei che piuttosto pare pensare che lo sia dal momento che lo fa di nascosto e poi se ne vergogna… “.

Ancora una volta Carlo si sentì colpito e frustrato, ma subito dopo Natalia lo sorprese rivolgendosi a Roberta
“Lei signora Roberta non indossa mai minigonne a casa… credo che suo marito ne sarebbe felice… ” Roberta arrossì e scosse la testa
“Non porto minigonne… tantomeno a casa, sarei ridicola… ” rispose confusa “… o forse eccitante” aggiunse Natalia.

Poi si fermò un attimo a rileggere gli appunti che aveva preso mentre i due parlavano. Carlo e Roberta attesero in silenzio ognuno perso nei suoi pensieri.
“Allora vediamo… ho riguardato velocemente quanto mi avete detto e posso concludere con certezza che i problemi che state attraversando sono tutti legati alla sfera sessuale del vostro rapporto. Entrambi più o meno consapevolmente date grande importanza all’aspetto sessuale della relazione. Gli orari di Carlo, una certa rilassatezza di Roberta hanno creato una tensione crescente che non ha potuto che aggravare u problema latente. Il vostro problema è riaccendere il desiderio reciproco, imparare nuovamente ad eccitarvi ed a desiderarvi…. ” disse la dottoressa.

Roberta sbuffò
“Facile a parole…. Non mi vede nemmeno quando gli sto davanti completamente nuda …. ”
“Molte volte si è più eccitanti vestite piuttosto che nude… si rimetta in piena forma con un poco di palestra… comperi abiti sexy e non si vergogni di indossarli in casa… anche solo per mostrare a suo marito che lo desidera… ” poi si rivolse a Carlo
“E lei cerchi di prestare più attenzione a sua moglie… ” Carlo scosse la testa….
“Ci abbiamo già provato ma non funziona…. O meglio funziona per un po’ poi tutto torna come prima… “.

“Ricordatevi che se veramente volete ravvivare il vostro rapporto tutto è possibile, ad esempio lei incontra una bella donna per strada e cerca di rammentare che cosa l’ha colpita… il volto.. le gambe o perché no le tette ho il culo…. ” fece una risatina
“Tra di voi l’ipocrisia deve sparire… dovete diventare complici… raccontarvi i vostri desideri… poco importa se originariamente erano rivolti ad altri uomini o altre donne… quando ve le racconterete solo voi sarete i protagonisti. “.

Perplessi Carlo e Roberta lasciarono lo studio. Sarebbero tornati dopo una settimana per constatare i progressi. Roberta fu la prima a cercare di mettere in pratica i consigli della dottoressa
“Allora Carlo ti è piaciuta la dottoressa Natalia ? ? ? ” gli domandò con voce complice.
” è una bella donna… ” rispose lui circospetto
“Quando le guardavi le gambe a che cosa pensavi ? ? ? ” gli domandò mentre faceva scivolare la mano sulla coscia di lui iniziando ad accarezzarlo. Carlo si mosse imbarazzato sul sedile
“Sto guidando Roberta… ” cercò di difendersi. Lei cambiò tattica
“Se quando arriviamo a casa indossassi una minigonna come la sua e mi sedessi di fronte a te accavallando e disaccavallando le cosce come ha fatto lei… cosa faresti ? ? ? ? “.

Al ricordo Carlo provò una fitta all’inguine accentuata dal fatto che la mano della moglie era risalita ulteriormente
“Credo che cercherei di scoprire se hai messo le mutandine… ” rispose con voce in cui incominciava a far trasparire l’eccitazione. Non parlarono più sino a quando giunsero a casa.

Roberta lasciò solo Carlo e tornò poco dopo indossando scarpe con tacchi a spillo ed una vertiginosa minigonna che aveva acquistato tanti anni prima e sepolto in chissà quale remoto angolo dell’armadio. Carlo la guardò stupito senza riuscire a non fare il confronto con le gambe della dottoressa Natalia. Quelle di Roberta erano belle e ben modellate, ma non scattanti e sensuali come quelle della dottoressa. Sufficienti comunque a risvegliare il suo desiderio. Stava seduto e le fece cenno di avvicinarsi, lei obbedì con fare sinuoso.

“Allora come faresti a vedere se porto le mutandine… ” lo canzonò. Lui appoggiò una mano alla parte interna della cosce accarezzando la pelle vellutata
“Non so potrei risalire con la mano… ” disse iniziando a muoverla verso l’alto
“ma farei troppo in fretta… ” disse arrestandosi mentre la sentiva fremere sotto le sue dita
“Chissà se reagirebbe così anche Natalia… ” pensò Carlo e mentre fissava le gambe della moglie rivide quelle della bella dottoressa.
“Potrei anche iniziare a baciarle ed approfittarne per sbirciare… ” riprese a dire mentre si chinava ed iniziava a sfiorare la pelle di lei con le labbra.

Era poco sopra le ginocchia e finse di guardare sotto la gonna
“Non sono abbastanza vicino… ed è troppo buio.. ” continuò ed iniziò a risalire
“queste minigonne sono così strette… ” disse mentre il dolce profumo dell’eccitazione di Roberta gli colpiva le nari.
“Chissà quale sarà il profumo di Natalia… ” tornò a pensare e per scacciare il pensiero risalì con maggiore decisione sollevando la corta gonna. Roberta non portava le mutandine ed il naso prima e le labbra raggiunsero la vagina ed il vello dorato. Roberta trasse un gemito. Era tutta bagnata.

Mentre iniziava a leccare la carne profumata ed il morbido vello ancora una volta ripensò a Natalia
“Sicuramente la tiene depilata… ed avrà un clitoride grosso e gonfio… che freme ad ogni colpo di lingua…. ” pensò prima che Roberta lo distraesse
“Scopami… ” gemette la donna. Carlo si rialzò, la prese con forza, sollevandola da terra. Roberta gli passò le gambe intorno alla vita, mentre lui si spostava appoggiandola al muro.
Con mosse frettolose si slacciò i pantaloni mentre la baciava, il membro era durissimo lo strofinò un poco tra le grandi labbra di Roberta per lubrificarlo, lei rispose con un nuovo gemito soffocato dal bacio.

La penetrò e scivolò facilmente in lei e la vagina di Roberta si contrasse richiudendosi intorno all’asta per assaporarne la forza ed il calore. La sentì fremere in preda all’orgasmo iniziò a scoparla con foga, deciso a farla godere ancora mentre le mani accarezzavano le potenti ma sode natiche della donna. Lei si slacciò la camicetta e ne estrasse i seni generoso spingendoli verso la bocca di Carlo, offrendo i rosei capezzoli alle avide labbra. Lui li baciò e li succhiò ma ancora una volta pensò al seno di Natalia
“Deve essere duro come il marmo… con grossi capezzoli scuri “.

Il pensiero lo spronò ed accentuò ancora la forza dell’amplesso facendo gemere ancor più forte Roberta. Improvvisamente un nome gli salì alla bocca, mentre sentiva l’orgasmo iniziare irrefrenabile. Ma non lo pronunciò, si accorse in tempo di essere sul punto di sussurrare il nome di Natalia. La consapevolezza lo colse come un colpo di mazza. Improvvisamente l’eccitazione scomparve. Si arrestò ansante e stralunato, mentre Roberta lo incitava a continuare a godere dentro di lei. Ma ormai la sua forza svaniva sempre più velocemente.
Si staccò da lei e la depose a terra.

Il resto della serata fu estremamente penoso e lo furono anche i giorni successivi, Carlo non riusciva a dimenticare quanto era accaduto ed a nulla servivano le premure e le attenzioni di Roberta che anzi peggioravano la situazione.
Venne il giorno in cui tornarono dalla Dottoressa.
A Carlo non andava di parlare e fu Roberta a raccontare l’accaduto. Per dargli coraggio, narrò i preliminari e l’inizio dell’amplesso con entusiasmo continuando a ripetere
“Andava tutto benissimo… “.
Carlo si accorse che Natalia lo fissava.
“Allora signor Carlo, vuole dirci che cosa è successo poi… ” lui scosse la testa
“Non lo so un attimo prima come a detto Roberta era tutto perfetto un attimo dopo…. mi sono ammosciato, capisce cosa voglio dire o debbo spiegarmi meglio… ” rispose quasi con rabbia.

“Ho capito perfettamente che cosa è successo, ma vorrei che lei ci dicesse il perché. Sono convinta che lei lo sappia e se non troverà la forza di dircelo dovrà tenersi il problema per molto tempo… ” rispose la bella bruna con calma. Anche Roberta s’intromise sussurrandogli
“Se lo sai… liberatene… “.

La rabbia assalì Carlo
“E va bene…. Quella sera dal momento che siamo andati via di qui ho continuato a pensare a lei… mi aiutava ad eccitarmi. Vedevo le gambe di Roberta, le toccavo ma nella mia mente non erano quelle di mia moglie ma le sue Dottoressa…. Ed anche quando la leccavo prima e scopavo poi appoggiata alla parete io non leccavo e scopavo mia moglie ma scopavo lei… quando mi sono reso conto che stavo per godere invocando il suo nome…. Il mondo mi è crollato addosso. ”

Fu grande la sorpresa di Carlo nel vedere il viso di Natalia aprirsi in un sorriso
“Se quello che ha detto corrisponde a verità, debbo dire che sono molto soddisfatta… ed un pochino lusingata. Non mi aspettavo un simile successo nel corso della prima seduta. Vede Carlo, non è sbagliato che lei per eccitarsi abbia pensato ad una donna diversa da sua moglie tanto era sua moglie che toccava e baciava… era con sua moglie e non con me che faceva l’amore.. ” rispose la Dottoressa e Carlo a quelle parole non riuscì a trattenere un brivido ed a vedere nella sua mente le sue mani che scorrevano sul bel corpo della bruna.

“I più recenti studi psichiatrici dimostrano che usare la fantasia per eccitarsi ed avere migliori performances con il partner abituale, è molto più comune e normale di quanto non si creda. Alcuni lo fanno pensando ai divi o alle dive del cinema e della televisione, altri alla vicina di casa e così via…. ” Continuò Natalia.

“Non è questo lo sbaglio, il suo sbaglio è il non aver condiviso queste sue fantasie con sua moglie, questo alla resa dei fatti ha scatenato il suo senso di colpa e provocato la perdita dell’erezione. ” Fece una breve pausa e concluse.
” Vi ho già detto che dovete ricercare la più totale complicità… ” . Carlo la guardò allibito, poi guardo sua moglie, e vide che Roberta annuiva. Non pareva arrabbiata per la confessione di poco prima
“Io devo essere matto… oppure l’unico savio qui dentro.. io ho appena confessato di essere stato sul punto di godere dentro a mia moglie invocando il nome di un’altra e la mia gelosissima consorte non mi uccide… la qui presente Dottoressa non solo mi dice che è normale ma m’invita ad avere queste fantasie ed a condividerle con mia moglie…. ” commentò Carlo scuotendo furiosamente la testa. Poi riprese
“Vuole dire che dovrei raccontare a mia moglie di tutte le volte che vedendo una donna provo desiderio ? ? ? ? “, domandò, e Natalia annuì
“Non solo… dovrebbe parlare anche del perché prova quel desiderio, delle fantasie che ha… ma il discorso vale anche per Roberta. Se qualcuno la turbasse facendole la corte, o magari offerte oscene e che eccitino la sua fantasia, dovreste parlare anche di questo. ” Rispose con sicurezza.

Carlo scosse la testa
“Si ostina a non capire… occorre partire da qualche cosa, e nulla è meglio delle vostre fantasie… dovete parlarne e ritrovare punti comuni… ” cercò d’insistere la Dottoressa
” e magari poi scivolare negli scambi di coppie nelle porcherie più sfrenate… ” commentò Carlo.

Natalia rise
“Solo se lo vorrete entrambi… non ci sono limiti, l’unico limite è che nessuno dei due deve prevaricare sull’altro, imporre i propri desideri…. “.
Quando lasciarono lo studio della Dottoressa, Carlo continuava ad essere perplesso mentre Roberta pareva più convinta. La sera dopo cena, quando andarono a letto, si mise una camicia molto sexy e trasparente che metteva in risalto le sue forme un poco piene ma ancora bellissime.

Si stese accanto a lui e mentre iniziava ad accarezzargli il petto gli domandò
“Se avessi qui Natalia al posto mio cosa faresti. ? ? ? ” la sua voce era leggermente arrochita mentre Carlo poteva percepire il suo delicato aroma di donna eccitata
“Niente… ” rispose dandole un leggero bacio sulle labbra
“Bugiardo… continui a fingere … ” rispose lei
Facendosi più seria. Carlo scosse la testa mentre a sua volta incominciava ad accarezzarla
“No… non sto mentendo. Dicevo solo che non la vorrei nel mio letto. Malgrado sia Dottoressa, quella donna per me è una puttana… e vorrei trattarla da puttana… ” rispose e la sua mano accentuò la pressione sul bel seno di Roberta, che si morse leggermente le labbra.
“Me la immagino seduta ad una scrivania aperta sul davanti, io sto seduto di fronte a lei e le guardo le gambe. Lei si muove e lentamente fa risalire sempre più la corta gonna per provocarmi. La stoffa sale sempre di più, sino a che non giunge ad aprire le cosce mostrandomi la sua fichetta che immagino perfettamente depilata…. ” Descrisse Carlo, mentre la sua mano scendeva lungo il ventre di Roberta per iniziare ad accarezzare il pube attraverso la sottile stoffa della camicia da notte.

“E ti limiti a guardarla ? ? ? ” lo stuzzicò lei fissandolo intensamente lui scosse la testa
“No a questo punto mi alzo e mi avvicino ”
“Anch’io ho qualche cosa da mostrarti… ”
“le dico e poi ostentatamente mi abbasso la zip e estraggo il mio cazzo duro ed eccitato e lo faccio sobbalzare davanti al suo viso da puttana… ” la mano di Roberta si allungò e s’infilò nei pantaloni del pigiama raggiungendo il membro eccitato di Carlo.

“E lei cosa fa ? ? ? Ti caccia insultandoti o….. ” domandò Roberta mentre la sua mano iniziava un deciso movimento avanti ed indietro
“Mi caccia ? ? ? No quella troietta allunga la mano…. Me lo accarezza dapprima dolcemente poi lo impugna ed inizia a masturbarmi mentre si lecca perversamente le labbra. Io le appoggio una mano sulla testa e la attiro a me… ora le sue labbra sfiorano il mio glande…. ”
Senza smettere di parlare, Carlo pose la mano sulla bella chioma bionda della moglie ed iniziò a spingere verso il basso e le labbra di Roberta si ritrovarono a contatto con il suo glande, si dischiusero e lo accolsero in bocca con un gioioso frullare di lingua.

Carlo smise di Parlare, mentre Roberta si dedicava con foga a lui e lui la ricambiava accarezzandola dolcemente tra le cosce. Sentì che si bagnava sempre più, che palpitava sotto i suoi tocchi. Si riscosse
“Come succhia… che gran pompinara… la devo fermare subito altrimenti vengo… ed invece voglio scoparla.. ” disse fermando Roberta.
“La faccio alzare e la giro costringendola ad appoggiarsi alla scrivania. Le sollevo la gonna sui fianchi scoprendo le sue chiappette abbronzate e sode… ” continuò a raccontare, mentre rigirava la moglie facendola mettere alla pecorina sul letto. Si chinò a baciarle le natiche, le divaricò spingendo la lingua verso la rosea vagina e sfiorandola dolcemente. Roberta rispose con un gemito inarcando la schiena in modo da esporre la vagina e facilitargli il compito

“Solo un colpetto tanto per assaggiarla… non lecco le puttane… ” ruggì lui rialzandosi e sculacciandola con un colpetto secco che arrossò leggermente le natiche. Poi iniziò a sfregare con decisione il pene sulla vagina della moglie. Immediatamente trovò la giusta strada affondando in lei con un sol colpo, accolto da un potente gemito di Roberta che inarcò nuovamente la schiena per farlo penetrare ancor di più.
Carlo prese a scoparla rumorosamente, mentre le mani scodellavano i seni pieni di Roberta, iniziando a palparli ed a stuzzicarne i sensibilissimi capezzoli.

“Le piace talmente tanto che mentre la scopo inizia a sgrillettarsi furiosamente… ” disse poi e si accorse che subito Roberta spostava a sua volta la mano tra le cosce iniziando ad accarezzarsi ed ad accarezzare il membro che le scorreva nel ventre. La sentì godere e fremere poco dopo. Ormai anche Carlo era ai limiti della resistenza
“La puttana si accorge che sto per venire anch’io… si volta e m’implora di metterglielo nel culo e io l’accontento… ” Carlo sfilò improvvisamente il membro dalla vagina di Roberta. Che si tese temendo di sentire il membro del marito violare il suo vergine culetto. Ma Roberta non si mosse ne si sarebbe opposta….. Carlo comunque ri affondò con decisione il cazzo nella fichetta madida d’umori

“Come sospettavo… è una vera puttana, il suo culo è largo… ci sono entrato tutto in un solo colpo… non resisto più… godo…. ” Gemette Carlo mentre iniziava a sussultare impazzito nel ventre di Roberta riversandovi copiosissime bordate di sperma. Roberta si accasciò sul letto e lui le cadde sopra mentre la donna veniva scossa da un nuovo travolgente orgasmo.
Quando ebbero ripreso fiato, lei lo baciò teneramente sussurrandogli
“Sei un gran porco…. Ho temuto che mi sfondassi veramente il culetto…. ” ridacchiò
“Per un attimo sono stato tentato di farlo…. ” Rispose lui baciandola nuovamente.

Nei giorni successivi il gioco li coinvolse sempre più ed anche Roberta ebbe modo di dar sfogo alle sue fantasie. Carlo la convinse a vestirsi più sexy quando usciva per fare la spesa e la sera lei gli raccontava cosa le era capitato, le occhiate dei maschi che incontrava, i fischi dei ragazzini per strada.
Una sera Carlo notò che era particolarmente strana, un misto d’eccitazione e di paura e gli ci volle parecchio impegno per riuscire a scioglierla ed a farsi raccontare cosa le fosse accaduto.

“è successo al supermercato… Michele il figlio del proprietario… è solo un ragazzino, avrà si è no 18 anni, dapprima mi ha seguita continuando a sbirciarmi, la cosa mi eccitava e di tanto in tanto mi chinavo facendo risalire la gonna o mostrandogli la scollatura… ” Carlo immerse il viso nel profondo solco dei seni di Roberta che trasse un gemito, poi riprese
” ad un tratto mi sono ritrovata sola in un corridoio deserto e lui mi ha avvicinata… ” raccontò vibrando sotto le mani di Carlo
“Hai le più belle tette e la più bella bocca che io abbia mai visto…. Beato tuo marito che se le gode… ”
“Mi ha detto mentre si toccava oscenamente il membro attraverso i pantaloni…. ” Disse con un filo di voce.

Carlo capì che il momento era critico, prese a solleticarle dolcemente il clitoride e le domandò
“E tu che cosa hai fatto … ”
“Nulla sono arrossita e sono fuggita… ” rispose Roberta con un filo di voce
“… ed invece che cosa avresti voluto fare…. ” Insistette Carlo, accentuando la pressione delle dita. Roberta chiuse gli occhi gemendo e sussurrò
“… Dio mio è solo un ragazzino ma…. ” Le dita di Carlo la penetrarono leggermente strappandole un nuovo gemito e lei riprese
“… ma avrei voluto inginocchiarmi davanti a lui … passarmi il suo giovane cazzo tra le tette… succhiarglielo tutto sino a farlo godere nella…. ” La frase si spense Carlo era sceso con la lingua sul clitoride gonfio ed eccitato, nello stesso tempo si voltava portando il membro di fronte alle labbra di Roberta che lo avvolse iniziando a succhiarlo.

Se lo fece scomparire in gola per tutta la lunghezza, come mai aveva fatto prima. Lo imperlò di saliva e poi si spostò avvolgendolo con le grosse e sode mammelle, massaggiandolo con vigore. Carlo la penetrò con le dita, scopandola con decisione e la sentì venire il ritmo dei seni accentuò ed anche lui non resistette più e si unì ai gemiti di lei mentre lo sperma eruttava con foga dal glande investendo il bel volto di Roberta, imperlando i capelli biondi, piovendo copioso nella calda bocca spalancata. E Roberta bevve e leccò tutto ed estasiato per quella novità Carlo subito dopo non esitò a baciarla appassionatamente.

Venne il giorno in cui tornarono da Natalia, Roberta era euforica, e non smetteva di ringraziare la dottoressa per aver salvato il loro matrimonio, Carlo appariva un po più freddo
“Lei signor Carlo non è convinto che tutto sia veramente risolto ? ? ? ” gli domandò Natalia e Roberta lo guardò stupita.
“No, certo sono convinto anch’io, ma vede io intravedo un pericolo… ” disse con fare tranquillo, ma con voce grave.

Natalia aggrottò un poco la fronte
“Non capisco di quale pericolo possa parlare… ” aggiunse
“Vuole spiegarmelo lei ? ? ” domandò subito dopo. Carlo annuì
“Il nostro letto si è movimentato grazie alle nostre fantasie, il gioco è molto bello ed eccitante… pensavo che prima o poi continuando di questo passo ci potrebbe venire in mente… diciamo di materializzare le nostre fantasie… sinceramente ci ho riflettuto e credo che se un giorno Roberta mi raccontasse di aver dato corpo alle sue fantasie… credo che la cosa mi ecciterebbe ancora di più…. “.

Natalia fece una smorfia strana
“Intende dire che la eccita l’idea che sua moglie faccia veramente all’amore con un altro uomo ? ? ? ” domandò, Carlo annuì e rispose
“Del resto anche lei mi ha confessato di essere stata sul punto di cedere alle avances erotiche di un ragazzino l’altro giorno… “.

Natalia volse lo sguardo a Roberta che era arrossita
“Veramente Roberta ha avuto voglia di fare all’amore con un altro uomo” Domandò
“è stato solo un attimo… ” si scusò Roberta abbassando lo sguardo
“Non se ne deve vergognare… del resto ha sentito che suo marito è eccitato dall’idea quindi…. Da parte mia posso solo dirvi quello che vi ho già detto altre volte. Tutto è lecito…. dipende solo da voi e dai vostri desideri ma… un consiglio, non fate nulla di affrettato… riflettete a lungo…. “.

Quel giorno la seduta fu breve, non vi era molto da dire e Natalia annunciò che la successiva, a meno di sorprese, sarebbe stata l’ultima.
Quella sera Carlo e Roberta fecero nuovamente all’amore, e mentre lui la scopava, le sussurrò
“Sai ci ho pensato bene… mi piacerebbe che tu realizzassi il tuo sogno con Michele, il ragazzo del supermercato… ”
“Sei pazzo… è stato solo un momento di debolezza… ” gemette Roberta, ma lui accentuò i colpi del bacino, e la sentire fremere di piacere in un’improvvisa accelerazione dell’eccitazione
“Potresti tornare dai lui… ancora più sexy dell’altra volta… inventare una scusa e farti portare a casa la spesa… per essere certa che lo faccia personalmente potresti raccomandarti che te la porti prima delle 18 quando rientra tuo marito…. ” Le sussurrò accentuando ancora di più la forza dei suo affondo.
Fece una breve pausa e riprese
“Non credo che il ragazzino possa resistere all’invito… portarti la spesa sapendoti sola in casa e vedendoti così invitante. Si precipiterà da te….. “. Roberta scosse la testa
“Non posso …. è solo un ragazzino… ” gemette in un ultimo disperato tentativo di opporsi
“Proprio un ragazzino… un ragazzino che muore dalla voglia di sbattertelo sulle tette…. di sborrare nella tua bocca e magari pure di scoparti… ” seppe che Roberta lo avrebbe fatto, quando la sentì fremere e gemere per l’orgasmo che le sue parole avevano scatenato. Si sfilò da le e le salì sopra iniziando a scaricare il suo sperma nella bocca gemente di sua moglie…..

Insistette perché tutto avvenisse il giorno dopo. Temeva che se fosse passato troppo tempo Roberta ci avrebbe ripensato.
La sera successiva dovette dominarsi per non tornare a casa troppo presto. Quando rientrò, la trovò in cucina intenta a preparare da mangiare, indossava solo un cortissimo accappatoio rosa, nel vedere la curva delle belle gambe iniziare a piegarsi per dar vita alle sode natiche appena sotto il bordo dell’accappatoio provò una fitta d’eccitazione.

Le si avvicinò e l’abbracciò baciandola sul collo
“L’hai fatto ? ? ” sussurrò e Roberta non trovò la forza di rispondere ma annuì
“Lui premette con forza la propria erezione sulle natiche di lei e la incitò
“Raccontami come è andata…. ”
Roberta con la voce rotta dall’emozione iniziò a raccontare di come si era vestita… con una camicetta trasparente e scollata che metteva in risalto il suo seno. Raccontò di come era andata al supermercato e di come le gambe le tremavano mentre attendeva di vedere Michele alla cassa. Raccontò di come la sua voce fosse roca ed eccitata mentre chiedeva che la spesa le fosse portata a casa prima dell’arrivo del marito.

Poi era tornata a casa e si era spogliata, ed aveva indossato l’accappatoio
“Quando è arrivato l’ho fatto entrare e mi sono fatta portare le borse in cucina…. Non mi staccava gli occhi di dosso. Ho preso la mancia e gliela ho mostrata ma non gliel’ho data… ” continuò mentre fremeva per la mano di Carlo che si era infilata tra le sue cosce risalendo verso la vagina. La trovò completamente bagnata
“continua.. ” la incitò
“Ma forse piuttosto dei soldi come mancia preferiresti vedere che cosa c’è sotto a questo accappatoio… vedere quello che tante volte hai sbirciato al supermercato…. non è vero ? ” aveva detto Roberta al giovane e lui aveva annuito senza staccarle gli occhi di dosso. Con grazia lei lo aveva aperto mostrandosi in tutto il suo splendore di donna matura. Michele aveva sospirato e di nuovo lo aveva fatto quando lei si era passata la lingua sulle labbra ed aveva sollevato i seni stringendoli l’uno contro l’altro.

Gli occhi di Roberta si erano portati sulla prepotente erezione del ragazzino, malcelata dai Jeans aderenti. Si era sfilata completamente l’accappatoio e si era inginocchiata davanti a lui che la guardava incredulo
“Quante volte hai sognato questo ? ? ? ” aveva detto mentre con la mano accarezzava il membro attraverso la stoffa
“Ed hai anche sognato che te lo prendessi tra le tette vero ? ? ? Ti sei masturbato pensando alle mie tette sul tuo cazzo ? ? ? ” aveva allora domandato Roberta mentre la mano slacciava i jeans ed abbassato la lampo.

Quando poi aveva abbassato i boxer di Michele il bel cazzo del ragazzo aveva sussultato elastico nell’aria e lei aveva dovuto trattenersi per non penderlo subito in bocca. Aveva invece iniziato a vellicarlo dolcemente con la lingua, depositandovi un leggero strato di saliva… era scesa a succhiargli i giovani e durissimo coglioni mentre l’asta sussultava impazzita dal piacere.
I morbidi seni avevano poi abbracciato il giovane membro, lo avevano massaggiato mentre lei sondava la sua resistenza fissandolo negli occhi, leggendovi la libidine ed il piacere che gli provocava.

Vi aveva letto l’iniziò dell’orgasmo e si era staccata da lui, affondandoselo in bocca e succhiandolo con foga sino a trascinarlo oltre la sottile barriera del piacere. L’irruenza e la copiosità dell’orgasmo giovanile quasi l’aveva soffocata mentre cercava di bere ogni stilla dello sperma che in ondate violente le si riversava in gola.

Ma Michele non si era nemmeno ammosciato, le sue mani avevano incominciato ad accarezzarla ovunque, l’avevano fatta alzare ed appoggiare al tavolo della cucina mentre la sommergeva di un torrente di deliziose oscenità China sul tavolo aveva sentito il giovane membro affondare nel suo ventre madido d’umori ed era venuta quasi subito mentre lui la sbatteva con tutta la foga di cui era capace, accarezzandola con mani inesperte e voraci che le facevano male ma allo stesso tempo scatenavano in lei un’eccitazione bestiale.

Mentre Roberta raccontava, Carlo le aveva sempre accarezzato il culo, ora aveva preso la bottiglia dell’olio e ne aveva versato nel solco delle natiche, le dita l’avevano spalmato lubrificando ogni millimetro di pelle, spingendosi dentro al piccolo e roseo forellino posteriore ed affondandovi per lubrificarla a fondo.
La voce di Roberta si spezzò alla penetrazione, ma riprese poco dopo anche se ancor più roca e tremolante. Terminò il racconto descrivendo l’ultimo orgasmo che l’aveva travolta sentendo il giovane venire per la seconda volta dentro di se. Tacque, ansimando leggermente ad ogni affondo delle dita di Carlo.

“Michelino è tornato signora Roberta… è tornato dalla sua bella puttana perché vuole anche il suo delizioso culetto… ” sussurrò Carlo mentre il suono della zip che si abbassava rompeva il silenzio irreale della cucina.
Eccitato com’era stentò a trovare la posizione giusta prima di spingere contro l’inviolato sfintere della moglie. Roberta si morse le labbra per il dolore, ma gemette anche in preda ad una violenta fitta di piacere perverso. Lui le rovesciò la testa all’indietro baciandola selvaggiamente mentre spingeva con decisione violando lo stretto anello ed affondando in lei

L’eccitazione all’apice, il massaggio incredibilmente forte dei muscoli di Roberta che l’avvolgevano impedirono a Carlo di resistere più a lungo, e meno di un minuto dopo aver violato per la prima volta il culo di Roberta, Carlo venne e Roberta lo seguì subito dopo gemendo tanto forte che lui dovette tapparle la bocca con un bacio per non spaventare i vicini.

Si videro per l’ultima volta con Natalia e le raccontarono di come avessero deciso di allargare gli orizzonti del loro matrimonio e di come Roberta avesse realizzato il suo sogno erotico.
“Se questo vi rende felici ed armoniosi, non posso che complimentarvi con voi… ” disse Natalia
“E lei signor Carlo ha realizzato il suo sogno ? ? ? ” domandò con un sorriso la bella dottoressa.
Carlo non abbassò lo sguardo ed anzi la fissò ancor più intensamente
“Non ancora, ma sono certo che lo farò presto… ma non parliamone più… ” disse. I suoi occhi però negavano le sue ultime parole
“Io e Roberta ne abbiamo parlato e vorremmo ringraziarla per tutto quanto ha fatto per noi invitandola a cena una di queste sere. Abbiamo anche pensato di portarla in un ottimo ristorante ma… Roberta è una cuoca talmente brava e prepara piatti che non potrebbe mai assaggiare in nessun ristorante… per cui avremmo pensato d’invitarla a casa nostra….. io personalmente muoio dalla voglia di dividere la mia… tavola con voi due… ” concluse poi, caricando di sottintesi la frase che pronunciava.

Quasi a voler sottolineare il messaggio nemmeno troppo nascosto che le aveva mandato, lo sguardo di Carlo accarezzò tutto il bel corpo di Natalia, ma la donna non diede il minimo cenno d’imbarazzo. Anzi rispose con voce sensuale che fece fremere Carlo
“Posso dire che lei e Roberta siete diventati la mia coppia preferita… vi sono molto affezionata e per me sarà un autentico piacere accettare il vostro invito…. ” Disse fissando intensamente Carlo, poi sorrise e si rivolse a Roberta e le disse
“Roberta sono certa che sarai una cuoca … deliziosa…. ” Disse facendo arrossire la bionda.

La sera della cena con Natalia, Roberto curò personalmente la scelta dell’abbigliamento di Roberta, facendo in modo che fosse estremamente sexy con un abito nero molto corto e trasparente. L’aiutò a preparare la tavola e scelse personalmente i vini. Quando Natalia arrivò, era splendida ed a sua volta molto sexy, con pantaloni aderentissimi che le fasciavano le lunghe e tornite cosce e facevano risaltare i suo culetto alto e sodo ed una canottierina che veniva dolcemente gonfiata dai suoi bei seni.

Carlo servì gli aperitivi facendo i più sfacciati complimenti ad entrambe le donne, poi iniziarono la cena che era tutta basata su cibi afrodisiaci, dalle ostriche d’antipasto al tartufo con la carne. Chiacchierarono amabilmente senza dare alla conversazione un tono troppo osè. Carlo e Natalia apparivano molto rilassati mentre Roberta era leggermente nervosa. Dopo cena passarono in salotto per un ultimo drink.

“Ho sempre voluto farti una domanda Natalia.. ” disse Carlo, dandole del tu come aveva iniziato a fare durante la cena
“Dal primo momento che ti ho vista ho pensato che tu fossi non solo una donna bellissima, ma anche molto calda e sensuale e mi chiedevo come tu faccia a mantenerti professionale e distaccata essendo tutti i giorni a contatto con situazioni a dir poco insolite ed eccitanti…. “.

Natalia sorrise
“Grazie per il complimento… comunque è vero, a volte mi capitano situazioni molto eccitanti e non è facile rimanere professionali, ma è il mio mestiere… ” rispose. Carlo la incalzò
“Non sei mai venuta meno alla regola…. insomma non ti sei mai lasciata andare con qualche cliente particolarmente eccitante ? ? ? “. La bruna rise nuovamente
“Mai, so anche essere ferrea nei miei principi sai… ” rise ancora Natalia.

Carlo non si fece scoraggiare
“Peccato… pensa che come ben sai le prime volte sei stata l’artefice del risveglio sessuale del nostro matrimonio…. non ti ha eccitata l’idea che io scopassi Roberta pensando a te ? ? ? ” lei annuì
“Te l’ho già detto quando me l’hai raccontato la prima volta allo studio, mi ha molto lusingata… ”
“Quello che ancora non sai è che io ora ho un nuovo sogno… ma anche questo ti riguarda…. ” Continuò Carlo
“Lo sospettavo… ” disse Natalia sorseggiando il suo drink senza abbassare lo sguardo
“Già… io ora sogno di avere te e Roberta nello stesso letto… di vedervi giocare … di vedere te che le insegni le raffinatezza dell’amore saffico …. e poi di gettarmi nella mischia e possedervi tutte e due….. ” disse Carlo.

Natalia rimase qualche istante in silenzio
“Un bel sogno complimenti… hai un’invidiabile fantasia, ma questo non mi sorprende. Ed ora cosa pensi che dovrei fare dopo che me lo hai raccontato ? ? ? ” domandò sempre calmissima. Carlo scambiò un’occhiata d’intesa con Roberta, la bionda si alzò e si portò davanti a Natalia tendendole la mano
“Mi aspetto che tu prenda la mano di Roberta e ti faccia guidare in camera nostra dove io vi raggiungerò tra poco…. ”

Natalia rimase ancora qualche istante immobile, poi guardò Roberta che attendeva timida e confusa, le prese la mano e si alzò. Le sue labbra sfiorarono quelle della bionda poi le due scomparvero in direzione della camera da letto.
Carlo non resistette a lungo, e poco dopo si alzò raggiungendo le due in camera. Le vide baciarsi appassionatamente e vide le mani di Natalia accarezzare i seni di Roberta che aveva in precedenza fatto uscire slacciando il vestito. La bruna si piegò a leccare e succhiare i capezzoli della bionda e nel farlo i pantaloni si tesero disegnando la curva delle sode natiche. Carlo nel fissarla ebbe una fitta di piacere.

Le mani di Natalia s’infilarono sotto la vestito di Roberta e ne ridiscesero sfilandole le mutandine. Poco dopo, la bruna fece distendere Roberta sul letto e s’inginocchiò davanti a lei, aprendole dolcemente le cosce e chinandosi a leccarla. Carlo non riuscì a trattenersi e prese a masturbarsi attraverso i pantaloni.

Con la sua lingua espertissima Natalia portò Roberta alle soglie dell’orgasmo, la bionda ansimava e si accarezzava con foga i grossi seni. La bruna s’interruppe e si alzò, con poche mosse si sfilò la canottierina, mostrando lo splendido seno dai grossi e scuri capezzoli, molto simile a come lo aveva immaginato Carlo. Quindi si tolse anche i pantaloni e rimase nuda, facendo una piccola giravolta su se stessa per mostrare il proprio corpo all’eccitatissimo Carlo, ed ancora una volta lui seppe di aver immaginato bene, la sua fichetta era perfettamente depilata.

Natalia salì a sua volta sul letto e baciò Roberta, poi si mise con il pube a cavalcioni sul viso della donna e si dilatò oscenamente le grandi labbra offrendo alla bocca di lei il grosso ed eccitato clitoride. Per poco Carlo non venne nel vedere la propria moglie estrarre la lingua e protenderla per iniziare a leccare. Natalia subito dopo gli nascose la vista chinandosi ed affondando il volto tra le cosce di Roberta.

Per Carlo era troppo, non poteva rimanere ancora a lungo inattivo, prese a spogliarsi, e quando Natalia rialzò gli occhi gli sorrise invitante.
Nudo ed eccitatissimo, Carlo avanzò verso il letto masturbandosi lentamente, vi salì e prese la testa di Natalia sollevandola in modo che il turgido glande puntasse direttamente verso le labbra carnose della Dottoressa. Scomparve completamente nella gola di Natalia, avvolto e guidato dalla tumida e mobilissima lingua.

Non si sarebbe mai staccato da quella fantastica bocca, da quelle mani che lo accarezzavano tanto dolcemente ed abilmente, ma Natalia lo abbandonò mentre le sue mani lo guidavano a scivolare nel ventre di Roberta. Per la prima volta in vita sua Carlo provò il piacere di venire leccato da una donna mentre ne scopava un’altra e Roberta impazzì di piacere nel sentirsi scopata con foga mentre la morbida lingua di Natalia le tormentava il clitoride.

A fatica Carlo riuscì a staccarsi da quel piacere immenso, ma vi riuscì spinto dal desiderio di penetrare Natalia. Girò attorno al groviglio di corpi delle due, le sue mani si deposero sulle sodissime natiche della bruna, le palparono prima che lei inarcasse la schiena e Carlo si chinasse a leccarla insieme a Roberta. Le loro lingue s’intrecciarono sul sesso liscio e depilato della Dottoressa.

Natalia fremeva, sussultava e si bagnava in continuazione. Carlo si rialzò e con un gemito affondò in lei, s’impose la calma ed iniziò a scoparla con metodo, cercando di dimenticare il piacere che gli regalava la bocca di Roberta che succhiava di tanto in tanto i coglioni che pendevano poco sopra di lei. Le sue mani si appoggiarono sulle sode natiche, le palparono rudemente divaricandole per vedere occhieggiare nel profondo solco il roseo buchetto.

Poi afferrò i capelli di Natalia e la costrinse ad alzare la testa e per poco non venne nell’ammirare la stupenda smorfia di piacere che stravolgeva il bel viso della bruna. Si stese sulla schiena della bruna baciandola sul collo mentre le sussurrava
“Hai un culetto stupendo due natiche sode come quelle di una ragazzina…. Sai quante volte ho sognato di mettertelo nel culo ? ? ? “, Natalia rispose con un gemito
“E che aspetti allora ? ? ? Fallo, mettimelo nel culo… ma prima leccamelo per bene… ” gemette Natalia

Carlo impazzito d’eccitazione arretrò e mentre Roberta s’impossessava del suo membro succhiando e leccandolo, lui si chinava iniziando a leccare il culo di Natalia. Era stretto ma elastico, bastava la pressione della sua lingua perché lo sfintere si dilatasse pronto ad accogliere ben altre penetrazioni. Lo leccò a lungo, penetrandolo con le dita umettate di saliva, poi si alzò e la inculò. Il roseo anello di carne s’allargò dolcemente, opponendosi il meno possibile alla penetrazione, poi non appena superato prese a pulsare risucchiandolo sempre più a fondo nel capace culo..

Ogni secondo per Carlo era ormai diventato una lotta contro se stesso. L’eccitazione era incontenibile, e lo sperma ribolliva nei suoi coglioni tormentati dalla lingua di Roberta
“Vieni.. riempimi il culo di sperma ” L’incitò Natalia accorgendosene, e lui non si trattenne più. Quando il cazzo arretrò sfilandosi dal culo della bruna, lo sfintere sussultò e si contrasse espellendo una grossa goccia di sperma che colò tra le natiche, accelerò scivolando sempre più in basso sino ad imperlare la lingua di Roberta che ancora leccava furiosamente la vagina della bruna.

Subito dopo Carlo immerse il membro appena estratto dal culo di Natalia nella bocca della moglie.
Natalia si voltò e raggiunse Roberta intrecciando la sua lingua con quella della bionda nel cesellare il cazzo di Carlo. Con un sussulto il cazzo che stava afflosciandosi tornò ad ergersi eccitato Carlo si sdraiò sul letto incredulo delle sue stesse reazioni mentre le due donne si gettavano avidamente sul suo membro regalandogli uno stupendo pompino a due bocche.

Solo molto dopo Natalia si staccò per andare a leccare Roberta. Eccitato Carlo vide la bruna leccare tra le potenti natiche della moglie per prepararla alla sodomizzazione. Carlo inculò la moglie mentre Natalia leccava la vagina di Roberta proprio sotto ai suoi occhi. Malgrado fosse venuto poco prima, non riuscì comunque a resistere a lungo tanta era ancora la sua eccitazione.

Estratto il cazzo dal culo di Roberta, si masturbò mentre tratteneva il bel viso di Natalia proprio davanti alla cappella. Incredulo vide nuovamente sgorgare interminabili zampilli di sperma che innaffiarono oscenamente il volto della Dottoressa. Non appena la lasciò, Natalia si precipitò a farsi ripulire da Roberta.

Carlo si accasciò sul letto esausto mentre le due donne lo stupivano, abbracciandosi e ridendo ancora piene di forza
“Lasciamo qui questo rammollito ed andiamo a farci una doccia ” Ridacchiò Natalia. Poco dopo, mescolati agli scrosci dell’acqua sentì gli inconfondibili gemiti delle due.

Quando finalmente tornarono, Roberta felice si stese al suo fianco abbracciandolo, mentre Natalia iniziava a rivestirsi
“Non avevi detto che tu rispetti i tuoi principi e non mescoli il piacere con il lavoro ? ? ? ” domandò ironico Carlo
“Già e lo confermo” rispose lei
“Ed allora questa sera ? ? ? ” lei rise
“Il vostro caso era risolto… dopo l’ultima seduta non eravate più miei clienti ma solo amici quindi…. ” Carlo annuì
“Senti amica… avrei intenzione prima o poi di organizzare qualche cosa di nuovo d’insolito… ti piacerebbe parteciparci ? ? ? ? . ” Natalia scosse le spalle, poi si avvicinò e li baciò tutti e due
“Tu prova a chiamarmi… chissà…. ” E se ne andò salutando con la mano……

Roberta prese il volto del marito e lo costrinse a guardarla
“Brutto depravato che non sei altro… quali altre sconcezze avrebbe in mente la tua testolina malata ? ? ? ” disse ridendo
“Nulla di particolare, ma oggi ho provato quanto possa essere bello per un uomo fare all’amore con due donne e pensavo che per una donna potrebbe esserlo altrettanto farlo con due uomini… sono convinto che Natalia non solo potrebbe tenerti compagnia…. Ma anche aiutarci a realizzare questo nuovo gioco….. chissà che non conosca qualche coppia sua ex paziente interessata…… ”

Roberta sorrise divertita, poi assunse un’espressione maliziosa
“L’idea mi stuzzica… forse non avremo bisogno dell’aiuto di Natalia… sai tu hai avuto me e lei… ed a me piacerebbe avere te e Michele…. sono troppo perversa nelle mie fantasie ? ? ? ” domandò mutando la sua espressione maliziosa in una nuova falsamente angelica.

Per tutta risposa Carlo le spinse in basso la testa e lei lanciò un gridolino ammirato notando la nuova erezione. Lo accolse in bocca mentre Carlo le rispondeva
“No mia cara… sei solo deliziosamente puttana… ” FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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